Visualizzazione post con etichetta Babà. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Babà. Mostra tutti i post

mercoledì 30 marzo 2016

Torta Babà alias Il Babbone - Tutto dentro e subito!!!



DiSceeee.... perché Babbbone?

No, dico, ma hai visto bene che bestia?!?!?



Wow!
Ma non avevi già fatto i babà, sia normali, sia al cioccolato?

Già; ma se è per questo avevo fatto anche la Torta Babà al Cioccolato e Ricotta. Qualcosa di sublime...

Ma alla fine qual è la differenza tra Babà e Babbone, a parte la dimensione?

Be'... diciamo che sta nella semplicità e velocità di preparazione.
Mentre il babà tradizionale, quello con la capocchia, per intenderci, necessita  una formatura singola, la Torta al Babà, una volta finito di impastare, si mette direttamente in uno stampo e il grosso è fatto.

E anche per bagnarlo, come vedremo, si fa in un fiat.

Ergo: se avete voglia di babà e vi impigrisse l'idea di 12/16 formature con relative bagne, questa è la soluzione!

RICETTA

Per l'impasto

      70 g di lievito madre (o licoli)
    250 g di farina W350 
      65 g di burro
      45 g di zucchero
        5 g di sale
        5 tuorli
        4 albumi
           Zeste di un limone

Per la bagna

     800 g di acqua
     400 g di zucchero
       80 g di rhum 

  • Fate bollire acqua e zucchero fino a quando quest'ultimo si sarà sciolto completamente
  • Lasciate freddare
  • Aggiungete il rhum

Per la crema pasticcera
   
  320 g di latte
  160 g. di panna
  240 g di zucchero
  150 g di tuorli (circa 6)
   30 g di fecola di patate
   1/2 Bacca di vaniglia
        Zeste di limone.

 
Non vi riporto il procedimento per fare la crema, ma se volete vedere il filmato che ho fatto in cui descrivo la preparazione con il metodo Montersino, guardate qui.

Per l'impasto, come ormai faccio da diverso tempo, adotto la tecnica del tutto dentro e subito.
Lo so, molti non saranno d'accordo, ma dopo anni di esperienza ho ormai ho abbandonato lo stillicidio che comporta l'inserimento degli ingredienti un po' per volta, che spesso scoraggia e ci dissuade dal fare dei lievitati un po' più impegnativi.

Ora impastiamo, anzi facciamo impastare!
  • Spezzettate il lievito madre
  • Aggiungete tutti gli altri ingredienti
  • Avviate l'impastatrice fino a quando l'impasto non risulta bello incordato*
  • Lavoratelo con le mani giusto per dargli un po' più di forza
  • Arrotolatelo e inseritelo nello stampo precedentemente imburrato
  • Coprite con pellicola per alimenti e lasciate lievitare**


* Partite da una velocità lenta/moderata per poi aumentare fino ad una velocità più sostenuta. Non demordete, prima o poi incorderà. ;)

** Molti lettori ancora mi domandano quali sono i tempi di lievitazione delle varie preparazioni: ci tengo a sottolineare che NON esiste un tempo fisso preciso cui fare riferimento. La lievitazione dipende da diversi fattori, quali la temperatura, la forza del lievito madre, la forza della farina usata.
Un impasto che lievita a 28° potrebbe esser pronto dopo 5-8 ore; a 22° anche dopo 12-16 ore, sempre che farina e lievito siano di qualità. In buona sostanza soltanto la conoscenza del vostro ambiente e dei vostri preparati vi porterà a stabilire a priori quanto tempo ci vorrà.

In ogni caso, se la cosa vi può essere d'aiuto, vi dico che in questo periodo (temperatura ambiente 18-20° circa) metto a lievitare verso le 9 di sera nel forno appena scaldato e poi spento; verso le 2 di notte faccio scattare in automatico la funzione lievitazione (ovviamente per chi ce l'ha) e alle 7 del mattino successivo l'impasto è pronto per esser infornato. In questa maniera posso impastare la sera e sfornare la mattina, anche di un giorno di lavoro.

Infornate a 160° fino a cottura (occorrono circa 45° minuti)
Sfornate, ma lasciate il babà cotto nello stampo.

La bagna la metteremo un'ora prima di consumarlo.
  • Col babà nello stampo, tagliate e rifilate la parte che sporge (quella che una volta sformato il babà diventerà la base del dolce).
  • Con "l'apposito strumento" versate i 3/4 della bagna
  • Lasciate assobire per un quarto d'ora
  • Togliete il babà dallo stampo
  • Con un pennello bagante le parti esterne



A questo punto guarnite la torta aggiungendo delle amarene sciroppate: ci stanno molto bene.



L'interno, se avete lavorato come si deve, sarà bello areato e con alveoli regolari, aperti al punto giusto:


Lo farete?!?!????

