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mercoledì 11 maggio 2016

Il Casatiello Sfogliato (e senza uova)

Incredibile!
In tanti anni che faccio lievitati ancora non l'avevo fatto!
Eppure è una di quelle cose che fa parte integrante della tradizione!


Così, quando l'ho visto nel Condominio più svalvolato del mondo non ci ho pensato due volte!
E l'ho fatto!!!



RICETTA 
di Silvia

Impasto
120 g di Lievito Madre o Licoli
400 g di farina di forza W330, come questa, ideale per un pane con lievito madre e farcito 
250 g di acqua 
    8 g di sale
 40 g di strutto ammorbidito
  • Spezzettate il lievito madre nella ciotola dentro la quale impasterete
  • Aggiungetevi 60 g di acqua presa dal totale e scioglietelo mescolando energicamente
  • Aggiungete tutti gli altri ingredienti
  • Impastate fino ad ottenere un impasto liscio e morbido 
  • Lasciate riposare l'impasto una mezz'oretta.
Laminatura
100 g strutto
  40 g pecorino romano grattugiato
pepe macinato q.b.

Adesso faremo tre pieghe a tre, come descritto nel post della pasta sfoglia, inserendo ad ogni giro un terzo dello strutto e del pecorino, più una spolverata di pepe.
  • Stendete l'impasto fino ad ottenere un rettangolo
  • Spezzettatevi un terzo dello strutto 
  • Spolveratevi un terzo del pecorino
  • Fate una piega a tre
  • Ripetete l'operazione per altre due volte


Farcitura
150 g di salame tipo Napoli (io ho usato il salame tipo Milano, tagliato a fette e spezzettato)
150 g provolone piccante
  20 g pecorino romano grattugiato
pepe macinato q.b.

  • Dopo l'ultima piega stendete nuovamente l'impasto fino ad ottenere un lungo rettangolo
  • Distribuite la farcitura

  • Arrotolate nel verso del lato lungo
  • Sistemate il cilindrone ottenuto dentro uno stampo da ciambellone, precedentemente foderato con carta forno
  • Coprite e lasciate lievitare fino al raddoppio, o qualcosina di più
  • Spennellate la superficie con olio evo

  • Infornate a 220° per i primi 10'. Poi portate la temperatura a 200° per altri 10'. Completate la cottura a 180°.


Molti lettori ancora mi domandano quali sono i tempi di lievitazione delle varie preparazioni: ci tengo a sottolineare che NON esiste un tempo fisso preciso cui fare riferimento. La lievitazione dipende da diversi fattori, quali la temperatura, la forza del lievito madre, la forza della farina usata.
Un impasto che lievita a 28° potrebbe esser pronto dopo 5-8 ore; a 22° anche dopo 12-16 ore, sempre che farina e lievito siano di qualità. In buona sostanza soltanto la conoscenza del vostro ambiente e dei vostri preparati vi porterà a stabilire a priori quanto tempo ci vorrà.

L'interno, come vedete, ha la tipica forma dei pani sfogliati.
L'alveolatura è bella aperta lasciando molto spazio alla farcitura.


Vale la pena aspettare la prossima Pasqua per farlo...?

Noooooooooooooooooooooo!!!!!

:)))))))

Ciao e alla Prossima.


Lo Ziopiero

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lunedì 19 ottobre 2015

La Colomba Salata del Condominio

DiSceeee..... Ma che stamo a Pasqua?!?!?!

Ma noooo!!!

E allora perché la Colomba? E perché Salata?!?!!? E perché del Condominio?!?!?!?!!?!?

Calma, calma, calma!

Allora!

La Colomba Salata è un'invenzione del Condominio più svalvolato del web!

E noi che ci cuciniamo queste delizie da soli possiamo farcele in qualsiasi periodo dell'anno, senza rispettare le tradizioni!
(senza considerare che tutte le cose fatte in casa sono decisamente superiori sotto tutti i punti di vista!!!!)

Sì, vabbè, ma Zzzipie' ...salata non l'avevo proprio mai vista!!!

E ora la vedrai!

