Corso Bologna 7-8 marzo

giovedì 31 maggio 2012

Pastorizzazione degli Albumi (Meringa Italiana)

E' tanto che vi parlo di pastorizzazione, ma non vi ho mai fatto vedere come si fa.

L'altra domenica mi erano avanzati degli albumi (avevo rifatto questa crostata di crema e frutta) e, visto che qua non si butta niente) li ho pastorizzati...pensando anche a voi!!!

Ecco qui un brevissimo filmato; purtroppo la qualità è scadente, ma penso che un'idea ve la possiate fare.




Magari la prossima volta farò un filmato sulla pastorizzazione dei tuorli, tecnica praticamente identica e operazione utilissima, anche perché ci vuole pochissimo tempo e il tutto puo' essere surgelato, pronto per qualsiasi tipo di preparazione, a cominciare dai tiramisù!!!

Vi ricordo sempre il contest in collaborazione con Stefania





..e se siete curiosi, andate a vedere le prime realizzazioni!!!

Vi saluto con uno dei miei scatti.
Si tratta di una statua sita nel Cimitero Acattolico, sulla tomba di Maria Obolensky (1855-73)

(Fai click sulla foto per ingrandirla)
Lo so, è un'immagine triste; ma quello che sta accadendo in questi giorni in Emilia non mi induce certo a sprizzare gioia da tutti i pori.

Ciao e alla Prossima

Lo Ziopiero

Guardate anche le altre realizzazioni:


lunedì 28 maggio 2012

Foto 21 - Volatili

La fotografia, che passione...

Tutto iniziò dalla voglia e dal piacere di "salvare" e documentare i piatti che via via preparavo.

Così iniziai con una piccola compattina, che un bel giorno finì travolta da un onda mentre cercavo di fotografare una "sirena"....

Ne comprai subito un'altra e poi un'altra ancora, sempre più evoluta, fin quando capii che dovevo fare il primo grande salto: fu così che mi accattai la mia prima reflex digitale. ...che emozione...

...e che arrabbiature!!!! :D :D :D

Eh, si, perché in realtà all'inizio tutto andò peggiorando! :)))

Gli automatismi della compatta ti rendono la vita facile, ma anche cieca.

Non vedi finché non capisci. E chi ha fatto già questo passaggio (compatta verso reflex) sa osa intendo.

La compatta ti illude di saper fotografare. E questo fattore ne ha determinato anche la sua fortuna commerciale: Tutti sono diventati improvvisamente fotografi!!!

In realtà non è proprio così...

Se ci si avvicina seriamente a questo mondo, col tempo si capisce che la fotografia è un'insieme di nozioni, tecniche, pratiche, conoscenze che non si possono riassumere in poche ore di corso, ma che richiedono centinaia e centinaia di ore di studio, di tentativi, di esperienze e, soprattutto, di confronti aperti.

Così, un bel giorno, dopo mesi, forse anni, di foto di cibo, decisi di uscire allo scoperto per andare alla luce del sole, in giro per la mia città, abbandonando il mondo ristretto della mia softbox (che poi non ve l'ho detto, ma il suo vero nome è lightbox, ma ormai noi food-blogger la chiamiamo tutti softbox! :D :D :D)

E quel giorno ho scoperto che la fotografia ha un altro aspetto...

...Disceeee...e grazie, te ce so voluti tutti 'sti anni per capirlo?

SI!

Le cose vanno provate, e vanno provate alla luce di nuove nozioni, esperienze, confronti.

Faccio un piccolo esempio: mentre nella foto di interni sei tu che governi le luci e le ammaestri e, se si tratta di cibo, hai anche il vantaggio di avere un soggetto immobile e praticamente inanimato (e qui tralascio volutamente tutti gli aspetti della foto"ritrattistica", sempre eseguita in interni), fuori dagli sutdi questo governare le luci diventa molto, ma molto più difficile.