:)))))


Con questa ricetta partecipo a Panissimo, la raccolta di lievitati dolci e salati ideata da Sandra di Sono io, Sandra,  e Barbara, Bread & Companatico,
anche questo mese ospitata nel blog Un Condominio in cucina

http://www.sonoiosandra.ifood.it/panissimo


Ciao e alla Prossima




Lo Ziopiero

Guardate anche le altre realizzazioni:




mercoledì 18 febbraio 2015

Torta Babà al Cioccolato Ricotta e Caffè (by Montersino)

Allora, avete preso dimestichezza con i Babà al Cioccolato?
Avete imparato a fare la Gelatina Neutra?
Siete pronti psicologicamente per una mega torta?
Guardate che vi porterà via tempo...vi avverto.
Ma il risultato appagherà sicuramente il vostro senso estetico ...e anche quello gustativo!!!

(Fai click sulla foto per ingrandirla)
Come sempre per questo genere di torte occorre organizzarci per bene, mentalmente e anche materialmente!

Cominciamo quindi a fare "mente locale" alle varie preparazioni che ci aspettano:

Babà al Cioccolato
Pandispagna al Cioccolato
Mousse di Ricotta
Mousse di Cioccolato e Caffè
Bagna al Caffè
Gelatina Neutra
Ghirigori di Cioccolato

Comeeeee?
Vi è venuta già l'ansia da prestazione...?
Ok, pigliamola alla lontana....

LONTANAMENTE
C'era una volta Lo Ziopiero...
Comeeeee? Troppo alla lontana?
Vabbè, accorcio!
Lo scorso Natale ero in cerca di qualche ispirazione dolciaria e mi sono messo a sfogliare un libro del mio pasticcere preferito quando mi cade l'occhio su questa Torta Babà al Cioccolato Ricotta e Caffè, la cui ricetta potete trovare anche qui.

Subito mi è venuta voglia di farla.

Che poi, come spesso accade, la voglia mi è venuta subito ma poi la realizzazione è avvenuta dopo oltre un mese...

Vabbè, è vero pure che nel frattempo ho fatto e pubblicato la Torta ai Tre Cioccolati e la Cheeseecake d'Autore, ma questa torta intanto continuava a farmi capolino e alla fine...alla fine ce l'ho fatta!

Dicevamo che è impegnativa ma, come molte altre qui presentate, può essere realizzata un po' per volta, prendendosi anche delle belle pause.

E così oggi un pezzo, domani un altro alla fine ve la troverete bella e pronta per essere divorata!

MARCIANDO E TABELLANDO
Come ormai è mia abitudine e per meglio organizzarvi il lavoro, vi ho predisposto una tabella di marcia, suddivisa in 5 fasi, contraddistinte da un colore diverso, ognuna delle quali finisce con una "PAUSA A PIACERE" che, visto il tempo totale di lavorazione (5 ore), vi consiglio di concedervi.


Attenzione: nel caso aveste lo stesso mio libro o voleste seguire il procedimento indicato qui da Montersino, non vi fate ingannare dai tempi di preparazione indicati nella ricetta (70 minuti).
È impossibile preparare questa torta in soli 70', anche se avete qualcuno che vi abbia già pesato tutti gli ingredienti e un altro che vi lavi tutte le carabattole che sporcherete.

DIMENSIONIAMOCI
Partiremo con una base di pandispagna di 22cm di diametro, per poi arrivare ad una torta di quasi 30cm di diametro finali.
Procuratevi quindi un cerchio di 22cm di diametro e un sottotorta di almeno 34cm.

Per i babà useremo dei bicchierini più piccoli, alti 6,5 cm; in pratica faremo dei babini..

Ricetta

Pandispagna al cioccolato 
Tortiera da 22cm

5 uova
150g di zucchero
75g di farina
35g di cacao amaro
40g di fecola di patate
Un pizzico di sale
  • Scaldate fino a 40° uova e zucchero, mescolando con una frusta per evitare diventi una frittata
  • Togliete poi dal fuoco e montateli a lungo
  • Aggiungete le polveri setacciate, senza smontare il composto
  • Versate in una teglia imburrata e infarinata
  • Infornate a 180° fino a cottura
Dal pandispagna così ottenuto si possono ricavare 3 dischi; per questa torta ne servirà uno solo.
Il pandispagna può essere conservato avvolto nella pellicola per alimenti (fino a tre giorni) o congelato.


