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martedì 28 febbraio 2017

I Cicatelli de La-Giovanna! (DiSceeee....)

DiSceeee.... ma chi è La-Giovanna?!?!?

Ma come chi è???? È la mamma di Tamara!

DiSceeeeee..... E che so' i cicatelli?

eeeee.... i cicatelli!!!! Come fare a spiegare?
Per capire occorre farli e basta!



E così, appena ho visto la ricetta non ho esitato un attimo!
Ve la riporto qui per comodità:

DOSI
(per 4 persone)

100 g di semola di grano duro Senatore Cappelli
100 g di semola rimacinata di grano duro
 50 g di grano arso
130 g di acqua


  • Impastate fino ad amalgamare bene il tutto
  • Lasciate riposare l'impasto
  • Formate i cicatelli...

 DiSceeeee.... Come formare?!?!?!? Ma non ci dici niente di più?!?!?!

Guarda, se dovessi spiegare per iscritto ci metterei una vita.
Per fortuna che Tamara ha fatto questo video, dove potrete ammirare La-Giovanna all'opera!



Consiglio: una volta formati vi suggerisco di farli seccare 20' in forno, a 80°.



DiSceeee...... Ma poi che ci facciamo?!?!?!

Be', Tamara suggerisce questo piatto favoloso; io ho semplicemente sostituito la cicoria con i broccoli! Ma vi posso assicurare che è ugualmente fa-vo-lo-so!!!

DiSceeee.... ma non ci dici nulla?!?!?!

Certo che ve lo dico!!!

RICETTA 
(per 4 persone)

380 g di Cicatelli
600 g di broccoli
8 alici sott'olio e tagliate a pezzettini
Una burrata da 300 g circa
Mezzo bicchiere di olio evo
Uno spicchio d'aglio
Pepe
  • Pulite e tagliate i broccoli a pezzetti
  • Bolliteli e scolateli senza buttare l'acqua  
  • In una padella, scaldate dell'olio con l'aglio
  • Soffriggetevi le alici fino a farle quasi sciogliere
  • Ripassatevi i broccoli
  • Frullate i gambi dei broccoli fino ad ottenere una crema densa
  • Cuocete i Cicatelli nell'acqua dei broccoli
  • Scolate i Cicatelli molto al dente e saltateli in padella, insieme alla crema dei broccoli 

  • Impiattate aggiungendo delle strisce di burrata e una spolverata di pepe



Dedica finale:
Lo sai, Tamara, ti ammiro; ma oggi più che mai! Hai risvegliato in me tutta la mia anima salentina!
E La-Giovanna mi ha fatto ricordare le mie nonne, che lavoravano instancabilmente in cucina davanti ai miei occhi di bambino pieni di curiosità e ammirazione.
Grazie! :))))
BaScioni Beddha mia!

(vabbè, è uscita fuori la "esse" romana un po' biascicata! :D :D :D :D :D, me perdoni, sì?)

Ciao e alla Prossima



Lo Ziopiero

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giovedì 6 ottobre 2016

Parmigiana di Zucchine e Mortadella

Chi mi conosce sa che sono allergico alle melanzane.
E così, ahimé, non ho mai avuto il piacere di gustare una pasta alla norma o una parmigiana di melanzane.

Però... però... però...

Una parmigiana di zucchine sì, l'ho gustata!!!


E così alla tenera età di 54 anni ho scoperto la bontà di questo piatto!!!
È proprio vero: non si finisce mai di imparare e di scoprire!!! :)))

Farla è semplicissimo, a patto di avere un po' di pazienza per la frittura, ma il risultato vi ricompensrà ampiamente del tempo impegnato!

RICETTA
Per una teglia di 20x32 cm

3 zucchine grandi
200 g mortadella
450 g di mozzarella
Parmigiano (un bel po'!)
Farina
3 uova
Basilico
2 litri di sugo semplice
  • Preparate il sugo come piace a voi
  • Tagliate le zucchine a strisce sottili
  • Passatele prima nella farina e poi nell'uovo (o anche prima nell'uovo e poi nella farina, o prima nella farina, poi nell'uovo e poi ancora nella farina...)
  • Friggetele

A questo punto componete la parmigiana:
  • Strato di sugo e parmigiano
  • Strato di zucchine
  • Strato di mortadella e mozzarella
  • Strato di sugo e parmigiano
  • Aggiungete qualche foglia di basilico sopra
  • Strato di zucchine
  • Strato di mortadella e mozzarella
  • Strato di sugo e parmigiano
  • Aggiungete qualche foglia di basilico sopra
  • Strato di zucchine
  • Strato di sugo e parmigiano

  • Aggiungete qualche foglia di basilico sopra 
  • Infornate in basso a 200° fino a quando la superficie inizia leggermente a bruciacchiare; volendo spostate la teglia sotto al grill acceso per 1-2 minuti


DiSceeee....ma come si può fotografare una parmigiana nel piatto?!?!?!