E dopo che l'avrai vista e pure assaggiata, son sicuro che non tornerai più indietro.
Questa Colomba Salata dà assuefazione!!!!



Partiamo!

INGREDIENTI

170 g  Lievito madre bello in forza
250 g  Farina di forza (minimo W 330)
  80 g  Formaggio Parmigiano grattugiato
  50 g  Formaggio pecorino grattugiato 
100 g  Formaggio pecorino a tocchi 
  90 g  Latte intero
  60 g  Burro bavarese
  60 g  Strutto
130 g  Uova intere (circa 2 uova XL)
  75 g  Tuorli (circa 3 uova XL. Conservate gli albumi per la glassa)
    6 g  Zucchero
    5 g  Sale
    1     cucchiaio di malto (si può sostituire con un cucchiaino di miele)
    2     cucchiaini pepe



PROCEDIMENTO

  • Tagliuzzate il lievito madre e mettetelo nella ciotola con il latte:

  • Avviate il gancio a foglia fino a sciogliere per bene il tutto:



  • Versate poi tutti gli ingredienti, tranne 20/30g di farina, il pecorino a tocchi e il burro e continuate ad impastare con il gancio a foglia fino a raggiungere l'incordatura.
  • Adesso inserite il burro, leggermente ammorbidito, alternato con qualche spolveratina di farina, cercando di mantenere sempre l'incordatura.
  • Sostituite poi il gancio a foglia con il gancio ad uncino e continuate ad impastare fino a quando l'impasto si presenterà liscio e si staccherà bene dalle pareti.
  • Abbassate un po' la velocità dell'impastatrice e inserite il pecorino a tocchi. 
  • Rivoltate l'impasto sul tavolo e fatelo riposare un quarto d'ora.


Farcitura

Le nostre svalvolate hanno proposto diverse farciture; io ho scelto questa:

100 g  Pancetta affumicata a dadini
   50 g  Olive denocciolate

  • Stendete l'impasto e copritelo con la farcitura

  • Piegate a tre (come un fazzoletto)
  • Arrotolate bene l'impasto e formate due salsicciotti, di cui uno leggermente più grande
  • Sistemate i salsicciotti nel pirottino da colomba in modo da formare una croce.
  • Lasciate lievitare fino a 2 cm dal bordo
Nel frattempo potete prepararre glassa e copertura:

Glassa
80 g  Arachidi salate tritate finemente
 80 g Albumi (circa 2)
   2    Cucchiai di Parmigiano


Copertura
20 g  Arachidi salate tritate grossolanamente
 50 g  Noci sgusciate
  • Mescolate il tutto fino ad ottenre una crema densa
  • Distribuite la glassa su tutta la superficie della colomba
  • Distribuite in ordine sparso le noci e spolverate con la granella di arachidi.



  • Infornate a 160° per circa 60 minuti. La colomba sarà pronta quando la temperatura interna raggiungerà i 92-94°. Se non avete il termometro a sonda, fate la classica prova stecchino, anzi steccone, che dovrà uscire quasi asciutto.
Appena sfornata la colomba andrà infilzata con due ferri paralleli lungo le ali, alla base dello stampo,  e lasciata raffreddare capovolta, sospesa con i ferri retti tra due sedie o da un secchio, per almeno 4/6 ore. Dopodiché va riposta e chiusa in una busta per alimenti.

Aspettate qualche giorno prima di consumarla. ;)

Tutto chiaro?




E adesso...ditemi voi se ha senso aspettare la prossima Pasqua!!!


Ciao e alla Prossima.



Lo Ziopiero

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mercoledì 2 aprile 2014

Pizza al Formaggio - Doppia versione

(Fai click sulla foto per ingrandirla)

Con questo post chiudiamo il tris dei lievitati pasquali.

Dopo la Pizza Dolce e la Super Colomba, (a proposito, cho non l'avesse ancora fatto consigilio vivamente di leggersi la sua storia!) adesso è il turno della Pizza al Formaggio.