Per circa 12 babà, anzi babini... 
Bicchierini alti 6,5cm
60 g lievito madre (o licoli)
200 g farina manitoba
3 uova
50 g burro
35 g di zucchero
10 g cacao amaro in polvere
20 g di gocce di cioccolato
4 g sale

Ricetta e procedimento sono miei e trovate tutto illustrato qui.
Per comodità di lettura riporto anche qui:
  • Se avete l'impastatrice potete impastare tutto insieme fino ad incordatura. Se non l'avete....be'...potete sempre impastare a mano, ma fatelo solo se avete dimestichezza con questo tipo di impasto
  • Avviate prima a velocità moderata
  • Dopo 2-3 minuti passate ad una velocità più sostenuta, direi energica
  • Lasciate lavorare l'impastatrice fino a quando l'impasto non si stacca completamente dalle pareti (tempi orientativi: dai 10 ai 15 minuti)
  • Alla fine l'impasto dovrà risultare liscio e non appiccicoso
  • A questo punto schiacciate l'impasto e inserite le gocce di cioccolata
  • Con l'aiuto della spatola piegate l'impasto sopra le gocce, schiacciatelo ancora e continuate a metter le gocce rimanenti, usando la stessa tecnica
  • Lasciate quindi riposare l'impasto per una decina di minuti
  • Dividete l'impasto in pezzi da 50g l'uno e sistemateli nei bicchierini di alluminio precedentemente imburrati
  • Coprite con della pellicola trasparente e lasciate lievitare (qui i tempi possono variare in funzione di diversi fattori, per cui ci potrebbero volere dalle 6 alle 12 ore)
  • Quando gli impasti sono arrivati quasi al bordo, togliete la pellicola e aspettate che fuoriescano dal bordo
  • Infornate a 160° per circa 35'-40'
  • A fine cottura toglieteli dai bicchieri e immergeteli nella bagna al caffè
  • Lasciateli riposare almeno una mezzoretta.
 Bagna al caffè
450g di acqua
135g di zucchero
8g di caffè solubile
30g di polvere di caffè
  • Scaldate il tutto fino a sciogliere completamente lo zucchero
  • Lasciate in infusione per almeno 20'
  • Filtrarla prima di usarla.
Mousse di Ricotta
85g di zucchero
40g di tuorli
20g di acqua
250g di ricotta
9g di colla di pesce
250g di panna
75g di uvetta
Semi di una bacca di vaniglia
  • Scaldate sul fuoco uova, zucchero, acqua e i semi di vaniglia mescolando con una frusta e fino a 85° (questa operazione serve a pastorizzare i tuorli)
  • Aggiungete la ricotta e montate a lungo
  • Sciogliete al microonde la colla di pesce precedentemente ammollata e strizzata
  • Versate la colla di pesce nella montata
  • Aggiungete l'uvetta
  • Incorporate la panna semi montata
N.B. Questo composto va preparato poco prima di iniziare il montaggio della torta e consiglio di farlo durante la cottura dei babà
Mousse al Cioccolato e Caffè
65g di zucchero
40g di caffè espresso
5g di caffè solubile
135g di tuorli
225g di cioccolato fondente al 70%
30g di burro fuso
350g di panna semi montata
  • Sciogliete il caffè solubile nel caffè espresso caldo
  • Scaldate sul fuoco uova, zucchero, caffè mescolando con una frusta e fino a 85° (questa operazione serve a pastorizzare i tuorli) 
  • Togliete dal fuoco e montate a lungo
  • Aggiungete il burro fuso
  • Sciogliete il cioccolato
  • Aggiungete il cioccolato
  • Incorporate la panna semi montata.
Questo composto va preparato poco prima di inserirlo nella torta.

Decorazioni al cioccolato al latte
60g di cioccolato al latte
  • Sciogliete il cioccolato
  • Mettetelo in un conetto di carta (se non sapete come farlo guardate qui)
  • Fate dei ghirigori su dell'acetato
  • Se volete dare una forma curva, arrotolate l'acetato avendo cura di tenerlo fermo con degli elastici
  • Dopo un paio d'ore potete staccare il cioccolato dall'acetato, ma vi consiglio di fare questa operazione solo poco prima di decorare la torta.
(Fai click sull'immagine per ingrandirla)
Decorazioni con la panna
350g di panna 34% di grassi
70g di zucchero
  • Montate la panna con lo zucchero
  • Guarnite la torta usando una sac a poche con una bocchetta rigata.

MONTIAMO LA TORTA

Questa torta va montata al contrario, cioè iniziando dallo strato che alla fine sarà in alto.

Primo strato
  • Munitevi di un cerchio di acciaio di diametro almeno 34cm
  • Metteteci sopra un grande foglio di acetato
  • Sistemate il disco da 22cm in cui avete cotto il pandispagna
  • Sistemate, lungo i bordi interni, una striscia di acetato alta quanto il disco
  • Tagliate in due i babà, precedentemente imbevuti
  • Sistemateli sulla base, con il lato tagliato a contatto con l'acetato (di solito bastano 5 mezzi babà)
  • Mettete la mousse di ricotta nella sac a poche
  • Distribuite la mousse negli spazi vuoti non occupati dai babà
  • Livellate con una spatolina
  • Sistemate la torta nel congelatore (minimo 2 ore massimo 3 mesi)
N.B. se pensate di non terminare il lavoro entro un giorno, dovete congelare anche i rimanenti babà, imbevuti e tagliati a metà.

