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venerdì 9 aprile 2010

Food...dografando 6 - Che m'envento?

Ci siete sempre? Certo, se siete arrivati a leggere fin qui allora l'argomento vi ha proprio preso.

Avete trovato dei miglioramenti nelle vostre foto?
Non ve l'ho mai detto, ma se avete qualche dubbio, da profani come me, non abbiate timore a scrivermi: serve anche a me per capire meglio. OK?

Allora. Facciamo un piccolissimo riassunto, giusto per riordinare le idee che non fa mai male.

Abbiamo parlato di Luci e Ombre.
Abbiamo Pensato allo Scatto
Abbiamo imparato a Bilanciare il Bianco
Abbiamo parlato di Tempi di Esposizione, Sensibilità ISO e Aperture del Diaframma.

Ritengo che bene o male abbiamo messo insieme tutti gli elementi di base per sperimentare a lungo e a fondo e per cercare di migliorare le nostre tecniche prima e durante lo scatto. Bene. Son contento. :))

Pero' ripeto, e lo ripeterò fino alla noia: uno scatto non si improvvisa. Va pensato, studiato e anche "pesato", fino ad essere infine "equilibrato" nei toni e nei colori. Tutto questo richiede tempo, lo so, ma vi darà poi tante soddisfazioni, vederete ;-)

Vediamo adesso qualche trucchetto che possiamo adottare per inventarci degli scatti diciamo...particolari, OK?

Vi ricordate questa?


o quest'altra?


o quest'altra ancora?



Qualcuno di voi mi chiese come avessi fatto a tenere il pane "sospeso" per aria o a "immortalare" la goccia che cade.

Bene. E' giunto il momento di svelarvi il segreto!

Ovvio che quanto sto per dirvi non è l'unico modo per fare queste foto e sicuramente neanche il migliore, ma è quello che mi è venuto in mente con quegli ultimi neuroni a disposizione e un attrezzatura casalinga che più o meno tutti abbiamo.

Allora, nel post precedente abbiamo parlato dei Tempi di Esposizione noti anche come Tempi di scatto o Tempi di otturazione o Velocità di Otturazione o... Tempo di Clickete (non cercate questa definizione su "uichipidia", ancora non è stata aggiornata!!! ahahahahah).

Vi è ormai chiaro che più veloce è il tempo di clickete più il momento che riusciamo a cogliere sarà... ATTIMO, ISTANTE. OK? Immaginate uno spruzzo d'acqua dal vivo: le vedete le singole goccioline? NO. Ma in molte foto si vedono le singole goccioline. Perché? Dai, che lo sapete. Il tempo di clickete è stato talmente rapido che ha "fissato" quello che l'occhio umano normalmente non riesce a fissare: l'ATTIMO.

Ora la colata di sanguinaccio o di zabaione è sicuramente più percettibile della gocciolina d'acqua, ma...dobbiamo essere rapidi e tempestivi nel coglierla. Giusto? E se sbagliamo il momento? Ci ritroviamo con il ripiano sporco e con la necessità di dover ripetere il tutto rischiando di sbagliare ancora. Come fare?

Per il ripiano....vabbe', metteci sotto una tazzina, quello zabaione non va sprecato!!!!
Per il "momento", invece, ci viene incontro la tecnologia: multiscatto e tempo di clickete, funzioni che dovrebbero avere tutte le compatte (oltre a tutte le reflex)

Sistemate la vostra digy su un ripiano fisso e sicuro, meglio se su un cavalletto.

Impostate un tempo di scatto basso, tipo 1/320 o 1/500. Dovreste già sapere che avrete bisogno di più luce del normale, ma potete sempre giocare con l'apertura del diaframma e la sensibilità ISO. Essendo uno scatto che si focalizza su un solo particolare, lo sfondo sfocato non disturberà affatto il risultato, anzi... Per gli ISO decidete voi, di solito io non vado mai oltre i 400. Questo è uno dei casi in cui i megapixel della vostra digitale potrebbero fare la differenza ;-)

Impostate poi il multiscatto.

Ora si vengono a porre un paio problemucci che i più arguti hanno sicuramente già individuato:

1. Come faccio a scattare la foto e tenere contemporaneamente il cucchiaino in mano?
2. Come faccio ad esser sicuro che la macchinetta metterà a fuoco proprio la zona del cucchiaino?

1. ci sono più possibilità:
a) una persona paziente, ma poi non tanto, giusto un paio di minuti, che si presta a scattare la foto o a tenere il cucchiaino
b) usare l'autoscatto

2. io ho fatto così:
ho preso un oggetto qualsiasi e l'ho messo più o meno dove pensavo sarebbe stato il cucchiaino durante la foto; ho messo a fuoco in maniera automatica e poi ho tolto la funzione di messa a fuoco automatica (non so se questa possibilità la offrono tutte le compatte, ma a tutto c'è rimedio ;-) ) e non ho mosso più la digitale.

A Pie', ma se er cucchiaino deve da sta per aria, come faccio a mette l'oggetto per aria?

Be, a noi interessa la messa a fuoco, non la lievitazione degli oggetti, per cui per la sola messa a fuoco sistemiamo l'oggetto su un "poggia oggetto". OK? Quindi mettiamo a fuoco.

A questo punto sappiamo nella nostra mente dove ci dobbiamo posizionare con il cucchiaino per avere la messa a fuoco corretta, già impostata. Togliamo il "poggia oggetto" con l'oggetto sopra e togliamo anche la messa a fuoco automatica.

Tutto chiaro? Ricapitolando:

Tempo di clickete rapidissimo
Autoscatto
Messa a fuoco.

...e finalmente: Lo Scatto!

CLKT

A Zipie', mo che è questa? N'artra sigla?

Ma nooooo, era un Clickete, però rapidissimo, quindi l'ho scritto così: CLKT!

Ahoooo, ma qui naaa foto aaa cioccolata stava sur cucchiaino e la colata numme' venutaaaa!!!

A Zipie', io scio' la digggitale cor foco sempre automaticoooo!!!!!

Calma, calma. Procediamo per gradi.

Se avete capito fin qui quasi ci siamo.
Per fare le cose per bene dovreste fare degli scatti continui (quasi tutte la digy lo consentono, sbirciate sul vostro libretto di istruzioni); i più fortunati avranno anche lo scatto continuo in autoscatto, che consentirà di avere una mano libera in più (diversamente dovrete ricorrere o ad una seconda persona o ad una mossa di yoga, scattando p. es. con la sinistra e tenendo il cucchiaino con la destra, allungandovi...).

Per quanto riguarda la messa a fuoco, se questa è possibile solo in automatico (potrebbe succedere per le digy compatte), potete sempre mettere a fuoco tenendo il cucchiaino in mano e facendo la solita leggera pressione sul pulsante di scatto; se avete familiarità con la macchinetta per la sola messa a fuoco non c'è bisogno di stare "dietro" la macchinetta, potete tranquillamente stare davanti e di lato (la mossa di yoga equivalente è sempre la stessa di cui sopra!)

Ci siamo? Vi ho confuso per bene le idee? O, magari, ve ne ho fatte venire altre?

Comeee? Ah, SIII. Il pane sospeso per aria!!! Ahahahaha



Allora, tutto quello detto fino ad ora deve essere messo in pratica anche in questa foto, ma in più vi occorre l'uomo invisibile.

Eeeehhh? Dai, non mi dite che non avete un conoscente capace di sparire ogni volta che avete bisogno di lui? Fategli tenere in mano la fetta di pane e chiedetegli 1.000€ in prestito. Non appena scompare, voi scattate! ahahahahah

Dai, su, ogni tanto fatemi scherzare un po' :))

Prendete una forchetta, infilzate i rebbi nella fetta senza farli uscire dalla parte opposta; girate la fetta attraverso il manico della forchetta fino a trovare la posizione che vorreste che la fetta assumesse nella foto. Chiaro?

Scattate la foto, anzi scattatene più di una, con lo stesso sistema che avete ormai adottato per la colata di cioccolata. OK?

Adesso viene il bello: dovete togliere la forchetta!

Seeeee, ma se io la tolgo poi la fetta mi cade!

E' vero, ma se la togli con un qualsiasi software di post-produzione, NO. La fetta ti rimarrà lì, miracolosamente sospesa per aria....

Vabbe', ma qui c'è il trucco!

