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mercoledì 4 gennaio 2017

Mustazzòli Salentini! (e non)


Lo confesso: i mostaccioli non mi erano mai piaciuti un granché fino a quando un giorno ho visto e riprodotto quelli di Tamara.

E poi?
Avete presente la scena della Signorina Silvani quando, dopo una vita che aveva dato buca al ragionier Fantozzi, esce dalla camera d'albergo dopo averci finalmente passato la notte insieme?

Ecco, lo stesso dicasi per me: KEMMESOPERZZZZOOOOOO!!!!!!

:))))))

Effetivamente questi Mustazzòli Salentini sono superlativi!



Non soffermatevi sull'aspetto estetico perché così devon essere: brutti e crepati!
Soffermatevi piuttosto sull'aspetto gustativo (e per farlo dovrete farli!): fantastici!

D'altra parte, basta leggere gli ingredienti per immaginare.



RICETTA
(presa da qui con qualche minimo cambiamento, ma solo per mancanza di ingredienti, e dimezzata nelle dosi)

Per i biscotti
500g di farina per biscotti
250g di mandorle sbriciolate
100g di zucchero
100g di miele
125g di olio extravergine d'oliva
100g di latte
 40g di cacao setacciato di ottima qualità
 40g di amaretto
   2 uova
 4-5g di cannella finemente polverizzata
   1 bustina di lievito per torte salate
 2 pizzichi di sale
 succo e zeste di un'arancia 
  • Impastate tutti gli ingredienti (io ho messo tutto nella planetaria, senza troppi complimenti)

  • Avvolgete l'impasto nella pellicola per alimenti
  • Riponete in frigo per almeno un'ora

  • Formate quindi i biscotti (palline o rombi o entrambe le forme, come preferite)


  • Cuocete per 20' a 180°

  • Fate freddare su una gratella
  • "Nasprate" (vedi dopo)
Naspro (lu gileppu)

500g di zucchero 
 40g di cacao setacciato
100g di acqua
 1/2 cucchiaino di caffé in polvere (anche uno va bene, eh?)
  • Mescolate le polveri
  • Scaldate l'acqua
  • Versatela a filo nelle polveri mescolando energicamente in modo da non far formare grumi
  • Portate tutto sul fuoco,a fiamma alta
  • Mescolate sempre fino ad ebollizione

  • Portate la fiamma al minimo
  • "Nasprate", cioè immergete i mustazzòli nel naspro (un po' per volta, non tutti insieme!)
  • Rotolateli dentro e poi metteteli a scolare sulla carta forno
 A questo punto i Mustazzòli Salentini sono pronti, brutti, crepati, ma buoni!!!



Se invece volete ottenere una copertura più tradizionale, procedete così:
  • Sciogliete del cioccolato fondente (io ho usato uno al 70%)
  • Disponete i mustazzòli su una gratella
  • Fatevi colare sopra il cioccolato caldo
  • Rifinite con il dorso di un cucchiaino prima che il cioccolato inizi a solidificarsi.

Che altro aggiungere?
Qualche dettaglio?

Be', per i dettagli e, soprattutto, per la storia dei mustazzòli vi rimando al post di Tamara.
Leggetevelo, che merita (come sempre!).

Ciao e alla Prossima


 
Lo Ziopiero
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martedì 8 novembre 2016

Pasteis de Nata

Ne ho tanto sentito parlare.
Poi quest'anno, in Portogallo, ho potuto anche assaggiarli, appena sfornati.
Sì, perché andrebbero mangiati caldi o, meglio, tiepidi.
È uno dei loro dolci più caratteristici.
Lo potete trovare praticamente ovunque.

È un pasticcino di pasta sfoglia con dentro la crema, la cui superficie appare sempre bruciacchiata.



A Lisbona l'ho provato in 4 pasticcerie differenti, in modo da poter fare una giusta analisi e un corretto confronto.

Due di queste pasticcerie hanno superato il test: la Fabrica da Nata e la Pasteis de Belem i cui proprietari si vantano di avere la ricetta unica e segreta...

Seeeeeeee Vabbè!!!! Mo se la tirano troppo!!!