(Fai click sull'immagine per ingrandirla)


Secondo strato
  • Togliete la torta dal congelatore
  • Versate la mousse al cioccolato
  • Sistemate sopra il disco di pandispagna
  • Livellate con una spatolina
  • Imbevete il disco con la bagna al caffè
  • Sistemate la torta nel congelatore (minimo 2 ore massimo 3 mesi).

Strato esterno 

Questa operazione consiglio di farla il giorno prima di servire la torta.
  • Togliete la torta dal congelatore
  • Giratela 
  • Togliete il foglio di acetato dalla superficie
  • Lucidate la superficie con la gelatina neutra
  • Sistemate la torta sulla tortiera in cui la servirete
  • Sfilate il cerchio di acciaio
  • Togliete la striscia di acetato dai bordi
  • Sistemate i babà lungo i bordi della torta
  • Se volete esser sicuri di fare aderire i babà, chiudete la torta con un disco di acciaio di adeguato diametro (consiglio di munirvi di un disco di acciaio a diametro variabile)
  • Sistemate la torta in frigorifero.

(Fai click sulla foto per ingrandirla)
Decorazione Finale

  • Montate la panna
  • Guarnite la torta usando una sac a poche con una bocchetta rigata
  • Sistemate sui ciuffetti di panna le guarnizioni di cioccolato precedentemente realizzate.


Direi che a questo punto vi siete meritati la prima fetta!!!!

(Fai click sulla foto per ingrandirla)
...ehi ehi ehi ...andateci piano che così me la finite subito!!!! :)))))))))))))

(Fai click sulla foto per ingrandirla)

Ciao e alla Prossima e....
...quasi dimenticavo: l'ultimo collage!
Dopo tutta questa fatica....

(Fai click sull'immagine per ingrandirla)


Lo Ziopiero


Guardate anche le altre realizzazioni:




lunedì 9 febbraio 2015

Babà al Cioccolato...È nato 'nu criatuuuuuuuro..

...è nato nirooo!  ♫ ♪


e ‘a mamma ‘o chiamma gGiro, sissignore, ‘o chiamma gGiro. ♫ ♪

(Fare click sulla foto per ingrandirla)


STORICAMENTE
Certo che quando nel reparto maternità dell'ospedale Loreto Mare di Napoli nel 1945 iniziarono ad avvenire "fatti strani" non deve essere stato facile...

La storia delle criature nire partorite da alcune ragazze/donne napoletante deve essere stato un vero shock per l'epoca, soprattutto se si pensa al contesto in cui è avvenuto e alle relative cause e conseguenze.

Forse nessuno meglio di Edoardo Nicolardi, dirigente amministrativo di detto ospedale, lo ha potuto rappresentare, stigmatizzando in versi l'accaduto, versi che poi E.A. Mario, suo consuocero, ha abilmente musicato riuscendo a rappresentare un dramma attraverso un ritmo musicale azzeccatissimo e tutt'ora apprezzato.  (e di sicuro molto meglio - a mio avviso - di quanto gli fosse riuscito con "La Canzone del Piave", le cui note musicali sono sempre sue).

Sta di fatto che mentre preparavo questi babà mi risuonava in mente, e mi risuona tutt'ora, testo e ritornello della Tammurriata Nera.

E due paroline qui mi piace condividerle con voi.

Diciamo subito che per i non napoletani (come me) un qualsiasi tentativo di tradurre letteralmente il testo in italiano non ha senso.

Come sappiamo, dietro ogni parola dialettale c'è una cultura, una tradizione, che una mera traduzione svilirebbe, soprattutto in casi come questo.

Occorrerebbe un'immersione completa nell'ambiente, sia temporale dell'immediato dopo-guerra, sia culturale, di allora come di ora, in quella stratificazione di suoni, gesti, movimenti ricchi di significati assai difficile da interpretare senza una certa... napoletanità!

Però...Ci voglio provare!
Almeno in parte, prendendo spunto proprio dal ritornello, dove è espresso e abilmente riassunto il concetto, molto chiaramente:

Seh, vota e gira, seh
seh, gira e vota, seh
ca tu 'o chiamme Ciccio o 'Ntuono,
ca tu 'o chiamme Peppe o gGiro,
chillo 'o fatto è niro niro, niro niro comm'a cche...


"vota e gira" è un termine tipicamente meridionale, usato moltissimo, che corrisponde grosso modo a dire "come la metti la metti", anche se in dialetto ha un significato molto più colorito del letterale "volta e gira"; qui si vuol dare quel senso di rimescolamento continuo, come per ingannare chi ti sta davanti, un rimescolamento senza sosta col chiaro intento di disorientare l'interlocutore, un po' come il gioco delle tre carte, dove le mani corrono più veloci dello sguardo e tu sei convinto invece di sapere dov'è la soluzione.

