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martedì 3 novembre 2015

Pane con grano arso e glutatione

Glutacheeee?!?!?!

Glutatione!

Ekked'è er glu..glu...glu...'nzomma, quella robballà?!?!?

Ne ho sentito parlare per la prima volta un po' di tempo fa, sia nel blog di Adriano, sia in quello di Salvatore, e poi, più recentemente, da Tamara, che in un batter d'occhio ha tirato fuori questa ricetta a cui mi sono ispirato.

In pratica e senza soffermarci troppo sugli aspetti chimico/fisici, possiamo dire che il Glutatione serve a rendere più facilmente lavorabili le farine molto tenaci, come quella di grano duro e di grano arso.

Inoltre, grazie al Glutatione, il prodotto impastato avrà uno sviluppo maggiore, risultando più areato e quindi più soffice, conservando il sapore intenso dei grani.

Sì vabbè, ma ando' se compra sto glutatione?!!? Si vado dar pizzicarolo sotto casa de sicuro quello me sgrana l'occhi e me se mette a ride!!!!

Allora: la brutta notizia è che il glutatione non si vende.
La buona notizia è che ce lo possiamo fare in casa facilmente. :)))

Azzipie', ma mica ce farai 'na lezzzzione tipo art attack?!?!??!

Ma nooooo! Tranquillo! :)))
Basta un po' di lievito di birra fresco e del sale fino da cucina.

Azzi', mo' numme' di' che hai ricominciato ad usare il lievito di birra?!?!!?

In questo caso sì, ma attenzione: la capacità lievitante del lievito di birra viene inattivata dal sale.

Infatti il glutatione è presente nel liquido citoplasmatico dei lieviti; il liquido citoplasmatico si ottiene inattivando il lievito con il suo killer, il sale, che ne inibisce il suo potere lievitante.

In altre parole per ottenerre il Glutatione uccidiamo il lievito!!!
Per la lievitazione vera e propria useremo sempre il lievito naturale!

Ammazza zzzipe'! Prima i lieviti li creavi...ora li distruggi!

.....Vabbè...

Meglio se vediamo come ottenre questo pane:





LA RICETTA
 
La sera:
Prefermento:
75g licoli
190g acqua
95g farina manitoba
95g un mix di farine (io ho usato farro, saraceno, enkir, integrale)
  • Mescolate tutto insieme fino ad ottenere una cremina densa
  • Coprite e lasciate fermentare per una notte.



Autolisi:
300g grano duro
160g mix di farine (vedi sopra)
440g acqua
  • Impastate alla "meno peggio"
  • Coprite e lasciate riposare una notte.

Nota olfattiva: da questo impasto si è sollevato un profumo inebriante....

La mattina

Creiamo il Glutatione
(sottotitolo: Uccidiamo il lievito di birra!)

16g sale
10g Lievito di birra fresco
  • Sbriciolate il lievito di birra
  • Copritelo col sale
  • Aspettate 30' circa o fino a quando diventa una specie di cremina semiliquida.
 


Impasto
Glultatione
Autolisi
Prefermento
20g di acqua
120g grano arso
  • Unite il tutto e impastate fino a incordatura.
  • Fate riposare l'impasto un quarto d'ora
  • Formate due filoni e avvolgeteli con due canovacci infarinati con semola rimacinata
  • Sistemateli dentro due stampi da plume cake 
  • Aspettate il raddoppio
  • Adagiateli su una teglia in ferro (guardate come fare nel filmato qui sotto, anche se di un altro tipo di pane)
  • Infornateli sul piano del forno a 275°  per 10'
  • Spostate la teglia al piano superiore e abassate la temperatura a 240° per altri 10'
  • Infine abbassate la temperatura a 200° fino a cottura ultimata.


Risultato finale?
Parere personale?
Crosta perfetta, interno morbido e areato.
Sapore inebriante!!!!

E adesso tutti a uccidere il lievito e fare il Glutatione!!!!

Ciao e alla Prossima.




Lo Ziopiero

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martedì 29 settembre 2015

Girelle con il Lievito Madre e impasto diretto


Allora, ve lo siete sorbito tutto il Tour dell'Andalusia?