Di ricette dei Pasteis de Nata è pieno il web e quelle che ho visto, alla fine, si somigliano tutte.
Forse troppo.

Di fatto sembrerebe che basti foderare di pasta sfoglia gli stampi e riempire il tutto con la crema pasticcera.

Però... però... però... NON è così!

Già dall'assaggio il dubbio che quella fosse crema pasticcera mi era venuto.
Sì, ok, quasi tutti fanno li fanno così.

Però... però... però... NON è così!

Così ho voluto azzardare un procedimento diverso e il risultato a mio avviso è stato più che vincente.

La crema da forno, infatti, sempre crema è: Latte, Panna, Tuorli e Zucchero dosati opportunamente e addensati sul fuoco.
Ma quando poi la vai a metterre 30 minuti nel forno, questa subisce un altro processo di cottura e tende a diventare duretta.

E allora?

Semplice!
La crema la si fa cuocere una volta sola, direttamente nel forno e avvolta dal suo bell'involucro di pasta sfoglia!!!

E così risulterà delicatissima... mmmmmmmmmmmm

PASTEIS DE NATA dello Ziopiero

RICETTA
Per 8 pasteis

500g di Pasta Sfoglia
160g di latte
 80g di panna 35% di grassi
120g di zucchero
 15g di fecola di patate
  3 tuorli
Zeste di limone

  • Fate la sfoglia come spiegato qui
  • Foderateci poi gli stampi dei muffin

  • Livellate con un coltello

  • Mettete in frigorifero per almeno un'ora

Nel frattempo:
  • Montate uova e zucchero
  • Aggiungetevi la fecola di patate, mescolando per bene senza smontare il tutto
  • Scaldate latte e panna con le zeste di limone, senza arrivare a ebollizione
  • Versatele a filo nelle uova montate, continuando a mescolare per far amalgamare bene il tutto.
  • Prendete dal frigo i vostri gusci e versatevi dentro il composto


  • Infornate a 200° per 20-25', o fino a "bruciacchiatura" della crema. Al limite passateli 2' sotto al grill

Toglieteli dagli stampi (verranno via da soli)

Serviteli tiepidi (o caldi se amate bruciarvi la lingua!!!)



 Il bello dei Pasteis de Nata è che ne mangereste uno dopo l'altro!
Senza pudore!
Vanno giù che è una meraviglia!
Sono magici!
Vi si duplicheranno davanti ai vostri occhi!!!




Ah! Ovviamente i miei Pasteis de Nata sono i migliori di tutti!!!
E la ricetta - come avete potuto leggere - è segretissima!
:D :D :D :D :D





Ciao e alla Prossima



Lo Ziopiero

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lunedì 24 ottobre 2016

Crostata Caramello Salato e Cioccolato (by Ernst Knam)

"Piero, ho fatto una torta fantastica! La devi fare pure tu!"

"Tam è una vita che non faccio torte, qui stanno tutti a dieta!"

"Piero, ma questa la devi fare! È strepitosissima! Figurati se non trovi qualcuno che se la mangi!"

"Vabbè, ma di che si tratta?"

"Hai presente Rnst Knm, quello della Foresta Nera?"

"Chiiiiii???!?!?!"

"Rnst Knm, l'uomo senza vocali"

"Ma chi, quello del cioccolato?  Quello con gli occhiali vezzosi?"

"Sì, Sì, proprio lui!!! Guarda la torta è semplicissima. Ti mando una mail con le dosi minimaliste. Falla, però, eh?"

Dopo qualche ora...



"TAM, io l'ho fatta! Avevi ragione!! Oltre ad essere facile è pure strabuona!!!"

"Piero, ora però aspetti che prima pubblico io, ok?"

"Ooooooocchei"

...e così passarono 3 mesi prima che LEI pubblicasse, e poi un altro mese prima che mi decidessi a scrivere questo post, nonostante avessi messo in anteprima la foto da illo tempore!