Effettivamente non è che sia poi così fotogenica. Alla fine ho fatto uno scatto banale banale...


Ma forse per rappresentarne la bontà non è tanto come la si fotografa, ma fotografare quel che ne rimane...


La farete anche voi...?

Ciao e alla Prossima




Lo Ziopiero

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giovedì 1 settembre 2016

Raviolone Multistrato - Cucina Molecolare



Molte persone, quando sentono parlare di cucina molecolare, storcono il naso.

Forse perché gli tornano in mente le lezioni di chimica?
O forse perché associano la parola a qualcosa di scientifico, e quindi lontano dalla naturale passione che ci conduce a pastrocchiare tra spianatoie e fornelli?
O forse perché pensano sia una cosa difficile? Un'invenzione creata per alterare la naturalezza della preparazione di un piatto?

Mi piacerebbe sfatare alcune convinzioni...

Cominciamo col dire che, a pensarci bene, tutto è molecolare.
Le molecole, fino a prova contraria, costituiscono la materia.
Il cibo è materia.
E quando uniamo, mischiamo, impastiamo, cuociamo, alla fine mettiamo in atto un processo che vede le molecole come protagoniste.

Quindi, se vogliamo dirla tutta, tutta la cucina è molecolare!!!

Forse la questione non l'avevamo mai vista sotto questo aspetto, ma se vi dicessi che il pane che quotidianamente mangiamo è da sempre stato un prodotto di cucina molecolare voi che fareste? Non lo mangereste più? Oppure, orgogliosi, fareste tesoro della nuova scoperta chimico-lessicale e continuereste a mangiarlo come prima e più felici di prima? :)))

DiSceeee... Ma, in altre parole, cos'è questa cucina molecolare?

Cercando in rete ho trovato molto chiaro e semplice quanto scritto qui:

"La cucina molecolare è oggi materia scientifica che mette in evidenza ed utilizza in cucina tecniche e meccanismi basati su reazioni chimiche che trasformano un alimento, senza l'utilizzo di sostante chimiche o additivi.
[...]

Questo tipo di cucina offre la possibilità di scoprire nuovi sapori e nuovi piatti che risultano di particolare interesse e dal punto di vista dietetico e degli abbinamenti.

L’inventore di questa disciplina è il premio Nobel, Pierre Gilles De Gennes insignito della prestigiosa onorificenza per la fisica nel 1991. Dal 1992 De Gennes si è impegnato a cercare, con la collaborazione di chimici, biologi e cuochi, ed elaborare una “teoria della pietanza”. Da qui è nata la Gastronomia molecolare o Cucina molecolare. 

Gli studi sulla materia sono iniziati in Francia a partire dagli anni ‘80 ed hanno recentemente fatto approdo in Italia, il cui scienziato di maggior spicco è Davide Cassi. Il Professor Davide Cassi insieme allo Chef Ettore Bocchia ha redatto il: "Manifesto della Cucina Molecolare Italiana" 
  1. Ogni novità deve ampliare la tradizione gastronomica italiana. 
  2. Le nuove tecniche di cottura e preparazione e i nuovi piatti sono studiati e pensati per valorizzare gli ingredienti naturali e le materie prime italiane di qualità. 
  3. La cucina molecolare italiana sarà attenta ai valori nutrizionali e al benessere di chi mangia. 
  4. La cucina molecolare italiana realizzerà i suoi scopi creando nuove testure di ingredienti scelti in base ai criteri di questo manifesto, studiando le proprietà fisiche e chimiche degli ingredienti e progettando nuove architetture microscopiche.

Nulla di così assurdo, pericoloso o spaventevole, dunque.

Non occorre aver superato esami di chimica, scomporre l'atomo in due o disporre di un laboratorio con mille provette fumanti.

D'altra parte, se solo pensiamo agli strumenti che oggi abbiamo a disposizione nelle nostre cucine rispetto a quanto avevano 50 anni fa, le nostre nonne inorridirebbero e scapperebbro via impaurite!!!