E' una pizza tipica pasquale di origine umbra.
La faccio praticamente tutti gli anni.
In varie versioni.
Lo scorso anno feci una versione con il lievito di birra, forse la migliore che mi sia mai venuta ma che non ho mai pubblicato.

Poi è arrivato LUI!
Il Signor Licoli.

Con il quale ho fatto di tutto! Pani, panettoni, pizze, pizzette, focacce.

Potevo non farci anche la Pizza al Formaggio di Pasqua?

Certamente no!

Un semplice prefermento la mattina prima di andare in ufficio, un impasto la sera, un paio di pirlature e via a dormire. Al mattino la pizza era pronta per essere infornata.

Le differenze tra quella con il lievito di birra e quella con il licoli? Abissali, direi!
Guardate sia l'alveolatura, sia lo sviluppo (le dosi degli ingredienti sono le stesse).


(è inutile dirvi che quella a sinistra è la versione con il lievito di birra)

Diciamo pure, a beneficio di coloro che non hanno dimestichezza con i lieviti naturali, che anche la versione con il lievito di birra è comunque molto buona, a patto, però, di avere dimestichezza con l'incordatura. Quella è fondamentale (come le farine!).

La Ricetta
(dosi per un pirottino da 1 Kg)
Prefermento
200 g farina manitoba
200 g di acqua
80 g di lievito madre o licoli - In alternativa 2 g di lievito di birra
  • Mescolate tutti gli ingredienti e lasciare riposare 10-12 ore

Impasto
Tutto il prefermento
300 g manitoba
120 g pecorino romano grattugiato
120 g parmigiano reggiano grattugiato
80 g provolone piccante tritato
50 g di olio evo
5 uova
Una macinata di pepe

  • Impastate fino ad incordatura
  • Lasciate riposare una mezzoretta
  • Ungete con un filino d'olio il tavolo da lavoro
  • Fate una prima pirlatura e lasciate riposare l'impasto 20'-30' (se non sapete come si esegue una pirlatura guardatevi il filmato qui sotto)


  • Fate poi una seconda pirlatura
  • Adagiate l'impasto dentro un pirottino
  • Coprite con del cellophane
  • Aspettate fino a quando l'impasto arriva a 2 cm dal bordo
  • Togliete il cellophane
  • Infornate a 160° per 50-60 minuti (dipende dal vostro forno)
  • Una volta fredda, riponetela in una busta per alimenti e non apritela prima di 3 giorni

Se fatta con il lievito naturale, la pizza in busta chiusa può essere conservata anche 15 giorni prima di essere aperta.
E anche una volta aperta può stare tranquillamente 15 giorni sempre nella sua stessa busta.
Ma sono sicuro che non durerà così tanto!
Soprattutto se vi verrà così! ;)

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E per finire, la mia carrellata di collage per voi!

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E se siete arrivati fin qui, allora una fetta ve la siete proprio meritata!

Ciao e alla Prossima. 

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Lo Ziopiero

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giovedì 27 marzo 2014

La Colomba di Pasqua e la sua "vera" storia...


(Fai click sulla foto per ingrandirla)


PROLOGA...MENTE

Tam, ti ricordi cosa avevamo promesso dopo la Maratòn-Panettòn?

No!

Dai Tam. Davvero non ti ricordi?

NO!

Allora ti ricordi? 

NOO!

....????

...Pie', gnaaafazz! Dopo i panettoni ho avuto una crisi di rigetto! Solo all'idea di passare i fine settimana appresso ai grandi lievitati mi fa venire le bolle!

Ahahaha! Come ti capisco!
(che poi non l'ho detto, ma anche io ho avuto una crisi di rigetto...)
(cosa potrei fare per convincerla....o, meglio, per motivarla...)
(Idea!!!!!!)

Tam, ma tu lo sapevi che la Colomba ha origini salentine?

Pie', ma cosa dici? La Colomba è milanese, meneghina, longobarda!!!

...mmmm, ne sei proprio sicura? Senti qua...