Vabbè, sapete come vanno a finire queste cose, no? :))))

Per chi non l'avesse letta da Tam, ripubblico qui:

RICETTA
Fedelmente presa da qui

Ingredienti per torta di 20 (26) cm

Pasta frolla al cacao

200 (340) g di farina
125 (210) g di burro
125 (210) g di zucchero semolato
  55   (90) g di uova, circa 1 (1 e 1/2)
  40   (70) g di cacao amaro in polvere di ottima qualità
    5     (8) g di lievito in polvere non vanigliato
    2     (3) g di sale

1/2  bacca di vaniglia
  • Ammorbidite il burro e impastatelo con lo zucchero e i semi della vaniglia
  • Aggiungete lentamente le uova e la farina, il cacao, il lievito e il sale
  • Appena la farina si sarà incorporata, smettete di impastare
  • Con l'impasto ottenuto formate una palla e avvolgetela nella pellicola per alimenti
  • Fatela riposare in frigo per almeno 3 ore
  • Stendete quindi la frolla creando un disco delle dimensioni che avete scelto e adagiatela nella tortiera
  • Copritela con la carta forno e versavevi dentro dei legumi secchi
  • Con la frolla formate una lunga striscia alta 3 cm da far aderire al bordo del disco
  • Infornate a 175° fino a cottura (circa 20-25 minuti)

Mou salato

100 (170) g di zucchero semolato
100 (170) g di panna fresca
  90 (150) g di burro
    2     (3) g di sale
  • In un pentolino, scaldate lo zucchero senza toccarlo e lasciatelo caramellare (qui il procedimento)
  • A parte scaldate la panna.
  • Quando il caramello sarà di un bel colore bruno, unite la panna un po' per volta continuando a mescolare fino a quando sarà tutto amalgamato in un composto molto cremoso (Mou)
  • Togliete il pentolino dal fuoco
  • Incorporate il burro precedentemente ammorbidito e il sale.


Ganache al cioccolato

180 (280) g di cioccolato fondente 70% (guardate qui se volete farne una buona scorta)
150 (230) g di panna fresca liquida
  • Mettete la panna in un pentolino e portate a bollore
  • Unite il cioccolato tritato
  • Mescolate bene con una frusta per farlo sciogliere.

Preparazione torta
  • Una volta che la frolla è cotta, riempitela con il mou appena fatto e ponete il tutto in congelatore per circa un ora.
  • Quindi versatevi la ganache intiepidita
  • Frigorifero per freddarla
Gustatevi una fetta...


 Post mail:

"A Pie', mi raccomando le decorazioni!!! Magari con i rimasugli della frolla. Inventati tu qualche forma strana..."

"Aho, io ci ho fatto 'sti biscottini, e tu?  :))))"





Ciao e alla Prossima

(SLURP!)






Lo Ziopiero

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martedì 7 giugno 2016

Rustic...ciotto Leccese!!!

Ve lo ricordate il Pasticciotto Leccese?
E il Rustico, sempre Leccese?

Bene. Ora provate ad immaginare la seguente scena:

Avevo fatto della strepitosa pasta sfoglia
Avevo della crema da forno che mi avanzava.
Avevo il forno già bello caldo...

Be', ci siete arrivati?
Semplice, no?

Invece dei rustici o dei pasticciotti, ho fatto un ibrido...

E che ibrido!!!!!
E come potevo chiamarlo?

Il Rusticciotto Leccese!!!




Ingredienti:
Pasta sfoglia rigorosamente fatta in casa
Crema pasticcera da forno

  • Stendete la pasta sfoglia
  • Formate dei quadrati (così non ne buttate neanche un centimetro!)
  • Riempiteli abbondantemente di crema
  • Chiudeteli con un altro quadrato
  • Spennellate con acqua e zucchero
  • Infornate a 180°  fino a cottura (circa mezz'ora)

DiSceeee... E se uno non ha crema e pasta sfoglia che avanza?

Be', vale la pena fare tutto da zero, ve lo assicuro!!!

Guardate qui:



Ciao e alla Prossima.



Lo Ziopiero

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mercoledì 30 marzo 2016

Torta Babà alias Il Babbone - Tutto dentro e subito!!!



DiSceeee.... perché Babbbone?

No, dico, ma hai visto bene che bestia?!?!?



Wow!
Ma non avevi già fatto i babà, sia normali, sia al cioccolato?