Certo. Ma in tutte le foto c'è sempre qualche trucco. Si truccano le modelle (molte delle quali sono piene di brufoli e anche bruttine), si truccano le immagini pubblicitarie, si truccano i corpi (a proposito, ieri per divertirmi ho snellito una taglia 50 e portata ad una 44, togliendole cellulite e inestetismi vari ed è uscita fuori una stragnocca da paura! non oso pensare a quante belle attrici vengano "rimesse in tiro" con mezz'ora di fotoscioppe); insomma, si trucca tutto, perché non divertirci ogni tanto anche noi? Qualsiasi fotografo lo fa ;-)

Bene. :))

Penso che le cose principali riguardanti lo scatto di una foto siano state davvero trattate tutte, anche se a livello molto amatoriale ma sicuramente non privo di nozioni basilari.

Da qui in poi si entra in un ambito direi quasi semi-professionale, per cui mi sembra più corretto che ognuno di noi - me compreso - volendo progredire, inizi un percorso più serio guidato da persone qualificate.

Per quanto riguarda invece le nostre foto, se volete, vi posso iniziare a far vedere come queste possano essere "corrette" in post produzione; anche qui tra una risata e un colpetto di mouse, senza la pretesa di insegnare nulla ma al solo scopo di condividere con voi quanto ho imparato in questi mesi (così togliamo insieme la forchetta dalla fetta di pane!!!!).

Fatemi sapere che ne pensate.

Come sempre grazie e alla prossima

Lo Ziopiero

venerdì 2 aprile 2010

Food...dografando 5! Tempi, ISO, Diaframma...


Mamma miaaa!!!! Ma avete visto quante sigle per uno scatto?
E non sono mica tutte!!! Troppe ce ne sarebbero ancora!!!

Certo se siamo arrivati fino a qui con qualcuna di queste dovremmo aver preso familiarita, che dite?

Be', se è così, prima di tutto grazie per avermi seguito; un pochettino di esperienza ce la stiamo facendo insieme, giusto? In ogni caso spero che quanto vi ho raccontato fin'ora sia stato utile.

Oggi cercherò di essere più sintetico del solito (seeeee ahahahhaah), anche se l'argomento è complesso e andrebbe trattato con cura e attenzione.

Certo, vorrei parlare di Tempi di esposizione, Velocità ISO e Aperture del diaframma con la stessa semplicità con cui me li spiegò Paoletta per telefono, vi ricordate il primo post di Food...dografando?


"A Pie', senti amme: la vedi la rotellina? Ecco comincia aggira’ quella! Poi metti su M e mo guarda dentro. Li vedi i numeri che cambiano?. Nummmette al centro, ma si devi fa na foto chiara, metti no stoppe piuddequa! Chiaro?”

…voi non ci crederete, ma mi fu tutto incredibilmente chiaro!!!

A volte solo per capire come impostare l'esposizione, i tempi di scatto, l'apertura del diaframma e la velocità ISO, ci vorrebbero intere giornate di lettura. Ora, se non avete la fortuna di conoscere il numero di telefono di Paoletta che ve lo spiega in 5 minuti, avete 3 possibilità:

1. Vi studiate tutto quello che trovate sulla rete
2. Ci rinunciate
3. Provate a leggere qui, sempre ricordandovi che NON sono un fotografo ecc, ecc ecc. OK?

Cerchiamo di usare termini facili facili, per cui passo al...

[MODE ROMANACCIO ON]

Definizzzioni:
Tempo di esposizione = Er tempo che ce mette a maghinetta affa' 'no scatto

Apertura Diaframma = a lusce che entra naa maghinetta

Velocità ISO = nuuuoso', però si è arta e foto vengheno peggio


[MODE ROMANACCIO OFF]


Chiaro? Direi di si, altrimenti rileggetele ;-)
(/Gluty, traduci tu per gli argentini?)

Ora la combinazione di questi 3 fattori pregiudica non di poco il risultato finale della foto, per cui un loro corretto utilizzo puo' far la differenza tra una foto ben fatta e una fatta a casaccio.

Sappiate subito, pero', che per poterli usare tutti e correttamente dovrete fotografare in modalità Manuale (M)

OK? Andiamo avanti. Tempi di esposizione:

[MODE ROMANACCIO ON]

A Pie', ma quanto ce deve da mette a maghinetta affa a foto?


Dipende: metti che ce sta poga lusce, ce vo' più tempo pe vede' mejo, giusto?


Spiecate mejo, Pie'


Hai presente quanno entri a palla caaa golf nera 'naaa galleria prima d'ariva o stadio? te ce vo' npo' de tempo prima da capì ando sei finito, giusto? Quinni poca lusce, tanto tempo!


Mo si ghe ho gapido!


Stai 'ncampana, pero', che si sciai er parkinzon a foto te po' veni' mossa.


Famme capì mejo...


Si quanno schiacci senti
click, vordì che a maghinetta ce mette poco e a foto dovrebbe esse ferma; si senti ciiiick vordì che ce mette abbastanza, quinni si tremi a foto rischia da esse mossa; si senti cliiiiiiiiiicketeee vordì che ce mette 'na quaresima e la foto siguro è mossa.

Ma come faccio a capì dasubbbito quanto ce deve da mette?


Da subbbito nooocapirai quasi mai, anzi forze nooocapirai mai uquale, ma si adopperi eee-esposimetro na mano taa po' ddda lui!


Aho, tutte ste parole nove me stanno affa' veni' er mardetesta!

Eppoi tooodigo subbbito: 'ncio' na lira da spenne pe ste'eeesposimedro


[MODE ROMANACCIO OFF]


La buona notizia è non c'è da spendere nulla: le fotocamere l'esposimetro ce l'hanno incorporato (ma questo lo sapevate già, vero?) Poi, se non vi va di ricordarvi il nome, basta che sappiate che serve a "misurare" la luce e che sappiate, soprattutto, come si usa, anche in maniera molto approssimativa.

Dunque, il nostro amico (anzi amigo) ha appena appreso che guardando dentro il mirino della reflex (o nello schermo della compatta) appare un righello - di solito in basso - con dei numeri a sinistra (negativi) e a destra (positivi). Poi ci sono delle tacche, che chiamiamo STOP come il cartello stradale (anzi me sa che se chiamano proprio così!), e che c'è una specie di cursore che si muove come cambiamo inquadratura.
Più precisamente si muove verso destra se inquadriamo cose via via più luminose, verso sinistra per cose più buie.

Il cursore, per una fotografia corretta dal punto di vista dell'esposizione alla luce, dovrebbe trovarsi al centro (le eccezioni le vedremo un'altra volta).

[MODE ROMANACCIO ON]

A Pie', ma io mica posso fodografa' solo eee cose che se troveno andosta' a lusce


Aho, mo stai a core troppo. Damme tempo che te spieco (anzi sce provo!)


[MODE ROMANACCIO OFF]


Decidiamo cosa scattare e controlliamo dove è posizionato il cursore del righello (chiamiamolo così, dai)

Sta al centro? Perfetto (oddio, non è detto, ma lo potremmo capire solo dopo); per ora di ciamo che tutti i parametri sono ok.

Sta a destra o a sinistra? Cambiamo i tempi di esposizione in modo da farlo andare al centro. Come si fa? Sulle reflex di solito c'è una rotellina, sulla compatte dei tastini con delle frecce. Giocateci. Se non trovate il modo o non succede nulla, sarete costretti ad andare a consultare il libretto di istruzioni.

[MODE ROMANACCIO ON]

A Pie', ho gapito! Mo vojo subbbito fodografa' er poster der
pupone. Ecco, er curzore sta ar centro-campo, evvvvaiii totti-goool

....cliiiiiiickeeeteeeeee


Aho, ma scia messo 'na guaresima! Anvedi è tutta mossa, ma allora me stai a pija perc...o. Io miga scio' er parkinzon!!! Quello sce l'avrà tu nonna, che è pure lazzziale!"


[MODE ROMANACCIO OFF]


Cosa è successo alla foto nostro amico? Be', penso l'abbiate capito tutti, no?
Una volta impostato il cursore al centro (non al centro-campo, eh?) non è detto che le condizioni di scatto siano proprio le ideali. In questo caso, probabilmente, trattandosi di una foto di un poster si presuppone che siamo in un interno di una stanza (e che stanza, ve la lascio immaginare) e la luce è sicuramente poca, giusto? Pero' il cursore era sistemato al centro. Cosa è successo?

