Corso Bologna 7-8 marzo

giovedì 29 settembre 2011

Pane Nero con Noci e Semini

♫    
O pane nero o pane nero o pane ne'...
 ♫  

AZiiipie', ma ma non era mare nero?!?!?!

eeehh, si! Lo so, ma io quando mi metto in testa una canzone, anche se non ricordo le parole giuste, la canto come mi viene, a modo mio!!! A voi non capita mai?

Forza, confessate: quale canzone preferite "storpiare"? Scommetto che ne avete una lunga serie anche voi!!!
:D :D :D

Questo pane, invece, non è da storpiare, anzi posso dire che è di tutto rispetto e anche facile e veloce da fare.

(Fare click sulla foto per ingrandirla)
E il bello è che mentre lo facevo mi è venuto in mente Battisti con la sua Canzone del Sole:
♫    
O mare nero o mare nero o mare ne'... 
Tu eri chiaro e trasparente come me.. 
 ♫  
(che poi mi devono ancora spiegare come faceva il mare, se era nero, ad esser chiaro e trasparente...!!!!)

Ecco, qui voglio esser chiaro e trasparente io:

In questo pane ho messo un po' di tutto: semi, frutta secca, 3 tipi di farine, ...più un mix di sensazioni che via via sviluppavo mentre producevo...

E' un pane molto "tedesco", il cui sapore è diverso da quello a cui siamo abituati; ma vi invito a provarlo, almeno una volta.

Ingredienti:

500 gr Farina Manitoba
500 gr Farina Mista Integrale, Farro, Grano Saraceno, altre
650 gr Acqua
12 gr sale
12 gr Lievito di Birra
2 cucchiai d’olio evo
Semi vari (sesamo, zucca ecc)
Noci spezzettate

E' un impasto diretto, quindi mettere tutto insieme (tranne sale e olio che andranno aggiunti quasi alla fine) e iniziate ad impastare. Formate una bella pallotta liscia e lasciatela crescere coperta.

Finita la prima lievitazione (un'ora circa) formate a vostro piacimento e infornatelo a 220° per 20 minuti; poi  abbassate la temperatura a 180° il tempo rimanente (regoatevi guardando la colorazione)

Io ormai questo pane lo alterno con gli altri pani che già conoscete.
Provatelo, anche azzardando qualche variante e...fatemi poi sapere, eh?

Ciao e alla Prossima

Lo Ziopiero


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lunedì 26 settembre 2011

Tiramisu da Passeggio....

Lui lo chiama Lecca Lecca, ma qui c'è poco da leccare.

Qui c'è da prendere tutto a morsi! La lingua, al massimo, va usata per raccogliere qualche frammento di cioccolata che inevitabilmente vi si spezzerà...ma che non deve andare sprecato!

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Quando li ho visti la prima volta non credevo ai miei occhi!!!!
Ma come, si possono fare questi gelati?!?!?!?

Certo che ne ho messo di tempo, quasi un anno, anche perché non trovavo le stecche di gelato, in questo caso indispensabili! Pensate che quest'estate, preso dalla disperazione, mi sono anche tassato comprando vari gelati per recuperarne le stecche, ma poi la fortuna ha girato dalla mia parte e me le ha fatte trovare!!!

La preparazione di questi gelati richiede un minimo di tempo, ma è un tempo che può essere suddiviso in più giorni.

Per prima cosa prepariamo i savoiardi con:

135 gr albumi (5 uova medie)
125 gr zucchero
90 gr tuorli (4 uova medie)
125 gr farina 0
Pizzico di sale


Montate albume e zucchero a neve molto stabile.
Versate poi i tuorli e iniziate a inglobare senza sgonfiare. Incorporate poi la farina setacciata.
Con sac a poche (bocchetta da 18mm) formate i savoiardi sopra le stecche di gelato (ci devono cuocere sopra).

In forno a 220° per 8-10 minuti.


Qualche savoiardo l'ho fatto fuori dalle stecche, per il semplice gusto di assaggiarlo, visto che fino ad oggi le ricette provate non mi avevano mai convinto troppo; eeeee....