Già; ma se è per questo avevo fatto anche la Torta Babà al Cioccolato e Ricotta. Qualcosa di sublime...

Ma alla fine qual è la differenza tra Babà e Babbone, a parte la dimensione?

Be'... diciamo che sta nella semplicità e velocità di preparazione.
Mentre il babà tradizionale, quello con la capocchia, per intenderci, necessita  una formatura singola, la Torta al Babà, una volta finito di impastare, si mette direttamente in uno stampo e il grosso è fatto.

E anche per bagnarlo, come vedremo, si fa in un fiat.

Ergo: se avete voglia di babà e vi impigrisse l'idea di 12/16 formature con relative bagne, questa è la soluzione!

RICETTA

Per l'impasto

      70 g di lievito madre (o licoli)
    250 g di farina W350 
      65 g di burro
      45 g di zucchero
        5 g di sale
        5 tuorli
        4 albumi
           Zeste di un limone

Per la bagna

     800 g di acqua
     400 g di zucchero
       80 g di rhum 

  • Fate bollire acqua e zucchero fino a quando quest'ultimo si sarà sciolto completamente
  • Lasciate freddare
  • Aggiungete il rhum

Per la crema pasticcera
   
  320 g di latte
  160 g. di panna
  240 g di zucchero
  150 g di tuorli (circa 6)
   30 g di fecola di patate
   1/2 Bacca di vaniglia
        Zeste di limone.

 
Non vi riporto il procedimento per fare la crema, ma se volete vedere il filmato che ho fatto in cui descrivo la preparazione con il metodo Montersino, guardate qui.

Per l'impasto, come ormai faccio da diverso tempo, adotto la tecnica del tutto dentro e subito.
Lo so, molti non saranno d'accordo, ma dopo anni di esperienza ho ormai ho abbandonato lo stillicidio che comporta l'inserimento degli ingredienti un po' per volta, che spesso scoraggia e ci dissuade dal fare dei lievitati un po' più impegnativi.

Ora impastiamo, anzi facciamo impastare!
  • Spezzettate il lievito madre
  • Aggiungete tutti gli altri ingredienti
  • Avviate l'impastatrice fino a quando l'impasto non risulta bello incordato*
  • Lavoratelo con le mani giusto per dargli un po' più di forza
  • Arrotolatelo e inseritelo nello stampo precedentemente imburrato
  • Coprite con pellicola per alimenti e lasciate lievitare**


* Partite da una velocità lenta/moderata per poi aumentare fino ad una velocità più sostenuta. Non demordete, prima o poi incorderà. ;)

** Molti lettori ancora mi domandano quali sono i tempi di lievitazione delle varie preparazioni: ci tengo a sottolineare che NON esiste un tempo fisso preciso cui fare riferimento. La lievitazione dipende da diversi fattori, quali la temperatura, la forza del lievito madre, la forza della farina usata.
Un impasto che lievita a 28° potrebbe esser pronto dopo 5-8 ore; a 22° anche dopo 12-16 ore, sempre che farina e lievito siano di qualità. In buona sostanza soltanto la conoscenza del vostro ambiente e dei vostri preparati vi porterà a stabilire a priori quanto tempo ci vorrà.

In ogni caso, se la cosa vi può essere d'aiuto, vi dico che in questo periodo (temperatura ambiente 18-20° circa) metto a lievitare verso le 9 di sera nel forno appena scaldato e poi spento; verso le 2 di notte faccio scattare in automatico la funzione lievitazione (ovviamente per chi ce l'ha) e alle 7 del mattino successivo l'impasto è pronto per esser infornato. In questa maniera posso impastare la sera e sfornare la mattina, anche di un giorno di lavoro.

Infornate a 160° fino a cottura (occorrono circa 45° minuti)
Sfornate, ma lasciate il babà cotto nello stampo.

La bagna la metteremo un'ora prima di consumarlo.
  • Col babà nello stampo, tagliate e rifilate la parte che sporge (quella che una volta sformato il babà diventerà la base del dolce).
  • Con "l'apposito strumento" versate i 3/4 della bagna
  • Lasciate assobire per un quarto d'ora
  • Togliete il babà dallo stampo
  • Con un pennello bagante le parti esterne



A questo punto guarnite la torta aggiungendo delle amarene sciroppate: ci stanno molto bene.



