venerdì 30 marzo 2012

Scatti 19 - Fotografia Macro

Buongiorno a tutti.

E' da tanto che non pubblico un post dedicato esclusivamente alla fotografia; come avrete certamente notato ultimamente ho preferito inserire una o più foto alla fine di un post prettamente culinario piuttosto che farne uno apposito, ma dopo alcuni scatti di domenica scorsa ho pensato fosse più giusto condividere con voi queste piccole, minuscole meraviglie della natura.

So già che alcune di voi proveranno forse ribrezzo davanti a questi insetti, ma invito tutti a non farsi vincere dalla entomofobia e cercare di apprezzare quello che spesso ad occhio nudo non riusciamo né a vedere né a inquadrare.


Vi dico subito che per fare questo tipo di foto occorre necessariamente un buon obiettivo macro, quelle lenti cioè che montate sulla vostra reflex vi permettono di scattare da vicino, anche a pochissimi centimetri; poi, oltre che un minimo di tecnica, ci vuole pazienza, molta, anche perché questi soggetti si muovono ad una velocità impressionante (pensate solo cosa significhi questo per la corretta messa a fuoco) e inoltre hanno molta paura, molta di più di quella che abbiamo noi nei loro confronti!!!!
Quindi scappano subito, al nostro minimo movimento!

Ma lasciam perdere le parole per far parlare i fatti, anzi le foto!
E mi raccomando, ingranditele tutte, eh? :))


Inizierei da questa, della serie ti vedo ma tu non mi vedi, perché mi son nascosto bene dietro i petali...:

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Ti guardo con fare minaccioso, con le antenne che sembran corna, pronto a caricarti con tutta la mia forza, se necessario!!!

In realtà la grandezza di quest'insetto non supera i due cm.

Guardatelo qui sotto, in tutta la sua...altezza e confrontatelo con i petali del fiore!!!!
(Fate click sulla foto per ingrandirla)

Il tempo di prender fiato, ed ecco che mi inizia a girar intorno una mosca...zzzz zzzz zzzz

Penso tra me e me...aspetta che ti posi un attimo che fulmino!
Ed infatti:

(Fate click sulla foto per ingrandirla)
E' bastata una frazione di secondo e zac! Anzi Click!
Se avete un buon monitor, ingrandendo la foto potete vedere i particolari dell'occhio ben retinato.
Io ci vedo riflessa anche la fiestra di casa mia...la vedete?
Potenza del macro....

Nel pomeriggio sono uscito per andare in un giardino, dove facevano bella mostra questi splendidi fiori viola. Oltre che splendidi dovevano essere anche ricchi, visto l'accanimento con cui questa ape (è un'ape?) ci si è fiondata dentro per succhiarne tutto il nettare.

(Fate click sulla foto per ingrandirla)
Guardate quella zampetta...sembra che spinga sul petalo come un neonato fa sul seno materno

(Fate click sulla foto per ingrandirla)
e guardate poi come affonda dentro la sua testolina...

(Fate click sulla foto per ingrandirla)
Notevole, eh?


Infine vi lascio con questa chicca:

(Fate click sulla foto per ingrandirla)
Questa foto va osservata per bene: guardate che sorta di "proboscide" tiene quest'insetto (a proposito, sapete dirmi il nome?).
Osservate la meticolosa precisione e il perfetto equilibrio in aria.
Ho dovuto scattare con dei tempi infinitesimali, cercando di "bloccare" anche il battito delle ali, cosa riuscita solo parzialmente. Credo che in un secondo le sbatta più di mille volte. Impressionante!

Bene. Piaciute le foto? Spero proprio di si.


Ciao e alla Prossima

Lo Ziopiero



mercoledì 28 marzo 2012

'O famo strano? - Pancarré Tang Zhong


A volte ci sono parole o frasi che vengono buttate là, così, quasi per gioco, come a riempire uno spazio vuoto, un silenzio...e poi diventano improvvisamente un intercalare comune, a volte addirittura un must.

Vi ricordate l'epoca del "cioé", seguita dall'altrettanto antipatico "Diciamo"?
E il periodo del "piuttosto che", usato sempre fuori luogo?

Oggi si usa molto "Fammi dire", ci avete fatto caso? Pare faccia molto fighetti!

Molti di questi intercalari, poi, derivano dalla pubblicità; chi non si ricorda il tormentone:
"E' nuovo?" "No, lavato con Perlana!",
oppure l'ancor più vecchio ma intramontabile:
"E mo, e mo? Moplén",
pronunciato da sotto i baffetti di Gino Bramieri?


Noi romani, poi, siamo cresciuti a suon di frasi di due attori che hanno segnato i nostri dialoghi in maniera indelebile!

Quante volte, seduti affamati davanti ad un piatto di pasta, abbiamo pronunciato l'intramontabile:
"Maccheroni! Tu m'hai provocato, io te distruggo, vero"
o, trovandoci davanti ad uno "spaccone", abbiamo pensato:
"America', facce Tarzan!"

Grande Sordi, ma grande pure Verdone, con il suo
"Ma che? Da'ero?".

Credo non ci sia romano che almeno una volta al giorno non usi una delle loro frasi più celebri, vero Araba? Giusto Jajo? :))

E voi? Ve ne ricordate qualcuna?
(la domanda è rivolta ai non romani, ovviamente! I romani le conoscon tutte a memoria!)