Ogni pochi secondi lo scenario ti cambia, falsandoti tutti i valori appena misurati, mandandoti in tilt impostazioni e ragionamenti.
E inizi a rimpiangere la compattina superautomatica da 150€ e tutti i suoi facili automatismi, che ti consentono di avere sempre delle foto mediamente discrete, quindi tutte guardabili, ma di fatto praticamente ti impediscono di avere delle foto veramente belle e volute da te!

Ad esempio, senza un minimo di tecnica, non riusciresti a scattare foto come questa o quest'altra, ma piuttosto ti affideresti ad un software che decide per te e ad una mera botta di culo (tanto ormai gli scatti non si pagano!)

Ma così perderesti il vero fascino di quest'arte.

Ovvio, quindi, che quando parlo di fotografia qui non parlo di automatismi, che lasciano decidere alla macchina cosa fare (con tutti gli errori del caso), ma di decidere NOI cosa vogliamo ottenere dalla realtà attraverso le nostre (presunte) capacità di fermare l'attimo.


Così il percorso che gradatamente ho iniziato a fare (sempre da misero autodidatta e studioso delle migliaia di pagine che esistono su internet) è stato quello di passare dallo still life del cibo, alle foto in esterno prima su soggetti grandi (città, monumenti, panorami) e poi su suggetti infinitamente piccoli!

Ecco: questo percorso, il cui inizio ha una data certa ma la cui fine no (!), da qualche settimana ha avuto un'altra appendice di cui vorrei parlarvi...

La foto naturalistica dei volatili.

Anche qui ci vorrebbero decine di post solo per  descrivere le tecniche, gli usi, le culture, gli strumenti, le capacità che stanno dietro ad un semplice scatto, ma mi rendo conto che ho già parlato troppo, quindi lascio la parola alle foto, che non sono poche, e a qualche commento spicciolo.


Iniziamo con la Garzetta: è un uccello tutto sommato abbastanza facile da fotografare. Lo riesci ad avvicinare fino ad una quindicina di metri:

(Fare click sulla foto per ingrandirla)
 ...prima che spicchi il volo!

(Fare click sulla foto per ingrandirla)

(Fare click sulla foto per ingrandirla)

Ecco il primo punto cruciale! Riuscire a cogliere gli attimi del volo senza far venire la foto mossa, sfocata o...priva del soggetto!!! (e si, a volte capita, se si somma il nostro tempo di reazione e il tempo meccanico di scatto spesso l'uccello se n'è bello che andato!!!)

Nel caso della garzetta non è stato difficilissimo: una volta decise a priori le impostazioni della luce (fate sempre degli scatti di prova, anche senza soggetto, per capire bene che luce avete a disposizione), impostata la modalità "scatto a raffica" e deciso un tempo di scatto congruo che riesca a "fermare" il battito d'ali, il più è fatto.
(azzipie', ma tutto questo te pare poco!!!!)
No, non è poco, ma è il minimo essenziale!

Altra cosa importante è il tipo di lente che usate. Ovvio che nel caso ci dovesse capitare di cogliere in volo a 150 metri da voi una coppia di germani reali come questi:

(Fare click sulla foto per ingrandirla)
e abbiamo a disposizione un "misero" 200mm , più di tanto non riusciremo mai ad ottenere, nonostante ingrandiamo il fotogramma in post produzione. I particolari non si riescono a cogliere..


Nella foto di questo gabbiano sono invece stato più fortunato (ingranditela)!

(Fare click sulla foto per ingrandirla)
Stesso obiettivo, buona luce (che permette di scattare con bassi ISO e quindi tempi ridottissimi) e volo in planata, quindi lento e sopra la capa mia (e per fortuna il soggetto in questione doveva ancora mangiare!!!)

Certo, sono stato ad aspettare quasi mezz'ora prima di trovare il momento propizio, in cui il signore di cui sopra ha deciso di farmi una planata a 20 metri da terra e proprio sopra di me! Però alla fine sono stato contento di aver avuto la pazienza di aspettare. :)

Nelle due foto che seguono ho avuto la fortuna di avere in prestito da un amico un 300mm attrezzato con duplicatore focale (quindi 600mm di obiettivo) ; così la folaga che "cammina" sull'acqua prima di spiccare il volo, anche se piuttosto distante, mi sembrava di toccarla:

(Fare click sulla foto per ingrandirla)
Addirittura ho centrato un Cavaliere d'Italia a circa 150 metri di distanza.