LEGGENDA...MENTE

La "vera" Storia della Colomba
(libera interpretazione dello Ziopiero)

La storia della nascita della colomba pasquale è legata ad una leggenda risalente al VI secolo d.C. che vede come protagonisti la Regina del Salento, Tamaralinda, famosa all'epoca in tutta l'Apulia per le sue straordinarie doti culinarie, e l'abate irlandese Colombano, che in seguito a quanto sto per raccontare, divenne pure Santo!

Pare infatti che quando Colombano, insieme ai suoi monaci, andò a trovare la Regina Tamaralinda, questa offrì a Colombano e a tutti i monaci al suo seguito un lussuoso banchetto a base di Carne, Pere Candite, Riso Venere e Sacher Torte.

La svalvolata, però, non aveva considerato una cosa che subito Colombano le fece notare: era il periodo quaresimale (anche se pare che l'abate davanti a cotante  visioni gustative avesse invece detto: "Qua te senti male!").
Fatto sta che si era venuta a creare una situazione alquanto imbarazzante, anche dal punto di vista diplomatico (questa volta non in senso dolciario).
Come fare?

Fu così che a Colombano venne la brillante idea aggiustare capra e cavoli, ponendo la seguente condizione: avrebbero potuto consumare le carni solo dopo averle benedette!

Tutti annuirono felici e già stavano con i tovaglioli legati al collo e le gambe sotto i tavoli quando Colombano alzò la mano destra in segno di croce.

Fu allora che avvenne il miracolo (che poi a me sembra più una fregatura!): tutte le pietanze si trasformarono in candide colombe di pane, bianche come le tuniche degli stessi monaci i quali, ovviamente, si misero subito a pregare.

"Ekkekazz" pare invece avesse esclamato Tamaralinda prima di cadere a terra tarantolata!

Prontamente le sue due fidate ancelle, Maya da Cuminus e Francy de Colatio, la soccorsero e la portarono nelle sue stanze condominiali, riferendo poi agli storici che la Regina fosse svenuta per l'emozione di aver assistito in prima persona ad un miracolo e avesse sospirato un più diplomatico "gnaaafazz", tipica espressione della Regina.

Fatto sta che dopo questa paraculata Colombano fu pure fatto santo e, ovviamente, la colomba bianca divenne il suo simbolo iconografico, tanto è vero che la troviamo sempre raffigurata sulla sua spalla.

Tamaralinda, invece, dopo l'affronto subìto decise di abdicare e, insieme ad altre due valide cuoche, tali Silvia da Gattamielata e Maria Teresa de Guadalupe, fondò la Congrega delle Svalvolate e giurò di non voler più sentir parlare di colombe per il resto dei suoi giorni!

.....

Tamarali... ehmm, cioè, Tamara? Sei sempre lì...?
Mica sarai svenuta pure tu?

Pie'...gnaaafazzz!!!

Come? Sei ancora dell'idea di non fare la colomba pure ora che ti ho svelato le sue origini "salentine"? 
Dai, dai! Magari solo una colombina...su su!

Pie'! Che hai capito? Gnaaafazz dalle risate!!!
:D :D :D :D :D 

:))))
E la colomba...?

Pie', una sola però, eh? Come viene viene! :)))

Eddai che lo sai mejo de me che te vie' bene!!!!
E poi le promesse vanno mantenute! 
Dai, mentre tu vai a preparare gli ingredienti, io scrivo il post e magari racconto la versione ufficiale della storia! :)))


UFFICIAL...MENTE

La Colomba, si può dire, è la sorella minore del Panettone.

Il fatto che sia minore non vuol dir che sia meno difficile da fare; diciamo solo che è nata dopo.

L'invenzione, oserei dire commerciale, è da attribuire sempre a lui, Angelo Motta,  lo stesso pasticcere che nel 1919 ha inventato il Panettone.
(a proposito lo sapevate che fu proprio lui in persona ad inventare il pirottino con i buchi sotto?).

Ho parlato di invenzione commerciale perché dal punto di vista alimentare non si era inventato proprio nulla: stessa pasta, stessi ingredienti, e pure stessi macchinari!

Al prodotto finale cambiò solo la forma e la superficie, glassandola.

Fu poi grazie a Dino Villani, che la Colomba divenne famosa.