Così oggi, scrivendo questo post, m'è immediatamente venuta in mente la fatidica:
 'O famo strano!!!
pronunciata a turno dalla coppia Gerini-Verdone.

Cosa??? Aahahaha!!! Ma che avete capito??? Non voglio mica lanciarvi con una decapottabile a 220 km/h sull'autostrada per poi farvi immortalare il sedere dall'autovelox*!!! :D :D :D


Volevo invece proporvi un modo diverso di fare il pane o gli impasti in generale.

La prima volta lo lessi qui, da Briossa e, conoscendo le sue capacità con i lievitati, mi attirò parecchio.

Poi fu la volta di Martina e infine di Stefania.

A questo punto dovevo provare pure io questo metodo Tang Zhong, molto usato dagli orientali.

Di per se è molto semplice e non richiede particolari doti per impastare diverse da quelle per un pane diciamo tradizionale.

Quello che invece mi ha colpito è il risultato finale.

Un pane che rimane morbido per diversi giorni (provato almeno fino a 5!!!), a patto di coprirlo con un panno.

E poi, oltre che morbido, è anche particolarmente gustoso.

Ecco le dosi e procedimento, presi direttamente dai vari blog sopra citati.

Di mio ho ridotto solo le dosi di lievito, ne basta la metà di quanto indicato nelle varie ricette, e mischiato due farine: troppa manitoba per un pancarré non è necessaria ;)

Tang Zhong:
125 g. di acqua
25 g. di farina

Impasto:
240 gr di farina manitoba
240 gr farina 00 o anche 0
120 ml. di latte
130 ml. di acqua
40 ml. di olio
20 gr. di zucchero
6 gr, di lievito di birra fresco
8 gr. di sale
Il Tang Zhong


Mettete i 25 gr di farina in un pentolino ed aggiungere un pò per volta l'acqua mescolando bene. Mettete sul fuoco e continuate a girare per circa due minuti e mezzo, cioè fino a quando l'impasto avrà raggiunto i 65°. Si capisce facilmente perchè il composto diventa gelatinoso. Spegnere, mettere in una ciotolina e coprire con la pellicola per alimenti punzecchiandola con uno stecchino. Lasciar raffreddare. Si può conservare per tre giorni in frigo, non oltre.
Sciogliere il lievito nell'acqua, aggiungere il latte e tutti gli altri ingredienti tranne l'olio e il Tang Zhong.
Impastate per bene e poi aggiungete il Tang Zhong, continuando ad impastare fino ad ottenere un prodotto liscio ed elastico.
Aggiungete ora l'olio a filo, continuando sempre ad impastare fino ad incordatura.

Fate lievitare fino al raddoppio e poi formate come il pancarré, mettendo poi l'impasto in uno stampo da plumecake.

Nella seconda lievitazione deve circa triplicare, e poi forno a 220 gradi per 10 minuti, quindi portate la temperatura a 180 e lasciate fino a doratura.


Ecco poi come appare una volta tagliato:

(fai click sulla foto per ingrandirla)
Ottimo per accompagnarci qualsiasi cosa, dallo stracchino alla marmellata, zuppetta nel sugo o semplice senza nulla. Vi incanterà, ve lo assicuro!

*Piesse: la scena dell'autostrada la trovate qui, al minuto 8:10 circa ma se avete tempo guardatevi tutto il pezzo)

...  ...  ...  ...  ...

Veniamo ora alle foto del giorno.

Tempo fa sono andato in un posto molto caro a noi romani, dove si gode di un panorama particolare, visibile solo a testa in su!

Come a testa in su? Allora sono stelle!!!

NO! Sono aerei, che ti passano a pochi metri dalla testa, proprio così:


(fai click sulla foto per ingrandirla)
Certo per fotografarli devi aver pazienza....

(fai click sulla foto per ingrandirla)
...e trovare anche il momento giusto. Visto che quando passano sono ancora velocissimi!!!!

(fai click sulla foto per ingrandirla)
Volendo potete anche mettervi lungo la strada che corre parallela alla pista, ma ormai si era fatto tardi e la luce iniziava ad esser scarsa...Sono riuscito a fare solo questa:

(fai click sulla foto per ingrandirla)

Altro piesse: Araba, giusto per rimanere in tema di citazioni, non ti chiedo il titolo del film, neanche il nome dell'attore protagonista o il titolo della canzone di coda, e nemmeno il nome della via da dove si possono vedere gli atterraggi... Lo so che sai tutto...

Ti chiedo direttamente il nome delle due comparse che ballano insieme a Verdone e la targa della macchina gialla!!! :)))

Ti voglio dare un aiutino, va...


Ciao e alla Prossima

Lo Ziopiero

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lunedì 26 marzo 2012

Tortini di Mele e Mandorle by Montersino

Ve lo dico subito: nella ricetta originale le mandorle non erano previste, ma io ce le avevo e le ho volute aggiungere ;)


Dopo il contest vinto, il budino cioccolata e panna, i cestini di meringhe al caffé...e tanti altri dolci ancora ecco a voi un altra piccola delizia del mio pasticcere preferito ;)

Che dite? Sono malato irrecuperabile di Montersinite?

Ma no, dai!! :)))

La realtà è che quando si hanno 5 libri e una serie di dvd con una ricetta più invitante dell'altra, alla fine si cade sempre in tentazione.

E poi diciamocelo: Montersino non solo è bravo, ma è bravo anche a spiegare, rendendo semplici anche le lavorazioni più difficili.