(Fare click sulla foto per ingrandirla)

Poi qualche domenica fa ho scoperto che per allenarsi a fotografare i volatili una buona palestra sono i piccioni:

(Fare click sulla foto per ingrandirla)
Da fermi, soprattutto!!!

Ma anche se li vuoi cogliere nell'atto del primo volo, non è poi così complicato, visto che riesci comunque ad avvicinarli abbastanza, considerando la loro abitudine a vedersi contornati da esseri umani:
(Fare click sulla foto per ingrandirla)
 
(Fare click sulla foto per ingrandirla)

...e sempre a proposito dell'atto del primo volo, vi lascio con questo gruppo di fenicotteri, che fino ad un attimo prima se ne stavano paciosi nella laguna di Orbetello, ma poi sono stati improvvisamente disturbati dall'avvicinarsi di un canoisti:

(Fare click sulla foto per ingrandirla)
E' stato un attimo! Il primo ha dato il segnale e in meno di un secondo tutti si sono levati in volo! Per fortuna che era appostato con la reflex prontissima (o quasi). Non so se è stata maggiore l'emozione di averli visti o di averli fotografati.

Fatto sta che in meno di due secondi erano già alti nel cielo...

(Fare click sulla foto per ingrandirla)

(Fare click sulla foto per ingrandirla)



Bene, spero di non avervi annoiato. Vi ho raccontato e resi pubblici i miei primi scatti ai volatili. Di strada da fare ce n'è tanta, tantissima, ma il fascino che c'è dietro è ricco di emozioni.

Nel caso poi foste interessati a guardare scatti di un vero professionista, potete sbirciare le "Gallerie" di Luigi Piccirillo; in particolare vi suggerisco di leggervi "La foto raccontata", cioè i vari appostamenti che Luigi ha effettuato prima scattare una foto ad alto effetto emotivo.


Ciao e alla Prossima

Lo Ziopiero



domenica 27 maggio 2012

Golosi anche senza glutine!

Venerdì sera ricevo questa mail:

Ziopiero, domenica è il giorno dedicato ai celiaci. Ti va di unirti a qualche blogger e pubblicare un post per sensibilizzare l'argomento? 

Potevo dir di no?  Noooo!!!

Inoltre si trattava di copiare un semplice decalogo che Stefania di Cardamomo e Co. aveva già pubblicato a suo tempo, la foto di Mafalda,





e aggiungervi una mia ricetta. Niente di più!

Partiamo quindi dal decalogo:

= = = = = = = = = = = = = =

Celiachia for dummies
Celiachia for dummies
Partiamo da un principio fondamentale e innegabile: la celiachia è una malattia e l’unica cura possibile, ad oggi, è l’astensione dai cibi glutinosi! Dico ciò perché si capisca bene che chi è celiaco è COSTRETTO a mangiare senza glutine e non gli fa piacere, perché è molto dannoso per il suo organismo. Detto ciò, e assodato che, non è un capriccio essere celiaci, passo alle regole fondamentali per invitare un celiaco a cena.
La cosa più semplice da fare è preparare un menù che possa andare bene per tutti, così non vi stresserete a preparare più pietanze, con risultati, il più delle volte deludenti.
Per preparare cibi che possano mangiare tutti, quindi anche i celiaci, bisogna sapere che ci sono cibi permessi e cibi vietati.
I cibi PERMESSI sono:
CEREALI:
-riso (di tutte le varietà) e tutti i suoi derivati (la sua farina, la crema, i fiocchi)
-mais e tutti i derivati (farina, polenta)
-miglio, quinoa, grano saraceno, tapioca, sorgo, teff e tutti i loro derivati
-soia e tutti i suoi derivati (anche se è un legume)
- la fecola di patate (quindi le patate, anche se non sono un cereale e come tutti i tuberi sono consentiti)
LEGUMI:
-tutti: fagioli di tutti i colori, fave, soia di tutti i colori, lenticchie di tutti i colori, piselli, ceci in qualsiasi forma cioè anche sotto forma di farine
CARNE:
tutta
PESCI:
tutti
LATTICINI:
-latte vaccino, caprino, di soia, di riso
-burro, panna e panna acida
-latte condensato
-latte di cocco
-tofu
FRUTTA E VERDURA:
-tutta quella fresca e surgelata se non infarinata o panata
-frutta secca a guscio
BEVANDE:
-acqua (anche soda e tonica)
-Tè e caffè
-succhi di frutta
-alcolici e superalcolici puri
ALIMENTI SPALMABILI E CONDIMENTI
-Nutella
-Miele, sciroppo di acero e melassa
-burro d’arachidi
-confetture e marmellate
-aceto (anche balsamico, ma non le creme)