E poi, e qui la traduzione è facile: "chiamalo come ti pare, Ciccio, Antonio, Peppe o gGiro" che sarebbe come a dire: puoi chiamarlo con qualsiasi nome (purché sia napoletano, sia ben chiaro) ma resta comunque il fatto (e qui la conclusione, è dura, inevitabile, inappellabile) che...:

"chillo 'o fatto è niro niro, niro niro comm'a cche..."

"La verità è che quello è nero...e come la mettiamo?"

E, notate la delicatezza: il testo dice "niro" non "negro", come si soleva dire a quei tempi; "niro", come a togliere quella nota dispregiativa razzista, perché alla fine una criatura è sempre una criatura, come fai a disprezzarla?

Ma, badate bene a non lasciarvelo sfuggire, la forza dell'intera strofa risiede tutta in quel "Seh", monosillabo prolungato, quasi impercettibile, ma di una forza dirompente, ricco di significati, sicuramente nella mimica accompagnato da un'alzata di sopracciglio e uno sguardo di traverso...come a dire "ma chi vuoi prender per fesso...? Proprio a me che ho capito tutto prima ancora che tu inventassi una storia riparatrice?" E tutto in un semplice monosillabo:

"Seh"

Vedete che potenza?

"Seh"

La realtà dei fatti, per chi non lo sapesse, è che l'anno prima (1944) erano sbarcati a Napoli i soldati americani per liberarla dall'occupazione tedesca e fra loro molti erano di colore: da allora iniziarono i casi di bambini nati con la pelle nera.


LA MIA CRIATURA NIRA

Ma veniamo adesso alla mia criatura nira....


Sicuramente i miei babà "niri" sono stati un parto assai più facile, almeno dal punto di vista morale!
Sapevo già chi fosse il padre!

I babà al cioccolato non li avevo mai fatti.
Eppure la variante nelle dosi rispetto al babà tradizionale è minima, quasi impercettibile.
Basta un poco di cacao.
E qualche goccia di cioccolata, come suggerisce Montersino.

Per il resto è tutto uguale!

(Fare click sulla foto per ingrandirla)

Ma veniamo al dunque!

Ricetta

Per 12 babà circa in bicchierini da 8cm
100 g lievito madre (o licoli)
350 g farina manitoba
6 tuorli
5 albumi
90 g burro
60 g di zucchero
35 g di gocce di cioccolato 
10 g cacao amaro in polvere
7 g sale

  • Se avete l'impastatrice potete impastare tutto insieme fino ad incordatura. Se non l'avete....be'...potete sempre impastare a mano, ma fatelo solo se avete dimestichezza con questo tipo di impasti. 
  • Avviate prima a velocità moderata
  • Dopo 2-3 minuti passate ad una velocità più sostenuta, direi energica
  • Lasciate lavorare l'impastatrice fino a quando l'impasto non si stacca completamente dalle pareti (tempi orientativi: dai 10 ai 15 minuti)
  • Alla fine l'impasto dovrà risultare liscio e non appiccicoso
(Fare click sulla foto per ingrandirla)
  • A questo punto schiacciate l'impasto e inserite le gocce di cioccolata:

(Fare click sulla foto per ingrandirla)
  • Con l'aiuto della spatola piegate l'impasto sopra le gocce, schiacciatelo ancora e continuate a metter le gocce rimanenti, usando la stessa tecnica (gira e vota, appunto).
  • Lasciate quindi riposare l'impasto per una decina di minuti.
  • Dividete l'impasto in pezzi da 65-70g l'uno e sistemateli nei bicchierini di alluminio precedentemente imburrati.
  • Coprite con della pellicola trasparente e lasciate lievitare (qui i tempi possono variare in funzione di diversi fattori, per cui ci potrebbero volere dalle 6 alle 12 ore)
  • Quando gli impasti sono arrivati quasi al bordo, togliete la pellicola e aspettate che fuoriescano dal bordo
  • Infornate a 160° per circa 35'-40'.
(Fare click sull'immagine per ingrandirla)

N.B. Dalla prima formatura alla fine della cottura i vostri babà saranno aumentati di volume tra le 6 e le 8 volte!!!!!

Bagna al caffè
Caratteristica del babà è che vanno immersi in una bagna zuccherosa.
In questo caso usiamo una bagna al caffè:

900g di acqua
270g di zucchero
15g caffè solubile
60g caffè in polvere

  • Bollite acqua e zucchero fino a sciogliere quest'ultimo
  • Unite caffè in polvere e caffè solubile
  • Lasciate in infusione per una ventina di minuti
  • Filtrate per bene
  • Immergete poi ogni babà nella bagna e sistematelo poi a testa in giù in un piatto


Azzipie', ma perché tutta questa "Tammurriata"?