(Fare click sulla foto per ingrandirla)
devo dire: complimenti a questa ricetta! Dosi e procedimento perfetti! Grazie Luca!


Torniamo a noi: una volta freddati adagiateli, girati, su carta da forno. Inzuppateli con il caffé espresso (circa 100 gr).

A questo punto potete o congelarli o andare avanti con la Crema:

100 gr Crema Pasticcera (fate quella che preferite e pesatene 100 gr)
250 gr Cioccolato bianco
250 gr mascarpone
180 gr panna
5 gr polvere di caffè

Montate la panna a neve stabile.
Fondete il cioccolato bianco e unitelo alla crema pasticcera non fredda (40° l’ideale).
Incorporate il mascarpone, poco per volta, sbattendo con una frusta per eliminare eventuali grumi. Aggiungete la polvere di caffè e poi incorporate la panna.
Mettete tutto nella sac a poche e dosate il composto sulle stecche.
Freezer per almeno 3 ore.

Una volta che tirerete fuori i gelati dal freezer, ci vorranno almeno circa 45' minuti (tra preparazione e attesa) prima che possiate gustarli, quindi regolatevi voi. In freezer possono rimanere anche settimane, ma una volta preparati vanno poi conservati in frigo al massimo 2 giorni.


Passiamo quindi alla Copertura di Cioccolato

200 gr cioccolato fondente 70%
130 gr burro di cacao
Cacao

La qualità di questi igredienti potrebbe fare la differenza vera, quindi non sprecate tutto il lavoro svolto fin qui con cacao dozzinale o tavolette da poco. Qui 2€ in più fanno la differenza. ;)

Sciogliete il cioccolato e versatevi il burro di cacao. Continuate a mescolare fino al completo sciogliemento.

A questo punto viene la parte divertente.

Immergete il gelato freddo di freezer nel cioccolato: lasciate scolare e poi spolveratelo con il cacao:
 
(Fare click sulla foto per ingrandirla)
Sarà difficile ottenere una regolarità da Pasticcere, almeno per un pasticcione come me!
Ma non credo sarete insultati per questo...:))

Ultima chicca...un marchio di fabbrica:


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Ciao e alla Prossima

Lo Ziopiero (si, quello delle stecca!)


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giovedì 22 settembre 2011

Scatti 11 - Fulmini !!!


Quanto dura un fulmine?
Quanto dura un attimo?
Quanto tempo ci vuole per immortalare l'attimo di un fulmine?

Mi sono fatto queste domande l'altra sera, proprio mentre fuori si stava preparando la prima tempesta di fine estate e attraverso i vetri osservavo il cielo che a tratti si frantumava.

Cosa occorre per fissare l'attimo di un fulmine?

Tempo fa ho provato a fissare gli attimi che l'occhio normalmente non riesce a percepire: vi ricordate le gocce di latte? E le gocce di acqua? E la modella tutta rossa?

Ma questi fenomeni li avevo causati volutamente io, sapevo più o meno quando scattare e con quali modalità.

Ma il fulmine non ti avverte. Il fulmine è imprevedibile. Il fulmine non sa dove va a cadere e con quale forma presentarsi. Il fulmine improvvisa!

Puoi stare lì in attesa minuti, ore, e al momento cruciale non esser pronto, o scattare un attimo dopo.

E invece dovresti scattare un attimo prima, quell'attimo che può far la differenza.

Si, ma come?

Prima regola: non avere fretta. La fretta è nemica di ogni cosa.

Così, mentre i fulmini imperversavano nel cielo, io con tutta calma ho pensato allo scatto: obiettivo, strumentazione, tempi, diaframma...

Ho montato il cavalletto. Poi la reflex. Poi ho alzato lo specchietto.
Poi ho fatto il primo scatto: 50mm, f/22, 20 secondi. Niente.

La macchina ci mette circa 20 secondi per elaborare una foto di questo tipo, le lunghe esposizioni richiedono tempi lunghi e nel frattempo la macchina è inutilizzabile...e nel frattempo il fulmine...ti frega! Swamp! Il cielo si illumina e tu sei lì, fermo, come un imbecille.