L'interno, se avete lavorato come si deve, sarà bello areato e con alveoli regolari, aperti al punto giusto:


Lo farete?!?!????

:)))))


Con questa ricetta partecipo a Panissimo, la raccolta di lievitati dolci e salati ideata da Sandra di Sono io, Sandra,  e Barbara, Bread & Companatico,
anche questo mese ospitata nel blog Un Condominio in cucina

http://www.sonoiosandra.ifood.it/panissimo


Ciao e alla Prossima




Lo Ziopiero

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martedì 29 settembre 2015

Girelle con il Lievito Madre e impasto diretto


Allora, ve lo siete sorbito tutto il Tour dell'Andalusia?

Siete pronti per ricominciare la stagione di dolci e lievitati?

Ripartiamo con qualcosa di morbido...morbidissimo.
Qualcosa che va bene per la colazione, ma anche per una merenda e, perché no, anche per pranzo!!

Sulla scia delle polacche-romane-aversane, e delle cugine veneziane, ecco a voi le

Girelle con il Lievito Madre



Questa volta vi presento un lievitato ad impasto diretto, da me più che sperimentato in vari tipi di brioches e sul cui risultato posso garantire. ;)

È il modo più semplice per ottenere un interno soffice e areato come questo:



RICETTA

Impasto
150 g di licoli o di lievito madre
150 g di farina manitoba
320 g di farina W300

220 g di acqua
100 g di zucchero
2 uova intere
1 tuorlo
120 g di burro 
zeste di arancia 

5 g di sale

Ripieno  
Uvetta ammollata e strizzata
Crema pasticcera adatta per le cotture al forno
  • Sciogliete il lievito madre in 75g di acqua presa dal totale (con il licoli questo passaggio non è necessario)
  • Aggiungete tutti gli altri ingredienti, sì tutti insieme
  • Impastate fino ad incordatura
  • Lasciate riposare l'impasto per un'oretta
  • Stendete poi l'impasto e tagliate in modo da ottenere delle striscioline
  • Distribuite sopra la crema e poi l'uvetta
  • Arrotolate formando le girelle
 

  • Mettete le girelle a lievitare sulla carta da forno sistemata sopra una teglia e copritele con della pellicola trasparente
  • Quando saranno triplicate di volume, spennellate la superficie con dell'albume sbattuto mescolato con del latte
  • Forno a 180° fino a cottura ultimata.
Per il modo in cui sono formate le girelle non cresceranno molto in altezza.



Se volete ottenere un prodotto più gonfio, allora vi suggerisco di dare loro la forma del panino.

Si conservano morbide in una busta per alimenti fino a 3 giorni.
Altrimenti le potete congelare già cotte. Al mattino una botta di micronde al minimo della potenza e in due minuti sono pronte per essere consumate.

Le farete?  ;)



Ciao e alla Prossima.

Lo Ziopiero

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sdfgdsfg

lunedì 6 luglio 2015

Delicatezza di mele (non chiamatela torta di mele!!!)

Aaahhhhh, i dolci.
Cosa non farei per un dolce!!!
E quanto mi piace farli!!!

In tanti anni ne ho pubblicati veramenti tanti, alcuni piuttosto impegnativi, altri di grande effetto, ma ci sono anche quelli facili facili!

E chi mi conosce sa benissimo che li amo non solo perché sono un golosone, ma anche perché mi piace tutto li processo di realizzazione, che racchiude arte, passione, organizzazione, dedizione, elaborazione, impegno, tempo, pazienza, pianificazione...

DiSceeeee...... Ma chi te lo fa fare che dopo tutto quel tempo il dolce sparisce in un fiat? Non converrebbe comprarlo già fatto?

NO! ASSOLUTAMENTE NO!