Certo occorre passione, tempo e dedizione, ma poi alla fine si è altamente ricompensati.

Oggi vi propongo dei tortini semplici semplici, che potranno deliziare le vostre colazioni (ma anche le merende, i pranzi, le cene...!!!!)

(Fare click sulla foto per ingrandirla)
Ingredienti

250 gr di burro (io ne ho messi 200)
200 gr di zucchero a velo (mi raccomando a velo!)
80 gr di tuorli
160 gr di albumi
250 gr di farina 00
7 gr di lievito per torte salate
15 gr di rhum
scorza di limone grattugiata
semi di vaniglia
250 gr di mele
(io ho aggiunto due pizzichi di sale)
Mandorle a lamelle (altra mia aggiunta)

Montate il burro con lo zucchero, unite poi il tuorli e il rhum.
In una ciotola a parte sistemate il resto degli ingredienti tranne gli albumi, che andranno montati a neve ferma.
Iniziate a inglobare all'altro composto cremoso parte degli albumi montati, aggiungendo poi parte delle polveri, alternado in modo da non smontare il composto.

Li ho cotti negli stampi al silicone, a 190° per 23 minuti. Montersino suggerisce per 12 minuti a 190°, voi per sicurezza ficcateci dentro uno stecchino per controllare ;)


Oggi vi saluto con una foto, stavo quasi perdendo l'abitudine.

Un piccolo gabbianno, immortalato in un gesto quasi vezzoso, con quella zampettina a mezz'aria... Forse era una femmina? Chissà...Voi che dite?
Ingranditela, mi raccomando!!!


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Ciao e alla Prossima

Lo Ziopiero

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giovedì 22 marzo 2012

Pizza con solo Farina di Farro


A Gabrie', ma che hai fatto a 'sta pizza. So' 'n po' de vorte che ha un sapore diverso, più intenso. Non capisco che mix di farine hai usato! Queste proprie non le riconosco!!!

A Pie', ma quale mix! Qui c'è sta solo 'na farina!!

Una sola? Ammazza e che d'è? Macina integrale impossibile, sarebbe quasi nera, Buratto manco, 'sto sapore è troppo intenso... A Gabrie', m'arendo!

A Pie', te stai a magna' solo farro! Te renni conto?

A Gabrie', ammazza quant'è bona! Te sei superato n'artra vorta!!!

..e così, se si è superato LUI, ho deciso che mi dovevo superare anche io!!!

...in fondo, è solo questione di cambiare la farina....

...e che farina!!!!

Blogger, non avete idea di quanto possa esser buono il farro (sempre se proveniente dal mulino giusto)!!!!

...E la pizza al farro non è stata da meno!!!


Seguendo lo stesso sistema utilizzato qui , ho impastato 400 gr di farina di farro con 360 gr di acqua (idratazione quindi al 90%), 3 gr di lievito di birra, un cucchiaio d'olio e 9 gr di sale.

Riposo in frigo per un giorno; impasto tolto 2 ore prima di stenderlo, solita teglia in ferro, forno al massimo e.....

(Fare click sulla foto per ingrandirla)


(Fare click sulla foto per ingrandirla)

Che ve ne pare? Volete sapere anche il condimento? Sono cipolle cotte in padella con acqua e olio, alle quali ho aggiunto, un attimo prima di spegnere, del tonno sottolio (mi raccomando, che sia di qualità, eh?)
Ho cotto la pizza bianca e quando mancavano un paio di minuti alla fine della cottura, ho messo sopra questo speciale intingolo...mmmmmmmmm

In ogni caso per i condimenti potete sbizzarrirvi.
Qui ho fatto un'immancabile pomodoro e mozzarella:


(Fare click sulla foto per ingrandirla)

(Fare click sulla foto per ingrandirla)

Ma anche stracchino e spinaci vi assicuro che è da sballo.

Mettete lo stracchino a cottura quasi ultimata, il tempo che si squagli e mettete sopra gli spinaci lessati. 60 secondi ancora di forno e poi voilà:

(Fare click sulla foto per ingrandirla)

Altra chicca che a me piace molto è pere e gorgonzola.
Ammorbidite nel micronde con un po' d'acqua (o sul fuoco in un padellino) le pere tagliate a fette sottili.
A cottura quasi ultimata della pizza bianca, mettete il gorgonzola e le pere. Un paio di minuti saranno sufficenti.

...vorrei tanto aver fatto una foto a una di queste fette, ma me le hanno letteralmente divorate mentre facevo le altre foto!!!

Vi basta per capire quanto possa esser buona?

Allora, che aspettate! Accattatevi il farro e vai di pizza!!!

Ciao e alla Prossima

Lo Ziopiero

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lunedì 19 marzo 2012

50 anni...sono arrivati! :)) - Festeggio con le Zeppole

Buongiorno a tutti!

Ve lo dico subito: di solito non amo festeggiare compleanni o ricorrenze, ma questa volta l'evento mi ha piuttosto coinvolto....sarà per la cifra tonda, sarà proprio per il fatto che non ho quasi mai festeggiato, sarà che i 40 anni li ho passati facendo finta di niente...ma oggi ve lo confesso: l'evento lo sento proprio.

E ve lo dovevo dire.

E ve lo ripeto:

SI! Oggi ne faccio 50 - cinquanta - cin-quan-ta - ciiin-quaaan-ta!!! 
Tondi Tondi.

Embe'? Ce lo dici così? Manco un discorsetto, una considerazione?