Ma veniamo alla nostra ricetta, la cui ispirazione l'ho presa questa sempre da qui.

Si tratta di utilizzare un banalissimo principio in base al quale, usando con la lecitina di soia, l'impasto di acqua e farina diventa talmente malleabile ed estendibile che lo possiamo rendere sottilissimo, senza rischiare rotture o buchi della pasta!



Partendo da questo principio, lo chef Nicola Passarelli propone il "Raviolo Multistrato" in cui separa le diverse farciture interne con dei sottilissimi strati di pasta, senza compromettere i sapori dei vari ripieni, che in questo modo rimangono ben distinti.

Inoltre la lecitina di soia è praticamente insapore, per cui non altera il gusto degli ingredienti.


RAVIOLONE MULTISTRATO



RICETTA
Ingredienti per due persone:

100g di farina 0  
  15g lecitina di soia 
 45g di acqua

Per il condimento:
2 zucchine
8 gamberetti
4 pomodorini secchi sott'olio
4 cucchiai di salsa di pomodoro
  • Mettete la lecitina a mollo nell'acqua fino a quando non si sarà sciolta completamente (circa 30')

  • Impastate con la farina
  • Coprite l'impasto e fatelo riposare una ventina di minuti

Nel frattempo:
  • Tagliate a rondelle le zucchine e cuocetele come più vi aggrada
  • Sbucciate i gamberetti e scottateli appena appena in padella
Quindi
  • Stendete l’impasto in una sfoglia finissima, quasi trasparente, cosa ora possibile grazie alla lecitina di soia
  • Ricavatene dei dischi (o dei quadratoni) di varie dimensioni
  • Mettete le zucchine sul disco più grande e inumidite i bordi  con dell'acqua
  • Coprite con un disco più piccolo facendo aderire ben bene
  • Metteteci sopra i gamberetti
  • Inumidite il disco, copritelo con un altro disco
  • Fate adderire e metteteci i sopra pomodorini
  • Infine inumidite anche questo disco e poi chiudete con un ultimo disco

  • Cuocete i ravioli in acqua bollente e ripassateli in padella dove avrete versato olio e salsa di pomodoro

  • Servite

Risultato?


Be', come dicevo prima i vari aromi si riescono a percepire in maniera ben distinta.
Il sottilissimo spessore delle sfoglie non invade il palato con un sapore predominante di pasta.

Risultato finale?
Eccolo:



:))))


Il testo in corsivo è tratto da: http://www.alimentipedia.it/la-cucina-molecolare.html
Copyright © Alimentipedia.it

La lecitina di soia la potete acquistare qui



Ciao e alla Prossima


Lo Ziopiero

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mercoledì 23 marzo 2016

Brasato al Barolo (e non solo!!!)



Erano due anni che avevo questo post in bozza.
DiSceeee.... ce ne hai messo di tempo!

Lo so, è vero.
È che a volte manca l'ispirazione, oppure si pensa sia una ricetta banale, semplice e allora si evita di pubblicarla.

In verità il Brasato, pur essendo effettivamente qualcosa di semplice, richiede una preparazione paziente e dei tempi di attesa lunghi.
Forse per questo ho aspettato tanto...?


Va però subito detto che alla fine della preparazione si è ampiamente ricompensati, sia per il sapore, sia anche per le quantità prodotte che, se non vivete in una casa di famelici, possono essere riproposte in diverse modalità, come vedremo ;)

Ma partiamo dalla base.

Brasare:
il termine deriva dalla parola brace e significa cuocere lentamente, dentro un recipiente coperto, meglio se dentro una pentola apposita detta appunto brasiera.
In origine la brasatura avveniva ponendo le braci sia sotto sia sopra la brasiera, in modo da ottenere una lenta cottura grazie alla diffusione uniforme del calore.
Noi, per praticità, effettueremo la brasatura sul fuoco e nelle pentola che abbiamo a disposizione.


Si può brasare carne, pesce o verdura, in una giusta dose di liquidi. Generalmente si brasa la carne, partendo dalla cosiddetta sigillatura, effettuata in condimenti grassi e caldi in modo da dorare la superficie esterna. In questa maniera i succhi si coagulano rapidamente e la crosta impedisce alle sostanze di uscir fuori.
Dopodiché si procede alla brasatura vera e propria, ponendo la carne dentro i liquidi, a temperature moderate.

Lo scopo della brasatura è di cuocere molto lentamente pezzi di grandi dimensioni in modo che, grazie al liquido di cottura ed eventualmente al grasso della lardellatura, la polpa dell'alimento si ammorbidisca notevolmente.