VIETATI
CEREALI
:
-grano
-kamut
-avena
-orzo
-segale
-triticale
-malto di questi cereali
LEGUMI:
-anche se i legumi non contengono di per sé glutine, tuttavia se sono prodotti in stabilimenti dove sono prodotti cereali con glutine non possono essere usati per i celiaci.
-legumi in scatola, se non espressamente consentiti
LATTICINI:
-latte di malto, di avena e quelli aromatizzati
-formaggi spalmabili, se non espressamente consentiti
-crema pasticcera
-dessert a base di latte e alcuni yogurt
CONDIMENTI
-salse pronte (maionese, salsa rosa, ecc. se non espressamente consentite)
-salsa di soia (soltanto una è permessa è il Tamari e io la trovo da Naturasì)
A rischio!
Però in questo elenco sommario, mancano una serie infinita di prodotti che non posso elencare perché vanno per marca. Ad esempio il cioccolato di per sé andrebbe bene, ma alcune marche non sono consentite. Uguale cosa per alcune salse pronte, alcuni yogurt, alcuni gelati, alcune patatine, alcuni salumi, ecc. ecc., ma anche le stesse farine prive di glutine se prodotte in stabilimenti dove c’è contaminazione, diventano proibite e così via… Insomma l’elenco è infinito.
Come fare a sapere allora se un alimento è consentito?
Un modo abbastanza semplice c’è! Basta leggere attentamente le etichette! Adesso poi la normativa prevede che deve essere scritto a chiare lettere e infatti nei prodotti esteri è sempre specificato se può contenere tracce di glutine. Infine, se un prodotto porta la spiga sbarrata sulla sua confezione è certificato dall’AIC ed è garantito per i celiaci.
REGOLE PER EVITARE CONTAMINAZIONI
Per quanto mi riguarda a casa seguo una dieta rigidissima e sto attenta a tutto e a qualsiasi tipo di contaminazione, non solo perché la sola contaminazione mi fa stare male, ma anche perché bisogna essere rigidi e scrupolosi nel seguire alcune fondamentali regole (di cui vi parlerò fra breve) per evitare danni peggiori, anche se non immediati, all’organismo.
Ecco quelle basilari per evitarle:
1. Lavare mani, superfici, utensili sporchi di farina, possibilmente in lavastoviglie e accuratamente;
2. Usare la carta forno per le teglie e tutti quegli utensili (come piastre) dove hanno cotto cibi col glutine;
3. Se volete cucinare la pasta per un celiaco, l’acqua deve essere pulita, il cucchiaio con il quale mescolate la pasta senza glutine a parte, il sale nuovo o comunque non quello contaminato dal cucchiaio “sporco” di acqua della pasta col glutine;
4. Evitare di infarinare i cibi, anche quelli degli altri, così eviterete grande fonti di stress; se proprio dovete non mettete nella stessa padella o teglia le due preparazioni;
5. se usate una griglia e avete della carne impanata, grigliate prima quella del celiaco (senza panatura) e poi tutto il resto;
6. non addensare salse, ecc. con farina. Usate la fecola per tutti e sarà più semplice!
7. non appoggiate il cibo su cibi col glutine o dove sia stato cibo col glutine. Ad esempio il pane del celiaco non mettetelo insieme a quello col glutine o nello stesso contenitore anche senza che l’altro sia presente;
8. anche per l’olio di frittura valgono le stesse regole, prima friggete il cibo senza glutine e poi tutto il resto; in ogni caso non utilizzate quello già usato in precedenza contaminato!
9. Se avete dei dubbi sulla composizione dei cibi… non usateli!
Però, l’essere umano non può e non deve recludersi a casa, e soprattutto io non voglio, per cui quando vado a casa di amici o vado a mangiare fuori, metto in conto che la contaminazione possa esserci e me ne frego. Con questo non voglio dire che non ha importanza, anzi. Ma la celiachia prevede un protocollo talmente rigido e particolare che l’unico posto dove potremmo essere immuni da contaminazione potrebbe essere solo casa nostra e nemmeno. Ad esempio i miei due pargoli grandi e il dolce doppio mangiano regolarmente il pane col glutine, cercano di prestare attenzione nel mangiarlo, lo teniamo lontano dal cibo senza glutine, eppure capita che qualche mollichina, seppure invisibile, arrivi anche a noi… Che fare? Niente, non ci si può fare proprio niente. Ecco perché ogni tanto mi concedo un’uscita, un invito a cena… I miei amici ormai hanno imparato a cucinare anche per me, sanno cosa mi è permesso e cosa mi è vietato e sono sempre disponibili a preparare per tutti la stessa cosa… Ma chi mi garantisce che il sale che usano non è contaminato? Cioè dovrebbero aprire ogni volta un pacco nuovo o usare un cucchiaio solo per il sale, non usato in precedenza per mescolare la pasta… Ecco, anche questa è contaminazione… Ecco, ormai voi lo sapete e lo farete, ma sappiate che una volta ogni tanto, subire una contaminazione (ma solo la contaminazione, non altro) non è grave e io preferisco vivere… in compagnia…
Per qualsiasi informazione ulteriore non esitate a chiedere!
A presto
Stefania Oliveri

