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lunedì 15 febbraio 2016

Pizza con farina di semola rimacinata al 100% di idratazione


Era tanto che non facevo la pizza! 
Mi è scattata la voglia all'improvviso, una domenica pomeriggio.
Ma come fare?!?!? Tempo per sfornarla entro l'ora di cena ce n'era poco...anzi per niente!

Di fare un impasto bombardato di lievito di birra non se ne parla proprio, come ben sapete.

E allooooora?

Ecco che improvvisamente mi torna alla memoria un post di Silvia, una delle tre svalvolate del Condominio più pazzo del mondo!

Una focaccia di semola idratata al 100%

In realtà una pizza al 100% l'avevo già fatta, e anche oltre ma questa prevede solo farina di semola rimacinata....c'è da fidarsi...?

Ma certo che sì!!!!!!!!!!! Che domande!!!!



Ordunque! Gli ingredienti sono semplici:

RICETTA

500 g farina di semola rimacinata
500 g di acqua
6 g di lievito di birra fresco (o 2 g di lievito di birra secco come ha fatto Silvia)
15 g di sale
Olio evo
  • Sciogliete il lievito nell'acqua 
  • Aggiungete gli altri ingredienti
  • Impastate fino a incordatura; l'impasto dovrà risultare bello liscio e compatto: 

  • Lasciate riposare in una ciotola unta d'olio evo per un'ora e mezzo
  • Ungete una teglia (preferibilmente di ferro)
  • Stendete l'impasto facendo attenzione a non sgonfiarlo

  • Ungete la parte superiore della futura pizza
  • Aspettate un paio d'ore
  • Portate la temperatura del forno a 240°
  • Se volete farcite il sopra della pizza (io non l'ho fatto)
  • Sistemate la teglia sul piano del forno per i primi 8 minuti
  • Poi portate la temperatura a 200° e spostate la teglia al primo piano
  • Finite di cuocere
La pizza si gonfierà e l'interno dovrà risultare bello alveolato:




Sapore ottimo, soprattutto se usate una farina di qualità! ;)

Potete gustarla da sola, o spaccarla a metà ficcandoci in mezzo una fetta di prosciutto...



..o come più vi aggrada!
Che ve lo devo dire io come fare?!??!?



Con questa ricetta partecipo a Panissimo, la raccolta di lievitati dolci e salati ideata da Sandra di Sono io, Sandra,  e Barbara, Bread & Companatico,
questo mese ospitata nel blog Un Condominio in cucina

http://www.sonoiosandra.ifood.it/panissimo


Ciao e alla Prossima





Lo Ziopiero

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lunedì 28 gennaio 2013

Ziopiero Incorda la Pizza a Mano - Filmato!!!


(Fai click sulla foto per ingrandirla)

L'avevo sognato...
L'avevo promesso...
L'avevo annunciato...
L'avevo programmato...

E adesso....

L'ho realizzato!

Complici le vacanze di Natale e un lungo periodo di ferie che mi sono concesso, ho approfittato per coronare un piccolo sogno che mi ero ripromesso di realizzare per voi tutti:

Un filmato sulla tecnica di incordatura a mano.

Che poi a mano per modo di dire, visto che il lavoro lo eseguono si le mani, ma l'impasto quasi non lo toccano mai... come se ci fosse una sorta di religioso rispetto.

Intendiamoci, per chi ha l'impastatrice tutto questo potrebbe risultare inutile, ma vi posso asssicurare che solo toccando con mano si puo' veramente capire l'essenza di un impasto e poi...diciamocelo pure: da una soddisfazione mica da poco!!!

Ma passiamo subito alla parte importante.


Il risultato finale?

Eccolo qui:


(Fai click sulla foto per ingrandirla)

Come? Volete sapere anche cosa ci ho meso sopra?
OK!

Carote lessate al vapore, frullate con ceci e insaporite con rosmarino e olio. Sopra fettina sottile di caciotta senese appena stagionata.Tutto messo su a fine cottura della pizza.


Adesso spero che TUTTI possiate arrivare ad incordare a mano!


Ciao e alla Prossima.