....cliiiiiiickeeeteeeeee

E' successo che l'esposimetro vi ha indicato i tempi di scatto per quel tipo di illuminazione, ma NOI avremmo dovuto verificare che i tempi erano compatibili con le nostre mani ferme.
Ora solo voi saprete quali sono i tempi al di sopra dei quali le foto vi iniziano a venire mosse, per cui è inutile dirvi che sopra 1/50 di secondo è inutile che scattiate quando poi magari avete una mano fermissima o, meglio, possedete un cavalletto. Sarete voi a capire i vostri tempi massimi di scatto.
Certo nel caso di una foto con un oggetto "morto" (in questo caso il poster, non il pupone) possiamo contare anche sul fatto che essendo l'oggetto fermo, una volta fissata la fotocamera su un cavalletto stiamo a posto. Ma se invece di un poster o un piatto di pasta volessimo fotografare una persona?

Ecco l'occasione per introdurre gli altri due concetti:

Velocità ISO e Apertura del diaframma.

Inquadriamo una qualsiasi cosa e giochiamo con i tempi fino ad arrivare a "centro-campo", cioè facciamo in modo che il cursore del righello stia al centro.
Ora proviamo ad alzare il numero di ISO, p.es da 100 a 200 o 400 (se non sapete come fare consultate il solito libretto di istruzioni). Il cursore si dovrebbe esser spostato verso destra, giusto? Cioè, detta proprio in soldoni, è come se ci fosse più luce.
"Ma allora adesso possiamo abbassare i tempi di clicckete, con il vantaggio di avere una foto meno mossa, giusto?"

Esatto. ...pero', se da una parte c'è un vantaggio, dall'altra c'è uno svantaggio


[MODE ROMANACCIO ON]

A Pie', ciooosapevo ghe me stavi a tira' na sòla!!! Dai spara, quanto devo da spenne?


Ma nooo, sempre a penza a li sordi, tu? Kaigapito? E' solo uno svataggio tennigo.

Si aumenti li ISO a foto te po' vveni' più sgranata, meno definita; peffate capi mejo: 'na mezza ciofega


E allora? Kedevodafa? Butto tutto?


None, nun te staggita'. Mo te digo kesso' le aperture der diaframma.


Olimorte', nartro trucco: me stai affa' fonne er cervello


[MODE ROMANACCIO OFF]


Allora lasciamo per un attimo il nostro amigo e la sua fonduta di encefalo.

Sopra abbiamo scritto che più apriamo il diaframma, più luce entra nella macchinetta, giusto?
Ovviamente cambiando l'apertura del diaframma, sempre a parità di inquadratura e condizioni al contorno, il nostro cursore si sposterà a destra o a sinistra.

Vedete? A questo punto abbiamo almeno 3 parametri con cui "giocare" per stabilire quando per c'è la giusta luce per la nostra foto:

- Tempi di esposizione - Velocità ISO - Aperture Diaframma

Ognuno di questi parametri offre vantaggi e/o svantaggi, a seconda dei punti di vista.

Abbiamo visto che i tempi di esposizione, se aumentati, rischiano di farci fare una foto mossa, ma in mancanza di luce, con un soggetto inanimato e un cavalletto, potrebbe diventare un vantaggio, specie se c'è poca luce ;-)
Certo, se volessimo fermare le gocce d'acqua di uno spruzzo o di una fontana, dovremmo mettere dei tempi di esposizione bassissimi (tipo 1/320 - 1/500), altrimenti vedremmo solo una "strisciata" d'acqua in movimento. Con tempi di esposizione così bassi la foto non sarà mai mossa, ma ovviamente avremmo bisogno della giusta quantità di luce. Chiaro, no?

La velocità ISO aumentandola, aumenta anche la sensibilità del sensore (grazie Nico per la precisazione nel tuo commento), ma questo avviene a discapito della qualità dell'immagine, che diventa via via più sgranata.

Anche aprendo il diaframma facciamo entrare più luce, ma questa volta a discapito della messa a fuoco. Infatti più il diaframma è aperto più sono sfocati i soggetti via via più distanti dal punto di messa a fuoco.
Per cui se volete una foto tutta nitida, cioè tutta messa a fuoco, il diaframma deve essere più chiuso possibile (ma avrete anche bisogno di più luce). Se invece volete sfocare qualcosa nella foto (avanti o dietro il soggetto principale che dovrete mettere a fuoco) allora potete aprire il diaframma.

Approfitto del fatto che il mio" amigo" non c'è per dirvi che gli obiettivi generalmente variano molto di prezzo in funzione di quanto riescono "ad aprire" il diaframma, per cui obiettivi in cui c'è la possibilità di far entrare molta luce di solito sono molto cari. Per capire quanto un'obiettivo "apre" dovete leggere quel numeretto vicino la "f"; una buona apertura è intorno a 2.2 o, meglio, 1.8 (ma si puo' scendere ancora salendo di prezzo). Una apertura media inizia da 3.5. Ovvio che tutto dipende da quello che volete, da come lo volete e da quanta disponibilità di spesa avete. L'apertura del diaframma non è tutto, ma quando ne sentirete l'esigenza, allora sarete entrati nel fase "del non ritorno". ;-)

Di solito le fotocamere compatte non hanno di questi problemi (visto che gli obiettivi non sono intercambiabili), ma neanche di questi vantaggi; al massimo consentono (se lo consentono) 2-3 aperture di diaframma, che son pochine e comunque fatte su obiettivi di bassissma qualità.
Ciò non toglie che possono venire sempre delle belle foto, come quelle che fa Gaia ;-)

Ora, provando a riassumere, possiamo dire che abbiamo in teoria tutti gli elementi per decidere come scattare la nostra foto in funzione della luce presente, delle nostre capacità, del soggetto.

Ricordatevi:

Modalità manuale, Tempi di Esposizione, Diaframma e ISO.

Ciao e alla prossima

Lo Ziopiero

venerdì 26 marzo 2010

Food...dografando 4 - Te peso er bianco!

Eccoci qui. Onestamente non pensavo sarei arrivato alla puntata numero 4!!!
Per essere la brutta copia di un finto fotografo non è male, eh?
!!! hihihihihih !!!

Non so se l'ultimo articolo vi sia piaciuto.

Il fatto è che essendo stato pubblicato il giorno del mio compleanno, i commenti sono stati tutti di auguri e poco tecnici, per cui riscontri diretti ne ho avuti pochi...
Capisco che l'articolo era troppo lungo e forse pesantuccio, pero' a mio avviso rappresenta un punto di svolta: per andare avanti occorre passare da lì.

Orbene! Continuiamo?
Dunque, dunque, da dove iniziare? Ahi, si!!! Sentite questa:

L'altro sabato, in occasione appunto del mio compleanno, avevo fatto la setteveli e il millefoglie e quindi invitato un po' di persone (poche, eh? mica potevo rischiare la rissa intorno ai dolci!!!); come da copione sono arrivati tanti bei regalini....tutti graditissimi :)))

Poi, ad un tratto, suonano alla porta e mi si presenta Isabella con mio fratello Max e una busta di plastica:

Lui: "aho, scusa si nun te l'ho 'mpacchetato, ma nun sciavevo tempo e voja"
Io: "A frate', ma che sgherzi? Ciooosai che so contrario ali pacchetti: è tutta carta spregata"
...piccola pausa
Lei: "A Pie', nun te ce potevo più vede' affa' e foto dentro quer cartonaccio"


...quasi mi si gela il sangue...
"NNNOOOOO, NON DIRMELOOOO!!!!"

Ebbene Si. Avete capito bene!

Ho ricevuto una sòffeteb... ehm ehm una "Softbox"!!! Si, si proprio di quelle vere che usano i fotografi veri che scattano con le luci vere e le fotocamere da 10mila euri (veri)!!!!
Un accessorio che non mi sarei mai, ripeto mai, sognato di comprare!!!! Bellissimo-o-o-ooo.

Vi lascio immaginare la mia felicità!!!! :))))

"A Pie', ora però te devi 'mpara' a fotografa' come se deve"

Ahh, colpo basso. Ma come? Avevo appena deciso che tutto sommato il livello delle mie foto era più che passabile? Evidentemente c'è ancora molto da imparare...

