Visualizzazione post con etichetta Friselle. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Friselle. Mostra tutti i post

lunedì 11 maggio 2015

Friselle, anzi... Frisèddhe!!!



 Frisèddhe


De susu, de sutta, ssuppate, risciuncate....

Azzipie', ma come parli?!?!?!?


...an chinu, cucchie cucchie,  mpitruddhate, mpiscuttàte...

Azzipie', ma che te prende?

...capase, còcchia, chianca, spunzate, ruzzulisciare....

Aho!!! Ma te voi fa' capi'?!?!?!?!


...Caro mio, qui c'è poco da capi' se nel sangue non hai un po' di Salento!

Ma scusa, nun eri romano de Roma? Hai pure scritto 'na cifra de post!

...

Be', sì, è vero: sono nato e cresciuto a Roma e adoro la mia città, come scritto e descritto più volte.

Ma metà del mio sangue è Salentino. Mia madre era di Lecce, così come i suoi genitori, tutti i suoi nonni....i nonni dei nonni....qualcosa nel sangue ce l'avrò pure, nooo? :)))))

Ma purtroppo tutta questa gente non c'è più, così quando ho voglia di Salentinità mi rivolgo alla mia socia di panettoni che è un'altra salentina DOC, DOP, e pure DOS (Denominazione d'Origine Salentina!)
Sbircio nel suo blog di svalvolate e faccio qualcuno dei suoi piatti, come pasticciotti, pittùle, pucce leccesi, torta pasticiotta, ciciri e tria...

E così ho fatto per le friselle! 
Anzi Frisèddhe, alla leccese!!!

Certo ho dovuto torturare Tamara telematicamente insistendo affinché mi onorasse di una sua ricetta DOC, DOP e pure DOS!
E lei, puntualmente, me l'ha data, anzi l'ha pure pubblicata!

DiSceeee...ma l'ha pubblicata quasi un anno fa!

È vero! Ci ho messo una quaresima prima di pubblicare anche io queste friselle, ma alla fine...

Frisèddhe
Eccole!

Le Friselle di Tamara, anzi le Frisèddhe!


Ricetta:
200 g licoli rinfrescato
600 g di farina di grano salentino *
200 g di farro integrale
100 g di grano saraceno
600 g di acqua
  25 g di sale


 * come ci ricorda Tamara, il grano salentino non si trova facilmente fuori dal Salento, per cui si può usare, in alternativa, uno dei  seguenti sfarinati di grano duro: farina di grano duro, semolato, semola integrale, semola non rimacinata, semola rimacinata.

Guarda caso avevo il grano salentino e avevo anche dell'ottima farina di orzo, per cui alla fine ho fatto un mix: 200g grano salentino e 400g di  farina di orzo.
  • Impastate tutto insieme, fino ad incordatura
  • Fate lievitare fino al raddoppio
  • Porzionate in pezzi da 130g circa
  • Fate dei filoncini lunghi 20 cm circa e chiusi ad anello, a formare una ciambella, ops, una frisella, ma col buco più piccolo
  • Mettete le friselle a lievitare, cucchie cucchie, come dice Tamara, cioè vicine vicine, frapponendo tra di esse della carta da forno
  • Fate lievitare fino al raddoppio
  • Cuocetele a 180 gradi per 15/20 minuti circa
Le friselle, anzi frisèddhe, le tireremo fuori dal forno quando saranno cotte ma ancora morbide.

A questo punto si tagliano a metà (tipo panino) e si sistemano su una griglia e rimesse subito in forno a 160° a biscottare per circa un'ora.



DiSceeeee.....E come si mangiano?

Semplice!
Prima di tutto occorre "sponzarle"
Certo, per poterlo fare come si deve occorrerebbe lo "sponzafriselle", anzi lo spunzafrisèddhe!

???????