Seconda regola: non ti incazzare! I nervi tesi non aiutano a trovare le soluzioni

Ci riprovo. Stesse impostazioni. Stesso rituale. Stesso risultato.Ma questa volta il fulmine è stato più clemente: non si è degnato neanche di darmi una seconda fregatura...ha deciso di non umiliarmi.

Ma non potevo tirar avanti così tutta la sera. A conti fatti stavo facendo meno di due scatti al minuto.

Terza regola: riflettere!

I tempi di elaborazione non sono gli stessi del tempo di scatto, ma diminuiscono molto più rapidamente al diminuire dei tempi di scatto. Abbassando i tempi di esposizione avrei anche abbassato di gran lunga i tempi di elaborazione. E così ho scoperto che per una foto di 10 secondi la macchina mi restituiva il risultato in un secondo...quindi per ogni 12 secondi circa avevo un tempo di copertura di 10 secondi. Il fulmine, se proprio sono sfigato, può fregarmi in quei 2 secondi!

...e infatti così è stato!!!

Passati i 10 secondi, la macchina ha chiuso l'otturatore e il fulmine mi si è materializzato sotto i miei occhi (ricordati la seconda regola!).

Caspita, ci vogliono scatti continui....

Quarta regola: sapersi organizzare.

Ho così impostato lo scatto in automatico, scoprendo che ne potevo fare fino a 10 consecutivi. In pratica 10 secondi di esposizione, 1 di elaborazione, altri 10 di esposizione, 1 di elaborazione ...e così via, senza perdere altro tempo tra uno scatto e l'altro: ci pensava l'autoscatto a raffica a lavorare per me.

10 scatti, 100 secondi complessivi di esposizione su 110 secondi totali. Non male come copertura. Peccato che il fulmine non risponda alle stesse precise regole matematiche....però....però....

Quinta regola: fai finta di niente

Anche i fulmini hanno un'anima. Anche i fulmini "sentono". E ho scoperto che se li ignori...poi sono loro che ti vengono a cercare!

Schiaccio il pulsante e mi vado a fare un giro, tanto ho ben 2 minuti di tempo.
Dopo 2 minuti torno e schiaccio ancora. Ripeto questa semplice operazione un po' di volte.
Qualcosa dovrà pure accadere, e se non accade, accadrà.

...e alla fine è accaduta!

Si, il fulmine è stato immortalato, per ben tre volte. E a mia insaputa!

Non mi vedeva più....e allora è' venuto a cercarmi... prima timidamente...

(Fai click sulla foto per ingrandirla)
 poi ha provato a spostarsi sull'altro versante della casa, apparendo in maniera più severa, insistente:

(Fai click sulla foto per ingrandirla)
...e infine si è dichiarato nella sua più completa violenza:

(Fai click sulla foto per ingrandirla)
Nella zona lo hanno visto tutti, ma nessuno aveva capito che era venuto da me....

Che ne dite?

Ne è valsa la pena?

Vi confesso che quando ho visto questi risultati....be', si, mi sono emozionato non poco!!!


Ciao e alla Prossima

Lo Ziopiero



lunedì 19 settembre 2011

Frolla al Vino per la Crostata Alsaziana di Mele

Questa crostata l'avevo adocchiata qui, come variante di questa.

Mi è subito piaciuta la forma che si da alle mele, molto stuzzicante.
Inoltre c'è una crema particolare, che invoglia.
Infine c'è una frolla senza uova e al vino (!) di sicuro molto friabile e con un sapore diverso, da provare!

E allora? Che si fa?

LA SI FA!!!

Ci vuole poco, veramente poco, ma il risultato è notevole, veramente notevole!!!

..e come la si fa?

Così:

Pasta Frolla
250 gr farina
125 gr burro
75 gr zucchero
60 ml di vino bianco
1 pizzico di sale

Ripieno
500 gr di mele medie circa 6 pezzi
succo di un limone

Crema
3 uova
100 gr di zucchero
125 gr di panna
Semi di vaniglia
Zeste di limone

Copertura
Confettura di albicocche
Mandorle a lamelle

Fate la frolla e lasciatela riposare in frigo per un’ora almeno.
Nel frattempo sbucciate le mele, togliete il torsolo, tagliatele a metà, incidetele in modo da creare delle fettine, tipo le Patate di Hasselback.
Irrorartele col succo di limone.