= = = = = = = = = =  

Quanto alla ricetta, vi confesso che non ho avuto molto tempo per prepare appositamente qualcosa, per cui non me ne vogliate se "sfrutto" una paio di ricette gluten-free già pubblicate, di cui vi lascio i link



Vi saluto con un paio di scatti, giusto per gradire :))

Era il tramonto, mi trovavo a passeggiare con la reflex al collo (guarda caso!).
Fino a quel momento nessuno scatto, poca ispirazione.
Poi vedo una parete d'acqua, le gocce che scendono e la voglia di fermarle e contarle, una per una....

Mi aiutate? :)))))

(Fare click sulla foto per ingrandirla)


(Fare click sulla foto per ingrandirla)


p.s. vi ricordate di partecipare al contest, si? ;)







Avete visto che già ci sono state le prime partecipazioni!!! Nooo???
Andate subito a vedere che belle!!!!


Ciao e alla Prossima

Lo Ziopiero

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sabato 26 maggio 2012

Foto-Copiando - La Foto-Copia di Maria Grazia

Allora, a che punto siete con la vostra Foto-Copia? Ci state lavorando?

Avete visto ci sono già i primi partecipanti al contest?





E voi? Cosa aspettate? Vi aspettiamo-o-o-o-o!!!!


Intanto oggi vi pubblico la mail e le foto arrivate da Maria Grazia, che si è ispirata ai Biscotti Saraceni al Cremino di Nocciola, di Montersino.

= = = = = 


Ciao Piero ti invio foto nata per caso: Quando ho letto il contest pensavo proprio di non partecipare, volevo mettermi a dieta e non volevo fare dolci in questo periodo.