Trattasi di un piatto fondo sormontato da un piatto a forma di mezzaluna, con dei buchi:

Spunzafrisèddhe
Prima si mettono a bagno le frise nel piatto di sotto (de sutta) e poia scolare nel piatto di sopra (de supra)

Spunzafrisèddhe

In mancanza di spunzafrisèddhe potete tranquillamente ammolarle nell'acqua.
Il tempo di ammollo dipende da quanto sono dure o, meglio, da che tipo di farina avete utilizzato.

Dopo averle ammollate, si spreme sopra un pomodorino...



Solo uno?
Ma noooooooooo!!! Quanti ne volete!!!!



E si continuano a condire a piacere.
A me piacciono con mozzarella di bufala e basilico e soprattuto... tanto olio, ovviamente pugliese!!!!

Frisèddhe
Si conservano a lungo nelle buste trasparenti per alimenti.

Tutto chiaro adesso?

De susu, de sutta, ssuppate, risciuncate....

Come? Non afferrate il significato di alcune parole...?

...an chinu, cucchie cucchie,  mpitruddhate, mpiscuttàte...

Allora andatevi a leggere tutte le spiegazioni (e non solo) che ci ha regalato Tamara.

Ciao e alla Prossima.

Lo Ziopiero


...capase, còcchia, chianca, spunzate, ruzzulisciare....





Guardate anche le altre realizzazioni:

lunedì 30 settembre 2013

Sponziamo le frise?

Piero, ce l'hai lo sponza friseddhe?

????

Sì, lo sponza frise, sai? Quel coso che prima ci ficchi dentro le frise e poi le passi supra a sponzare!

In un bi e un ba gugglo "sponza" e il sistema mi propone subito "sponza frise" con anche tutta una serie di immagini a corredo (per fortuna avevo il pc acceso davanti)


Ma veramente no, anzi fino a due secondi fa non ne conoscevo neanche l'esistenza, nonostante abbia mezzo sangue leccese...

E fu così che mi arrivò un pacco:

Mittente: FrammentAria, alias Tamara, alias ZiaTam, alias la tarantolata dei ciciri e tria!


Noooo, non ci potevo credere!
Dentro c'era tutto l'occorrente per l'uso: sponza frise, frise e olio (oltre a tante altre leccornie salentine!).

Sono rimasto a bocca aperta fino a farmi venire i crampi!!!
Sapete che queste cose mi commuovono...

E quale miglior risposta a questo ricchissimo dono?

Il tempo di riprendermi e subito avevo apparecchiato per l'occasione:
(Fai click sull'immagine per ingrandirla)

Come potete vedere anche voi, lo sponza frise consiste in un piatto fondo di coccio con sopra un altro piatto a forma di mezzaluna e con dei piccoli buchi (in realtà non visibili in foto ma ci sono!).

La frisa va prima messa a bagno nel piatto di sotto e poi, dopo 4-5 secondi che si è bella imbevuta d'acqua, va adagiata su quello di sopra a sponzare, cioè a sgocciolare.

E poi?
E poi il piatto leccese per eccellenza: con i pomodorini.

Questi vanno rigorosamente spiaccicati sopra, così:

(Fai click sull'immagine per ingrandirla)

Io ci ho aggiunto mozzarella di bufala (rigorosamente spezzata con le mani, anche perché - ricordatevi - le vere mozzarelle di bufala quasi non si riescono a tagliare col coltello...) e alcune foglie di basilico (che quest'anno si è degnato di fiorire all'impazzata sul mio balcone!)

(Fai click sull'immagine per ingrandirla)
Quindi abbondante olio...
(Fai click sull'immagine per ingrandirla)
...fino a farle quasi galleggiare!
(Fai click sull'immagine per ingrandirla)
(prego notare il colore dell'olio....)

Che ve ne pare?

Questo piatto mi ha accompagnato per tutta l'estate...