Vabbe', tiriamoci su le maniche.

Nella puntata nr. 2 ebbi il coraggio di scrivere (mi autocito!):

Ma lo sai quante cose occorre fare prima di scattare una foto in studio, molte delle quali non necessitano della macchina fotografica? Vuoi un elenco?
Occorre "Pensare la foto" (ne abbiamo parlato da poco, ricordate?)
Giocare con la luce (Food...dografando 2)

Comporre la foto, o meglio la scena (di questo, forse, non ne parleremo mai!)

Darsi una regolata con i terzi (si, sapete quella che chiamano la Regola dei Terzi? Un giorno ne faremo un accenno, forse)

Mettere il BIANCO sulla bilancia:


ma non pesare una lampadina bianca!!! Che avete capito!!! Fare quell'operazione che quelli capaci chiamano "bilanciamento del bianco" (e qui finalmente entra in gioco la macchina fotografica)

Impostare l'esposizione: tempi, diaframma e ISO, cose complicatissime che richiedono intere giornate di lettura, ma che Paoletta è riuscita a spiegarmi per telefono in 5 minuti!!! (quindi telefonate a lei! ihihihhihihih)

Mettere a fuoco

Scattare.


Quindi, correte finalmente a prendere la vostra macchina fotografica!!!
Dopo alcune (noiosissime?) teorie su come preparare lo scatto, vediamo adesso cosa occorre necessariamente fare un attimo prima dello scatto, cioè il momento di guardare nel mirino.

Sicuramente decidere l'inquadratura, ma se avete pensato bene allo scatto questa fase l'avete ben chiara in mente.

Poi, dopo aver spassionatamente giocato con le luci, dovete mettere il bianco sulla bilancia!



Ma nooooo, vi ho appena detto che non dovete pesa' la lampadina!!!

Chiariamo bene questo concetto partendo come al solito da un aneddoto:

Quante volte avete visto delle foto che danno sul blu o sul rosso (o ancora meglio sul ciano o sul magenta)? Io MAI, fin quando un giorno la Paoletta prende coraggio e mi fa:

"OOO Pie', ma 'un vedi che la tu foto è blu?"
"NO"
"
Come nno?!?!?! Guardace bbene!"

"Ao, e nullo vedo!"

"'naggia pie', sei proprio capoccione!!! Aspetta du minuti"


(clicke clicke, blogghe blogghe, salva, copia, incolla, tarocca, invia)

"Vatte a vede' la posta, sciai due allegati"
"A Paole', ma che m'hai mandato la foto mia fatta blu?"

"No, piero. Guardace bene. Quella è la foto tua originale. Quella bella è la mia in cui ho messo a posto i bianchi!"
...
"O mammamia!"


E così, da quel giorno, tutte le volte che vedevo una foto mi sforzavo di capire se era blu, o meglio se aveva una "dominante" blu, o magenta o gialla o altro e subito dopo aprivo il programma di fotoritocco e cercavo di aggiustare i colori (sono arrivato a farlo pure con le foto non mie!!!).

Pero' vi dico subito che non si fa così: una foto deve uscire bene da subito, anzi NOI dobbiamo cercare di far uscire una foto con i colori giusti. Dobbiamo, cioè, bilanciare il bianco prima di scattare.
E questa operazione è possibile effettuarla praticamente con tutte le fotocamere digitali, sia reflex sia compatte.
:))

Ora Internet è pieno di letteratura a tal proposito, ricca di terminologia difficile e di teorie noiosissime quanto vere...pero' non mi voglio assolutamente sostituire a nessuno (certamente più bravo di me) né togliervi il gusto della ricerca in rete, per cui piuttosto che dilungarmi sulla teoria, vorrei passare direttamente alla pratica.

Guardate queste 6 foto.


Sono state scattate tutte con queste identiche impostazioni e condizioni di scatto:

Distanza Focale: 115mm
Velocità ISO: 200
Tempo: 1/125
Diaframma f/5.6
Esposizione: centrata (si dirà così? cmq sempre la stessa per i 6 scatti!)
Luci: due laterali 500 W e una sopra da 150W
Ambiente: sofbox (nuova :)) )

Vedete come sono diverse?
Quale vi sembra più vicina alla realtà?
Secondo me la nr. 5.

"Ma Ziopie', perché sono tutte così diverse se le impostazioni di scatto sono uguali?"

Semplice, perché nelle descrizioni delle impostazioni di scatto ne ho omessa una importante almeno come le altre: il bilanciamento del bianco.

Quasi tutte le fotocamere digitali hanno questa opzione tra gli strumenti in dotazione, White Balance: cercate la sigla WB da qualche parte sulla fotocamera.
Purtroppo quasi sempre ci si dimentica di adoperarla, per cui alla fine il risultato cromatico è spesso distante da quanto appare nella realtà, mentre invece:

Eseguire il bilanciamento del bianco è importante.

I nostri meravigliosi occhi hanno una capacità di adattamento ai colori automatica, la nostra pupilla si allarga o si stringe a seconda della luce e delle ombre e senza che noi dobbiamo star lì a premere tastini vari.
La fotocamera no, ma glielo possiamo dire, con apprezzabile approssimazione ;-)

La cosa più semplice da fare è impostare il bilanciamento del bianco in automatico (ogni fotocamera ha un modo diverso per farlo, eventualmente guardate sul libretto di istruzioni).

La cosa più difficile è impostare il bianco in maniera "personalizzata".

Poi ci sono delle impostazioni intermedie preimpostate, come "nuovoloso", "ombra", "tungsteno", "alogena" "flash"...che potete scegliere dinamicamente prima dello scatto e a seconda del tipo di luce che avete.

Torniamo alle nostre 6 foto:
Ora vi aggiungo le informazioni sulle impostazioni usate nel bilanciamento del bianco:

Foto nr. 1: Automatico
Foto nr. 2: Luce Diurna
Foto nr. 3: Ombra
Foto nr. 4: Nuvoloso
Foto nr. 5: Tungsteno
Foto nr. 6: Alogena

Ora sta a voi capire qual è l'impostazione che preferite per la vostra foto: all'inizio vi consiglio di scattare più foto e guardarvele nel display prima di capire quale impostazione scegliere per lo scatto finale.
Va da se che ambienti diversi con luci diverse danno risultatati diversi, per cui non esiste un'impostazione unica, ma occorre via via bilanciare il bianco per ogni ambiente in cui si opera e in cui cambiano le condizioni al contorno (non quello che se manga, eh?). Ad esempio nel caso su esposto ho anche fatto dei test con le impostazioni "Luce Diurna", "Nuvoloso" e "Ombra", che al chiuso in uno studio hanno poco senso.

Molti preferiscono lasciare l'impostazione in automatico, ma ben presto vedrete che questa impostazione non risolve mai al meglio la risoluzione dei colori, ma fa una sorta di media tra tante possibilità. In pratica decide lei quale è il bianco, ma non sempre ci indovina in pieno!
Se andate a rivedere i 6 scatti di sopra noterete che la foto 1 (Automatico) è peggiore della 3 (Ombra, che non ci azzecca niente in un interno), per non parlare del confronto con la 6 (Alogena) e la 5 (Tungesteno, la migliore della serie).

Ora sta a voi decidere se usare sempre l'impostazione WB in "Automatico" o variarla a seconda della luce e dell'ambiente. Come avete visto puo' fare la differenza ;-)

Facciamo ora un rapido accenno all'impostazione personalizzata:
In pratica in questa maniera diciamo alla fotocamera quale è il vero bianco nell'ambiente della foto e la fotocamera, di conseguenza, si bilancia i rimanenti colori.
Per impostare il bianco in maniera personalizzata vi consiglio di guardare il libretto di istruzioni, ogni macchina ha una sua sequenza di operazioni da fare (ma poi diventerete bravissimi e velocissimi a farle "al volo"); in pratica consiste nello scattare una foto su una superficie bianca (un giorno vi dirò che poi non è manco così bianca) nell'ambiente e con le condizioni di luci con cui scatterete poi la foto vera propria con il soggetto da voi scelto. Alla fotocamera direte, tramite una sequenza di tasti, che quella foto tutta bianca è il bianco di riferimento. Al resto pensa lei.