Ma dovendo fare un regalo ad una amica che vive in Toscana, così graziosa  e disponibile da portarmi le gavottes per fare la setteveli, ho deciso di preparare i biscotti saraceni con cremino alla nocciola e quando stavo per sistemarli sul vassoio, ho ripensato al contest e mi sono detta perché no giacché c'è il prodotto finito.

La foto originale è stata presa da "golosi di salute " di L.Montersino pag.63.



(Fai click sulla foto per ingrandirla)


Premetto che sono negata nella fotografia, mi piace molto guardarle. Quelle che immortalano il cibo, mi colpiscono per i colori  e le luci e i particolari messi in evidenza.. Prima della ricetta, la foto dei biscotti saraceni mi aveva colpito per la perfezione dei cilindri, l'utilizzo delle nocciole e del cioccolato. 
Nel  tentativo di fotocopiarla ho avuto difficoltà nel reperire i materiali,  per es.  il piatto da portata, non ho porcellane bianche, spero di potere provvedere al più presto. Ho rimediato con  un vassoio interamente bianco e una foglia, presa da un mazzo di girasoli che il mio compagno mi aveva regalato in quei giorni. 

Ho utilizzato prima la luce di una piantana, ma la foto non mi soddisfaceva, troppo rossa. Poi utilizzato il flash e l'effetto è migliorato.. Ho scelto dopo vari tentativi quella che sembrava più simile all'originale.



(Fai click sulla foto per ingrandirla)

Maria Grazia

= = = = = 

Ciao e alla Prossima

Lo Ziopiero

giovedì 24 maggio 2012

Spaghetti alla Vongole dello Ziopiero

E' un classico!

E come tutti i classici, lo si puo' trovare cucinato in tantissimi modi diversi.

Ma poi cosa rende veramente buono un primo piatto fatto solo di due semplici ingredienti...?

Gli ingredienti, appunto!

Sulla pasta, poco da dire. Di ottima qulità, e qui siamo ben forniti, e preferibilmente trafilata al bronzo, e anche qui abbiamo l'imbarazzo della scelta tra le varie marche.

E sulle vongole? Qui sta a voi la scelta e dovete scegliere bene!

In questa preparazione ho usato dei lupini, a mio avviso più saporiti anche se meno "vistosi".

Una volta trovati i due ingredienti ci sono alcune accortezze da seguire.

Andiamo con ordine: le vongole (o lupini) vanno fatte spurgare, cioè devono rilasciare tutta quella sabbia che si sono incamerate mentre erano nel loro ambiente naturale.

Per far ciò basta adottare delle semplici regole: ciotolona con acqua e sale, piatto fondo sistemato rovesciato nella ciotola, e tanto silenzio....

No, scusa, famme capi: ma le vongole hanno pure le orecchie????

In un certo senso...SI!
Di sicuro sono (o meglio erano) abituate ad un ambiente molto più tranquillo, per cui se in cucina cominciate a far casino, sbattendo pentole o avviando la planetaria alla massima velocità, quelle (sempre le vongole) si agitano, stanno tese, non si rilassano e, di conseguena, non rilasciano la sabbia...

OK, fatto quindi questo semplice passaggio in punta di piedi (un paio d'ore di "centro benessere" saranno più che sufficienti), potete cucinarle (dai, in fondo la loro agonia è stata dolce...)!

Padellone (preferibilmente di alluminio), spicchio d'aglio, olio evo e via a fiamma alta.
Appena le prime iniziano ad aprirsi, versate del vino bianco e aspettate fino a quando più o meno tutte si saranno aperte.

Importante: state attenti a non far evaporare i liquidi, altrimenti il piatto vi verrà asciutto (bleah!)

A questo punto la regola vorrebbe che gli spaghetti, scolati rigorosamente al dente, venissero fatti saltare, ma qui eheheheh, interviene il trucchetto dello zio (che poi non mi sono inventato niente, è un trucco che molti conoscono): prendete un certo quantitativo di vongole, sgusciatele e ...frullatele!!!
Si avete capito bene! Frul-la-te-le! Insieme ad un poco del loro liquido.