Ma prima di andare avanti varrebbe la pena spendere due paroline su questo signore, perché la sua storia, (questa volta vera!) è affascinante.

Dino Villani è l'inventore in Italia della comunicazione integrata (all'epoca non si chiamava così), che è una sorta di mix (all'epoca non si usava questa parola) di 3 cose: slogan (all'epoca non si chiamavano così), valorizzazione del prodotto e azione a sostegno dei media (all'epoca non si chiamavano così!).

Così Dino Villani nel 1937 lanciò (all'epoca questo verbo ancora non si usava ancora in questa accezione!) sul mercato (all'epoca il mercato era quello solo della frutta!) la Colomba Motta! (all'epoca la chiamarono proprio così!).

Non solo!
Come se non bastasse il buon Villani si inventò anche il logo (all'epoca non si chiamava così)  della Motta con la famosa M (sembra una banalità ma non lo è!).

Non solo!
Nel 1939 ideò insieme al grande Cesare Zavattini il concorso 5000lire per un sorriso, divenuto poi nel 1946 il ben più noto Miss Italia, lo spumeggiante concorso tra frizzi e lazzi (adesso c'è rimasto solo Frizzi!)

Non solo!
Trasformò il giorno di San Valentino nella Festa degli Innamorati.

Non solo!
Vi aggiungo anche che sempre il buon Villani, insieme a Giordano Dell'Amore, nel 1955 creò la Scuola di perfezionamento in economia aziendale per la formazione quadri direttivi di azienda, scuola che in seguito si sarebbe trasformata nella a noi nota più SDA Bocconi School of Management.

Insomma, avete capito di che personaggio stiamo parlando, sì?



PRATICA...MENTE

Ma torniamo, giustamente, alla nostra colomba e alla tanto attesa ricetta!

Dicevamo che il suo impasto è come quello del Panettone.
La farcitura non prevede l'uvetta passa.
E il sopra gode di una glassatura da leccarsi i baffi!!!
Una glassatura che ha trovato per noi direttamente Tamaralinda (!) e a mio avviso è la migliore di tutte.

Ricetta Colomba Pasquale

Ingredienti per una colomba da 1 kg

Primo impasto
80 g lievito madre o 95 g di licoli
180 g farina di forza o manitoba
70 g zucchero
90 g acqua
80 g burro
70 g tuorli
  • Montate tutto fino ad incordatura
  • Lasciate lievitare 10-12 ore (l'impasto deve raggiungere circa due volte e mezzo il volume iniziale)

Secondo impasto
Primo impasto
80 g farina di forza o manitoba
70 g zucchero
70 g tuorli
70 burro
4 g sale
15 g acqua
50 g pasta aromatica (vedi sotto)
150 g canditi di arancia (fateli in casa!!!)
50 g canditi di mandarino (idem come sopra)

Pasta Aromatica
20 g di miele
10 g di burro sciolto
20 g di canditi di arancia home-made
10 g di canditi di mandarino home-made
10 g di sciroppo di arancia candita
1 cucchiaino di estratto di vaniglia (oppure 1 baccello di vaniglia e tutti i semini dello stesso)
zeste grattugiate  di 1 limone
  • Si frulla tutto e si conserva in frigorifero dentro un barattolo di vetro chiuso.
Per la tecnica di impastamento consiglio di leggervi questo post partendo da qui


Glassa
40 g di mandorle grezze
20 g di nocciole tostate
160 g di zucchero semolato
4 g di cacao amaro in polvere
4 g di fecola di patate
4 g di amido di mais
60 g di albume
  • Polverizzate in un cutter tutti gli ingredienti secchi
  • Unite poi le varie polveri
  • Aggiungete quindi l'albume continuando a frullare per un paio di minuti
  • Mettetela nella sac a poche
  • Fatela riposare in frigo almeno 4/5 ore prima di utilizzarla

Una volta che la colomba è lievitata, con la sac a poche fate delle striscioline di glassa:

(Fai click sulla foto per ingrandirla)

In pochi secondi la glassa si distribuirà in maniera uniforme sulla colomba.
A questo punto metteteci sopra lo zucchero in granella e le mandorle.