Va da se che se cambiate ambiente dovrete ripetere l'intera operazione, altrimenti la fotocamera tiene memoria dell'ultimo bianco impostato e vi sballa (a volte pure di tanto!) tutti i restanti colori (provate a farlo per divertirvi un po').

Ora, prima di concludere, vi voglio far vedere l'ultima differenza.
I più attenti si saranno sicuramente accorti che non ho ancora mostrato la foto scattata con il bilanciamente del bianco personalizzata. Eccola qui:



Notate le differenze? No? OK, vi affianco la 5 (Tungsteno), che mi sembrava la più decente, con la P (personalizzata):

Ora si dovrebbe vedere anche come la 5 lasci moooolto a desiderare...eppure ci sembrava decente!!!

Ovviamente dei 7 scatti, quello con il bianco personalizzato, a mio avviso, è il migliore, ma non è ancora un bianco corretto.
In fase di scatto avrei dovuto "sovraesporre" un pochino la foto, vista la massiccia presenza di bianco, ma di questo parleremo un'altra volta, per ora lasciate che gli dia solo un "tocco di ritocco" in più in post produzione, schiarendola appena appena, così (ovviamente delle due foto è quella di sotto):

Chiaro?
"Azzipie', ma ora possiamo scattare?
Ma perché, ancora non l'avete fatto? Aahahahah
Be', non sono certo io a potervelo impedire!!! :)))

Anche oggi sono stato moooolto prolisso, forse pure troppo.
Ho cercato di condirvi il tutto con qualche battutina in allegria, ma d'altra parte l'argomento era un po' tecnico e spero di averlo trattato in maniere "leggera"

Se volete la prossima volta parleremo di tempi di esposizione, apertura del diaframma, messa a fuoco, velocità ISO...troppe cose? Be' dai, la fotografia è anche questo ;-)

...aspettateeeeeeeeee!!!!
A momenti mi dimenticavo!!!

Come?!?!? Non siete curiosi di vedere la mia nuova sòffetebocchese!!!

Versione "pronta all'uso":


Versione "a riposo":


Bella, eh? Visto quanto diventa piccola? Comunqe il "quel cartonaccio" non l'ho buttato! :)))

Grazie della pazienza e alla prossima

Lo Ziopiero

venerdì 19 marzo 2010

Food-dografando 3 - Pensiamo allo scatto

Eccoci qui!

Immagino che ormai abbiate preso confidenza con la sòffete e con le luci, giusto?

Bene: sappiate che non io ancora no!!! So' di testa dura!!! Mi incaponisco.
Appena scopro o imparo una cosa subito dopo mi accorgo che posso far di meglio, e allora non demordo e continuo cercando una strada nuova, diversa, un miglioramento di una tecnica già acquisita.

Ora, se anche voi volete approfondire ancora un po' i due argomenti, vi propongo un link ad un filmato molto interessante, questa volta non mio, dove un fotografo coi "controflash", Mark Cleghorn, spiega l'uso della sòf... ehmm, in questo caso chiamiamola Softbox ;-)

Vi premetto che il filmato è piuttosto lungo, dura 22 minuti, ed è in inglese.

Ho tentatano di convincere Mr. Cleghorn a fare una traduzione solo per noi...ma lui mi ha assicurato che le immagini parlano da sole.

Come, non credete che ci ho parlato? Vi riporto uno stralcio della trascrizione della telefonata intercettata dai servizi segreti:

"A Marke, ma si quarcuno qui nun spiccia l'ingliscc?"
"Doonuorri, Oncle-Peter. Siiii de video e iu andestein"


Visto? Ok, torniamo a noi ;-)

Vi avviso subito: l'articolo, anche se colorito da qualche "ziopierata", è lunghetto e forse noioso e antipatico per cui preparatevi un bel cicarone di caffé e mettetevi comodi, alla fine non ve ne pentirete ;-)

"Pensiamo allo scatto"

Ovviamente, come ormai sapete, non sono assolutamente in grado di insegnarvi come si deve scattare una foto; al limite potrei aspirare a spiegarvi come NON si dovrebbe scattare una foto, per cui facciamo così: vi racconto tutti gli errori che penso di aver commesso in modo tale che, se volete, insieme possiamo fare delle considerazioni. (va da se che gli errori che commetto adesso non li conosco... spero di scoprirli subito, magari grazie anche alle vostre segnalazioni)

1. Come fotografavo (bei tempi)

Una domenica qualsiasi di trent'anni fa:
"aho, chi aaa porta aaa maghinetta peffa' e foto?"
"A Pie' (all'epoca non ero ancora Zio), ce penzi tu che nnoi nzemo bboni?"

Poi, nel momento meno opportuno della stessa domenica:
"Booooni, state feeermi. Ve dico che cio' (senz'acca) solo 3 scatti poi 'a pelligola è finida!!! Aaah Nando, feermo keee mano: nun fa e corna"

E così, dopo venti minuti di posa, alla fine il click arrivava inesorabile, così come l'indice e il mignolo alzati di Nando.
Sette giorni di attesa e poi meraviglie delle meraviglie.
"aho, che me ne fai ddu copie?"
"Anvedi come sei venuto da schifo? Me pari a brutta copia de dario argggento"

Bei tempi, dicevo. Non so se perché eravamo giovani, belli (tranne Dario Argento, ma lui in compenso è bravissimo con la cinepresa) e spensierati, o perché, tornando all'argomento dell'articolo, alla foto, una volta, ci si pensava!

Poi arriva...

2. L'era del digitale

Una domenica qualsiasi di dieci anni fa (circa)
"aho, chi aaa porta aaa maghinetta peffa' e foto?"
"A Pie', ce penzi tu che nnoi nzemo bboni?"

...diceee: ma non è cambiato niente!!!
Be', la spensieratezza è sempre la stessa, le incapacità dei miei amici pure, Nando ha messo le mani a posto, .... e...le foto non costano più nulla!!! Qualcosina, insomma, è cambiata!

"aho, fanne n'artra, dai scatta, tanto nulle paghi"
"A Pie', poi maa manni per imeil"

E fu così che i nostri hard disk sono diventati stracarichi di foto tutte uguali, esteticamente insignificanti, anche se ricche di significati emotivi ed evocativi per "noi che c'eravamo". (ricordatevi questo concetto)

3. Le prime foto di cucina

Poi arriva il momento magico: mi esplode improvvisa la passione per la cucina!!!

"Vabbe', tanto poi ti passa" , disse la mia signora qualche anno fa.

Forse passerà, un giorno, ma di sicuro quando mi prende una passione cerco sempre di dare il meglio di me stesso (è tutto relativo, eh?), cercando di applicarmi anima e core e aspirando a continui miglioramenti (è un'aspirazione, eh?, non è detto che poi ci riesca!).
Così approdai sul Forum di Gennarino nel 2006, proprio a marzo e da lì inizia la storia.

Cucinavo con entusiasmo e con lo stesso entusiasmo raccontavo, documentando, appunto con le immagini, i miei tentativi di riprodurre piatti e dolci di veri maestri.
Se avete il coraggio, andatevi a vedere le mie prime realizzazioni, le trovate nelle ultime pagine del mio flickr.
Anzi andatevele a vedere comunque, perché a mio avviso hanno un valore didattico non indifferente, sia per come NON andrebbero presentati alcuni piatti, sia per come NON andrebbero scattate le foto, soprattutto quelle di cibo. :))

Perché' ?
Ripeto, perché?

"Aahh, Zipie', ma che stai adddi'? Ma che te fai e domanne da solo? Tanto nun te sta a sentì nissuno!!"

Aho, ci siete? state sempre lì? Spero di si! :)) Vabbe, io scrivo lo stesso, alle brutte me leggo da solo!

Ora, prima di capire che le mie fotografie di cibo erano brutte, ci ho messo un bel po' di tempo, anche perché a me onestamente le foto piacevano. Ma perché mi piacevano? E' questo il punto.

Faccio un esempio (tanto posso scrivere quello che voglio, non mi sta leggendo più nessuno!)

Avete presente quando andate alla comunione del nipotino e scattate 20 foto tutte uguali e nel momento in cui le rivedete pensate: "che bello, come era carino, guarda come era pettinato bene"? e vi portate quella foto nel portafoglio o la piazzate sul como' nella cornice d'argento?
Anche io faccio così (e poi sono zio, no?)