Siete pronti per ricominciare la stagione di dolci e lievitati?

Ripartiamo con qualcosa di morbido...morbidissimo.
Qualcosa che va bene per la colazione, ma anche per una merenda e, perché no, anche per pranzo!!

Sulla scia delle polacche-romane-aversane, e delle cugine veneziane, ecco a voi le

Girelle con il Lievito Madre



Questa volta vi presento un lievitato ad impasto diretto, da me più che sperimentato in vari tipi di brioches e sul cui risultato posso garantire. ;)

È il modo più semplice per ottenere un interno soffice e areato come questo:



RICETTA

Impasto
150 g di licoli o di lievito madre
150 g di farina manitoba
320 g di farina W300

220 g di acqua
100 g di zucchero
2 uova intere
1 tuorlo
120 g di burro 
zeste di arancia 

5 g di sale

Ripieno  
Uvetta ammollata e strizzata
Crema pasticcera adatta per le cotture al forno
  • Sciogliete il lievito madre in 75g di acqua presa dal totale (con il licoli questo passaggio non è necessario)
  • Aggiungete tutti gli altri ingredienti, sì tutti insieme
  • Impastate fino ad incordatura
  • Lasciate riposare l'impasto per un'oretta
  • Stendete poi l'impasto e tagliate in modo da ottenere delle striscioline
  • Distribuite sopra la crema e poi l'uvetta
  • Arrotolate formando le girelle
 

  • Mettete le girelle a lievitare sulla carta da forno sistemata sopra una teglia e copritele con della pellicola trasparente
  • Quando saranno triplicate di volume, spennellate la superficie con dell'albume sbattuto mescolato con del latte
  • Forno a 180° fino a cottura ultimata.
Per il modo in cui sono formate le girelle non cresceranno molto in altezza.



Se volete ottenere un prodotto più gonfio, allora vi suggerisco di dare loro la forma del panino.

Si conservano morbide in una busta per alimenti fino a 3 giorni.
Altrimenti le potete congelare già cotte. Al mattino una botta di micronde al minimo della potenza e in due minuti sono pronte per essere consumate.

Le farete?  ;)



Ciao e alla Prossima.

Lo Ziopiero

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sdfgdsfg

martedì 21 luglio 2015

O famo strano? Pane alla cicoria


Quando la piccola Francy in occasione di un raduno svalvolato portò questo pane, la riempii di complimenti e le chiesi immediatamente la ricetta.

"Ziopiero però ti prego, non la pubblicare prima di me"

Ok, Francy. Ogni tuo desiderio è un ordine, però il pane lo rifaccio subito subito!!!

E così feci.



...Certo, come mio solito, qualche piccolissima modifica l'ho fatta....
Piccola Francy, mi perdoni?

Oddio, io continuo a chiamarla "piccola", ma tanto piccola in verità non è...
Diciamo che lo è ai miei occhi. Anzi ai nostri.
E sì perché praticamente Francy ha eletto Zia Tam e il sottoscritto come suoi zii virtuali e noi abbiamo iniziato affettuosamente a chiamarla così, Piccola Francy.  :)))

E come tutti gli zii che si rispettino abbiamo deciso di farle questa sorpresa, anzi "piccola" sorpresa.
Dopo esserci consultati abbiamo deciso di pubblicare il suo pane insieme e appassionatamente lo stesso giorno...Però...

Tam, intendiamoci: tutti insieme appassionatamente, ma ognuno poi lo fa per conto suo!
 
Vabbè, Pie'. Tanto lo so che è sempre così: sei senza speranza. Se te non cambi qualcosa non sei contento!!! :)))

...be', però l'ingrediente principale l'ho lasciato: la cicoria!
Frullatissima!!!!  :)))



Ricetta
Per due pagnotte lunghe

Prefermento
50 g Licoli o Lievito Madre
200 g Farina Manitoba
200 g Acqua
  • Mescolate tutti gli ingredienti 
  • Coprite la ciotola
  • Lasciate fermentare per 8-10 ore

Impasto

300 g Farina 0
240 g Farina Integrale
120 g Cicoria lessata e frullata
260 g Acqua di cottura della cicoria *
15 g Sale


Pomodorini secchi a piacere *
* mia variante 
In più nella ricetta di Francy ci sono anche mandorle e scorza limone, ma non i pomodorini :)
  • Lessate la cicoria
  • Scolatela bene
  • Conservate l'acqua per usarla nell'impasto
  • Impastate tutto insieme fino ad incordatura
  • Lasciate riposare l'impasto per una mezz'oretta.
 