Otterrete una cremina densa, ad altissmo impatto organolettico, di sapore sublime, che se l'assaggiate sentite il mare e il paradiso contemporaneamente....

Ecco, questa salsina la metterete da parte per qualche secondo, giusto il tempo di far saltare la pasta in padella, facendo attenzione, come già detto, a non far assorbire il liquido.

Ora con la salsina, allungata con dell'acqua di cottura, mantecate la vostra pasta con le vongole e...impiattate:

(Fai click sulla foto per ingrandirla)

Aggiungete un po' di prezzemolo, se puntate alla coreografia pure una bella manciata, ma a mio avviso ce ne vuole poco poco, come vedete dalla foto e poi...vai di forchetta:


(Fai click sulla foto per ingrandirla)
Se gli spaghetti luccicano, allora sono OK!


Vi saluto con alcuni scatti fatti qualche giorno fa...

Ero in giro con la reflex al collo in un parchetto vicino casa e in caccia di formiche (!) quando la mia attenzione fu attratta da questa farfalla:

(Fai click sulla foto per ingrandirla)
Non sempre è facile cogliere l'attimo, soprattutto se si ha montato un obiettivo macro, che ti obbliga ad avvicinanarti molto al soggetto compromettendone la sua immobilità.

Inoltre la messa a fuoco diventa quasi un'operazioni chirurgica, sia per l'obiettivo, sia per la rapidità con cui la farfalla si muove (e qui gli automatismi ti saltano tutti in un pico-secondo!!!)

(Fai click sulla foto per ingrandirla)
Poi, però, arriva sempre il momento in cui sta ferma un paio di secondi...e allora, se hai la luce giusta e la prontezza di impostare tutto al volo...ecco che riesci a "fermarla"!!!

(Fai click sulla foto per ingrandirla)
Ah, a proposito, poi le formiche le ho trovate!!! Ve le faccio vedere la prosima volta!!! :))))


Vi lascio con un promemoria per gli indecisi e i pigri.






Vi ricordo che già ci sono state le prime partecipazioni!!!Andate a vedere che belle!!!!


Ciao e alla Prossima

Lo Ziopiero

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lunedì 21 maggio 2012

Strudel di Mele by Montersino



So già che qualcuno starà pensando....

"Ecco, ci risiamo! Un altro dolce by Montersino. Ora allo Ziopiero gli rigo tutta la fiancata della macchina!!!"

:D :D :D

Ebbene si! Un altro dolce, e non sarà l'utlimo, ve lo dico subito: ne ho in lista altri molto interessanti...D'altra parte va provato tutto, no?

Lo strudel, come sappiamo, è un dolce classico, e come tutti i dolci classici ci saranno almeno centomila persone che vantano di averne la ricetta originale!!!

Ma esiste poi una ricetta orginale o, meglio, la ricetta origine? Chissà.... sicuramente esisteva!
Ora dire quale esattamente possa esere mi sembra inutile.

Però posso dirvi che di ricette di strudel ne ho provate diverse e questa qui per per me era nuova e l'ho apprezzata.

L'elenco degli ingredienti è lungo, ma il dolce alla fine si fa molto velocemente.
Potete anche suddividervi il lavoro in due momenti differenti, come ho fatto io, e vi sembrerà una passeggiata di salute!

Per prima cosa va preparato l'impasto.

125 gr farina forte (W360)
75 gr acqua
10 gr olio di semi (ma anche di oliva)
1,5 gr di sale

Si impasta aggiungendo l'acqua poco per volta fino ad ottenere il panetto.
Si mette poi l'impasto in una ciotola unta d'olio, si finisce di ungere l'impasto, si copre con la pellicola trasparente facendola aderire per bene e poi si sigilla la ciotola anche sopra il bordo.

A questo punto l'impasto deve riposare in frigo almeno 2 ore, ma io l'ho tenuto anche 24 ore.
Questo riposo renderà la successiva stesura ancor più facile.