Poi un sabato vado a cena da una coppia di amici e trovo che anche loro hanno piazzato una foto simile in bella mostra e penso tra me e me: che foto banale e pure brutta! Certo ci vuole coraggio a esporla... (cattivello, eh? eheheheheh)
Poi, tornato a casa, e rivedo la foto sul mio como'....al nipotino gli voglio bene, lo vorrei avere sempre con me...ma la foto tutto sommato è simile a quella dei miei amici, la stessa che non avrei mai esposto!!!!
Ma allora?!?!?!?

Ecco! Il punto è proprio questo. Spesso non ci accorgiamo della banalità di una nostra foto, ma il fattore emotivo, evocativo, ce la fa piacere e la foto rimane ricca di significati, ma solo per noi.

Torniamo alle mie foto di cibo: rappresentavano per me tante emozioni, come la gioia di essere riuscito ad eseguire una ricetta, le difficoltà che ho superato nelle varie fasi di preparazione, il ricordo del gusto il momento in cui ho assaggiato quanto realizzato, ecc ecc ecc, ma tutti questi fattori avevano significato SOLO per me. Per le altre persone le foto erano banali, piatte, insignificanti.

Questo, ahimé, l'ho capito tardi, ma l'importante è esserci arrivati per poi ripartire proprio da questo punto.

L'abilità del vero fotografo risiede non solo nella tecnica di base (luci, ombre, composizione, sfocature ecc) ma anche, e soprattutto, nel riuscire a suscitare in noi un'emozione, simile a quella che proviamo noi, ma solo noi, guardando la solita foto col nipotino.

Si, vabbe'! Ma come si fa? (ah ma allora siete tornati! :)))) )

Ovviamente non è facile. Non è facile acquisire la tecnica e non è facile far provare emozioni, ma possiamo sempre migliorare facendo piccoli passi in avanti.

Il primo passo che per me è stato importante è stato quello, appunto, di pensare allo scatto, cioè all'immagine che vorrei vedere, ma non un attimo prima di scattarla, molto prima, anche giorni prima!!!

Una foto che non sia "istantanea" puo' o forse deve nascere col tempo, attraverso un susseguirsi di approssimazioni successive di immagini che viaggiano nella nostra mente fino a fermarsi in un'unica immagine che decidiamo essere quella da realizzare. Il risultato visivo sarà quello che dovrà emozionare. Dopodiché dobbiamo ingegnarci per eseguire lo scatto al meglio (e questa è la parte tecnica)

Vi ricordate la foto della colata di sanguinaccio sulle frappe? Ve la riporto qui:



Vi ricordate che vi dissi che avevo fatto le frappe apposta per scattare questa foto?

"la foto (e non solo quella del cibo) va pensata prima, e non dopo: in pratica non va improvvisata o scattata subito dopo aver cucinato"
Per la foto delle frappe avevo "Pensato allo scatto", e fu la prima volta. In quel momento, quando vidi la foto nella mia mente, fui veramente soddisfatto perché è stato il frutto di un pensiero progressivo. Poi mi dovetti ingegnare per trasformare il mio pensiero in immagine, ma di questo parleremo in un altro post. Così come parleremo, se volete, della genesi e realizzazione della foto della Ziopierella o di quella degli "Gnocchetti Cruschi".

Adesso direi di fermarci qui con le parole e passiamo alla parte pratica, che possiamo fare comodamente nei prossimi giorni e senza aver bisogno della macchina fotografica!

Riprendiamo la solita rivista di cui abbiamo parlato nell'articolo precedente, magari l'inserto gratuito di un quotidiano, e soffermiamoci sulle foto pubblicitarie (praticamente il 98%!), meglio se ci sono oggetti piuttosto che persone. Queste foto - si suppone - sono state scattate da dei professionisti per cui possono tornarci molto utili.
Studiamole e analizziamole in questa maniera:

1. cerchiamo le ombre, se ci sono
2. cerchiamo di capire dove sono posizionate le luci (e queste ci sono sicuramente!)
3. cerchiamo di capire come è stato "pensato lo scatto" (tecniche, ambiente, composizione, ecc, ecc)

Solo queste tre cosettine, basilari, se poi applicate ai nostri scatti, ci possono sicuramente aiutare a migliorare il risultato delle nostre fotografie.

Proviamoci. Se ci prenderemo gusto, ci troveremo a farlo sempre più spesso, e non solo guardando le riviste, ma anche i cartelloni pubblicitari o una scena di un film o, peggio me sento, dal vivo(!!!) ;-)

Capisco che il metodo puo' sembrare un po' inusuale, ma in fondo stiamo anche giocando, no? E poi stiamo parlando di foto, per cui le foto LE dobbiamo guardare, soprattutto se fatte bene. :))

La prossima volta cercherò di immedesimarmi in un fotografo quasi vero e, se non vengo scannato vivo prima, metterò "Bianco sulla Bilancia" ;-) (e questa volta ci servirà la fotocamera!!!)
Tenetevi pronti!

Grazie e alla Prossima

Lo Ziopiero

venerdì 12 marzo 2010

Food...dografando 2 - Luci & Ombre

Sottotitolo:

A Zzzipie'!!!
Ma ora che mi sono costruito la sòffettebòcchese che ce faccio?


Allora, ve la siete costruita la sòffete?
E' stato complicato?
Come vi è venuta?

Ho visto che Mary si è data molto da fare, costruendo questa. Secondo me è perfetta, inoltre entra la luce da tutti i lati! Prendete esempio da lei. Brava e soprattutto son felice di averti dato l'ispirazione! :)))

E poi? Avete fatto i primi scatti? Siete soddisfatti?
Vi va di vedere insieme qualcosina in più?

:))))

Come al solito, pero', ci tengo prima a precisare che questo e altri postssss simili non vogliono essere assolutamente un corso, ma soltanto un modo divertente di condividere con voi tentativi ed esperienze di un folle (Lo Ziopiero, cioè me medesimo pirsonalmente di pirsona), con una passione dentro (la cucina) e con tanta voglia di imparare a rappresentarla fuori attraverso un'altra passione nascente (la fotografia, che ho scoperto essere moooolto più difficile della cucina), per cui se tra di voi ci fosse un Vero Fotografo è autorizzato a storcere tutto il naso e a farsi venire tutti i capelli dritti leggendo qui di questi argomenti (a patto, però, di tenere la sua webcam accesa ahahahahahah)

Bene, dove eravamo rimasti? Ah, dobbiamo ancora iniziare, vero!

Allora, mollate la macchina fotografica, per ora non ci serve.
"Ma come, io che ho speso 20 centesimi per farmi la sòffete e altri 500 euri per una reflecse mo mi vieni a dire di posarla??!?!?!"

Eeehh si, la devi posare, anzi nascondila, non pensare a lei per i prossimi 20 minuti. OK?
Non sei convinto? Ma lo sai quante cose occorre fare prima di scattare una foto in studio, molte delle quali non necessitano della macchina fotografica? Vuoi un elenco?
Occorre "Pensare la foto" (ne parleremo per bene in un'altro post, perché a mio avviso è fondamentale)
Giocare con la luce (cosa di cui parleremo oggi e vedrete sarà divertente)
Comporre la foto, o meglio la scena (di questo, forse, non ne parleremo mai!)
Darsi una regolata con i terzi (si, sapete quella che chiamano la Regola dei Terzi? Un giorno ne faremo un accenno, forse)
Mettere il BIANCO sulla bilancia, ma non pesarlo , che avete capito!!! Fare quell'operazione che quelli capaci chiamano "bilanciamento del bianco" (e qui finalmente entra in gioco la macchina fotografica)
Impostare l'esposizione: tempi, diaframma e ISO, cose complicatissime che richiedono intere giornate di lettura, ma che Paoletta è riuscita a spiegarmi per telefono in 5 minuti!!! (quindi telefonate a lei! ihihihhihihih)
Mettere a fuoco
Scattare.

Guardare il risultato, decidere cosa è che non va, aggiustare il tiro e scattare ancora.
Se siete bravi, e a questo punto lo siete, 3 scatti vi bastano per avere la vostra foto.
Io, per sicurezza, ne faccio 187, non uno di meno! :))

Allora, vi ho convinto?!?

Iniziamo a giocare!!!!

Acchiappatevi la lampada più potente che avete in casa o compratene una da 500w, con 10€ ve la dovreste cavare egregiamente. Ora fate questo banale esperimento:

Prendete un oggetto qualsiasi, per esempio il mouse, una tazza, il carica batterie, insomma, quello che ve pare!