I dolci comprati non hanno nulla a che vedere con quelli fatti in casa.
Un conto se il dolce te lo prepara un grande pasticcere "pirsunalmente di pirsuna" appositamente per te stesso medesimo e allora sarà sicuramente un dolce superlativo. Ma un dolce comprato in pasticceria, per quanto buono, risente troppo di una "spersonalizzazione", di una "standardizzazione", di una "serializzazione" e di tante altre "zzazioni" che non vanno affatto bene!!!

Certo è anche vero che tra fare la spesa, preparare gli ingredienti, cucinare, lavare le caccavelle, apparecchiare e sparecchiare e lavare i piatti non si può certo dire che sia un'attività proficua, visto che il risultato finale si consuma in pochi minuti...però a noi piaSce così tanto...e poi diSciamoScelo: fare un dolce è anche un gesto d'amore, prima di tutto verso noi stessi e poi anche verso le persone alle quali lo si offre.  :)))


Quello che vi presento oggi è davvero molto semplice, ma è anche di sicuro effetto.

Delizia di mele
 L'ho chiamato "Delicatezza di Mele" e non torta perché è una vera delizia.... ;)

Ricetta
(per una tortiera da 22 cm)

4 mele (ideali Granny Smith)
140 g zucchero
2 uova
Semi mezza bacca di vaniglia
80 g burro fuso
65 g farina
1 cucchiaino di lievito per torte salate
110 g di latte a temperatura ambiente
  • Sciogliete il burro e fatelo raffreddare
  • Montate a lungo le uova con lo zucchero e i semi di vaniglia
  • Mentre montate le uova, sbucciate le mele e tagliatele a fette sottili (se avete una mandolina vengono perfette) direttamente in una tortiera imburrata e infarinata
  • Versate il burro fuso nelle uova montate, mescolando prima piano e poi energicamente per rendere il composto omogeneo
  • Aggiungete metà del latte e la farina setacciata con il lievito, mescolando per amalgamare 
  • Infine aggiungte la restante parte di latte
  • A questo punto versate il composto nella tortiera, in modo che rivesta completamente le mele
  • Cuocere in forno a 180° C per 50-60 minuti circa. 

La Delicatezza di Mele sarà cotta quando la superficie avrà un bel colore dorato(eventualmente fate anche la "prova stecchino")

Ciao e alla Prossima e....

Vi prego, non chiamatela torta di mele!!! :)))))

Lo Ziopiero

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lunedì 8 giugno 2015

Torta Biancomangiare - Quando le passioni superano i maestri...


Eleonora, Tamara
Due menti all'opera.
Due appassionate della cucina.
Due amanti delle cose impegnative.
Due pasticcere nate.

Si incontrano.
Si confrontano.
Realizzano...

Quando hanno presentato questa torta in un post a 4 mani (qui quello di Eleonora e qui quello di Tamara) ho capito che dietro c'era stato un pensiero, un lavoro che va oltre la semplice riproduzione di una ricetta di un maestro.

Perché, e noi lo sappiamo bene, non basta scrivere gli ingredienti, le dosi e due paroline di spiegazione.
Non basta dar per scontato che tutti sanno.
Non si possono omettere misure e lasciare all'intuito o al caso la realizzazione, rischiando che il povero incauto arrivi a metà del lavoro scoprendo che non gli basta la chantilly o la panna!

E loro, Eleonora e Tamara, da esperte quali sono, hanno fatto un lavorone a beneficio di tutti.
Me compreso!

Così, appena ho visto le loro realizzazioni e i loro risultati, ho subito voluto dar loro soddisfazione, riproducendo, anche se non con la stessa perfezione, il frutto dei loro studi e impegni.

Torta Biancomangiare

Devo confessarvi, però, che quando vidi gli ingredienti di questa torta non pensai potesse essere così buona!
E neanche così facile.
Certo fa sempre parte di quelle torte impegnative, ma tra quelle impegnative non è di sicuro la più impegnativa! :)))

Sorvolo sui dettagli delle lavorazioni, perché le descrizioni di Eleonora e di Tamara sono praticamente perfette tanto da indurre a pensare che le vere maestre siano loro!!!

Nel post mi limito all'essenziale, con qualche piccolissimo cambiamento nella ricetta (altrimenti non sarei io!!!!).