(Fai click sull'immagine per ingrandirla)


Per chi volesse farsi le friselle a casa, consiglio questa ricetta, alla quale potete applicare varianti tipo la farina di grano duro rimacinata, la farina di farro, l'aggiunta di peperoncino e via dicendo.

Certo le friselle di Tamara provenivano da un forno speciale ed erano cotte a legna. Non è facile trovarle così buone al di fuori di alcuni paesi salentini.

Ve lo dico subito: diffidate di quelle che si trovano nei supermercati: quelle non sono vere friselle, non hanno nulla a che vedere con i veri sapori.

Per chi poi volesse saperne di più, suggerisco questo simaptico articolo di Massimo Vaglio


E ora, siete pronte anche voi a sponzare?




Ciao e alla Prossima.

Lo Ziopiero

p.s. Ahhhh, Tamara Tamara, che me faci passari co 'ste friseddhe!!! :))))


Guardate anche le altre realizzazioni:

lunedì 6 settembre 2010

Friselle e Pomodori

Avevo voglia di una merenda che mi ricordasse l'infanzia.
Aevvo voglia di qualcosa che mi ricordasse la Puglia.
Avevo voglia di ricordare la mia nonna.
Avevo voglia di ricordare mia madre.
Avevo voglia di ricordare.
Avevo voglia...

Mia nonna e mia madre adoravano le friselle con i pomodori


...e, inevitabilmente, le hanno fatte amare anche a me.

Sono semplicissime da fare. Acqua, farina, lievito, sale più un'aroma a scelta. Stop.
Perché comprarle?

Per 10 friselle, usate queste dosi:

600 gr farina (0 o 0 + farina integrale o quello che preferite)
350 gr acqua
10 gr lievito di birra
10 gr sale
Semi di Anice (o di Finocchio)

Sciogliete il lievito nell’acqua e impastate con la farina. Come sempre aggiungete il sale verso la fine, insieme all'anice o al finocchio.

Continuate ad impastare fino ad ottenere un impasto morbido.
Far lievitare fino al raddoppio. D'estate un'ora è più che sufficiente.
Formate poi 5 palline, quindi schiacciate e cominciate ad arrotolare a filoncino, per poi formare 5 serpentelli, lunghi circa 60 cm, facendo in modo che le punte e il centro siano più sottili.
Piegate in due e attorcigliate le due metà come una corda, facendo in modo che dove si è piegato rimanga un anello:

(e non fate come me che mi sono dimenticato di assottigliare di più al centro!! :D :D: D)

Fate poi passare le due estremità unite attraverso il buco, formando così una ciambella.

Lasciatele lievitare fino all’80%



e infornate a 220° per 10 minuti e a 200° per altri 10 minuti. Continuate la cottura fino a doratura desiderata.



Una volta tolte dal forno, fatele freddare.
Mangiatene una. Io non resisto mai. Certo, alla fine avrete 8 friselle e non 10, ma basta aumentare le dosi in maniera proporzionale per averne una quantità maggiore.

Ora dovete tagliare a metà e rimettere nel forno a 150° con la parte tagliata verso l’alto.
Far tostare a piacere. (30-40 minuti almeno)



Quando le vorrete consumare, immergetele in una ciotola d'acqua per qualche secondo, quindi tagliatevi sopra dei pomodori, cospargete di origano e....qualche giro d'olio (non lesinate...)



Questo è solo uno dei modi di gustarle.
La sera successiva le ho immerse nel Gazpacho....che ve lo devo di'? BBBBBOOOOONEEEEE!!!!!!

Grazie e alla Prossima

Lo Ziopiero 

Piesse del giorno dopo: Giustamente Tinuccia mi ha indicato nei commenti che l'origine del post in cui si parlava di queste friselle è sua, quindi vi invito a consultare anche la presentazione sul suo blog e anche su Gennarino. Grazie, Tinu' ;-)


Guardate anche le altre realizzazioni:

LinkWithin

Related Posts with Thumbnails