Nelle foto del passo passo, diversamente dalla foto del piatto, vedrete dei ritagli di carne e non un pezzo unico.
Questo perché quando ho fatto il brasato al barolo non avevo documentato i passaggi, e quando l'ho rifatto ho utilizzato dei ritagli perché dedicati ad un altro tipo di piatto (che pubblicherò in seguito).

Passiamo alla pratica!

Occorrente:
Carne (tipicamente manzo, meglio se con un po' di grasso)
Verdure varie (carote, sedano, cipolle)
Aromi/Spezie (rosmarino, alloro, chiodi  di garofano...)
Barolo o altro vino rosso (nel brasato delle foto ho usato il Nero d'Avola)
  • Tagliate le verdure in una ciotolona
  • Aggiungete carne e aromi e vino, fino a coprire il tutto
  • Lasciate riposare una notte.
  • Al mattino scolate e fate asciugare la carne
  • Mettetela poi in una pentola con dell'olio bollente e procedete con la sigillatura, in pratica dovete appena scottarla.

  • Aggiungete le verdure (che si porteranno appresso un po' di liquido)
  • Continuate a cuocere per qualche minuto
  • Abbassate la fiamma al minimo
  • Aggiungete tutto il restante liquido
La cottura deve essere lentissimma e durare 2-3 ore. I liquidi si addenseranno ma non dovrano evaporare.
Ovviamente la prova assaggio è d'obbligo per capire quando la carne sarà pronta.



Volendo il succo rimasto potrà essere frullato per fare una salsa più omogenea che accompagnerà la carne.

La carne così cotta risulterà tenerissima e saporitissima, cos' come la salsa risultante.



Lo so, è poco chic, ma a me piace tanto fare la scarpetta col mio pane.
Nella foto l'ho fatta con quello al pomodoro e rosmarino... mmmmmmmmm

Varianti:
A questo punto potete liberamente dare spazio alla vostra fantasia.
Io vi propongo qualcosa di semplice, come questi rigatoni:



E voi? Come varierete...?

Ciao e alla Prossima.



Lo Ziopiero

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lunedì 4 maggio 2015

Gnocchi Viola con Vongole Rughetta Fritta e....

Gnocchi viola con Vongole e Rughetta fritta
Dopo gli gnocchi arancioni e quelli verdi, non potevano mancare gli gnocchi viola!!!!

DiSceeeee.... VIOLA?!?!?!?!

Sì, sì, viola!
E il colore, questa volta, è dato direttamente dalla patate e non da un ingrediente colorato.

DiSceeeee.... PATATE VIOLA?!?!?!?!

Certo. Viola.
Eccole. Da fuori si presentano così:

Patate viola
DiSceeeeee....ma non sono viola!!!

Ok, Ok, non sono viola, ma se le sbucciate (dopo averle bollite, ovviamente) si presenteranno così:

Patate viola


Dopo che le avete bollite e sbucciate, le impastate con la farina....



Disceeeeeee..... Ma quanta farina? 

Ma questo lo dovreste sapere meglio di me!

Negli gnocchi non esistono dosi: si fa tutto regolandosi con la consistenza dell'impasto, che alla fine dovrà risultare bello compatto.

OK?

Dopodiché, si passa alla ....gnoccatura!!!!

Formate dei cilindretti tutti di uguale spessore
Tagliate gli gnocchetti
Lasciateli riposare (se ne vengon tanti li potete anche congelare)



Passiamo ora al condimento.

Per le vongole immagino sappiate tutto.
Come spurgarle, come aprirle e come condirle.
Nel caso voleste adottare il mio sistema di condimento potete sbirciare qui (e ve lo consiglio vivamente!!!)

L'abbinamento che suggerisco oggi, come vedrete, è un po' azzardato, forse bizzarro, ma alla fine si è dimostrato particolarmente delicato e gustoso.

Partiamo dalla prima bizzarrìa: la rughetta fritta.

Certo, non è che uno si sveglia la mattina, magari dopo una notte piena di incubi, e decide di fare la rughetta fritta (anche se tutto sommato come ispirazione ci starebbe pure).

Come variante è particolare, conferisce un tono sciccoso al piatto e solletica le papille gustative, soprattutto quando la si schiaccia con la lingua sotto il palato.

Per friggerla basta immergerla nell'olio caldo (suggerisco quello di arachidi a 180°)

Rughetta Fritta

DiSceeee....e la seconda bizzarrìa?