Stendete poi la frolla e adagiatela in uno stampo da 28 cm.
Sistemateci le mele con i tagli rivolti verso l'alto

A parte sbattete leggermente le uova con le zeste di limone.
Fate sciogliere lo zucchero nella panna, insieme ai semi di vaniglia.
Unite il tutto e versatelo nello stampo.

Forno a 220° per 45 minuti circa.
A metà cottura spolverateci le mandorle a lamelle.
A fine cottura, a caldo, spennellate con la confettura di albicocche.

Servirtela tiepida....e ascoltate....dovreste sentire mugolare.....mmmmmmmmm

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Ciao e alla Prossima

Lo Ziopiero

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giovedì 15 settembre 2011

Brutti ma...CANTUCCI !!!!

Si parte per le vacanze, si preparano le valigie... e che valigie!!!
Manco uno andasse 8 mesi in Cina con Marco Polo!!!

Già settimane prima si iniziano le liste delle cose da portare; diamine, per una settimana di ferie nella propria casa al mare, dove praticamente c'è già tutto?!?!? A me sembra esagerato!!!

Hai scritto le pinne? E le ciabattine da scoglio? E la limetta per le unghie?

Dico, vabbene le comodità, ma uno a volte esagera, no?

Insomma, alla fine mi son ritrovato nell'armadio della nostra casa al mare ben 8 flaconi di shampoo (io!!! che poi ho il taglio alla Kojak) e 12, dico 12, pacchi di assorbenti!!!!! (Eeeeecchede'?!?!!? Mi devo preoccupare?!?!?)

..e poi? Mica bastano le liste di cose da portare, occorrono pure quelle delle cose da fare.

A parte la routine, del tipo: innaffiare le piante di casa (ma scusa, non lo facciamo già tutti i giorni?), buttare la spazzatura (idem come sopra), cihudi il gas (uguale), chiudi le finestre (ok), chiudi l'acqua, anzi no visto che abbiamo l'irrigatore automatico sul balcolne (appunto, stavamo affa' la cazz...a!). Controlla che non ci sia cibo che va a male e.... ehi ehi ehi, un momento! Questa non la faccio passare liscia!!!!

Mi fate capire come mai per tutto l'anno ci siamo dimenticati della scadenza di quel pacco di lenticchie e adesso, per 7 giorni di assenza, stiamo lì con gli occhiali inforcati a controllare tutte le date scritte dietro le confezioni a carattere lillipuzianesco?!?!?!!?

Ma su, ma dai!!! Quando è troppo è troppo!!!!

...o no?

Vabbe', sapete come si dice? Un colpetto al cerchio e una alla botte..

Così, prima di partire (ma non per la Cina, piuttosto per 7 giorni all'Argentario, che forse è pure meglio!), mi son detto: voglio eliminare tutta la frutta secca che ho!

Apro la dispensa e trovo ancora dei Pistacchi di Bronte, delle Mandorle Pugliesi, delle Nocciole Piemontesi e qualche Pinolo (non so di dove). Che ci faccio? CANTUCCI!!!! (o quasi)

Si, perché la ricetta dei cantucci (segretissima, dicono) come tutte le ricette non è unica! C'è chi ci mette il burro c'è chi col burro ci esagera (e non faccio nomi...ahaahah) , c'è chi di burro ce ne mette poco, c'è, chi come me, di burro non ne ha messo nulla perché non ce l'aveva!!! e mi sembra una buona ragione!

Insomma alla fine ho preso:

250 gr di farina 00
250 gr di zucchero
2 uova grandi
1,5 cucchiaino di lievito per dolci
la scorza di 1 limone grattugiato
1 pizzico di sale
200 gr tra nocciole intere, mandorle e pistacchi
Una manciata di uva passa

e per la glassa:
1 tuorlo d'uovo
2 cucchiai di latte
2 cucchiai di zucchero

Ho montato per qualche minuto le uova, lo zucchero e poi ci ho messo la scorza del limone.
Ho poi setacciato la farina, il lievito e il sale e ho aggiunto il tutt poco per volta alle uova, mescolando piano piano.
Quindi ho messo la frutta secca.
Ho formato dei panetti lunghi, larghi 3 cm e alti 1,5 circa, sistemati direttamente sulla teglia sopra la carta da forno.