 Formatura
  • Fate una piega a portafoglio (come nelle prime due foto della sequenza in basso)
  • Lasciate riposare un'altra mezz'oretta
  • Dividete l'impasto in due parti più o meno uguali
  • Stendete ciascuna parte fino a formare un rettangolo
  • Distribuite i pomodorini

  • Arrotolate formando un lungo cilindro con le punte ben chiuse
  • Sistemate i due impasti formati dentro uno stampo da plumacake, rivestito con un canovaccio spolverato con della farina rimacinata di grano duro
  • Coprite
  • Mettete a lievitare fino a quando triplicano di volume 
  • Scaldate il forno a 240°
  • Rivoltate gli impasti in una teglia (preferibilmente in ferro) 
  • Cuocere i primi 10' nella parte più bassa del forno
  • I successivi 10' nel piano immediatamente superiore, ma portando la temperatura a 200°
  • Terminate la cottura a 180°



Comeeeeee????
Non sapete come rivoltare gli impasti nella teglia senza combinare guai?!?!?!?
Allora rivedetevi questo filmato qui:



Il post, ovviamente. è dedicato alla "Piccola Francy"
Il pane, a tutti voi!




Qui trovate il post della Zia Tam
E qui trovate la ricetta originale della Piccola Francy
(Francy ti prometto come ritrovo le cicorie di rifarlo uguale uguale alla tua ricetta!!!!)

p.s. ma avete visto come è bello verde l'impasto?!?!?!?! :))))

Ciao e alla Prossima.

Lo Ziopiero

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lunedì 15 giugno 2015

Brrrrrrr...un pane venuto dal freddo!!!



DiSceeeee....ma che viene dall'Alaska?!?!!??!

Ma nooooooooooo!!!!

...e allora perché "dal freddo"?!?!?

....beh, perché in realtà viene dal freddo...per la precisione dal frigorifero!!!!!

...scusa...in che senZo?!?!?

Hai presente quando leggi 36 ore di lievitazione, 48 ore di lievitazione, 72 ore di lievitazione?

Queste lievitazioni così prolungate per dei lievitati così semplici non si possono effettuare a temperatura ambiente, soprattutto nei periodi estivi.

Ecco allora che entra in gioco il freddo o, meglio, il frigorifero che oltre a consentire una lenta e giusta lievitazione, ci permette di ottenere un prodotto molto più saporito, con l'interno ben alveolato, anche usando farine meno ricche di glutine, come vedremo.

Ricetta

80 g di lievito madre 
250 g di farina 0, preferibilmente macinata a pietra
250 g di semola rimacinata o farina integrale
420 g di acqua
10 g di sale 


Si parte con un autolisi di un'oretta: 300g di farina (di cui 250 semola o integrale) e 300g di acqua
Mescolate in una ciotola e coprite.

Passata l'oretta si aggiungono tutti gli altri ingredienti e si impasta, fino ad incordatura.

Lasciate riposare l'impasto per un'altra oretta.

Fate delle pieghe a tre capovolgete e lasciate riposare un'altra mezz'oretta.


Formate due pagnotte e sistematele, avvolte in un panno infarinato, dentro due stampi da plumecake.


A questo punto inizia la terapia del freddo...
Frigorifero a temperatura non inferiore a 8° (altrimenti i batteri non ci pensano proprio a venir fuori!)
Da questo momento in poi inizia l'avventura.
Sì perché non ci saranno tempi sicuri...diciamo che prima di 20 ore il nostro pane difficilmente sarà pronto per essere infornato. Ma potrebbero servire anche 30 ore.
Voi controllate il livello di lievitazione e quando sarà quasi triplicato, allora accendete il forno portandolo a 240°.