OK, OK!
Faccio subito una prima considerazione, rispondendo alla domanda di rito:  

come ci si sente?

BENE! Molto bene!
Fisicamente ancora non accuso evidenti cedimenti......anzi!
Con tutto lo sport che ho fatto e faccio tutt'ora mi sento sempre in perfetta forma!! ;)

Psicologicamente...un po' ci si pensa, lo ammetto. Soprattutto quando ti confronti con chi ha la metà dei tuoi anni e scopri che non conosce una marea di cose che tu hai vissuto in prima persona, come periodi storici o eventi particolari. E questo ti fa sentire improvvisamente "dall'altra parte della barricata" rispetto a prima, cioè a quando eri tu a sentire i racconti dei tuoi genitori, dei tuoi zii, dei tuoi nonni...
Ma questo lo vivo come sinonimo di "maturità" (ma si, chiamiamola così, va! :D :D :D )

Ma allora? dov'è la fregatura?

....dunque la fregatura ve la dico subito. Cioè... ce l'ho qui, proprio sulla punta della lingua...aspettate un momento. No, l'avevo scritta su un fogliettino...dov'è che l'ho messo?

Managgia alla memoria.. AH, SI!! Ecco cos'era la fregatura!!! La memoria!!!

Ammappelo come ti viene a mancare!!!!

Incredibile!!!

All'inizio non ci fai caso.
Credi di ricordare, anzi ne sei convinto, ma poi, inevitabilmente, ti rendi conto che perdi i pezzi per strada, quei link che uniscono un episodio all'altro o che immediatamente ti forniscono la risposta alla domanda.

Poi ti ricordi di tua mamma o di tua nonna alle quali davi sempre delle rimbambite perché non si ricordavano cose per te immediate...e ora, invece, capisci e ti rimporoveri pure dei tuoi pensieri!!!!

Aho, è incredibile!!! Mi dimentico quasi tutto! Pure le cose da fare!!! :D :D :D

Per ricordarmene devo fare sforzi incredibili, concentrarmi al massimo, bruciare neuroni preziosissimi!!!

Per fortuna che la tecnologia ci viene ormai in aiuto: santo telefonino con i promemoria!
Ormai mi segno pure se devo andare a far la spesa o se devo prendere mia figlia a scuola!

Solo che  ormai è un continuo squillare, vibrare, suonare, cantare!!!
Fai questo, fai quell'altro, compleanno di tizio, appuntamento con caio, chiama sempronio...

Oddio, se vedo le cose di cui mi devo ricordare, capisco pure come mai alcune me le dimentico: so tante, troppe!!!

...forse bisognerebbe iniziare a limitarsi...???  :)))

... ... ...

Bene! Per questo week end avevo da tempo segnato in agenda una sola parola: ZEPPOLE!

(Fai click sulla foto per ingrandirla)


Sono nato il giorno di San Giuseppe.
Quand'ero piccolo neanche andavo a scuola perché era festa nazionale e festeggiavo con le zeppole comprate (fritte male) e cariche di crema (praticamente finta)

Adesso che qualcosina in cucina mi viene bene e che riesco a friggere con una certa disinvoltura, le zeppole me le posso fare io!!!

Ma con quale ricetta? E quale metodo...?

Bene, vi svelo direttamente la ricetta che faceva mia nonna e che mia zia si è trascritta fedelmente:

300 gr acqua
110 gr  burro
270 gr farina 0
6-7 uova 
40 gr di zucchero
Mezzo bicchiere di latte
un pizzico di sale
zeste di limone

La tecnica è quella della pasta per bigné.

In una pentolino versate l'acqua con il burro a pezzetti, il sale e lo zucchero; il burro deve sciogliersi senza che l'acqua inizi a bollire prima (altrimenti evaporando cambia di peso e fa saltare le proporzioni); se vedete che l'acqua inizia a bollire, togliete il pentolino dal fuoco per qualche secondo.

Una volta che il burro si è sciolto, portate ad ebollizione e versateci la farina setacciata in un solo colpo; girate velocemente col cucchiaio di legno fino a quando il tutto si è bello amalgamato e quindi asciugato.
E' importante far asciugare bene la pasta, in modo che possa assorbire tutte le uova senza diventare troppo molle.

Se avete la planetaria versateci questo impasto e usate il gancio a foglia, altirmenti proseguite a mano.

Versate il latte nell'impasto per stemperare un pochetto e poi aggiungete un uovo alla volta, continuando a lavorare col cucchiaio di legno o in planetaria. Alla fine della lavorazione la pasta deve risultare omogenea e bella compatta, di una consistenza un po' più densa di una crema pasticcera.


A questo punto avete 3 possibilità:

  1. Li formate e li friggete. 
  2. Li fate al forno
  3. Li fate un po' al forno e poi li friggete.
Il metodo 3 è quello migliore ;)

In ogni caso mettete l'impasto nella sac a poche con bocchetta rigata grande, formate degli anelli facendo un solo giro. Se pensate di friggerle direttamente, fate questa operazione sulla carta da forno, che poi ritaglierete attorno alla zeppola; per il procedimento 2 e 3 formerete le zeppole su una teglia SENZA carta da forno, ma solo leggermente imburrata.

La frittura va fatta a fuoco moderato, altrimenti le zeppole tenderanno a spaccarsi gonfiandosi.  Le zeppole andranno immerse nell'olio con tutta la carta da forno che si staccherà da sola dopo alcuni secondi. A quel punto la togliete dalla pentola di frittura.

