Corso Bologna 7-8 marzo

lunedì 28 novembre 2011

Brownies....che ne pensate?

Della serie: voglio fare qualcosa di facile, veloce, buono, che magari mi duri pure qualche giorno.

Ideale per la colazione, o come dessert o come accompagnatore di un the pomeridiano...

Non ho troppa fantasia per usare ingredienti particolari, né voglia di fare la spesa; per giunta in frigo ho ancora una confezione di panna e una ciotolina di crema avanzata da questo tiramisù, che ormai faccio una domenica si e una no!

E allora? Che si fa?

Ma i BROWNIES!!!!

Questi gli ingredienti:
350 gr di cioccolato fondente 70%
100 gr di burro
3 uova
200 gr di zucchero
Semi di vaniglia
100 gr di farina
1/2 cucchiaino di lievito (non vanigliato!!!)
Un pizzico di sale
Nocciole a piacere, possibilmente tagliate a metà

Fondete burro e cioccolato, unitevi poi le uova montate a lungo con lo zucchero; quindi le polveri mescolate tra loro e infine le nocciole.

Distribuite il composto in una teglia alta, antiaderente e foderata di carta da forno. Con le dosi indicate le dimensioni ideali della teglia sono 25x25.

Cuocete poi in forno a 180°. Il tempo di cottura dovete valutarlo voi. A me son bastati 35 minuti (anzi se li avessi tolti a 30 sarebbe stato pure meglio!). Ad alcuni ne occorrono 45/50. C'è chi sostiene che neanche un'ora sia sufficiente!!!
Voi dopo una mezzoretta iniziate a fare la prova stecchino: quando rimane attaccata solo qualche briciolina, allora ci siete!

Sfornate, lasciate freddare un pochetto, tagliate a quadrotti e...servite!!!! Con cosa? Ma con la
panna montata, è la morte loro!!!

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....ma, tutto sommato, ci sta bene pure la crema del tiramisu!
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Allora, che fate? Li farete? Dai che ci vuol poco!!!!

Questa settimana per motivi di tempo farò solo questa pubblicazione, così ho pensato di salutarvi con un piccolo omaggio autunnale: questa foto l'ho scattata ieri mattina presto, a Villa Borghese.
Quando visto questo prato di foglie gialle...non ho resistito: mi ci sono sdraiato e click!

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Ciao e alla Prossima

Lo Ziopiero

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giovedì 24 novembre 2011

Scatti 14 - Roma di Notte

Roma di Notte..sembra un titolo di un film.

E se lo fosse, come ve lo immaginereste? Penso sicuramente romantico...d'altra parte non puo' essere diversamente!

Certo su Roma ormai si è detto di tutto e di più, e anche dal punto di vista fotografico raramente si trovano delle novità.

Però... Però, però... Se vi piace fotografare e siete di Roma o vi ci trovate a passare, le foto notturne della città sono una tappa obbligata e di certo non mi potevo tirare indietro proprio io che ci vivo!!!
...E poi, ve lo avevo pure promesso... :))

Così, cavalletto in spalla, reflex al collo, borsettina con gli obiettivi di ricambio a tracolla, sono partito all'attacco.

Certo...ogni angolo meriterebbe la sua attenzione, non fosse altro per la fama che lo accompagna e, per chi si volesse cimentare, dico da subito che una sola uscita non basta (e neanche 2 o 3 o 4....).

E poi ci vogliono gambe, ma tante gambe!!! Più cammini e più scopri di dover camminare...!!!!


In questo post ho raccolto per voi alcuni tra i luoghi più conosciuti, immortalati in più serate e in condizioni diverse (dal caldo estivo al freddo pungente autunnale)

Spero di avervi fatto cosa gradita! :))

Buona Visione.

Lo Ziopiero


= = = = =


Iniziamo da dove ci eravamo salutati l'ultima volta, cioè da qui:

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Fotografare San Pietro è d'obbligo, ma riuscire a trovare un'angolazione originale è praticamente impossibile.

Ho provato a prenderlo alle spalle, creando quel particolare effetto dato dalle luci delle macchine e degli autobus che sfrecciano....