....eheheheheh, indovina un po'?

Tu intanto preparati psicologicamente, che a breve con i babà al cioccolato faremo questa:

(Fare click sull'immagine per la ricetta)


E voi godetevi la canzone.
Ho scelto quella interpretata dalla Nuova Compagnia di Canto Popolare, la versione da me preferita.
Il filmato di accompagnamento è tratto da Paisà (R. Rossellini, 1946).
Il video l'ho preso da qui





Per chi volesse approfondire meglio il testo può leggere qui.


Ciao e alla Prossima 

Lo Ziopiero


(Fare click sull'immagine per ingrandirla)

Guardate anche le altre realizzazioni:


lunedì 19 maggio 2014

Babà con lievito madre e impasto semplificato

Avete presente quei momenti della vita in cui si ha bisogno di nuovi stimoli, di provare qualcosa di diverso, di uscire fuori dai soliti canoni, dalle regole ormai consolidate e sicure per cercare strade nuove, innovative, "rischiose"?

No, no, non vi preoccupate!!!
Non sto pensando di partire per il Tibet con tre tocchi di pane e un lenzuolo arancione!!! :D :D :D

Parlo invece di regole e stimoli culinari!

Un po' come è accaduto con il Panettone col Licoli, vi ricordate?

Molti sostenevano che il licoli non era adatto a questo tipo di impasto, che ci voleva il lievito madre "solido", che la cupola non sarebbe mai venuta (no, dico, ve la ricordate questa? E' opera del licoli!)  .
Personalmente ho sempre pensato che pochi grammi di acqua in più (quelli contenuti nel licoli rispetto a quelli della pasta madre) non potessero stravolgere un impasto di un chilo e così mi sono incaponito e inisieme ad un'altra temeraria  abbiamo sfatato una credenza molto comune.

Ora ho voluto provare a sfatare un altro mito, anzi due, anzi tre!!!

  1. Quello del doppio impasto
  2. Quello della progressiva sequenza di inserimento degli ingredienti 
  3. Quello della lunga serie di rinfreschi!!!

Ho iniziato da un dolce che non facevo da tantissimo tempo:  IL BABÀ!

(Fai click sulla foto per ingrandirla)

E visto che l'ultima volta l'ho fatto con il lievito di birra seguendo alla lettera la ricetta di Adriano, questa volta ho pensato ad una sua evoluzione adattando le sue dosi al lievito madre (volendo anche il licoli), e  stravolgendo completamente il procedimento, rendendolo a mio avviso molto più semplice.

Tecnicamente
Normalmente, infatti, si porta ad incordatura l'impasto costituito da acqua e farina per poi procedere con l'inserimento alternato di un po' di tuorli, un po' di zucchero e al limite un pochino di farina, cercando di non perdere l'incordatura. Infine si aggiunge il burro un pezzettino alla volta, sempre cercando di mantenere l'incordatura. 

Voi tutti che mi seguite da tempo sapete bene che in questi impasti di super lievitati iniziai prima a mischiare tuorli e zucchero, versandoli a filo durante l'impastamento, sempre ad incordatura avvenuta.

Poi passai ad un impasto più veloce, con l'inserimento delle uova e dello zucchero da subito (insieme ad acqua e farina, per intenderci), impastando il tutto fino ad ottenere l'incordatura, per poi aggiungerci il burro. E già qui c'è stata una prima semplificazione.

Adesso è un po' che sto sperimentando l'impasto in cui anche il burro è inserito da subito.

Quindi tutti gli ingredienti da subito e via con l'impastatrice

Complessivamente il tempo di impastamento potrebbe essere leggermente superiore, ma in questo modo si ha il vantaggio di non dover monitorare l'impasto passo passo, ma di arrivare direttamente alla fine potendo dedicare ad altre cose il tempo in cui la planetaria lavora.

Il risultato finale a me è sembrato equivalente in termini di consistenza, alveolatura e sapore; inoltre, grazie alla presenza del lievito madre, il babà ha notevolmente guadagnato in leggerezza e sofficità.

Altra novità importante
Come accennato sopra e dichiarato nel titolo, non solo è stata semplificata la tecnica di impastamento, ma anche la fase di preparazione del lievito: è bene evidenziare, infatti, che non è necessario ricorrere alla classica serie di rinfreschi.
Ma veniamo al dunque!