Poi una bella spennellata di glassa ottenuta mescolando gli ingredienti su indicati.

Forno a 150° per 40 minuti; quindi li ho tolti, tagliati e reinfornati per altri 15 minuti a 130°

L'aspetto è una via di mezzo tra tozzetti, brutti ma buoni e cantucci...ma il sapore....ve lo lascio immaginare:


(Fare click sulla foto per ingrandirla)
Conservati in una scatola di latta durano anche 2 mesi e ogni volta che l'aprirete sarete inebriati dal profumo che ne uscirà fuori. Questo ve lo assicuro!

Ciao e alla Prossima

Lo Ziopiero


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lunedì 12 settembre 2011

Crostata Ricotta e Amarene

A volte le torte nascono per caso....non programmate, e alla fine risultano pure le migliori!

Tutto iniziò per caso, o quasi.

Un week end lungo alle Terme Dei Papi, un Resort in mezzo alla campagna, un cartello tutto impolverato...una strada improbabile.

Il cartello diceva "Ricotta Fresca", diceva...
La freccia rossa indicava la destra, indicava...
La strada era sperduta, era...
Il posto te lo dovevi guadagnare, te lo...

Arrivo attraverso la campagna del viterbese, poi scendo lento giù lungo un dirupo mentre le mosche invadono l'abitacolo e mi inizano a ronzare sotto il naso, in fondo alla stradina trovo un signore perplesso (era domenica): mi guarda, anzi mi scruta...scendo lento dalla macchina, come se fossi di casa, scorgo le pecore libere al pascolo, mi stiro la schiena, annuso forte l'odore del concime misto a quello del fieno... do un'occhiata al tizio...lo aspetto.

"Mi hanno detto che fate una ricotta speciale..." dico tra il dubitativo e l'accattivante.
"Oggi nenti ricotta! Me l'hanno pijata tutta pe' nu battesimu!"

Buon segno. Se basta un battesimo per finire la scorta, vuol dire che la produzione è ridotta.

Conto a occhio le pecore...son circa cento.

"Son tutte sue?"
"E di chi devono da esse? Certo che su' le mie!"

"Ma se po' vede andu la fai sshhta ricotta?" (mi ci vedete a parlare come Nino Manfredi?)
"Vie' che te facciu vede"

L'odore del latte mi riempie da subito le narici...poi svariate forme di pecorino mi si presentano davanti agli occhi.

"Sendimpo': ma se po' assaggia' sto pecorino' ?"
"E certo che se po'!"

mmmmmmmm....
"Ma se vengo domani me la fai truva' sshhta ricotta?"
"Certo che si! Ma devi veni preshhto, sa' ?"
"Allora famo cusì: nu chilo me lo sculi, l'altro me lo lasci nel siero callo callo che me lo magno pe' colazione, vabbeee'? "


E così il giorno dopo son tornato e gli ho portato via 2 kg di ricotta, di cui uno ancora caldo caldo, immerso nel suo siero...

Sapete come va gustato, si?
Una bella fetta di pane (meglio se del giorno prima), una cucchiaiata di siero sopra e poi la ricotta...Una vera leccornia!!!
Volendo ci si puo' mettere sopra del miele, o della marmellata....a scelta.


"Si, vabbe', ma con l'altro chilo che ci hai fatto?!?!?"

Effettivamente la sera a Roma mi son ritrovato con quasi un chilo e mezzo di ricotta!!! Con una parte ci ho condito una pasta semplice semplice, con 600 grammi ci ho fatto questa:

(Fare click sulla foto per ingrandirla)

Per la frolla, come sempre, faccio questa, che per vostra comodità riporto anche qui:

225 gr farina 00
25gr fecola di patate
125 gr burro
75 gr zucchero a velo
1 uovo
1,5 gr  sale
5 gr di succo di limone
1,5 gr di lievito istantaneo
zeste grattugiate di un limone
Semi di vaniglia

(Se avete difficoltà a stenderla, potete sbirciare il filmatino che feci qui)

L'ho cotta in forno senza ripieno.
Poi ho mischiato 600 gr di ricotta con 180 gr di zucchero. Sopra ho messo 400 gr di marmellata di amarene e cotta per altri 12 minuti nel forno.