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Ho anche provato a isolare solo la cupola illuminata, con quello strano effetto a metà tra il tetro e il mistico:

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Ma alla fine ha vinto lei, l'inquadratura classica fatta da tutti i fotografi del mondo:

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E un motivo ci sarà pure, no? Voi che dite?

Dopo San Pietro, inevitabilmente si arriva a Castel Sant'Angelo. La distanza è breve e il castello di notte è particolarmente suggestivo:

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Dal ponte è possibile poi fare il classico scatto con i ...fantasmi!! (se guardate bene li vedrete anche voi, che vagheggiano nell'etere...)

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 Infine una foto del Castello riflesso nel Tevere:

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E per finire il Trittico dei superclassici notturni, ecco a voi altre due inquadrature immancabili:

Il Colosseo con sullo sfondo l'Arco di Costantino (qui lo potete vedere alla luce del sole)

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e il Colosseo inquadrato dai Fori Imperiali:

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Allontanandosi dal Colosseo e sempre percorrendo I Fori Imperiali, si arriva al Vittoriano:

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e dal Vittoriano al Teatro Marcello:

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Chi almeno una volta non l'ha confuso con il Colosseo? :)))

Da dietro il Teatro si accede al Ghetto (ricordate il post sulla Pizza Ebraica)

E dentro al Ghetto si trova Piazza Mattei al cui centro è situata una fontana che amo molto (e che per anni è stata l'effige della banconota da 5.000 lire, vi ricordate?): la Fontana delle Tartarughe, opera di Giacomo della Porta:

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Peccato che quella sera avevano tolto l'acqua! Ma sapete che vi dico? A me è piaciuta anche così!!!

E sempre a proposito di fontane, vi lascio con altri due scatti;

Piazza del Pantheon, con l'omonima fontana in primo piano (anche questa realizzata su disegno di Giacomo della Porta), sormontata dall'obelisco (qui tagliato) di Ramese II

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..e la Fontana forse più famosa al mondo, Fontana di Trevi, costruita su un progetto di Nicolò Salvi (e non del Bernini, come erroneamente viene riportato in un famoso film di Totò):


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Per oggi mi fermo qui. Di foto a Roma sicuramente ne scatterò ancora e, se vi farà ancora piacere, alternerò posto di cucina con post "turistici" :))

Per chi invece fosse interessato alla fotografia notturna, dico subito che è molto più facile di quanto si possa immaginare: basta munirsi di un cavalletto e di una fotocamera che ti permetta tempi di esposizione tra i 20 e i 30 secondi e scattare con diaframmi chiusissimi (a partire da f/22)


Ciao e alla Prossima

Lo Ziopiero



lunedì 21 novembre 2011

Ravioli Neri con Ceci

Ancora ravioli neri?!?!? Ma non li avevi già fatti?!?!?

Ehm si! Ormai son partito in quarta!
...Che poi che vuol dire partire in quarta?!?!!? Ci avete mai provato con la vostra macchina? Se non vi si spegne già è tanto!!!!

Comunque l'espressione rende bene, anche se obsoleta.
Quando ho preso la patente (1980, n.d.r.) le automobili avevano si e no 4 marce, la retromarcia era rigorosamente sempre allo stesso posto (dopo la quarta, per capirci) gli specchietti retrovisori non esistevano, i napoletani ancora dovevano inventare le magliette con sopra disegnata la cintura di sicurezza (e a seguito di tale invenzione ne imposero l'uso, della cintura, non della maglietta), le 4 frecce erano un sogno da discomusic e, soprattutto, l'aria condizionata ce l'avevano solo le tedesche con la stella a tre punte, come optional.

Poi le marce divennero 5, anzi 6, la retromarica una caccia al tesoro, l'aria condizionata un must. Molti hanno di serie anche il navigatore satellitare, che se me lo avessero detto nel 1980 avrei pensato subito alle fantomatiche astronavi di Guerre Stellari, anziché una versione parlata di Tuttocittà (opuscolo che ancora conservo gelosamente nella tasca dello sportello, e con questo ho detto tutto!). A proposito, avete notato come ormai quasi tutti i "giovani" manchino completamente di senso dell'orientamento e siano tutti tom-tom dipendenti?
L'altro giorno ho beccato un ragazzino che lo usava pure per trovare l'uscita di un centro commerciale!!!! ....poveri noi...