Ricetta

Per 12 babà circa
100 g lievito madre (o licoli)
350 g farina manitoba
6 tuorli
5 albumi
90 g burro
60 g di zucchero
Zeste di limone
7 g sale
  • Mettete tutto nell'impastatrice (personalmente preferisco usare esclusivamente il gancio a foglia rispetto a quello ad uncino, ma voi fate come siete abituati a fare)
  • Avviate prima a velocità moderata
  • Dopo 2-3 minuti passate ad una velocità più sostenuta, direi energica
  • Lasciate lavorare l'impastatrice fino a quando l'impasto non si stacca completamente dalle pareti (tempi orientativi: dai 10 ai 15 minuti)
  • A questo punto rifinite l'impasto a mano con la tecnica dello Slap e Fold; in questo estratto di filmato potete vedere come fare: 


  • Lasciate quindi riposare l'impasto per una decina di minuti.
  • Fate una pirlatura, come mostrato nel filmato che segue:



  • Dividete l'impasto in pezzi da 80g l'uno
  • Per ognuno di questi pezzi fate delle mini pirlature e sistematele poi nei bicchierini di alluminio per babà alti 8 cm, precedentemente imburrati
(Fai click sulla foto per ingrandirla)

  • Coprite con della pellicola trasparente e lasciate lievitare (qui i tempi possono variare in funzione di diversi fattori, per cui ci potrebbero volere dalle 6 alle 12 ore)
  • Quando gli impasti sono arrivati quasi al bordo, togliete la pellicola e aspettate che fuoriescano dal bordo

(Fare click sulla foto per ingrandirla)

  • Infornate a 160° per circa 35'-40'.
N.B. Dalla prima formatura alla fine della cottura i vostri babà saranno aumentati di volume tra le 6 e le 8 volte!!!!!

Bagna al liquore
Caratteristica del babà è che vanno immersi in una bagna liquorosa e zuccherosa.

So che molte persone non amano il babà proprio a causa di questa sua caratteristica, però conosco anche tante persone che hanno cambiato opinione. Se appartenete alla prima categoria vi auguro di passare a breve alla seconda categoria! ;)

Il trucco è saper dosare per bene gli ingredienti della bagna; vedrete che anche i più scettici cambieranno idea sui babà!!! :)))

Ingredienti
890 g acqua
445 g di zucchero
85 g di liquore (vi consiglio il limoncello o, in alternativa, il rum)
Zeste di limone 

  • Fate bollire bollire l’acqua con lo zucchero e la zeste di un limone
  • Fate freddare
  • Aggiungete il liquore
  • Mettete da parte un paio di cucchiai di bagna
  • Immergete i babà intiepiditi nella bagna
  • Strizzarli leggermente
  • Metteteli poi in piedi, poggiati uno con l’altro, con la parte bombata verso il basso. 
(Fai click sulla foto per ingrandirla)

A parte scaldate tre cucchiai di marmellata di albicocche e mischiateli con i due cucchiai di bagna messi precedentemente da parte.
Setacciate il composto e pennellateci i babà.

Farcitura
Il babà è già buono così.
Se qualcuno lo ama ancor più liquoroso, può sempre aggiungerci del liquore a parte.

Poi se volete davvero godervelo insieme "a pieno carico" potete farcirlo con panna e fragole:

(Fai click sulla foto per ingrandirla)

(Fai click sulla foto per ingrandirla)

Oppure con crema chantilly e amarene:

(Fai click sulla foto per ingrandirla)

(Fai click sulla foto per ingrandirla)

Scegliete voi!


(Fai click sull'immagine per ingrandirla)

E adesso, prima di concludere, vi racconto...


La storiella dei miei primi babà
Quando qualche anno fa feci i babà per la prima volta fu un lavorone!
Anzi fu una vera impresa.

Ricordo ancora che alla fine ero sfinito.
Mi stesi sul divano e chiamai Adriano tutto contento!
Gli descrissi passo passo e mentre parlavo iniziarono a formarsi delle goccioline di sudore sulla fronte....

Ma non fu per il caldo!!!

....

Volete sapere il vero motivo?
Mentre raccontavo all'improvviso realizzai nella mia mente che non avevo messo il burro nell'impasto!!!!

Avete presente quando rimanete immobili senza parole? Peraltro i babà erano ormai belli sistemati dentro i loro bicchierini!!!

"Piero Piero? Ma ci sei?" 

Ma come facevo a dire ad Adriano che mi ero dimenticato il burro?!?!?!

Fatto sta che i babà vennero comunque buoni, ma ovviamente non come sarebbero dovuti essere.

E così la settimana successiva li rifeci. Altro lavorone. Altra impresa.
Questa volta il burro non me lo dimenticai.
I babà vennero ottimi, ma per un lungo periodo di tempo rimasi scottato dal lavoro che richiedevano.



Alla fine...

...in questi ultimi anni, a forza di impastare pizze, pani e panettoni, mi son detto: Vuoi vedere che ora i babà mi sembreranno una passeggiata?

E infatti...

(Fai click sull'immagine per ingrandirla)


Soprattutto se fatti con la tecnica di impastamento sopra descritta in 10 massimo 15 minuti il nostro impasto è bello che pronto.
Altri 10 minuti per pesare e formare le palline e il più è fatto.

