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lunedì 22 novembre 2010

Tarte Cioccolatosissima....

Questa tarte è un delirio allo stato puro....

... e lo è pure se non vi piace il cioccolato!!!.

(Click per ingrandire la foto)
Ma poi, ora che ci penso, come fa a non piacervi il cioccolato?

Il cioccolato è poesia, è arte... ma anche cultura, tradizione... ma anche libidine, sesso; diciamocelo una volta tanto, senza falsi pudori!!!!

Quale altro alimento puo' racchiudere  in se tutte queste caratteristiche, apparentemente diverse, opposte, ma che irrimediabilmente poi si riuniscono in un'unica essenza?

Del cioccolato sono state scritte e riscritte miliardi di parole da milioni di persone, per cui non mi voglio perdere in ulteriori descrizioni, se non quelle strettamente legate alla ricetta.

Il resto lo lascio alla vostra fantasia...fin quando non vi deciderete a farla!!!

Vi dico solo che l'ispirazione l'ho avuta tempo fa leggendo qui, il blog di  Sandra Madame Le Pétrin, posso chiamarti così?
Io ho solo apportato - come vedrete - piccolissime varianti.


Sotto: Frolla al Cacao
180gr farina
30gr fecola di patate
150gr burro
100gr zucchero a velo
40gr cacao amaro
2 tuorli
1,5gr sale

Impastate e lasciate in frigo per almeno un'ora.
Quindi stendetela in una tortiera da 28 cm e lasciatela riposare in frigo per almeno 30 minuti.
Poi cuocete per 15-20 minuti a 170°.
Attenzione alla cottura: la frolla è di colore bruno scuro, per cui potreste rischiare di non accorgervi quando è quasi cotta. Eventualmente cuocete degli avanzi di frolla (esempio negli stampi per tartellette) vicino alla torta e controllate questi per capire a che punto è la cottura della frolla in tortiera.

In mezzo: una deliziosa Crema di Cioccolato aromatizzata all'Arancia
100 gr cioccolato fondente al 70%
75 gr burro
100 gr zucchero
24 gr amido di riso (o di mais)
scorza di una arancia grattatafinemente
Succo di un'arancia
2 uova
100 gr nocciole tostate e polverizzate finemente

Fate fondere il cioccolato a bagnomaria.
Lavorate poi il burro in pomata con lo lo zucchero fino ad ottenere un composto cremoso.
Incorporate l'amido, la scorza d'arancia e il succo.
Aggiungete quindi le uova mescolando: infine incorporate il cioccolato fuso e le nocciole polverizzate.
La crema deve essere omogenea.

A questo punto  versate la crema nella torta e continuate la cottura a a 170°C per 10 min.
L'interno rimarrà cremoso mentre sulla superficie si formerà una crosticina.
Una volta fuori dal forno fate freddare a temperatura ambiente

Sopra: Glassa a Specchio.
E' una glassa facilissima, ben diversa da quella della Setteveli
300 ml acqua
225 gr zucchero
100 gr cacao in polvere amaro
100 gr panna
4 gr di colla di pesce

Setacciate il cacao e unitelo allo zucchero. Versateci piano piano l'acqua calda ma non bollente (80° circa) in modo da ottenere una crema senza grumi. Portate quindi ad ebollizione sempre mescolando.
Aggiungente la panna precedentemente scaldata e togliete dal fuoco quando il tutto sta per bollire nuovamente.
Aggiungete la colla di pesce (precedentemente ammollata, strizzata e asciugata) e mescolate.
Lasciatela raffreddare e poi versatela sulla tarte.

Frigorifero per almeno 24 ore.

Il resto...lo lascio commentare a voi...io intanto finisco di mangiarmi l'ultima fetta rimasta....
(Click per ingrandire la foto)

Ciao e alla Prossima

Lo Ziopiero

Piesse: chissà perché tutta questa voglia di cioccolato, eh? Chissà perché....?
;-)

Guardate anche le altre realizzazioni:

martedì 2 marzo 2010

Onore al Maestro

Per me il MAESTRO è LUI, ADRIANO.