Dunque, torniamo ai nostri ravioli neri: dopo quelli al Baccalà e dopo aver fatto la crema (o il passato) di ceci da mettere sotto il fritto di baccala, il passo per fare questi ravioli è praticamente automatico.

Quello che cambia è il condimento.

Be', questa volta son voluto andare sul tradizionale spinto, o quasi.

Una volta scolati, ripassate i ravioli in burro e salvia, aggiungete della scorza d'arancia grattata e servite:

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L'accostamento merita, credetemi.

...e tanto per rimanere nella tradizione, ecco a voi l'ormai classica foto "raviolo inside":

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Ciao e alla Prossima

Lo Ziopiero

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giovedì 17 novembre 2011

Pane Kamut

Kamut! Mi piace questo vocabolo! Sa di imperativo assoluto.

Pensate ad usarlo in un discorso, anzi in un fine discorso. Chessò, dopo una richiesta, tipo "fai questo, kamut!", oppure dopo una litigata: "non ti voglio più vedere, kamut!!"
Ma anche come forma di saluto o benvenuto, semplicemente: "Kamut!"

Ce lo vedo bene anche come intercalare: "uhe, kamut, hai visto che gambe quella?"
O come esclamazione: " Ke Kamut! Ha iniziato a piovere!!!" o anche "Ekke Kamut! Ho bucato una gomma!!!"


Sinceramente non credo che chi ha inventato questo marchio si sia mai posto tutte queste questioni...

Piuttosto, voi  avete mai usato il Kamut?

Era un po' di tempo che avevo comprato un pacco di farina Kamut e me ne ero quasi dimenticato (kamut!).
Poi sbircio da Gambetto e... che kamut! trovo questa semplice ricetta.

A dir la verità ho cercato di renderla ancor più semplice evitanto il passaggio con il lievito madre e affidandomi direttamente al lievito di birra; mi interessava più che altro sentire il sapore ottenuto cuocendo questo tipo di farina.

Vi dirò...mica male!!! Kamut se mi è piaciuto!

Se non avete voglia di perder tempo con rinfreschi e coccole varie al lievito madre, fate così:

600 gr di manitoba
500 gr di Kamut
800 gr di acqua
12 gr di lievito di birra
12 gr di sale
2 cucchiai di olio evo

Sciogliete il lievito nell'acqua e impastate il tutto, aggiungendo il sale e l'olio solo alla fine.
Incordate e lasciate lievitare fino al raddoppio.

Quindi formate i panini o una pagnotta unica; volendo effettuate dei tagli con una lametta (io questa volta, kamut!, non li ho fatti). Lasciate lievitare ancora un po'.

Forno al massimo per i primi 15 minuti, poi portate la temperatura tra i 180 e 200 gradi e finite la cottura.
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Che ve ne pare? Puo' andare?

Ciao e alla Prossima. Kamut!

Lo Ziopiero

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lunedì 14 novembre 2011

Ravioli Neri con Baccalà

Vi ricordate il post del baccalà mantecato?

Vi dissi che vi avrei svelato un modo per cucinarlo...

Ecco, rimanendo sempre sul tema "Siate Affamati, Siate Folli" oggi vi presento un'altra mia invenzione. Ok, Ok, magari qualcun altro da qualche parte del mondo l'ha già fatta, ma - come capiterà sempre anche a voi - a me piace pensare che sia solo farina del mio cervello...(e si, per chi non l'avesse capito nel cervello ho solo farina!! :D :D :D).

Ho impastato uova con farina (rapporto peso 1 a 2) e nero di seppia.
Quindi ho fatto riposare l'impasto per un'oretta e poi l'ho steso sottile sottile.
E fin qui nulla di eclatante. 

Poi come ripieno ci ho messo, appunto, il mantecato di baccalà

...e fin qui, direte voi, hai solo fatto 1+1! Dov'è linvenzione?!?!?