Il pecorino!
A scagliette.

Gnocchi viola con Vongole Pecorino e Rughetta fritta

So che alcuni di voi potrebbero inorridire (e qualche anno fa sarei inorridito anche io, quindi vi capisco), ma qui devo dire che l'abbinamento è quello giusto!

Azzardate e non ve ne pentirete. ;)

DiSceeeeee....e se avanza della rughetta che ce famo?!?!?!?

Come che ce fate?!?!?!??
Vi fate questo pesto con pomodorini e noci.

Della serie: qua nun se butta gniente!!!!!!
Be', vabbè...le bucce delle patate le potete pure buttare!!!! :)))))

Bucce viola

:))))))))))))))))

Allora, tutto chiaro?


Gnocchi Viola con Vongole, Rughetta Fritta e Pecorino

Ciao e alla Prossima.

Lo Ziopiero

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mercoledì 8 aprile 2015

La Carbonara - Quella Vera!


(Fai click sulla foto per ingrandirla)


È un piatto tipico della tradizione romana, un po' come la cacio e pepe.
E come la cacio e pepe, anche la carbonara l'ho vista preparare in tanti modi diversi, chi col guanciale, chi con la pancetta, chi con lo speck. Chi la fa saltare in padella, chi la fa con la pasta corta...insomma ne ho viste di tutti i colori e sapori.

Intendiamoci, queste varianti sono tutte buone e gustose, ma non sono La Carbonara.

Se volete mangiare la "Vera Carbonara", allora dovete seguire alcune semplici regole.
Poi mi direte :))))

Ingredienti per 4-5 persone:

500 g di spaghetti
150 g di guanciale
2 uova
2 tuorli
Pecorino romano grattugiato (tanto)
Pepe nero (abbastanza)

Tagliate il guanciale a cubetti di 1 cm di lato e metteteli a scaldare a fuoco basso in una padella fino a far sciogliere il grasso; in pratica deve "sudare".

(Fai click sulla foto per ingrandirla)

Rompete le uova nella terrina che conterrà la pasta: aggiungete un pochino d'acqua fredda, meglio se gasata, del pecorino e il pepe nero, sbattendo il tutto con la forchetta. Poggiate la terrina per mezzo minuto a mo' di coperchio della pentola continuando a sbattere, in modo da dare cremosità al composto.

(Fai click sull'immagine per ingrandirla)

Aggiungete poi un po' d'acqua di cottura della pasta.
Attenzione: le uova NON devono fare grumi con il pecorino!!!
Il tutto deve restare cremoso!
Scolate la pasta avendo l'accortezza di non sgocciolarla completamente, conservando un po' della sua acqua di cottura.
Mettetela poi nella terrina, aggiungete altro pecorino già grattugiato e mescolate velocemente.
Alla fine unite il guanciale, mescolate ancora, in modo da fare rapprendere e - se necessario - aggiungete un po' dell'acqua di cottura tenuta da parte.

A piacere, aggiungete poi nel piatto ulteriore pepe e pecorino.

Ora mi vorrei soffermare su cosa NON va fatto:
  • NON si usa olio: il grasso del guanciale è sufficiente a farlo rosolare e renderlo croccante al punto giusto
  • NON si usa pasta corta, ma spaghetti
  • NON va assolutamente saltata in padella, altrimenti si rischia la cottura dell'uovo! Il condimento è una cremina densa e non dei pezzi di frittatina! ;)

OK?

:))))

Consiglio numero uno
NON si versa il grasso del guanciale nel condimento, anche se molti lo fanno.
Io preferisco non utilizzarlo, per non ammazzare il sapore del condimento. È una scelta.

Consiglio numero due
La pasta alla carbonara non avanza mai. Ma se dovesse avanzare, allora potete farci una bella frittata alla....carbonara!!!!

(Fai click sulla foto per ingrandirla)

(Fai click sulla foto per ingrandirla)

Tutto chiaro?!?!?!
:))))

Ciao e alla Prossima.

(Fai click sull'immagine per ingrandirla)


Lo Ziopiero

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martedì 27 gennaio 2015

Riso Rosso Thailandese con Tandoori Masala e Pollo al Curry

Allora, avete preparato il Tandoori Masala? 

OK!

Allora passiamo subito alla ricetta del...