Poco prima di infornare adagiate con cura le pagnotte su una teglia (meglio se in ferro).

Visto la l'operazione non è  facilissima da spiegare, vi allego un filmati che feci in occasione di un altro tipo di pane, ma il metodo è lo stesso.


Per i primi 7-8' cuocete nella parte più bassa del forno.
Poi portate il pane ad un piano superiore e abbassate la temperatura a 200°
Dopo altri 10' portate la temperatura a 180° e completate fino a cottura.

Spruzzate ogni tanto forno e pane con dell'acqua, in modo tale da far venire una bella crosta croccante.

Una volta cotto, sfornate e lasciate il pane su una gratella.
Potete anche lasciarlo nel forno (spento). Rimarra caldo e croccante ;)



Farina Senatore Cappelli



Farina Integrale


Quanto all'alveolatura: qui si potrebbe discutere per ore...c'è chi ama buconi grandi come caverne, chi li preferisce piccoli e compatti. Personalmente ritengo corretta una giusta via di mezzo...anche perché mentre gli alveoli chiusi sono spesso sinonimo di un pane pesante e poco lievitato, è anche vero che....

Coi buchi nun se magna!!!!

:))))))))))))

Ciao e alla Prossima.

Lo Ziopiero

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lunedì 25 maggio 2015

Veneziane con il Lievito Madre

Dopo le polacche-romane-aversane, ecco a voi leeee... Veneziane!!!



DiSceeee....ma non le avevi già fatte?  

Beh...sì! Quelle con quella forma buffissima!!!

Però non le avevo fatte con il lievito madre.
Che, come sappiamo, è tutta un'altra cosa.

Prima di tutto sono più morbide.
E poi sono più soffici.
E poi durano più a lungo
E poi....sono più BBBONE!!!!!

La ricetta, ormai, è più che sperimentata, provata su vari tipi di brioches.

RICETTA


Prefermento
50 g di licoli o di lievito madre (25 g se fa molto caldo)
200 g di farina manitoba
235 g di acqua
  • Mescolate tutti gli ingredienti 
  • Coprite la ciotola
  • Lasciate fermentare per 8-10 ore
Impasto 
Tutto il prefermento
320 g di farina W300
100 g di zucchero
2 uova intere
1 tuorlo
120 g di burro 
zeste di arancia 
5g di sale
  • Impastate tutto insieme fino ad incordatura
  • Lasciate riposare l'impasto per un'oretta
  • Formate poi delle pallocchette, chiudendole bene sotto
  • Mettetele a lievitare sulla carta da forno sistemata sopra una teglia e copritele con della pellicola trasparente
  • Quando saranno triplicate di volume, con delle forbici fate due tagli a croce al centro
  • Spennellate la superficie con dell'albume sbattuto mescolato con del latte
  • Metteteci sopra una abbondante cucchiaiata di crema pasticcera adatta per le cotture al forno.
  • Una spolverata di zucchero in granella
  • Forno a 180° fino a cottura ultimata.




Una volta tolte dal forno, lasciatele riposare qualche minuto su una gratelle e poi.....


Come noterete questo tipo di impasto è molto idratato e questo fa a tutto vantaggio dell'interno della nostra veneziana, che si presenterà particolarmente alveolato; di conseguenza la morbidezza e la sofficità sarà assicurata.



Ma dite un po': si riesce dalla foto a capire la morbidezza e la sofficità?
O la vedo solo io?

:)))))


Ciao e alla Prossima.

Lo Ziopiero

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lunedì 20 aprile 2015

Baguettes con Lievito Naturale


(Fai click sulla foto per ingrandirla)


La baguette è un pane molto particolare.

Prima di tutto perché è francese...e i francesi, si sa, sono particolari!
Poi perché è un pane di forma invitante, sottile sottile e con il suo mezzo metro e oltre di lunghezza!
Infine...be', chi è stato in Francia lo sa bene! La maggior parte del tempo che la baguette passa all'aperto lo trascorre sotto l'ascella del suo futuro (e spero unico) consumatore!
Un vero tripudio di umori!