(Fai click sulla foto per ingrandirla)

Forno a 160° per 50-70 minuti (la durata dipende dal vostro forno).

(Fai click sulla foto per ingrandirla)

Una volta cotta infilzatela con dei ferri da calza e mettetela sottosopra per qualche ora.

Vi ricordo che la colomba, come il panettone, prima di essere consumata va tenuta chiusa in una busta per alimenti per almeno 5 giorni.


FINAL...MENTE

Passati i 5 giorni (ma chiusa si conserva bene anche 20 giorni), la potete gustare....

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La mollica dovrà risultare soffice....

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...scioglievole....

(Fai click sulla foto per ingrandirla)



COLLAGE...MENTE

Allora, tutto chiaro?

E' vero, forse in questo post sono stato meno tecnico di altre volte, ma visto che praticamente l'argomento è stato ampiamente dettagliato nel post riassuntivo dei Panettoni, so che voi tutti andrete lì per scoprire trucchi e segreti! ;)

Ma non finisce qui!

Intanto vi regalo alcune composizioni appositamente ideate per voi...spero vi piacciano :)))

Le fasi
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Le fette
(Fai click sull'immagine per ingrandirla)


Le fasi e le fette
(Fai click sull'immagine per ingrandirla)




APPROFONDI... MENTI

La storia della Motta la potete ritrovare qui

La storia di Tamaralinda, invece, è stata da me arbitrariamente estrapolata da qui e da qui.

Se qualcuno ci ha voluto trovare dei casi di omonimia o verosimiglianza...ecco sappia sin da subito che è tutto puramente casuale!!! :D :D :D


EPILOGA...MENTE


Tamara, ci sei?
Hai colombato anche tu?
Adesso vengo a vedere cosa hai combinato!




Ciao e alla Prossima.

Lo Ziopiero

Guardate anche le altre realizzazioni:

lunedì 24 marzo 2014

Pizza Dolce di Pasqua - Versione dello Ziopiero

(Fai click sulla foto per ingrandirla)


Marzo 2013

Maria Teresa, alias Guadalupe, alias Emmettì, alias svalvolatadelcondominio (aho, manco Al Capone aveva tutti questi alias!!!) circa un anno fa mi sottopose la ricetta di questa pizza dolce dicendomi:

La farai?

Eccerto!

E poi mi dirai cosa ne pensi?

Eccerto! Anzi, la faremo insieme, ognuno per conto proprio, e poi confronteremo i risultati, ok?

OK! :))


Io la ricetta l'ho fatta e con Maria Teresa, alias Guadalupe, alias Emmettì, alias svalvolatadelcondominio ci siamo pure confrontati, ma poi, sapete come sono fatto, no?

Pubblica qui, pubblica lì, il post di questa pizza dolce è rimasto sempre in bozza.


In realtà c'è stato anche un altro motivo per cui non ho pubblicato subito: il rusultato di questo lievitato non mi aveva convinto.

Così mi ero ripromesso di rivederla facendo delle correzioni e magari rifacendola con il licoli

Ma andiamo con ordine, iniziando dalla ricetta originale, fatta con il lievito di birra, e le prime considerazioni:
 

Ricetta base con il lievito di birra (2013):
(in rosso le prime correzioni apportate)

Ingredienti:
600 g farina 0
150 g manitoba
150 g zucchero
100 g latte (io 200 g)
100 g olio evo
6 g lievito di birra
1 cucchiaio di semi di anice
1 cucchiaio di alchermes
1 cucchiaio di marsala
1 cucchiaio di rum
Zeste di un'arancia e un limone
2 uova (io 3)
3 g di sale


La ricetta dice di preparare la biga con tutto il lievito, 130 g di latte e 260 g di farina (manitoba + 110 di farina 0) e di lasciare lievitare tutta la notte.

A questo punto mi sembra doverosa una mia precisazione:
Chi panifica sa bene che nella biga la quantità di lievito si deve proporzionare a seconda del tempo di utilizzo successivo della biga stessa.