Inzupparli dopo la cottura e farcirli prima di servirli risulterà anche divertente, oltre che darvi una gran bella soddisfazione una volta che scoprirete come è venuta l'alveolatura! :))

(Fai click sull'immagine per ingrandirla)


PROVATELI!!!!!

Suggerimento sulla tabella di marcia: l'impasto fatelo al mattino. La sera i babà saranno pronti per la cottura.  :)))


Ciao e alla Prossima.

(Fai click sulla foto per ingrandirla)


Lo Ziopiero

Guardate anche le altre realizzazioni:

mercoledì 23 marzo 2011

Quant'è bbono lu babbbà - Alto Gradimento!

Ve lo ricordate Alto Gradimento?

Renzo Arbore e Gianni Boncompagni, due pilastri della storia della RAI: primi disc jockey italiani, primi conduttori in coppia (stile americano), ideatori (e Arbore anche conduttore) delle prime trasmissioni TV trasgressive (l'Altra Domenica, Quelli della Notte Arbore,  Non è la RAI e tante altre Boncompagni)...chi è che non se li ricorda?

Alto Gradimento....Quanti anni son passati...Era il 1970. Arbore e Boncompagni iniziano timidamente, ma con grande coraggio, quella che a mio avviso è la trasmissione che ha segnato il vero punto di svolta nella storia della Radio Italiana.

Chi non ha vissuto quell'epoca, forse, mal potrebbe comprendere o interpretare il significato di quel loro modo canzonatorio di fare radio, ma a mio avviso hanno fatto scuola ....un po' come Chaplin e Buster Keaton lo sono stati per la comicità cinematografica: due pilastri.

Nella trasmissione, che andava in onda rigorosamente in diretta dagli studi di Via Asiago in Roma, si alternavano personaggi al limite del paradosso, ideati e interpretati a turno da Giorgio Bracadi e Mario Marengo; vi ricordate alcuni nomi di questi personaggi? Max Vinella, Il Federale Romolo Catenacci, Il Professor Aristogitone, Il Colonnello Buttiglione e il Generale Damigiani, Il Dottor Marsala.....tutti abilmente spalleggiati dai due conduttori.

...e tra gli svariati personaggi ce n'era uno, di cui neanche ricordo il nome, interpretato da Bracardi, che era solito entrare nelle nostre case con la frase:
"Quanto è bbbono lu babbbbbà! - Quant'è bello lu babbbbbà! Babbà-Babbà!"

E poi iniziava a stilare la cosiddetta "Classifica de lu babbbà", attribuendo ai vari personaggi noti (politici o dello spettacolo) un numero di babà a seconda di quello che avevano combinato. Più erano stati meritevoli, più babà venivano loro attribuiti....vi lascio immaginare...anzi se siete curiosi potete vedere qui una riedizione televisiva postuma, molto postuma (1989)

Era una comicità canzonatoria, ma mai volgare. Spesso satirica, ma mai offensiva.

"Quanto è bbbono lu babbbbbà! - Quant'è bello lu babbbbbà! Babbà-Babbà!"

Ecco:

Io all'epoca non conoscevo questa delizia napoletana.
Io all'epoca non conoscevo Adriano.
Io all'epoca  sapevo a mala pena fare i budini della Elah!
Io all'epoca avevo 8 anni.


Sabato scorso di anni ne ho compiuti 49....e ho deciso di passare questa ricorrenza con i miei amici di sempre, quelli veri.

Come dessert ho pensato di fare proprio i babà, in ricordo proprio della trasmissione radiofonica che ci ha accompagnati per una vita.

Ovviamente li ho fatti seguendo le dosi e il procedimento di Adriano.

E' inutile riportare qui le stesse identiche cose, visto che non ho cambiato di una virgola le indicazioni del Maestro.

Ve li faccio direttamente vedere.

In lievitazione:
(Fare click sulla foto per ingrandirla)

Appena imbevuti e messi sottosopra:
(Fare click sulla foto per ingrandirla)

L'interno (per valutare bene la lievitazione vi suggerisco di ingrandire la foto):
(Fare click sulla foto per ingrandirla)
Solo con panna, a mo' di maritozzo:
(Fare click sulla foto per ingrandirla)

Fragole e Panna modesto:

(Fare click sulla foto per ingrandirla)

Fragole e Panna esagerato:


(Fare click sulla foto per ingrandirla)

...e infine....


(Fare click sulla foto per ingrandirla)


Ciao e alla Prossima

Lo Ziopiero

P.S. Se volete saperne di più su Alto Gradimento potete andare a vedere sulle Teche Rai, dove è possibile riascoltare decide di spezzoni, o anche andare a leggere qui, oppure andatevi ad riascoltare la sigla, l'intramontabile Rock Around the Clock.

LinkWithin

Related Posts with Thumbnails