E' una ricetta semplice semplice, esaltata dal sapore intenso della ricotta unita alla marmellata ed resa stuzzichevole dalla friabilità della frolla.

Provatela e fatemi sapere, ma mi raccomando: ricotta di pecora dop romana ;)

Ciao e alla Prossima

Lo Ziopiero

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giovedì 8 settembre 2011

L’ultima follia dello Ziopiero : Tagliatelle dolci al cioccolato

E’ un po’ che mi frullavano in testa queste 3 equazioni ….

Pasta = Acqua + Farina
Pasta all’uovo = Uova + Farina
Past...icceria = Uova + Farina + Zucchero

E' un po' che volevo fare qualcosa di diverso....

E così ho pensato: ma se faccio una pasta dolce? Cioè un dolce di pasta? Cioè se mettessi insieme un piatto tradizionale, come la pasta, e lo stravolgessi con un qualcosa di altrettanto tradizionale, come il cioccolato?
Potrebbe andare? Diventerebbe qualcosa di  originale? 
(che poi in cucina spesso si pensa di essere originali ma poi si scopre che qualcun altro ti ha già preceduto…)

Insomma, l’altro giorno mi sono immaginato un piatto così fatto: tagliatelle dolci arrotolate nella cioccolata fusa, una pallina di gelato sopra, granella di qualche frutto secco e...BUM! 

ECCOLE:

(Fare click sulla foto per ingrandirla)
che ve ne pare?

Ahahahaha

Ok, ok, prendetemi pure per pazzo, ma voi intanto provate a farle…e poi mi direte ;)

Un'equazione per la pasta potrebbe essere questa:

90 gr di farina
1 uovo
25 gr di zucchero


Formate le tagliatelle. Bollitele in acqua NON salata. Scolatele molto al dente, ma tanto al dente, eh?
Poi sciogliete della cioccolata fondente al 70% e arrotolatecele.

Sopra metteteci una palloca di gelato a scelta vostra, o se non sapete quale fare prendete spunto da questa lista di gelati fatti in casa.

Vi posso dire che il gelato al caramello ci sta molto bene, ma anche quello alla crema non è mica mica da buttar via, eh? 

Il piatto mi è piaciuto così tanto che poi l'ho replicato con i tagliolini, gelato alla vaniglia e un'amarena sciroppata sopra:

(Fare click sulla foto per ingrandirla)
Li ho trovati divertenti e originali.

E voi? Che ne dite? Ci proverete? Masssssiii che ci proverete!!!!

Ciao e alla Prossima

Lo Ziopiero

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lunedì 5 settembre 2011

Ammmmmm.....MORE!!!!

Quest’estate, facendo uno dei miei giri in bicicletta, su una stradina di campagna, scorgo questo cespuglio di more:

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Tornato dalla passeggiata non perdo tempo; prendo la reflex e torno sullo stesso luogo e click click click.

(Fare click sulla foto per ingrandirla)
Poi rientrando a casa tra me e me mi dico:

Ma scusa, ma potevi prenderle, no?

Così inforco di nuovo la mia bike, anzi faccio di più: acchiappo pure la mia nipotina con la sua bici al seguito e andiamo a far le more!

Quando usciamo dai rovi avevamo braccia e gambe pieni di spine...ma ne valeva davvero la pena!!!
Guardate come la mia piccolina mostra orgogliosa le sue more:

(Fare click sulla foto per ingrandirla)
Alla fine ne abbiamo raccolto 6 etti:

(Fare click sulla foto per ingrandirla)
…e sapete che ci ho fatto??!?

Ma siiiiiiiii

MARMELLATA!!!!

Una bella fetta di pane caldo (questa volta preso dal forno dietro casa) e….mmmmmmm

(Fare click sulla foto per ingrandirla)
Prego notare il cuore formatosi sul cucchiaino!!!! 'Na bella botta de c...!!! :)))

Poi, se proprio la volete fare "sporca", unite la marmellata con della ricotta appena fatta...