Per 12 ore (più o meno una notte) il peso del lievito non dovrebbe superare l'1% del peso della farina, altrimenti si rischia l'inacidimento del preimpasto, per cui, se si vuole far riposare la biga una notte intera, in questa ricetta dovreste sciogliere al massimo 2,6 g di lievito di birra (ma anche 2 g sono più che sufficienti) in 130 g di latte e 260 g di farina (manitoba + 110 di farina 0) e andarvene a dormire.
Ah, per la cronaca ne io ho messo solo 1g ;)
Il lievito rimanente lo metterete nel secondo impasto.

Se invece avete fretta, mettete pure tutto il lievito nelle stesse dosi di latte e farina, impastate, coprite con altra farina e aspettate fino a quando l'impasto crea delle crepe nella farina che lo copre.

A questo punto, sia che abbiate optato per la biga notturna, sia per quella di poche decine di minuti, impastate tutti gli ingredienti rimanenti insieme alla biga.

Dopo l'impasto anche qui avete due possibilità:
a) o fate lievitare fino al raddoppio
b) oppure fate partire la lievitazione (una trentina di minuti), parcheggiate poi l'impasto in frigo per qualche ora (anche una notte intera), tirate fuori l'impasto e lasciate lievitare fino al raddoppio.

Una volta che l'impasto è lievitato fino al raddoppio, indipendentemente dal procedimento a) o b), si fa un giro di pieghe dal bordo verso il centro, si gira l'impasto e lo si mette a lievitare in un pirottino:

(Fai click sulla foto per ingrandirla)
Fino a quando arriva a due cm dal bordo:

(Fai click sulla foto per ingrandirla)

Quindi si inforna a 200° per i primi 15 minuti e poi si passa a 180° fino a cottura avvenuta.

Durante la cottura la pizza lieviterà ancora, fino a presentare una bella cupoletta:

(Fai click sulla foto per ingrandirla)

Come sapete è buona norma aspettare qualche ora prima di tagliare la prima fetta....

(Fai click sulla foto per ingrandirla)
...e poi la seconda....
(Fai click sulla foto per ingrandirla)
...e infine la terza....
(Fai click sulla foto per ingrandirla)

(Fai click sull'immagine per ingrandirla)


Poi...è arrivato il momento dell'assaggio e dei commenti incrociati, che Emmettì ha raccolto fedelmente e che vi riporto qui:

Piero: "buon profumo, anche se dovuto tutto all'anice. Non ho sentito le arance."
Emmetti: è vero, solo anice e niente arance.
Piero: "i liquori non si sentono, non so se tu li hai percepiti."
Emmetti: io ho messo un 3 cucchiai di rosolio alla cannella perché mi piace molto, ma nonostante ciò il suo gusto andava quasi immaginato....
Piero: "L'impasto si presenta uniforme e compatto."
Emmetti: concordo
Piero: "Da mangiare è un po' una mappazza....ma se la inzuppi nel caffé...allora dà il suo meglio!"
Emmetti: vero, ma anche con un pezzo di uovo al cioccolato l'accoppiata è davvero strepitosa, secondo me! La scioglievolezza del cioccolato ben si sposa con la mappazza!
Piero: Insomma, è una torta da inzuppo.
Emmetti: non solo
Piero: Non credo ripeterei l'esperimento, (...) dubito possa meritare il lavoro che c'è dietro. A parità di sforzo si possono fare lievitati molto più saporiti...
Emmetti: ma alla fine non è che ci sia proprio un lavorone dietro, forse più i tempi di attesa..

...e la cosa finì lì...
...finì pure la pizza dolce...
...e finì nel dimenticatoio pure il post a suo tempo abbozzato!!!

Marzo 2014

Qualche settimana fa andai a riprendere questo post, che era rimasto abbozzato quasi un anno! (e non solo questo post!).

L'idea era quella di pubblicare questa ricetta prima di Pasqua.

Così mi son divertito a fare qualche collage....

(Fai click sull'immagine per ingrandirla)

Giusto per divertirmi un po' con le fotografie...e con alcuni giochi geometrici...