Riso Rosso Thailandese

(Fai click sulla foto per ingrandirla)
Ingredienti
Riso Rosso Thailandese
Tandoori Masala
Pinoli

  • Mettete  a bagno il riso per un'ora
  • Scolatelo
  • Riempite una pentola d'acqua e sale
  • Versatevi il riso
  • Mettete sul fuoco e portate ad ebolizione a fuoco dolce
  • Cuocete per circa 20'
  • Scolate quando è al dente (attenzione: ha una consistenza diversa dal riso a cui siamo abituati)
  • Fermate la cottura sciacquando con acqua fredda
A questo punto:
  • Continuate la cottura in padella e con del burro
  • Aggiungete i pinoli precedentemente tostati
  • E infine il Tandoori Masala 

Per non farci mancare nulla accompagniamo il piatto con un ....


Pollo al Curry

Ingredienti
Una cipolla
2 carote
Olio
Aglio
Yougurt greco
Curry
Mandorle tostate
Bocconcini di pollo

  • Rosolate l'aglio in padella
  • Aggiungete poi cipolla e carote tagliate sottili sottili
  • Aggiungete acqua (tanta)
  • Cuocete 5' a fuoco sostenuto e poi il resto a fuoco basso/moderato; le cipolle devono ammorbidirsi, quasi sciogliersi
  • Aggiungete curry
  • A parte mescolare yogurt e bocconcini di pollo
  • Aggiungete altro curry
  • A questo punto versate i bocconcini di pollo alle cipolle e carote
  • Continuate fino a quando il pollo sarà cotto

(Fai click sull'immagine per ingrandirla)


Servite insieme al riso.


(Fai click sull'immagine per ingrandirla)



Ciao e alla Prossima

Lo Ziopiero

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mercoledì 17 dicembre 2014

Tagliatelle al barolo e scoglio di mare (...idem come sopra)

Ci siamo.
È arrivato il Natale.
Con tutti i suoi pregi e difetti.
Si tirano le somme (che poi me devono spiega' perché a Natale e non a Ferragosto o il 27 ottobre!);
Si fanno progetti (idem come sopra);
Si addobba l'albero o il presepe (idem come sopra);
Si comprano i regali (idem come sopra);
Si apre il Panettone o il Pandoro (idem come sopra); 
Si mangia a rotta di collo (idem come sopra);
Si ingrassa di 4 chili (idem come sopra);
Ci si lamenta di esser ingrassati 4 chili (idem come sopra);
Si dice di esser tutti più contenti (idem come sopra)
...e più buoni (idem come sopra)...

Insomma un film visto e rivisto.

Però....alla fine....inevitabilmente...come tutti gli anni...

Che ci mangiamo la sera della vigilia?
E il 25?
E l'ultimo dell'anno?

Tutti voi assidui lettori sapete bene che nel mio blog potete trovare oltre 500 ricette, suddivise tra Primi, Secondi, Dolci, Preparazioni Varie o che potete studiare le tecniche di base comprensive di filmati.

Oggi vi presento un primo piatto semplice e originale e contemporaneamente gustoso e sfizioso, a base di tagliatelle al vino (idem come...qui!)
E che vino!!!

(Fai click sulla foto per ingrandirla)



Per le tagliatelle al Barolo
(a persona)
110 g di semola rimacinata
35 g di Barolo
20 g di albume
  • Impastate
  • Lasciate riposare l'impasto almeno un'ora
  • Formate le tagliatelle

Per il condimento
Pomodorini
Totani (o seppioline)
Gamberi
Cozze o altri frutti di mare a vostra scelta
  • Scaldate uno spicchio d'aglio nell'olio
  • Tagliate a metà i pomodorini
  • Mettete a cuocere i pomodorini con la parte esterna verso l'alto (così conservano maggiormente il sapore)
  • Aggiungete i totani
  • A parte aprite le cozze alla fiamma
  • Scottate appena i gamberi
  • Rapidissima saltata in padella con la pasta scolata al dente
  • Gustate....


(Fai click sul collage per ingrandirlo)

Allora: ve l'ho data l'idea?
Nooo?
Volete altre idee?

Niente di più semplice!

La nostra amica Stefania di Profumi e Sapori ha preparato un bellissimo ebook.

http://www.ricettedellefeste.it/

All'interno delle 135 pagine troverete 30 Ricette di Antipasti, 20 Ricette di Primi, 20 Ricette di Secondi, 20 Contorni e 30 Dolci.

Cosa aspettate?
Scaricatelo direttamente dalle Ricette delle Feste! ;)




Ciao e alla Prossima.

Lo Ziopiero

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