Ma come je sarà venuto in mente ai francesi di adottare questa strana forma di trasporto?!?!?

Che poi è pure scomoda! Metti che passa un amico sull'altro marciapiede e tu, per salutarlo attraendo la sua attenzione, gli vuoi fare ciao ciao col braccio?
Eccola là che quella, la baguette, ti ruzzola a terra!
Oddio, a questo punto meglio un pane al vago ricordo di un antitraspirante piuttosto che condito con le suole dei passanti! Dalla padella alla brace, insomma!

DiSScceee... ma perché vuoi fare le baguette con tutti i pani che hai già fatto?!?!?

Prima di tutto perché l'altro giorno in un negozio ho visto questo e me lo sono subito accattatato!!!!

(Fai click sulla foto per ingrandirla)

E poi perché è un pane semplice, saporito e anche abbastanza facile da fare visto che la sua alveolatura deve essere abbastanza compatta (ci manca solo che in una fetta di 5 cm di diametro ci siano dei buchi grandi come monete da un euro! Te magni l'aria)

(Fai click sulla foto per ingrandirla)


Ora, prima che qualcuno abbia da ridire, precisiamo subito una cosa: le disciplineeer de la perfet baghet de parì e de tut la franz, compres pur la corsik  prevede l'uso di soli 4 ingredienti: acqua, farina, lievito e sale.

Visto però che il nostro lievito è naturale e quindi è fatto di acqua e farina, gli ingredienti diversi diventano 3.

Così per far tornare i conti ho deciso di metterci anche del latte, per dare un gusto leggermente più saporito alla nostra baguette e salvare l'aritmetique.
psssss: non glielo dite però ai francesi, eh? :)))))))


Quanto alla lunghezza...sappiamo bene che i nostri forni casalinghi a malapena arrivano a 50 cm, ben lontani dai canonici 65 minimo (sempre citati nel disciplineeer); ma noi anche qui non diciamo niente ai cugini d'oltralpe, ok?
(che poi 'sta cosa dei cugini non l'ho mai capita, né tanto meno digerita!)

:)))))

(Fai click sull'immagine per ingrandirla)


RICETTA


Prefermento
50 g di licoli o di lievito madre (25 g se fa molto caldo)
200 g di farina manitoba
200 g di acqua
  • Mescolate tutti gli ingredienti 
  • Coprite la ciotola
  • Lasciate fermentare per 8-10 ore
Impasto 
Tutto il prefermento
350 g di farina W300

200 g di farina di semola rimacinata grano duro
110 g di acqua 

120 g di latte
15 g di sale

  • Impastate tutto insieme fino ad incordatura
  • Lasciate riposare l'impasto per un'oretta.
Formatura
  • Dividete l'impasto in tre parti (quindi verranno tre baguettes)
  • Stendete ciascuna parte fino a formare un lungo rettangolo
  • Arrotondate formando un lungo cilindro con le punte più piccoline
  • Mettete a lievitare fino triplicare di volume
  • Con una lametta fate 3-4 tagli in diagonale, senza paura
  • Spolverate con della farina rimacinata di grano duro
(Fai click sull'immagine per ingrandirla)

Cottura
  • Forno a 240° per i primi 6-8 minuti. Durante questa fase, se volete, potete spruzzare dell'acqua sulle baguettes
  • Poi portate la temperatura a a 200° per altri 6-8 minuti
  • Infine a 180° fino a cottura completata
Aspettate un paio d'ore prima di tagliare la prima fetta.....seeeeeeeeee

(Fai click sulla foto per ingrandirla)


A colazione, con la marmellata è particolarmente gustosa....

(Fai click sulla foto per ingrandirla)
Ma anche a merenda con mozzarella e pomodoro e olio come si deve.....
(Fai click sulla foto per ingrandirla)

...e sì, lo confesso! Alla tenera età di 53 anni ho fatto una merenda come facevo una volta....


E voi?
Fatele! Vi piaceranno!!!!
:))))))

Ciao e alla Prossima.

Lo Ziopiero

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lunedì 9 febbraio 2015

Babà al Cioccolato...È nato 'nu criatuuuuuuuro..