Nel caso vogliate farle al forno, 20-25 minuti (o comuqneu fino a doratura) a 190° non ventilato.

Se fate il metodo 3, allora sono sufficienti 10 minuti di forno. Questo sistema permette di friggere il bigné dopo che si è formata una crosticina protettiva intorno.
Badate bene: quando toglierete i bigné questi non saranno gonfi, ma si gonfieranno in cottura, che deve essere lenta a a temperatura moderata.

Una volta cotti i bigné, spolverateli con dello zucchero a velo.
Per evitare che questo venga rapidamente assobito dai bigné, potete frullarlo con del burro di cacao (non quello delle labbra, eh?!!) ottendendo il cosiddetto Effetto Bucaneve!

Dopo 8 ore starà ancora lì, come se lo aveste appena messo.

Per farcirle...be', che velo dico a fare?? CREMA e AMARENE!!!

(Mi racconamdno: non perdetevi il filmato di come fare la Crema Pasticcera!!!)


Qui un particolare dei bigne appena usciti dal forno (metodo 2)

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Qui la foto dell'interno:


(Fai click sulla foto per ingrandirla)

Allora? Che dite? Mi son trattato bene per il mio compleanno?

Ciao e alla Prossima

Lo Ziopiero

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Post Post, cioè scritto dopo la pubblicazione del post

Oggi il più bel regalo me lo avete fatto voi, amici lettori, con i commenti e.... con un festeggiamento particolare anche sui vostri blog:

Nanni
Araba
Gaia
Stefania
Gambetto
Gaia Celiaca
Lia
Elenuccia
Marinora
Anna Maria


Non so quanti altri post siano stati da voi pubblicati, man mano che li leggo li aggiungo e mi scuso se momentaneamente manca qualcuno.

Bacioni a tutti e GRAZIE, di cuore






giovedì 15 marzo 2012

Timballo di Anelletti farcito con zucchine

Questo post sa di Sicilia.
Voi tutti sapete quanto ami questa terra e i loro abitanti, radiosi e ospitali come pochi.

Così oggi ho volulto fare un piatto molto siculo, almeno in alcune sue componenti.

Premessa:
Chi non dovesse conoscere gli anelletti è pregato di andarli subito a comprare!!!

Per me sono un formato di pasta straodinario. Si prestano a qualsiasi tipo di condimento e risultano particolarmente piacevoli da masticare.

Vi dico subito che non è facile trovarli fuori dall'isola. Non sono un formato molto diffuso, anche se qualche nota marca ha provato a produrli.

Fino a qualche tempo fa me li facevo spedire o ne facevo una scorta quando andavo giù, adesso devo dire che ho trovato un negozietto (siciliano, guarda caso) che li vende e della marca "giusta"!

Piccolo suggerimento: comprate quelli trafilati al bronzo, fanno la vera differenza e se potete, evitate la "nota marca" ;)

Veniamo a noi.

Per prima cosa va preparato il ragù.
Qui si rischia di accendere una miccia, e pure corta!

Non esiste una ricetta per il ragù, ma 10, 100, 1000! Forse di più

Anche io non lo faccio mai alla stessa maniera, pur attenendomi ad alcune regole "basilari" quali, ad esempio, i lunghi tenmpi di cottura.

Per questo anelletti l'ho fatto così, semplice semplice:

Occorrente:
Macinato di manzo e maiale
Carota, sedano, cipolla.
Estratto di pomodoro
Salsa di pomodoro
Olio, sale, chiodi di garofano.
Tempo...

Fate il solito battuto con carota, sedano e cipolla e soffriggetelo.
A parte scottate il macinato e unitelo al battuto affinché i sapori si amalghino per bene e la carne inizi a scottarsi.
Se avete una pentola di coccio fate il ragù la dentro ;)
Aggiungete poi l'estratto di pomodoro. Se non avete questo, sarete costretti a comprarlo...
Idem per la salsa, che io aggiungo 5 minuti dopo aver messo l'estratto.
Le quantità le lascio decidere a voi, ma per 400 gr di macinato non andate troppo oltre un litro di salsa.
Mettete poi i chiodi di garofano e portate la fiamma al minimo, coprendo la pentola ma non del tutto.

Lasciate andare per qualche ora, 5 almeno.

Il sugo deve risultare bello denso.

A questo punto avete il vostro bel ragù.

Per questo piatto ci ho aggiunto della besciamella.
Fatela come sapete farla voi, andrà sicuramente bene.
Le dosi che uso io sono 50 gr di burro, 50 gr di farina e mezzo litro di latte, oltre ad un pizzico di sale e a della noce moscata grattugiata, se vi piace.

Unite gli anelletti cotti molto al dente, quasi duri!

Come ulteriore condimento di questo piatto ho grattugiato abbondante ragusano stagionato; se non lo doveste trovare potete sostituirlo con del parmigiano regiano (ma non è la stessa cosa!!!).

A parte ho grigliato delle zucchine tagliate a fette sottili e le ho sistemate in uno stampo da ciambellone, precedentemente imburrato e ricoperto di pangrattato leggermente tostato ;)

Forno per 30 minuti, poi capovolgete lo stampo; il timballo scenderà nel piatto come per incanto!

(Fare click sulla foto per ingrandirla)

Sull'uso delle zucchine: probabilmente molti di voi dissentiranno, in quanto per essere proprio siculo questo piatto andrebbe fatto con le melenzane fritte!