Di Adriano potrei parlarvi per 100 post e son sicuro li leggereste tutti d’un fiato, senza annoiarvi.

Adriano per tutti noi food-blogger (ops, mi ci sono messo anch’io!) è un punto di riferimento, una garanzia, un’icona.

Silenzioso per intere giornate, a volte settimane, fino a quando timidamente, nel suo stile sornione, tira fuori dal cappello la sua ultima creazione, e il mondo dei foodblogger impazzisce, e io con loro.

Adriano l’ho conosciuto virtualmente attraverso Il Forum di Gennarino, e ci siamo subito presi in simpatia: lui mi sfotteva per i miei “pipini” (per chi non lo sapesse tutte le mie preparazioni erano caratterizzate da involontarie malformazioni di inequivocabile forma), e io ribattevo spiritosamente alla romana, sempre nel pieno rispetto del pubblico sfotto’.

Finalmente, poi, lo scorso anno ci siamo potuti conoscere di persona.

Abbiamo passato insieme ore indimenticabili…e poi, ragazzi…., l’ho visto padroneggiare impasti, coccolare lievitati, sfornare croissant, maneggiare panbabà …ma, soprattutto, ho avuto la fortuna di mangiare la SUA pizza.

Nota di colore: quando poi il Maestro mi ha concesso l’onore di stendere una sua pizza, ovviamente mi è venuta quadrata!!!!! (ahahahah)


Ho provato quasi tutte le sue ricette, e quelle rare volte che non ne rimanevo soddisfatto era solo perché io non ero alla sua altezza, e questo mi serviva da sprono per cercare di migliorare, per imparare.


“Adria’, ho fatto i tuoi babà, guarda sta foto. Che dici?”
“Pie’, quasi ci siamo, ma il terzo alveolo a sinistra non si è aperto.”
“Mae’, ma che me significa?”
“Rifletti, Pie’, che ci arrivi da solo”


Ecco, questo è uno dei tanti stralci di conversazione tra me e lui.
(ovviamente, poi, da solo nun sce arivavo maiiii ahahahah)


Generosità, disponibilità, competenza, umiltà, simpatia, sono solo le prime 5 doti che mi vengono in mente così, di getto, pensado ad Adriano.

La prima sua ricetta che ho realizzato fu la Tarte al Limone. Credo che in tanti anni sia il dolce che ho rifatto più volte, e ogni volta era più buono! Ho anche provato a rifarlo con l’arancia, cercando di dosare al meglio dosi e ingredienti, ma il risultato non mi ha mai convinto. Dovevo aspettare LUI, il Maestro.

…e, finalmente, l’alchimia è avvenuta:

Ho una lunghissima lista di cose da provare, ma non potevo far aspettare questa tarte...

Così l’altra domenica l’ho fatta anch’io….

Che dirvi? Un’armonia di equilibrici bilanciati come solo LUI sa orchestrare. Riesci a distinguere perfettamente tutti i sapori, separatamente, per poi farli dolcemente confondere nell’oblio del gusto, di quando la lingua schiaccia sotto il palato il prelibato boccone...e ne prendi subito un latro, senza soluzione di continuità, e poi un altro ancora, come se avessi paura di interrompere un sogno, e ti ritrovi a tagliarti la seconda fetta senza pensare al burro, alla panna e alle calorie...

Questa tarte è SUBLIME

Questa tarte l’ho “uscita” la mattina. Ne ho mangiate due fette (appunto) e poi son partito di corsa per altri lidi, ma portandomi con me un po di fette(*) ;-).

Durante il giorno pensavo e ripensavo a come interpretarla fotograficamente.

Alla fine ho capito che dovevo fare solo lei, la fetta, con la punta appena tagliata e pronta per esser mangiata.

E lo scatto doveva essere unico, secco, senza ulteriori tentativi e senza fotoritocco. Così:


Grazie, Adriano. Questo post è dedicato a te, mio Maestro e mio Amico
Piero

Alla prossima

Lo Ziopiero


(*) ma che fine hanno fatto le altre fette...? Anisceeee..., ne sai qualcosa?

Guardate anche le altre realizzazioni:

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