TABELLA DI MARCIA

Per prima cosa occorre aver ben chiara come è strutturata la torta per suddividerci il lavoro in modo razionale e pratico.

Gli strati, partendo dal basso, sono:
  • Biscuit di mandorle imbevuto di bagna all'amaretto
  • Gelatina di fragole e arancia
  • Mousse biancomangiare
  • Biscuit di mandorle, sempre imbevuto di bagna all'amaretto
  • Mousse biancomangiare
  • Glassa al cioccolato bianco


Possiamo pensare di suddividerci il lavoro in 4 fasi, ben distinte una dall'altra e realizzabili in momenti diversi.


Occorrerà poi un cerchio di acciaio a dimensione variabile.

RICETTA
Per le dosi è importante decidere da subito le dimensioni finali della torta (e poi dicono che le dimensioni non contano!)

Eleonora l'ha fatta di 22cm
Tamara di 26cm (solita esagerata!!!)
Io ho fatto quasi una via di mezzo, 23cm (quindi 21cm per le parti interne)

Biscuit di mandorle
(Cerchio da 21cm di diametro, 2cm in meno della dimensione finale della torta)

200 g Farina di mandorle setacciata o Mandorle tritate finemente
180 g Zucchero a velo
145 g Zucchero semolato
145 g Albume
  • Rivestite con carta forno il fondo di una teglia
  • Stessa cosa per i bordi del cerchio imburrando per bene la carta forno che andrà a contatto con l'acciaio, in modo che aderisca bene
  • Montate gli albumi con lo zucchero semolato, a neve lucida ma non troppo densa
  • Incorporate la farina di mandorle 
  • Versate metà composto nel cerchio e livellare con una spatola o il dorso di un cucchiaio
  • Cuocete in forno  a 230° per 3 minuti e poi a 180° per 7 minuti
  • Aspettate che il biscuit si freddi prima di toglierlo dallo stampo e staccarlo dalla carta forno
  • Cuocete il secondo biscuit


Bagna all'amaretto

60 g Acqua
35 g Zucchero
35 g Liquore all'Amaretto
  • Versate acqua e zucchero in un pentolino
  • Pesate il tutto e segnatevi il risultato
  • Portate a ebollizione l'acqua con lo zucchero fino a quando questo non si è sciolto completamente
  • Pesate nuovamente il tutto e aggiungete l'acqua eventualmente evaporata
  • Quando la bagna si sarà intiepidita, aggiungete il liquore all'amaretto.

A questo punto bagnate i due biscuit e congelateli.

Godetevi un meritato riposo.

Gelatina di fragole e arancia

100 g Succo d'arancia
180 g Zucchero semolato
245 g Fragole
30 g Zenzero fresco macinato
8 g Amido di mais o di riso
10 g Gelatina in fogli
  • Tagliate le fragole in piccoli pezzi e grattugiatevi dentro lo zenzero
  • Mescolate
  • Sciogliete l'amido di mais in qualche cucchiaio di succo d'arancia
  • Unite il tutto al restante succo d'arancia 
  • Aggiungete lo zucchero
  • Scaldate il tutto a fuoco basso
  • Versatevi le fragole con lo zenzero e cuocete per un minuto
  • Aggiungete la gelatina ammollata e strizzata
  • Mescolate per bene fino a farla sciogliere completamente
  • Versate il composto nel cerchio da 21cm di diametro (in questo caso se avete una tortiera delle stesse dimensioni è meglio)
  • Congelate


Mousse Biancomangiare

490 g Panna
440 g Latte
100 g Zucchero semolato
100 g Farina di Mandorle setacciata o mandorle tritate finemente
16 g Amido di mais o riso
10 g Gelatina in fogli


Semi di una bacca di vaniglia

Attenzione: i prossimi due passaggi vanno effettuati qualche ora prima (anche un giorno prima):
  • Scaldate il latte con lo zucchero, le mandorle e i semi di vaniglia fino a quando lo zucchero non si sarà sciolto
  • Coprite e lasciate in infusione nel frigorifero per qualche ora (massimo un giorno)
Quindi:
  • Filtrate il latte aromatizzato e scaldatelo a fuoco basso
  • Sciogliete l'amido di mais in 20 g di latte freddo, aggiungete li tutto al latte caldo e mescolate
  • Cuocete a fuoco basso fino a far addensare il latte, mescolando con un cucchiaio di legno
  • Aggiungete la gelatina ammollata e strizzata, continuando a girare per farla sciogliere per bene
  • Lasciate freddare fino a 26/28° circa
  • Montate la panna e incorporatela 
Montaggio 