Ripieno

750 gr di mele renette
30 gr di uva sultanina precedentemente ammollata
20 gr di pinoli
50 gr di albicocche secche
25 gr di noci sgusciate e spezzettate
60 gr di pangrattato
35 gr di zucchero
100 gr di confettura di albicocche
100 gr di burro fuso
50 gr di rhum
175 gr di Pan di Spagna sbriciolato
Cannella e zeste di limone

Sbucciate e tagliate le mele nei fatidici 4 spicchi.
Man mano che le tagliate, mettelele a bagno nell'acqua, così non si anneriranno e contemporaneamente si ammorbidiranno, evitando di bucarvi la pasta che poi dovrete stendere sottilissima.

Lasciatele in acqua al massimo mezz'ora.

Poi tagliate gli spicchi in piccole fettine (il taglio deve avvenire in modo da ottenere tanti piccoli trapezi, capito come?) e sistematele in una ciotola capiente.
Aggiungete poi  lo zucchero, la confettura, i pinoli, le noci e mescolate.

Quindi il pan di spagna sbriciolato (servirà in cottura ad assobire il suco delle mele), la cannella, il burro fuso e mescolate ancora.

Infine unite uvetta, albicocche tagliuzzate a dadini, rhum e zeste di limone.

Coprite il tutto sempre con della pellicola trasparente che dovrà aderire al composto e mettete in frigo per qualche ora, al massimo 24.

Assemblaggio:

Questa è la parte critica di tutto il procedimento, in quanto dovrete stendere l'impasto sottilissimo facendo attenzione che non si rompa.

Per fa ciò predisponetevi uno strofinaccio steso e con della farina sopra e sistematevi l'impasto. Lavorate sempre l'impasto sopra lo strofinaccio.
Altra spolverata di farina sopra l'impasto e piano piano iniziate a stendere col mattarello. La forma finale dovrà essere rettangolare, quindi cercate di impostare subito tale forma. Girate più volte l'impasto e, all'occorrenza, spolverate sopra altra farina.

A questo punto viene il bello.

La stesura dell'impasto va continuata a mano, prendendo l'impasto da sotto, con il dorso della mano e iniziando a tirare delicatamente, in modo da ottenere uno strato sempre più sottile, quasi trasparente.

Per questo viene consigliato l'uso una farina forte, in modo tale che l'impasto risulti elastico a sufficienza per effettuare tale operazione senza rischio di rottura.

Una volta steso l'impasto, rifilatelo se necessario per dargli la forma di rettangolo.

Spolveratevi sopra il pangrattato e spargetevi il composto, facendo attenzione a lasciare almeno 3 cm su 3 lati e 5 cm su uno dei lati lunghi, dove spennellerete un po' di uovo sbattuto; su questo lato dovrà terminare l'arrotolamento.

A questo punto piegate l'impasto su se stesso lungo i lati corti in modo da rinforzare il bordo e iniziate ad arrotolare il tutto dal lato lungo, aiutandovi con lo strofinaccio.

Chiudete lo strudel così formato e adagiatelo in una teglia coperta da carta da forno, facendo attenzione a sistemare la chiusura in basso (altrimenti in cottura vi si apre come una cozza!!!).

Spennellate con un uovo sbattuto e sporverateci sopra zucchero e cannella mischiati.

Forno a 180° per 45 minuti, o fino a doratura completa.

Ecco, adesso vi confesso una cosa....ci ho messo più a scrivere il procedimento che a fare lo strudel...quindi, se avete letto fin qui, il più è fatto, davvero!!!

Andate subito a prepararlo e .... ecco la fetta per voi!!!!


(Fare click sulla foto per ingrandirla)
Come dice lo stesso Montersino, non è un dolce bello a vedersi, ma è molto buono!

Adesso, visto che ho scritto molto, vi lascio con qualche scatto primaverile:

(Fare click sulla foto per ingrandirla)



(Fare click sulla foto per ingrandirla)


(Fare click sulla foto per ingrandirla)

Ciao e alla Prossima

Lo Ziopiero

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