EDIT del 1.2.13: Le prime soddisfazioni stanno arrivando. Guardate quanto è stata brava LIA
EDIT del 2.3.13:  E guardate pure quanto è stata brava Francesca!!!

Lo Ziopiero

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giovedì 6 maggio 2010

La Pizza a Lunga Maturazione di Adriano

Ci sono piatti che ormai entrano nel tuo DNA. Fanno parte di te e ti accorgi che non ci puoi più rinunciare, come il sonno o il bacio di tua figlia: se ti vengono a mancare te ne accorgi immediatamente e qualcosa in te non gira come dovrebbe.

Sono anche quei piatti che fai e rifai in maniera sistematica, senza pensarci su due volte.
Eppure, ogni volta che li rifai, se ci stai attento, scopri sempre un particolare che ti era sfuggito dall'ultima volta e ne apprezzi di più l'essenza.

E' il caso della Pizza in teglia a lunga maturazione, del Grande Maestro.

E' una pizza che faccio e rifaccio da quasi due anni, ma sempre scoprendo qualcosa di diverso e, soprattutto, guastandola ogni volta di più!!! E se non la faccio per più di due settimane, allora qualcosa in me gira come non dovrebbe!

E' una pizza speciale, che va assolutamente provata, anzi, provata e riprovata in continuazione, perché non crediate che le vostre capacità non possano migliorare dopo il primo successo! Ogni volta troverete un miglioramento nell'impasto, nelle pieghe, nella stesura...e poi potete sbizzarrirvi all'infinito con i ripieni.

L'altra sera l'ho fatta così:

Stracchino, Cavolfiori e Salsiccia.

Ho fatto soffriggere uno spicchio d'aglio in abbondante olio; poi ci ho sfritto la salsiccia e infine ripassato rapidamente i cavolfiori già lessati.

La pizza l'ho cotta inizialmente in bianco: dopo circa 10-12 minuti ci ho spalmato sopra abbondante stracchino; non appena questo ha iniziato a squagliarsi (1-2 minuti), ci ho messo su il condimento. Altri 2 minuti di cottura ed è fatta!

L'altra teglia (venuta pure meglio) l'ho farcita con un'accoppiata che mi ha sempre mandato su di giri:

Pere e Gorgonzola!!!

Basta cuocere la pizza in bianco fino a metà cottura; poi aggiungere gorgonzola e solo all'ultimo minuto le pere.

Ricetta e procedimento per l'impasto e la stesura meritano esser letti direttamente dalla fonte, per cui per quei pochi che non la conoscessero, invito a curiosare;-)

Di mio posso solo che ribadirne la sua bontà!!!!

EDIT:
Ho ritrovato un filmato che feci tempo fa proprio riguardante l'incordatura di questo impasto. Lo aggiungo qui, puo' sempre tornar utile:



Ciao e alla Prossima.

Lo Ziopiero

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mercoledì 3 marzo 2010

L'incordatura, questa sconosciuta!

“…e quindi impastare fino ad ottenere l’incordatura.”
“…quando il tutto sarà assorbito e ben incordato…”
“…si incorda e poi si inizia ad inserire il primo pezzetto di burro”

Quante volte ci siamo imbattuti in frasi di questo tipo?

E quante volte, durante una lavorazione, ci siamo chiesti: “ma st’impasto, sarà ‘ncordato?”

Ho iniziato la mia avventura di impasti un po’ più seria dopo l’acquisto del Kenwood (modello Major 005); ho da subito pensato: “adesso fa tutto lui, basta che ci metto dentro gli ingredienti e io me ne sto beato a guardare”: niente di più sbagliato!


Non fa tutto lui e, soprattutto, non si puo’ stare lì solo a guardare, ma bisogna esser parte attiva di tutto il processo e l’occhio è solo il tramite attraverso il quale la mente raccoglie le informazioni che servono a prendere delle decisioni!

Un filino di acqua in più, aspetta ancora ad aggiungere l’olio, non mettere la farina adesso, ecc ecc ecc

Per cui alla fine ho passato i primi sei mesi usando timidamente il Ken, come un’evoluzione costosa ma pratica della funzione “impasto” di una semplice “macchina del pane”.