Ok, Ok. Ho pensato che me l'avreste detto, così ho voluto provare un accostamento insolito, almeno per me: vi ricordate l'uvetta afghana di Herat, (graditissimo regalo dell'Araba)?

Ecco, ho rifatto lo stesso estratto scaldando l'uvetta dentro l'acqua, strizzandola e poi frullandola. Un colpetto in padella con un filino d'olio, una grattata di scorza d'arancia e...voilà! Il piatto si presenta così:

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Che ve ne pare?

Volete vedere la tentazione fatta raviolo? Ne ho aperto uno per voi....mmmmmmmm

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Ciao e alla Prossima

Lo Ziopiero

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giovedì 10 novembre 2011

Scatti 13 - Er Cuppolone (Roma 2)

Le foto si sa, ormai sono come le ciliegie: una tira l'altra.

Prima si inizia con un timido scatto, poi si prende coraggio e se ne fa un altro.
Si guarda nel display e ci si accorge che l'inquadratura è storta o una parte dell'immagine è stata drasticamente tagliata. E allora si ricomincia. Click. I colori non vanno bene, occorre bilanciare il bianco. O mamma, come si fa? A si, ecco: WB (White Balance). click, click click.
Ora va meglio. O meglio no! E' buia. C'è poca luce. Esponiamo di più: click. OK. anzi no, ri-click.
Bene. Siamo a 15, o forse 20!...tanto gli scatti non si pagano....

E già...Se penso a quando una foto aveva un suo costo e anche un suo tempo di attesa prima di essere vista...quasi mi sento fuori contesto!!!! Eppure fino a qualche anno fa era esattamente così.

Si usciva di casa, si andava a comprare il rullino, già sapendo di quanti ASA (ora ISO) doveva essere.
Dovevamo decidere solo il numero di pose: 24? 36? Ma si, scialiamo (che tanto poi tutti riuscivamo ad arrivare anche a 38!!!, scroccandone un paio in più rispetto a quanto dichiarato sulla confezione).

E poi c'era il fascino dell'inserimento del rullino..guai a sbagliare. operazione meticolosamente effettuata con attenzione chirurgica.


E così si usciva per andare a fare le foto, pensando allo scatto, anche perché non ci si poteva permettere il lusso di sbagliare troppo: lo sviluppo, e soprattutto la stampa, costavano cari!!!

Poi c'erano i tempi di attesa. Una volta finito il rullino (e spesso non lo si finiva in un'unica sessione!), lo si portava dal fotografo, magari 2 giorni dopo che non c'era tutta questa fretta, e aspettavi altri 2-3 giorni per la stampa.


E poi? Vogliamo parlare del fascino dell'apertura della famigerata busta gialla?
Prima ti mettevi timidamente in un luogo appartato e poi iniziavi a scorrere le foto con l'ansia da prestazione che ti assaliva. Nooo, questa non è venuta! Neanche quest'altra!!! Ma perché?!?!?!?

Adesso, ammettiamolo, è di gran lunga più facile. Come, appunto, far scorpacciata di ciliegie!

E così, dopo aver fatto la prima scorpacciata romana, ho continuato con un'altra scorpacciata, dedicata tutta "ar Cuppolone" e, viste le diverse richieste che mi sono giunte, mi sto organizzando per ulteriori scorpacciate di foto della mia città sperando di fare cosa gradita a tutti voi.

Buona Visione e alla Prossima!


Fotografare S. Pietro non è banale, o meglio, è difficile non esser banali. Lo si puo' fare da diverse prospettive o da diversi punti...ma alla fine la "grande palla" è lì che ti riempie l'inquadratura, senza pietà. Si puo' farlo da dentro Città del Vaticano:

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o dai binari della Ferrovia, intersecando i tetti delle poche case (fortunate?) che se lo trovano davanti tutte le mattine e per tutto il giorno.