Ecco, si da il caso che io sia allergico alle melanzane, mannaggia alle allergie, ma questo piatto lo volevo fare comunque, per cui ho optato per le zucchine grigliate e devo dire ci stanno proprio bene.

Ne volete una fetta?

(Fare click sulla foto per ingrandirla)
..se poi vi volete risparmiare il tempo di grigliatura di una gran quantità di zucchine (ne occorrono tante, ed è la parte più lunga di tutto il procedimento), potete sempre grigliarne una striscia a porzione, "coppare" gli anelletti e decorarli così:

(Fare click sulla foto per ingrandirla)
Piaciute? A me tantissimo!!!  SLURP!!!

Ciao e alla Prossima

Lo Ziopiero

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lunedì 12 marzo 2012

Tonnarelli Cacio e Pepe

Ziopiero, 
la Nostra Simonetta è anche responsabile del canale cucina di Donne sul Web che nelle prossime settimane dedicherà uno speciale in due puntate alle paste della tradizione regionale.
Il portale ha selezionato fra tutti i blogger di Gente del Fud un rappresentante di ogni regione per l’invio di una ricetta tradizionale della propria regione. Sei stato presceleto! 

Firmato:
Gente del Fud

A parte il fatto che prima di capire che Simonetta era la mia Gluty ci ho messo quasi un minuto!
Ma come, una dall'altra parte del mondo a gestire un canale cucina di un portale tutto italiano?
...e già, perché no? In fondo mica uno per pubblicare o lavorare ti deve per forza guardare in faccia o toccarti col gomito, no?
Il bello di Internet è anche questo.

Quindi, passato il minuto, ho subito gettato il cuore oltre l'ostacolo:

Ticke-Tacke Ticke-Tacke Ticke-Tacke:
"Quando Gluty chiama, Ziopiero risponde!"
 Invio! Zac, anzi Ticke!

...e mo che je faccio...?

Sapete? L'ispirazione mi è venuta immediatamente, e non ho cambiato idea, anzi!
Sono andato subito in cucina e ho realizzato! Vero Gluty? Quanto è passato dalla mia risposta all'invio della prima foto?

I tonnarelli Cacio e Pepe fanno parte della tradizione romana e ancora oggi molti ristoratori della vecchia generazione, distribuiti tra i locali storici di Trastevere, Testaccio e Garbatella, continuano ad offrire orgogliosi questo piatto, incuranti delle critiche che lo continuano a considerare un piatto povero.

Come vedrete è un piatto la cui realizzazione è di una facilità disarmante, a patto però di osservare alcune semplicissime accortezze.

Qui ve lo propongo in ben 4, dico 4, versioni:

Ingredienti per persona:
100 gr di tonnarelli freschi
50 gr di pecorino romano grattugiato fine
Pepe

Mai ricetta fu così povera e così ricca contemporaneamente.
Mettete l'acqua a bollire: NON salatela, mi raccomando! (prima accortezza)
Nel frattempo in un ciotolone mettete il pecorino
Calate i tonnarelli e dopo un minuto prelevate dalla pentola qualche cucchiaio d'acqua, ricca di amido.
Iniziate a mescolarla col pecorino. Attenzione, deve venire una cremina priva di grumi, né troppo densa né troppo liquida. Quindi mettete un cucchiaio per volta e regolatevi di conseguenza. (seconda accortezza).

Scolate i tonnarelli molto al dente e iniziate a mantecare nel ciotolone (non in padella!).
Mescolate per bene ed eventualmente riservatevi di aggiungere altra acqua della pasta.

Impiattate e grattatevi del pepe nero.

(Fare click sulla foto per ingrandirla)
E' un piatto difficile da sbagliare, anche se mi è capitato di mangiarne di pessimi, ahimé...

Questa era la versione più classica.

Per Gluty e per tutti Voi ho provato una presentazione più pittoresca:

(Fare click sulla foto per ingrandirla)
(Fare click sulla foto per ingrandirla)
Che ne dite? Si presenta meglio nella cialda di pecorino?

Per farla procedete così:

Distribuite il pecorino grattugiato grossolanamente su della carta da forno.
Se avete il micronde potete far sciogliere il formaggio lì dentro, altrimenti su una piastra liscia, meglio se antiaderente.

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Quando il formaggio sarà quasi fuso, rigiratelo su una ciotola di vetro e lasciate solidificare un paio di minuti.
(Fare click sulla foto per ingrandirla)
Fatto!!!
La cialda puo' essere preparata anche con qualche ora di anticipo.

Veniamo adesso ad una preparazione più "rustica".

Qui vi consiglio di utilizzare 40 gr di pecorino per ogni porzine.
Una volta scolata la pasta, mettetela nel piatto e ricopritela di pecorino e pepe e mascoltela energicamente con due forchette. Altra spolveratina di pecorino e abbondante pepe. 

(Fare click sulla foto per ingrandirla)
A me così piace da morire, sento proprio tutta la semplicità del piatto ma anche tutta la sua bontà!

Per ultimo vi descrivo questo sistema, inventato dalla Chef romano Antonello Colonna.
Una vera prova di abilità per la quale vi consiglio di usare i bucatini al posto dei tonnarelli.

Fate bollire l’acqua, sempre non salata.
Dopo pochi secondi che avrete versato i bucatini, con un mestolo togliete quasi tutta l’acqua dalla pentola e mettetela in un secondo pentolino, che terrete su un fornello acceso vicino alla prima pentola.