...è nato nirooo!  ♫ ♪


e ‘a mamma ‘o chiamma gGiro, sissignore, ‘o chiamma gGiro. ♫ ♪

(Fare click sulla foto per ingrandirla)


STORICAMENTE
Certo che quando nel reparto maternità dell'ospedale Loreto Mare di Napoli nel 1945 iniziarono ad avvenire "fatti strani" non deve essere stato facile...

La storia delle criature nire partorite da alcune ragazze/donne napoletante deve essere stato un vero shock per l'epoca, soprattutto se si pensa al contesto in cui è avvenuto e alle relative cause e conseguenze.

Forse nessuno meglio di Edoardo Nicolardi, dirigente amministrativo di detto ospedale, lo ha potuto rappresentare, stigmatizzando in versi l'accaduto, versi che poi E.A. Mario, suo consuocero, ha abilmente musicato riuscendo a rappresentare un dramma attraverso un ritmo musicale azzeccatissimo e tutt'ora apprezzato.  (e di sicuro molto meglio - a mio avviso - di quanto gli fosse riuscito con "La Canzone del Piave", le cui note musicali sono sempre sue).

Sta di fatto che mentre preparavo questi babà mi risuonava in mente, e mi risuona tutt'ora, testo e ritornello della Tammurriata Nera.

E due paroline qui mi piace condividerle con voi.

Diciamo subito che per i non napoletani (come me) un qualsiasi tentativo di tradurre letteralmente il testo in italiano non ha senso.

Come sappiamo, dietro ogni parola dialettale c'è una cultura, una tradizione, che una mera traduzione svilirebbe, soprattutto in casi come questo.

Occorrerebbe un'immersione completa nell'ambiente, sia temporale dell'immediato dopo-guerra, sia culturale, di allora come di ora, in quella stratificazione di suoni, gesti, movimenti ricchi di significati assai difficile da interpretare senza una certa... napoletanità!

Però...Ci voglio provare!
Almeno in parte, prendendo spunto proprio dal ritornello, dove è espresso e abilmente riassunto il concetto, molto chiaramente:

Seh, vota e gira, seh
seh, gira e vota, seh
ca tu 'o chiamme Ciccio o 'Ntuono,
ca tu 'o chiamme Peppe o gGiro,
chillo 'o fatto è niro niro, niro niro comm'a cche...


"vota e gira" è un termine tipicamente meridionale, usato moltissimo, che corrisponde grosso modo a dire "come la metti la metti", anche se in dialetto ha un significato molto più colorito del letterale "volta e gira"; qui si vuol dare quel senso di rimescolamento continuo, come per ingannare chi ti sta davanti, un rimescolamento senza sosta col chiaro intento di disorientare l'interlocutore, un po' come il gioco delle tre carte, dove le mani corrono più veloci dello sguardo e tu sei convinto invece di sapere dov'è la soluzione.

E poi, e qui la traduzione è facile: "chiamalo come ti pare, Ciccio, Antonio, Peppe o gGiro" che sarebbe come a dire: puoi chiamarlo con qualsiasi nome (purché sia napoletano, sia ben chiaro) ma resta comunque il fatto (e qui la conclusione, è dura, inevitabile, inappellabile) che...:

"chillo 'o fatto è niro niro, niro niro comm'a cche..."

"La verità è che quello è nero...e come la mettiamo?"

E, notate la delicatezza: il testo dice "niro" non "negro", come si soleva dire a quei tempi; "niro", come a togliere quella nota dispregiativa razzista, perché alla fine una criatura è sempre una criatura, come fai a disprezzarla?

Ma, badate bene a non lasciarvelo sfuggire, la forza dell'intera strofa risiede tutta in quel "Seh", monosillabo prolungato, quasi impercettibile, ma di una forza dirompente, ricco di significati, sicuramente nella mimica accompagnato da un'alzata di sopracciglio e uno sguardo di traverso...come a dire "ma chi vuoi prender per fesso...? Proprio a me che ho capito tutto prima ancora che tu inventassi una storia riparatrice?" E tutto in un semplice monosillabo:

"Seh"

Vedete che potenza?