(Fai click sull'immagine per ingrandirla)

Solo che...sapete come la penso, no?
Quando una cosa non mi convince, non la posso pubblicare!

A meno che....non la rifaccio a modo mio!!!!

Nel frattempo Maria Teresa, alias Guadalupe, alias Emmettì, alias svalvolatadelcondominio aveva aperto un blog condiviso con Silvia e Tamara, e visto che è pure brava, le mando una mail con una proposta:

Emmettì, ricordi la pizza dolce di Pasqua? Che ne diresti se rivedessi tutto il procedimento e provassi a farne una versione Ziopieresca? Magari ci facciamo pure un post a 4 mani, che dici? :)))

Dopo 47" secondi arriva la risposta:
Sìììììììì

Mai Emmettì fu così rapida!!! :)))

E così, invogliato dall'entusiasmo di Emmettì, mi sono messo a meditare, riproporzionare, riflettere, immaginare ...e infine:

(Fai click sulla foto per ingrandirla)

Pizza Dolce di Pasqua dello Ziopiero (2014)
Ingredienti per un pirottino da 1 kg (tipo panettone per intenderci)

Prefermento
200 g farina manitoba
240 g di latte (100 g in origine)
70 g di lievito naturale (licoli o pasta madre)

  • Mescolate il tutto a far riposare 12 ore
Impasto
L'impasto prefermentato
400 g di farina manitoba
4 uova (in origine erano 2)
150 g di zucchero
100 g di olio di semi
65 g di limoncello (o altro liquore)
Zeste di limone e arancia
Semi di anice in abbondanza
3 g di sale.

Totale farina (compresa quella nel lievito) 650g rispetto i 750g della ricetta originale.
  • Impastate tutto insieme fino a incordatura
  • Lasciate riposare l'impasto 30'
  • Fate due pirlature a distanza di 30' l'una dall'altra, usando un goccino d'olio per far scivolare meglio l'impasto (guardate il filmato qua sotto, dove mostro la pirlatura del panettone)



  • Mettete nel pirottino a lievitare
  • Aspettate che arrivi fino a 2 cm dal bordo
  • Infornate a 160°
  • Tempo di cottura tra 55' e 65' circa

Adesso voi tutti vi domanderete, anzi mi domanderete: ma come è venuta?!?!?!!?

Prima di rispondervi provate ad indovinare voi la risposta...

Iniziate a guardare e poi immaginare la sofficità di questa mollica, la leggerezza dell'alveolatura...:

(Fai click sulla foto per ingrandirla)

Da parte mia posso dirvi che, dopo i cambiamenti apportati, questo lievitato ha cambiato notevolmente sapore, consistenza e, soprattutto, aspetto!

E lo si vede chiaramente dal confronto visivo (a sinistra quella del 2013 con il lievito di birra, a destra quella del 2014 con il lievito naturale):

(Fai click sull'immagine per ingrandirla)

Come potete vedere già dalla cupoletta lo sviluppo in verticale è stato notevole, merito sia del lievito naturale sia della pirlatura.

Ma poi anche l'alveolatura è molto differente. A sinistra molto più compatta mentre a destra è molto più aperta, anche qui merito sia del lievito naturale sia della tecnica di impastamento.

(Fai click sulla foto per ingrandirla)
Insomma, a questo punto mi sento di dirvi: FATELA!
(ma fate la mia, però, eh?)

Se volete poi uno schema dei tempi, eccovi la ormai nota tabella di marcia:



Per chi poi volesse godersi qualche collage...


(Fai click sull'immagine per ingrandirla)


(Fai click sull'immagine per ingrandirla)

piesse: anche questo che segue è un collage, anche se non sembra...  :))))

(Fai click sull'immagine per ingrandirla)
E adesso, dopo tutta questa sbrodolata di collage, andatevi a vedere il post di Maria Teresa, alias Guadalupe, alias Emmettì, alias svalvolatadelcondominio.

Ciao e alla Prossima.

Lo Ziopiero

Guardate anche le altre realizzazioni:

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