Una volta fatta la mousse potete procedere al montaggio della torta che, come tutte le torte di questo tipo, avverrà al contrario, cioè iniziando dallo strato che alla fine apparirà in alto.
Quindi, nell'ordine, gli strati e i relativi passaggi saranno:
  • Mousse biancomangiare
  • Congelatore per un'ora al massimo
  • Biscuit di mandorle (già inzuppato con la bagna all'amaretto), che avrà diametro 21 cm, per cui centratelo bene
  • Mousse biancomangiare, arrivando fino ai bordi del cerchio
  • Congelatore (minimo un'ora)
  • Gelatina di fragole e arancia 
  • Strato di mousse ai bordi
  • Biscuit di mandorle 
  • Strato di mousse ai bordi
  • Congelatore (minimo un'ora, massimo 3 mesi)

Glassa Cioccolato Bianco

La glassa andrà preparata preferibilmente il giorno prima della consumazione della torta.
Una volta pronta, andrà fatta freddare per circa un'ora prima di essere versata, quindi considerate questo tempo nella vostra tabella di marcia.

250gCioccolato bianco
170gPanna fresca
6gGelatina in fogli

  • Sciogliete il cioccolato (micronde o bagnomaria)
  • Scaldate la panna
  • Aggiungete la gelatina ammollata e strizzata
  • Unite i due composti mescolando delicatamente, facendo amalgamare bene il tutto cercando di evitare la formazione di grumi (nel caso date qualche colpetto col frullatore ad immersione, avendo poi cura di sbattere per bene la ciotola con dentro il composto per far uscire le bolle d'aria)

    Glassatura

    Per glassare occorre che la temperatura della glassa sia a 28°.
    A questo punto avete due possibilità: o versate la glassa subito, aspettando che la temperatura scenda fino a 28°, oppure potete conservare la glassa in frigorifero (non più di un giorno) e prima di glassare farete sciogliere nuovamente il tutto per poi aspettare che la temperatura scenda ai fatidici 28°.

    • Sistemate una griglia sopra una scodella
    • Sopra la griglia mettete un coppapasta (renderà più semplici le operazioni di spostamento della torta una volta glassata)
    • Sistemate la torta congelata sopra il coppapasta
    • Iniziate a versare la glassa partendo dai bordi
    • Lasciate rassodare qualche secondo
    • Trasferite la torta su un poggia torta piatto
    • Sistemate la torta in frigorifero


    La torta potrà essere consumata dopo qualche ora (ricordatevi che al momento della glassatura la torta è ancora congelata!).

    N.B. Se volete vedere il filmato di come eseguire la glasatura guardate qui



    Decorazione

    Qui potete sbizzarrirvi!
    Personalmente ho fatto una cosa molto semplice: caramellato una manciata di mandorle e sistemate sulla torta.
    Al di là del gusto estetico (non sono certo un cake designer), questa scelta incontra sicuramente il gusto di tutti i sensi.
    Vedere, sentire e poi gustare sotto i denti il croccante delle mandorle dà un certo appagamento.
    Tatto e olfatto...bè fate voi! :)))

    Per caramellare le mandorle sciogliete in un pentolino dello zucchero con due gocce d'acqua.
    Poi metteteci le mandorle.
    Dopo un po' lo zucchero inizia a colorarsi, colorando (e caramellando) le mandorle.
    Togliete le mandorle e lasciatele freddare su carta forno.

    Piccolo suggerimento: non assaggiatele, altrimenti ve le finirete tutte e dovrete rifarle di nuovo!!!  :))))

    Tutto chiaro?!?!!?

    OK, vi siete meritato una fetta!



    Ciao e alla Prossima.

    Lo Ziopiero

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