Poggiatelo su una superficie qualsiasi, anzi no qualsiasi, ma su un foglio bianco.

Ora con la lampada accesa illuminatelo. Dovrebbe apparire più chiaro, giusto? Inoltre sul foglio bianco esattamente dalla parte opposta alla sorgente luminosa cosa vedete? C'è una macchia scurissima? Noooooo?!?!?!?! Come no?!!? SIIII. :)) Bene, sappiamo tutti che questa macchia è l'ombra.

Adesso viene il bello: iniziate a giocare con l'ombra, spostandovi con la lampada intorno all'oggetto, da sopra, da sotto di lato...come vedete l'ombra cambia assumendo a tratti sembianze spettrali, altre volte aspetti più accettabili.

Vi siete accorti che state giocando con la luce? Vi siete accorti che tra le tante posizioni ce n'è qualcuna che preferite di più? Giocate ancora un poco con la luce, non vi fermate: è importante.

Adesso forse vi state domandando: si, vabbe', ma la sòffete? E, soprattutto, la macchina fotografica?

Aspettate ancora un po'...perché ci sono almeno altre due cose che non ci devono sfuggire!

Prendete una rivista qualsiasi (prendetela veramente, non fate finta, eh?), apritela a caso, di sicuro l'aprirete in una pagina con della pubblicità (potete ripetere questo esperimento infinite volte, riuscirà sempre!).
Ora guardate la foto (che si suppone sia stata scattata da un fotografo). Vi piace? (se la risposta è no, riaprite a caso la rivista fino a quando sarete più fortunati e troverete una foto che vi piace).
Vedete macchie nere intorno al soggetto inquadrato? 99 volte su 100 la risposta sarà no. E la foto vi piace? Si, per forza! L'avete scelta voi!
Ma allora se vi piace e non ha l'ombra, questa foto ha sicuramente qualcosa di anormale? Cioè qualcosa che nella normalità c'è, ma che nella foto manca e ce la fa pure piacere!!! La risposta è SI e NO.

(Matteoooo, la finisci di guardare foto di modelle, quelle sono tutte finte e innaturali a partire dai soggetti!!! :DDD)

Bene, quasi ci siamo. Come puo' una cosa innaturale, ma che rappresenta un oggetto o una situazione vera e naturale, piacerci così tanto? Potrei rispondervi filosofeggiando e teorizzando per 100 pagine, ma non è questo l'argomento del post. Il fatto è che senza le ombre quasi sempre le foto ci piaccion di più!

Ma allora? La sòffette? E la lampada da 10€? Non ci servono!?!?
E questo il punto: senza luce è vero che non ci sono ombre (o quasi), ma è anche vero che senza luce la foto viene buia!!!! Come fare?

Vi ricordate Peter Pan? Era a lui che avevano rubato l'ombra, giusto? Ecco un punto importante. Voi dovete (se volete) rubare l'ombra ai vostri oggetti!!!

Continuiamo a giocare con le nostre luci...ahi, mi son tradito! Ho detto luci, non più luce al singolare!!! Ebbene si, ecco svelato un primo piccolissimo trucchetto.

Facciamola semplice semplice e prendiamo una seconda lampada. Giochiamo ora con 2 luci e spostiamole combinandole tra loro in tantissime maniere e osservando via via il risultato ottenuto sulle ombre del nostro oggetto. A volte, addirittura, sembra siano sparite (!!!), altre volte le vediamo dietro l'oggetto (e quindi non le vedremo nella foto). Giocateci un po', è importante capire le luci e queste non si capiscono certamente leggendo, ma provando e sperimentando e guardando con i vostri occhi.

Per questo motivo in questo post non ho inserito degli esempi. Gli esempi li dovete costruire voi! :)

Ora la prima domanda che ci dobbiamo fare è semplice: ci piace di più con una luce o con due? Questo è un fatto di gusti. Di solito con due luci il soggetto è meglio illuminato e riusciamo a gestire meglio le ombre. Poi, quando faremo i fighetti, potremo usare superfici riflettenti e altre menate varie, ma per ora fermiamoci al puro e semplice gioco di luci.

Ora che avete preso confidenza e iniziate a divertirvi, smettete di giocare e prendete (finalmente) la vostra sòffete.

Fatto? Come? Che c'è, Matte'. Ahh, la tua è un po' ingombrante e pesante? Cosa???? 40 chili!!!! Facci un po' vede':



Ma questa è un hàrderebòcchese!!!

OK. Allora, presa la vostra sòffete, posizionateci dentro, sulla base ovviamente, il foglio bianco con sopra l'oggetto che avete scelto prima. Ora prendete UNA sola luce e mettetela di lato. Guardate l'effetto ombra (e luce) che vi appare attraverso la sòffete. Cosa notate rispetto a prima? Come vi appare l'ombra? E l'oggetto? Notate delle differenze? Vi sembra che la luce sia più "morbida" e più diffusa? E l'ombra meno marcata?

Avete praticamente filtrato la luce diretta attraverso la carta forno da 0,05€.
Ora, come prima, prendete la seconda lampada e rifate le stesse prove fino a trovare luci e ombre che più vi aggradano. Che ve ne pare?

Come già detto prima, è importante che capiate provando tutto cio': leggere e basta non è la stessa cosa.
La conoscenza, se pur sperimentale (come facciamo qui) e non accademica (nun so bbono), del gioco delle luci e delle ombre ci permette di migliorare molto la qualità delle nostre foto, anche se questo è solo uno dei tanti parametri, non meno importante degli altri, per carità!

Giocateci, perdeteci del tempo, non è tempo perso, ma - come scopriremo più avanti - è tempo guadagnato a favore della qualità finale della foto.

"Si, vabbe', Ziopie', ma facce vede quarcosa, dai!!!!"


Vabbe', m'avete convinto! Vi faccio vedere cosa ho combinato domenica scorsa, dopo aver passato la mattinata a svuotare il garage e riempire scatoloni.

Prima di riempire l'ultimo cartone ho pensato...ma se queste cose me le conservo ancora un po' e questo scatolone lo usassi per fare I Nipotini della Sòffete (che così mi diventa pure La ziasòffete)?

Abbiamo parlato prima delle luci, giusto?
Abbiamo anche parlato delle ombre, giusto?

Guardate questa foto, con l'immancabile carica batteria che mi fa da modello, ma voi fate finta che c'è un modello vero e che quindi non vi ci entra nella soffete (Matte', tu sei autorizzato a pensare ad una modella, anche perché me sa che nella tua sòffete da 40 kg ci entrerebbe pure!!!!):



Vedete come è marcata l'ombra?

Guardate ora questa foto:



Noterete sicuramente che l'ombra è più morbida e la luce un po' più diffusa...ma cosa è successo...?

Guardate ora quest'altra foto ancora:



E ora? L'ombra è ancor più morbida, anzi sembrerebbe che si sia una specie di luce più debole da sinistra...Ma cosa è accaduto?

Allontaniamoci un po' di più dalla seconda foto e scopriamo il primo segreto (che poi tanto segreto non è, se avete letto bene fin qui):



...e ora allontaniamoci dalla terza foto:



Kappitto mi hai?

In pratica l'ultimo scatolone del garage non l'ho usato come deposito oggetti, ma l'ho utilizzato per costruirci questi due pannelli, uno filtrante e l'altro riflettente:



Prego notare la "drittata" della maniglia, che consente di impugnare e gestire facilmente i pannelli posizionandoli a nostro piacimento intorno al soggetto, trovando il giusto equilibrio tra luci, ombre e riflessi. I pannelli sono leggerisimi e occupano meno spazio delle Zia Soffete. Ovviamente il loro scopo è leggermente diverso, per esempio potete veramente fotografare una persona attenuando luci e ombre, mentre nella sòffete questo non è ovviamente possibile (tranne in quella di Matteo dove entrerebbe pure Claudia Shiffer a cavallo!)

Ovviamente per scattare dovrete utilizzare l'autoscatto, o un telecomando, o un nipotino che al vostro via faccia click(e).