(Fare click sulla foto per ingrandirla)
Vi assicuro che era libidinosissima!!!

Unico inconveniente di questa marmellata è la resa: a forza di setacciar semini ne rimane pochina ...ma che marmellata!!!!

Fatela così:
Mettete le more in una pentola/padella, preferibilmente antiaderente, aggiungete un pochino d'acqua e iniziate la cottura. Sono sufficienti pochi minuti.

Poi con un passaverdure setacciate bene i semini. Qualcuno inevitabilmente passerà dentro, ma quello che eliminirete sarà tanto, ve lo assicuro.

Pesate ora il rimanente (a me son venuti un paio d'etti circa) a rimettetelo nella pentola/padella aggiungendo il 70% di zucchero rispetto al peso (nel mio caso ho messo 150 gr).

Continuate poi la cottura, girando di tanto in tanto; per vedere se è pronta versatene un pochino su un piattino: se inclinandolo la marmellata scivola via velocemente, è ancora presto per toglierla dal fuoco. Se la vedete bella densa scivolare lentamente, allora è pronta!

Invasatela, tappate e voltate il vasetto per qualche ora.

Fatto! :))
Allora, che ne dite?
Siamo ancora in tempo per fare le more?

Ciao e alla Prossima

Lo Ziopiero

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giovedì 1 settembre 2011

Rientro col... Gelato al Caramello!!!

Eccoci finalmente ritrovati!!! :)))

Allora, come sono andate le vacanze? Spero vi siate tutti riposati e divertiti.

Quest'anno mi sono voluto prendere un mese di ferie..... dal BLOG!!!

Essì! Alla fine anche il blog è diventato un lavoro, e voi lo sapete tutti!!!

Ideare, pensare, cucinare, fotografare, scrivere, descrivere, rispondere...alla fine un post porta via delle ore!!!

Ma fin quando ci sarete voi a seguirmi e incoraggiarmi, di certo non mi tiro indietro e anche quest'anno cercherò di continuare a pubblicare con la consueta frequenza!!!!

Tanto per cominciare ho cercato di riorganizzare meglio le decine (anzi centinaia!) di ricette realizzate in questi mesi. Per avere un'idea guardate il post Tutte le Realizzazioni dello Ziopiero, che potete linkare anche dal banner in alto a destra.
Per rendere la ricerca più semplice ho poi suddiviso il tutto per categorie: I Primi Piatti - I Secondi Piatti - Preparazioni Varie - Pane e Focacce - Le Pizze in Teglia - Le Crostate - I Dolci - Lievitati Dolci e Salati - I Biscotti - I Gelati - Le Granite - I Cioccolatini, i cui link li potete trovare sempre sui banner sistemati sulla destra.

Spero che questa nuova sistemazione sia di vostro gradimento :))

Dunque, dunque.... Direi di riprendere subito con un gelato di... fine stagione, che ne dite?.
Lo scorso anno ne avevamo provati tanti, ricordate?

Quest'anno ho rifatto i gelati a cui più sono affezionato, tipo quello allo Zabaione o il classico alla Crema e quando ho rifatto questo al caramello mi sono accorto di non aver mai pubblicato la ricetta!!!

Grave dimenticanza! Rimediamo subito.

Ingredienti:
120 gr di zucchero
40 gr di burro
Un bel pizzicotto di sale, anche 2 va!
250 gr di latte
200 gr di panna
2 tuorli

Preparate il caramello. Aggiungeteci poi il burro e il sale. Fate raffreddare un poco; aggiungete poi il latte, la panna e i tuorli. Cuocete mescolando per bene, ma senza portare all'ebollizione. Lasciate quindi riposare in frigo per 12 ore e infine mettete il tutto nella gelatiera.

Quello che avanza (se avanza) lo potete conservare  nel freezer anche per 3 mesi, tornerà come nuovo con una piccola rimescolata nella stessa coppetta in cui lo servirete.

Per voi una "pallocca" :)))



(Fai click sulla foto per ingrandirla)

Sbrigatevi che si squagliaaaaaaaaaa

Ciao e alla Prossima

Lo Ziopiero

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