A questo punto viene il bello: da qui in poi la preparazione sarà una prova di abilità per mantecare i bucatini, come fareste con un risotto.
Dovrete girare in continuazione la pasta, unendo via via l’acqua necessaria, prendendola dal secondo pentolino, stando attenti a non versarne troppa, ma neanche poca!

Quando i bucatini risulteranno belli al dente, iniziate ad aggiungere, sempre girando per amalgamare, il pecorino grattugiato e una prima generosa dose di pepe.
Attenzione, il pecorino NON si deve fondere, ma sciogliersi nella poca acqua a disposizione, fino a formare la solita cremina!
Una volta amalgamato tutto il pecorino, impiattate e aggiungete altro pepe.


Buon Appetito!!!

:)))



Ciao e alla Prossima

Lo Ziopiero

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giovedì 8 marzo 2012

Cestini di Meringa al Caffé by Montersino

Chi di voi non ha qualche albume in frigo? Ecco, è giunto il momento di utilizzarlo!

L'ispirazione, manco a farlo apposta, è arrivata del mio pasticcere preferito

Effettivamente sarò anche un po' di parte, ma alla fine lo devo ammettere: nei dolci, quelli cremosi, Montersino non si batte!!!

Vi ricordate l'ultimo che ho pubblicato? E quello del contest?

Oggi vi propongo questo cestino di meringa al caffé:

(Fare click sulla foto per ingrandirla)
Facile e di grande soddisfazione!!!

E' formato praticamente da 4 componenti:
  1. Meringhe (al caffé)
  2. Ganache al cioccolato (non si vede, ma c'è!!!)
  3. Panna alla vaniglia
  4. Sfoglie di cioccolato (l'aspetto più divertente)
Siete pronti?

Partiamo!!!

Ingredienti meringhe al caffé (circa 30 pezzi)
200 gr albumi
200 gr zucchero semolato
10 gr caffé solubile
200 gr zucchero a velo
5 gr caffé in polvere

Montate le meringhe con lo zucchero semolato e il caffé solubile.
Inglobare poi lo zucchero a velo e la polvere di caffé.
Formate dei piccoli cestini e cuocete  a 100° per circa due ore; lasciate poi freddare in forno.

Se avete dei dubbi sull'esecuzione, andatevi a rivedere questo filmato, in cui faccio delle semplici meringhe bianche.


Riempiamo i cestini con la ganache al cioccolato
Ingredienti
500 gr di panna
400 gr di cioccolato fondente (decidete voi che percentuale, io 70%)
5 gr di caffé solubile

Fate bollire la panna e il caffé solubile, scioglieteci poi  il cioccolato tagliato a piccoli pezzetti e mescolate per bene fino ad ottenere una crema liscia. Lasciate freddare e poi riempite i cestini.

Per le cialde al cioccolato, che consiglio di preparare prima, occorrono:
200 gr di cioccolato fondente
50 gr di cioccolato bianco
3 gr di oro alimentare
5 gr di alcool a 95°
e un foglio di acetato.

Cominciate con lo sciogliere l'oro in polvere con l'alcool e spruzzate delle gocce sull'acetato.
Temperate il cioccolato bianco e con un conetto di carta fate delle striscioline (sempre sull'acetato).
Una volta che il cioccolato si è solidificato, versateci sopra il cioccolato fondente temperato, spatolando per bene fino ad arrivare ad un o strato sottilissimo. Quando inizia a solidificarsi, fate delle incisioni in modo da ottenere la forma desiderata. Coprite con dell'altro acetato, lasciate indurire, meglio se con un peso sopra. A cristallizzazione effettuata togliete i due fogli di acetato e staccate le sfoglie lungo le incisioni.

Per la finitura
500 gr di panna
100 gr di zucchero semolato
semi di vaniglia

Sopra i cestini riempiti con la ganache facciamoci un bel ciuffetto di panna e quindi decoriamo con le sfoglie di cioccolato:

(Fare click sulla foto per ingrandirla)


Questa era la ricetta originale. Niente male, per carità, ma se posso permetermi un suggerimento, al posto della ganache al cioccolato, metteteci questo budino al cioccolato, da ricetta sempre di Montersino. Da buoni, questi cestini diventeranno da SVENIMENTO!!!!


....e veniamo alle foto del giorno.

Oggi vorrei offrirvi dei fiori, belli, colorati, vivi.

(Fare click sulla foto per ingrandirla)


(Fare click sulla foto per ingrandirla)

A proposito, lo sapevate che nel linguaggio segreto dei fiori il tulipano rappresenta la dichiarazione d'amore?

Ciao e alla Prossima

Lo Ziopiero

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lunedì 5 marzo 2012

Tartufi al Caffé

Adoro gli avanzi....mi ispirano, come accaduto in questa occasione  o in quest'altra.

Questa volta, poi, mi è avanzato qualcosa di speciale: un ripieno di cioccolatini!!!

Disceeeee... ma come fa ad avanzarti il ripieno dei cioccolatini?!?!?!

...be'...succede!

Dopo tanti assaggi ed esperimenti posso affermare che i miei cioccolatini preferiti sono quelli con l'interno al caffé e gianduia.


In realtà la ricetta completa non l'ho mai pubblicata, anche se i cioccolatini li ho fotografati qui (ovviamente sono quelli sulla destra).