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Oppure andandogli proprio sotto, dal lato delle abitazioni cumuni....Pensate a chi possiede quell'attico con terrazzo sulla sinistra:

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Inevitabilmente, poi, si arriva alla Piazza. Qui è quasi d'obbligo un grandangolo spinto, come quello usato nella foto seguente, che ci permette quasi di abbracciare l'intera piazza, allontanando però il soggetto principale:

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Sempre con il grandangolo, l'ellisse perfetta del colonnato si incurva e sembra avvolgerti:

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...fino a farti ottenere effetti improbabili, come qua sotto, dove obelisco e lampione, paralleli nella realtà, sembrano volersi incontrare:

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Dalla Piazza, un ultimo particolare del colonnato:

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...e poi via, ci si allontana, per trovare altre inquadrature. Questa, a mio avviso, è particolarmente significativa:

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Il ponte che vedete è Ponte Sisto, un ponte storico, una volta interamente in ferro e poi restaurato e modificato in occasione dell'ultimo Giubileo del 2000; l'unica parte storica rimansta è il famoso "occhialone" al centro.
Una volta si diceva che se il Tevere avesse raggiunro e superato quel buco, Roma si sarebbe allagata.

Da bambimo, quando c'erano le forti piogge, andavo spesso a controllare, un po' impaurito un po' eccitato all'idea, affacciandomi dall'altro ponte (quello che si intravende sotto l'arcata di destra). A mia memoria il buco non è mai stato superato, ma spesso c'è mancato poco davvero!!!

Vi saluto con uno scatto quasi notturno, effettuato in quell'ora del giorno in cui il cielo è tra il blu scuro e il nero.

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Suggestivo, no? A tal punto da decidere di fare per voi una nuova serie di scatti: Roma di Notte.

Che ne dite?

Rimanete collegati, che l'avventura continua....

Ciao e alla Prossima

Lo Ziopiero


venerdì 4 novembre 2011

Baccalà Fritto su Puré di Legumi

Lenticchie, Ceci, Piselli...chi più ne ha più ne metta!

Confessate, i vostri bambini non sono amanti dei legumi, vero?

Spesso, poi, questo disamore uno se lo porta appresso pure da grande (e fa male).

E allora? Cosa si fa?

Ci si arrangia e si inventa qualcosa di stuzzichevole e invitante, tralasciando le dicerie da inappetenti che vogliono associare ricchezze a piatti di lenticchie ingurgitati a fine anno.

In questo piatto ho usato il sistema del letto di legumi per servire del fritto di baccalà (altro alimento che non sempre piace). Che dite? Vi piace l'idea?

Voi preparate le lenticchie come meglio preferite, poi le frullate con un filino d'olio, al limite le setacciate se proprio vi danno fastidio le pellicine, e poi le stendete su un piatto.

Idem con i ceci.

Friggete poi il baccalà (Vi ricordate come si frigge, si?) e...voilà, il piatto è servito.

L'accoppiata dei sapori vi assicuro è molto gradevole e sperimentata più volte in varie occasioni.
L'ultima l'ho voluta dedicare a Voi:
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Ciao e alla Prossima

Lo Ziopiero

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mercoledì 2 novembre 2011

Mantecato di Baccalà

Non a tutti piace il baccalà. Peccato!

Una volta il baccalà era il pesce dei poveri, il pesce che puzzava, il pesce salatissimo.

Poi, come ogni cosa, si imparò ad apprezzarlo...tant'è che ora i suoi prezzi sono saliti vertiginosamente!!!! Regole di mercato...bah!

Il baccalà puo' esser cucinato in vari modi, ma alla fine è sempre buono.

Tempo fa lo feci con i peperoni cruschi, altre volte l'ho fatto fritto.

Oggi ve lo propongo in veste fighettina, stile finger-food.

Prendete del baccala fresco, toglieteli la pelle, fatelo bollire nel latte.
Scolatelo e frullatelo con altro latte e olio.

Le dosi le dovete trovar voi...dovrete ottenere una cremina densa e succulenta. Il baccalà non deve risultare filaccioso.

Vi avverto: non viene sempre alla stessa maniera, dovrete prenderci la mano.

Io lo trovo ottimo spalmato su un crostino, ma potrete sbizzarrirvi a piacimento.

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La prossima volta vi farò vedere come mi sono sbizzarrito io con questa ciotolina!

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Ciao e alla Prossima

Lo Ziopiero

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