"Seh"

La realtà dei fatti, per chi non lo sapesse, è che l'anno prima (1944) erano sbarcati a Napoli i soldati americani per liberarla dall'occupazione tedesca e fra loro molti erano di colore: da allora iniziarono i casi di bambini nati con la pelle nera.


LA MIA CRIATURA NIRA

Ma veniamo adesso alla mia criatura nira....


Sicuramente i miei babà "niri" sono stati un parto assai più facile, almeno dal punto di vista morale!
Sapevo già chi fosse il padre!

I babà al cioccolato non li avevo mai fatti.
Eppure la variante nelle dosi rispetto al babà tradizionale è minima, quasi impercettibile.
Basta un poco di cacao.
E qualche goccia di cioccolata, come suggerisce Montersino.

Per il resto è tutto uguale!

(Fare click sulla foto per ingrandirla)

Ma veniamo al dunque!

Ricetta

Per 12 babà circa in bicchierini da 8cm
100 g lievito madre (o licoli)
350 g farina manitoba
6 tuorli
5 albumi
90 g burro
60 g di zucchero
35 g di gocce di cioccolato 
10 g cacao amaro in polvere
7 g sale

  • Se avete l'impastatrice potete impastare tutto insieme fino ad incordatura. Se non l'avete....be'...potete sempre impastare a mano, ma fatelo solo se avete dimestichezza con questo tipo di impasti. 
  • Avviate prima a velocità moderata
  • Dopo 2-3 minuti passate ad una velocità più sostenuta, direi energica
  • Lasciate lavorare l'impastatrice fino a quando l'impasto non si stacca completamente dalle pareti (tempi orientativi: dai 10 ai 15 minuti)
  • Alla fine l'impasto dovrà risultare liscio e non appiccicoso
(Fare click sulla foto per ingrandirla)
  • A questo punto schiacciate l'impasto e inserite le gocce di cioccolata:

(Fare click sulla foto per ingrandirla)
  • Con l'aiuto della spatola piegate l'impasto sopra le gocce, schiacciatelo ancora e continuate a metter le gocce rimanenti, usando la stessa tecnica (gira e vota, appunto).
  • Lasciate quindi riposare l'impasto per una decina di minuti.
  • Dividete l'impasto in pezzi da 65-70g l'uno e sistemateli nei bicchierini di alluminio precedentemente imburrati.
  • Coprite con della pellicola trasparente e lasciate lievitare (qui i tempi possono variare in funzione di diversi fattori, per cui ci potrebbero volere dalle 6 alle 12 ore)
  • Quando gli impasti sono arrivati quasi al bordo, togliete la pellicola e aspettate che fuoriescano dal bordo
  • Infornate a 160° per circa 35'-40'.
(Fare click sull'immagine per ingrandirla)

N.B. Dalla prima formatura alla fine della cottura i vostri babà saranno aumentati di volume tra le 6 e le 8 volte!!!!!

Bagna al caffè
Caratteristica del babà è che vanno immersi in una bagna zuccherosa.
In questo caso usiamo una bagna al caffè:

900g di acqua
270g di zucchero
15g caffè solubile
60g caffè in polvere

  • Bollite acqua e zucchero fino a sciogliere quest'ultimo
  • Unite caffè in polvere e caffè solubile
  • Lasciate in infusione per una ventina di minuti
  • Filtrate per bene
  • Immergete poi ogni babà nella bagna e sistematelo poi a testa in giù in un piatto


Azzipie', ma perché tutta questa "Tammurriata"?

....eheheheheh, indovina un po'?

Tu intanto preparati psicologicamente, che a breve con i babà al cioccolato faremo questa:

(Fare click sull'immagine per la ricetta)


E voi godetevi la canzone.
Ho scelto quella interpretata dalla Nuova Compagnia di Canto Popolare, la versione da me preferita.
Il filmato di accompagnamento è tratto da Paisà (R. Rossellini, 1946).
Il video l'ho preso da qui





Per chi volesse approfondire meglio il testo può leggere qui.


Ciao e alla Prossima 

Lo Ziopiero


(Fare click sull'immagine per ingrandirla)

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