Le dosi di questo ripieno le ho apprese al primo Corso del Nanni, mio maestro cioccolataio, sostituendo però al cioccolato al latte il gianduia, appunto.

Farlo è una semplicità estrema:

180 gr di cioccolato gianduia
60 gr di panna da montare
2 cucchiaini colmi di caffé solubile.

Cacao per "tartufare" !!!


Portate quasi ad ebollizione la panna e versateci dentro il gianduia sbriciolato e il caffé.
Mescolate con una spatolina fino ad otttenere un composto omogeneo e senza grumi.
Fate solidificare in frigo (un paio d'ore)

Formate poi delle palline e riponete di nuovo in frigo per almeno un ora.

Tuffate quindi le palline nel cacao, mettetle in un colino a maglie strette, liberandole così dal cacao in eccesso.

Fatto!!!


(Fate click sulla foto per ingrandirla)

Mangiateli!

Veniamo ora alla foto del giorno, anzi le foto!

Visto che i tartufi e lo sfondo sono belli neri...ho pensato di abbinarci una foto con qualcosa di molto chiaro, magari con l'aggiunta di un elemento colorato, il cosiddetto "elemento di rottura"

(Fate click sulla foto per ingrandirla)

(Fate click sulla foto per ingrandirla)
(Fate click sulla foto per ingrandirla)
Non so perché, ma quando ho pensato a questa serie di scatti mi immaginavo qualcosa di molto hot...alla prima piccola chiazza rossa, netta, vicino ad un bicchiere di cristallo... alle prime gocce che cadevano, prima poche e piccole, poi un po' più consistenti, fino ad espandere la chiazza, prepotentemente...ci sono pure le bollicine...

Che dite? Vi piace l'idea?

Ciao e alla Prossima

Lo Ziopiero

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giovedì 1 marzo 2012

Raggi di Sole e Il Mondo di Laura

Ve lo dico subito: questi biscotti nascono per sfida.

Qualcuno un giorno mi fa:

Zipie', devi provare 'sti biscotti e poi me li devi rifare uguali uguali!

Caspiterina! Lo sai si che a me queste sfide piacciono! Ma 'sti biscotti, come sono? Io mi fido poco di quello che vendono i negozianti di Roma...

Zipie', fìdati. 'Sti biscotti secondo me so boni, anzi, sai che facciamo? Li andiamo a mangiare insieme! Pero' poi tu me li rifai uguali uguali!

OK, affare fatto.

E così un pomeriggio di quest'inverno ecco che, non privo del mio solito scetticismo, entrio ne Il Mondo di Laura.

Il negozietto si presenta bene (primo punto a suo favore).
Davanti ai miei occhi c'erano diversi tipi di biscotti da un aspetto sano (secondo punto)
La persona al banco aveva gli occhi illuminati di entusiasmo (terzo punto)
I biscotti costavan tanto (quarto punto, a patto di superare la prova assaggio)
La prova assaggio è andata bene (quinto punto!).

Ora, però, viene il bello. Cioè la sfida.

Mentre masticavo il secondo biscotto ho chiuso gli occhi, cercando di rincorrere e riconoscere non solo gli ingredienti e gli aromi, ma anche le giuste proporzioni.

Chi mi conosce bene sa quanto possa essere meticoloso in questi momenti, se non maniacale!
Vero Araba? Giusto Gambetto? :))

Ma qui la sfida era ben diversa...occorreva riprodurre lo stesso biscotto e, aggiungo io, al primo colpo! Non mi andava di riempirmi la casa di biscotti per trovare la giusta alchimia, inoltre non sarebbe neanche stato "glorioso".

Ok! Ci ho riflettuto un pomeriggio e poi dosato in questa maniera:

Ingredienti

340 gr Farina 00
180 gr Burro
180 gr Zucchero di canna tipo Muscovado*
100 gr Fiocchi di avena
80gr Uvetta di Corinto (quella piccola) precedentemente ammollata
Sesamo qb
1 Uovo
1 Tuorlo
1 cucchiaino Miele
2 gr Bicarbonato
5 gr Lievito in polvere torte salate
Semi di Vaniglia
Pizzico di sale

*Ho anche provato ad usare il zucchero di canna raffinato, ma non è la stessa cosa, credetemi!


Procedimento:
Mettete a tostare il sesamo nel forno ;)
Lavorate il burro con lo zucchero, fino ad ottenere una bella cremina. Unite poi le uova e il miele.
Mettere l'uvetta nelle polveri rimanenti e aggiungere il tutto alla fine.

Forno 180° per 18-20 minuti (devono scurirsi leggermente)

Come da manuale, fateli poi freddare su una gratella.

(Fare click sulla foto per ingrandirla)

A questo punto il responso:

Zipie', non te lo dovrei di' perché poi te monti la testa...ma sti biscotti non so uguali uguali...SO PIU' BBBONI!!! :))))

...be', confesso che alla fine sono rimasto molto soddisfatto anche io!
Provateli, e non cambiate di una virgola quanto scritto e descritto! ;)

Ciao e alla Prossima

....come? Volete la foto del giorno? OK, OK!

Allora, visto che i biscotti si chiamano raggi di sole, e che una foto con i raggi di sole ve l'ho fatta vedere qui, oggi vi propongo due scatti alla nostra "Sorella Luna"

(Fare click sulla foto per ingrandirla)

(Fare click sulla foto per ingrandirla)

A posto?

:))))

Ciao e alla Prossima

Lo Ziopiero

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