Evidentemente qualcosa non tornava, soprattutto alla luce della spesa (considerevole) che avevo fatto. E in più, relegando in soffitta la Macchina del Pane, avevo perso pure la funzione “timer” che mi consentiva di tornare a casa e trovare il mio impasto già bello e livitato.

No, non stavo usando l’impastrice come si deve. E sapete perché? Perché era lei che usava me!!!


Infatti mi guardava e mi diceva:

“Cosa possiamo fare oggi?”
“Pane?”
“OK, Zio. Vada per il pane. Metti tutto qua dentro che poi ci penso io”

E lei girava, impastava, amalgamava e, appena l’impasto si era leggermene uniformato, cambiava il rumore del motore come a dirmi:

“Fatto! Adesso puoi spegnermi e vedi di formare i tuoi panini come si deve, che io so stanca”

No. Non poteva andare avanti così. Qualcosa doveva cambiare.

Sono IO che devo dominare impastatrice e impasto!!!

Per cui un bel giorno decisi di stressarla fino all’inverosimile, con un impasto tra i più difficili che si possano fare: la pizza in teglia a lunga maturazione, ovviamente di Adriano. Quasi il 90% di idratazione!!!

Come ho fatto a impastarla? Semplice. Non ho mai spento l'impastatrice fino a quando quella gigantesca gomma americana non ha smesso di fare centinaia di fili, restando sempre tutta spiaccicata nel fondo, e ha cominciato a compattarsi, molto lentamente.

Ho pensato:

“Sarà mica questa la famosa incordatura?”

No, Piero, non l’hai ancora dominata, ti sta prendendo in giro, smetti adesso e perderai per sempre. Devi vincere tu, perché lo puoi fare!!!

Così, dopo che il sergente che è in me mi ha dato l’ultima carica necessaria, ho guardato l’impastarice con atto di sfida e, quando gli ho aumentato la velocità di mezzo tacca, giuro che ho sentito dal motore una sorta di sferragliamento di soddisfazione, come a dire: ora si che ci siamo!!!

La guardavo, la sfidavo, la provocavo..e lei, ormai piena d’orgoglio, mentre con me dominava quell’impasto, ha avuto il tempo di restituirmi, nello sguardo, un ghigno di soddisfazione:ce la stavamo facendo!!!

L’impasto stava incordando!!!

Non credevo ai miei occhi!!!! Ma allora era facile, perché no sono stato capace di farlo prima?

Forse c’era bisogno di tutta questa filosofia? O forse, più semplicemente, c’era bisogno di qualcuno mi facesse vedere per bene come fare ad incordare.

Pensai: è giusto che io metta a disposizione questa mia scoperta a tutti colori ai quali (come è successo a me) il procedimento non era chiaro.

E così, la volta successiva che ho rifatto questa pizza ho anche fatto questo primo filmato, ormai un po' datato (giugno 2009) ma al quale sono rimasto affezionato.


Era la seconda volta che incordavo e morivo dalla voglia di far esaminare da Adriano questo risultato, per me eccezionale.

Quando il Maestro lo vide mi disse:
“quasi ci siamo, Pie’ !”.

…E se non fosse stato per quel “quasi”, probabilmente mi sarei fermato lì.

E invece, come ogni buon Maestro sa, non bisogna mai far fermare l’allievo al primo accenno di un buon risultato, ma bisogna insistere proprio lì, in quel momento, per far tirar fuori il meglio, tutto quanto.

Senza quel “quasi” non sarei mai arrivato a dominare veramente gli impasti, anche i più difficili, fino a iniziare a capirne l’essenza, giungendo poi a questo risultato qui:


Ovviamente, quando ho deciso di fare il Panettone ho pensato anche a Voi, per cui ho munito la mano sinistra di telecamera e ho lavorato solo con la mano destra, segno evidente che l’impasto non solo l’avevo dominato, ma l’avevo anche posseduto!!!




La ricetta del Panettone, manco a dirlo, l'ho presa da Paoletta e la potete trovare qui

Anche questa volta spero di esservi stato utile e di avervi divertito.

Grazie e alla prossima

Lo Ziopiero

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