Bene. Rileggendo mi sono accorto che inevitabilmente gli argomenti da trattare e che riguardano prima, durante e dopo uno scatto di una foto sono tanti per cui ditemi voi se vi va di continuare, giochicchiando allegramente tra di noi ;-)

Se vi va, la prossima volta parlerei di come "pensare la foto" o, per meglio dire, cosa frulla nella mente dello Ziopiero prima di scattare una foto.

Poi, sempre se siete d'accordo, vi faccio vedere come vi cambio i connotati... no, no, cosa avete capito? Intendevo dire ad una foto, non a voi!

Se trovo il coraggio vi vorrei mostrarvi delle mie foto orrende, scattate da schifo, ma rese poi passabili grazie a qualche colpettino di fotoritocco. ;-)

Che ne pensate? Mi posso mettere all'opera tra un'infornata e uno scatto? :))

Ciao e alla prossima

Lo Ziopiero

venerdì 26 febbraio 2010

Food...dografando! - La Softbox

Premesse:

  1. NON sono un fotografo! :((
  2. Tutto ciò che dirò NON potrà essere usato contro di me! :))
  3. Se vi azzardate a dire in giro frasi del tipo: “Ma questa tecnica per fotografare l’ho letta sul blog dello Ziopiero” aspettatevi grasse risate in risposta ahahahah (e poi NON prendetevela con me…) :DDD

  4. Quello che ho appreso e riporto qui è frutto di svariate navigazioni in rete fatte negli ultimi mesi per cui mi è praticamente impossibile fare citazioni; quello che vi racconto è frutto di allegre ore passate a sperimentare, provare e giocare, ma non hanno nulla di didattico; sono soprattutto momenti di allegria! Se poi vi volete ispirare e fare come me, sarò ben lieto di saperlo!! :))

Inoltre

  • Mi piace invece imparare le cose sbattendoci la testa contro, documentandomi il più possibile, leggendo qua e là, accettando tutte le critiche e le osservazioni che possano farmi progredire, cercando di dare il meglio di me, altrimenti non ci provo neanche.
  • Mi piace metter a fattor comune i miei errori e la mia esperienza al fine di trovare un confronto per un miglioramento e, se anche una sola persona un giorno troverà un beneficio da quanto da me descritto, già sarò contento :))

Chiarooo? Nooo?
Ve lo ripetooo?
Vebbe’, Vabbe’, ho capito che avete capito!
:))))))

Antefatto:

Dopo 2 anni che Anisce continuava a insistere:
A ‘Pie’, ma quand’è che te ‘ompri ‘na reflecse e t’empari un po’ afffotografa’?”
finalmente qualche mese fa (novembre 2009, credo) mi son deciso al grande passo! Canon 450EOS + 50mm f/1.8

Il Battesimo:

2 giorni dopo che il pacco mi è stato consegnato:

Clicke-Clicke (suoneria del telefono di casa di Paoletta)
Anisceeeeeeeee!!!! So ddu giorni che sta lì impacchetata e non cio’ coraggio d’aprilla”
“Zioooo, make’ me stai a dddì? Deke’ me stai a parla’?”
“Anisceee, daaaa maghinetta fodografiga, eddeke, senno’?”
PER MILLE BLOGGHE!!!! T’è arivaaata da du ggiorni e tettu ‘ummelo disci?”
“Anisce, me vergognavo. Mo prima che riesco a capì come funziona…”
“A Pie’, lassa perde le istruzioni e senti amme: apri er pacco, metti in carica la batteria e chiamame fra ddu ore”

…2 ore dopo:


Blogghe Blogghe
(questa è la suoneria del cellulare di Paoletta)
Anisceeee!!!! So pronto
“Oggghei. Senti amme: la vedi la rotellina? Ecco comincia aggira’ quella! Poi metti su M e mo guarda dentro. Li vedi i numeri che cambiano?. Nummmette al centro, ma si devi fa na foto chiara, metti no stoppe piuddequa! Chiaro?”
…voi non ci crederete, ma mi era tutto incredibilmente chiaro!!!

E così fu che feci il mio primo click(e).

Adesso:
Certo di tempo ne è passato poco, è vero, ma di scatti ne son passati tanti…anche perché so aggratise! …se penso a quando c’era la pellicola e centellinavo i click per non oltrepassare il limite di un rullino da 24 (che poi se ne riuscivano a fare sempre 26) al mese…

Ripeto, NON voglio assolutamente tenere qui l’ennesimo corso di fotografia, ma discutere insieme su tecniche, trucchetti, strategemmi, prove o altro si, visto poi che essendo io un neofita, sicuramente posso comprendere meglio le difficoltà che altri neofiti potrebbero incontrare.…

Ora, come promesso, e si perché tutto è partito da una promessa, vi mostro come mi sono costruito la “soffetebocchese” casalinga.

Occorrente:

  • uno scatolone di cartone
  • Scotch trapsarente, anche se io non ce l’avevo
  • Carta da forno
  • Un taglierino, o una forbice o un coltellaccio


Aprite lo scatolone e prendete come riferimento la faccia aperta. Da qui inserirete i vostri soggetti; piccoli, eh? De certo un ragazzino nun ce po’ entra’, nun ce penzate nemmeno! :)))
Tagliate poi 3 delle 4 facce adiacenti a quella aperta, lasciando ovviamente intatta la cornice, pena la stabilità della “soffete” (altrimenti buttate lo scatolone e ricominciate dall’inizio)

Rivestite con della carta da forno (non c’è bisogno di ungerla!!!) le 3 facce appena bucate, fissandola con lo scotch. La quarta faccia adiacente, quella non rivestita, sarà la superficie dove appoggerete i vostri soggetti (vabbe, si er rigazzino ve c’entra, allora mettetecelo pure!)

Più o meno dovrà venir fuori qualcosa del genere:



A questo punto ci sono due scuole di pensiero: la mia e quella del resto del mondo!
Io NON ho bucato la faccia posteriore (e dopo vi spiegherò il perché)
Il resto del mondo, compresi i costruttori di softbox (questa volta parlando di quelle vere la parola va scritta come si deve), la buca e ci piazza altra carta da forno (soffetebocchese) o un materiale costosissimo (softbox).
Il vantaggio risiede nel fatto che in questa maniera si puo’ avere una fonte di luce anche da dietro.

Io non l’ho bucata per due motivi:
Primo: Non mi andava (pensavate ad un valido motivo tecnico, eh?)
Secondo: Usando praticamente sempre degli sfondi bianchi fatti di carta da disegno, il fatto che dietro sia bucata non mi cambia molto. Piuttosto, volendo avere luce da dietro, posiziono adeguatamente le luci.

Ecco, appunto, le luci: queste sono fondamentali per la vostra soffette (ormai, visto ci siamo in confidenza, la possiamo pure chiamare col diminutivo).

Inizialmente avevo comprato una lampada da 150 watt (6,50€). Illuminava quanto un cerino nella notte!!!

Poi ho trovato quella da 500 watt a 10€! Grande affare ma il filo ce l’ho dovuto mettere io e poi… occorre ingenarsi per farla stare in piedi. Io facevo così:


:DD

Poi, visto che mi volavano sempre 4 calzini dallo stendino (!!!) ho fatto il grande (ma mica tanto grande) passo. Queste:



il cui prezzo varia da 26 a 41€ l’una, a seconda del negozio.

Pagatele il prezzo che volete voi: ovviamente io le ho pagate 41€ (e grazie, appena viste non credevo ai miei occhi!!!); era sabato pomeriggio con la voglia di passare la domenica a provare la sofff (troppa confidenza?) e quindi ho optato per l’acquisto emozionale e non ragionato. Con 30€ in meno nel portafoglio e gli strumenti subito a disposizione a casa ho garantito una domenica serena e felice alle mie due donne, ma in compenso ho torturato la terza, si sempre lei, Anisce, raccontandole per filo e per segno i prodigi del neonato Zio Edison.

Dicevo...? Ah, si! Pagatele il prezzo che volete, purché abbiano queste manopole cerchiate di rosso nella foto:



cioè la possibilità orientare e fissare facilmente la lampada. Diversamente, lasciatele in negozio ;-)

Ecco come, con l'attrezzatura appena descritta (e qualche piccolo accorgimento in più) ho ottenuto foto come questa





o come quest’altra:



Che altro dire?
Per ora niente. Lascio a voi la parola. Uso della sofff, trucchi e altro ancora ce li raccontiamo nella prossima puntata.


Grazie e alla prossima

Lo Ziopiero

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