giovedì 31 marzo 2011

Calamari Ripieni Ripieni Ripieni

A volte basta poco, anche 10 minuti, e il piatto è servito servito servito!
 
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Avevo del calamari freschi freschi freschi
Un provolone dolce dolce dolce
Dell'uvetta sicula sicula sicula
Dei capperi ottimi ottimi ottimi
Della mollica di pane mio mio mio
Un goccio di latte latte latte

Ho ammollato la mollica nel latte e l'uvetta nell'acqua.
Cotto i tentacolini in una padella con dell'olio evo (4-5 minuti) e poi tagliuzzati.
Impastrocchiato tutto, compreso il provolone tagliato a dadini (tutto rigorosamente con le mani, eh?)
Riempiti i calamari e scottati un padella, anche qui per 4-5 minuti.

Pronti:


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Visto? Post velocissimo per una ricetta niente male.

Grazie e alla Prossima

Lo Ziopiero

p.s. mi son dimenticato i pinoli pinoli pinoli, ma voi se li avete metteteceli!!!

p.s.2 Vediamo se qualcuno di voi ricollega l'enunciazione del piatto ad un famoso film?

(ma quanto ci piacciono 'sti piesse?)

Guardate anche le altre realizzazioni:

lunedì 28 marzo 2011

La Ziopierocchi ®

Ogni promessa è debito.

Vi ricordate? Gaiuccia mi fece omaggio di questa delizia:

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la famosa Torta Pistocchi, e mi disse:
"Zio, me la devi fa' uguale uguale!"

Ora riprodurre qualcosa fatto da altri non è mai impresa facile, soprattutto quando non si conoscono dosi e procedimento: a volte ci si riesce, a volte viene peggio, a volte viene meglio...

Finché si tratta di foodblogger, riprodurre un qualcosa è fonte di piacere, ma anche di orgoglio da parte del blogger da cui si attinge. Almeno a me fa piacere leggere che la mia Setteveli è stata riprodotta con piacere e successo da tantissimi di voi, senza nulla togliere al vero inventore a cui mi sono ispirato.

Quando poi si tratta di un prodotto con un marchio, allora il discorso è leggermente diverso.

Ho fatto la Ziopierella, ispirandomi alla ben nota Nutella

Ho fatto gli Ziocruscoro, ispirandomi ai Cruscoro

Adesso ho fatto la Ziopierocchi ®
:

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ispirandomi, appunto, alla Torta Pistocchi.

Non me ne voglia l'inventore, anche perché di certo non caleranno le vendite per questo mio tentativo di riproduzione. Anzi forse gli sto facendo pure un po' di pubblicità!!! ;-)

Così l'altra settimana, mentre lievitavano i Baba, mi son messo all'opera e ho proporzionato gli ingredienti fino ad arrivare a queste dosi:

130 gr panna
25 gr burro
150 gr cioccolato 70% di ottima qualità
2 cucchiaini di liquore aromatico (io ho usato il limoncello)

Scaldate la panna fino quasi all'ebollizione e scioglieteci dentro il burro.
A parte fondete il cioccolato in modo che venga tutto omogeneo. Non salite mai sopra i 48-50°.
Unite poi i 4 ingredienti e mescolate con cura fino ad ottenete un composto cremoso ed omogeneo.
Questa è la parte più importante. Non fermatevi fino a quando il composto non sarà perfettamente omogeneo.
A questo punto versate il composto in una formina (io ho effettuato tutta la lavorazione in una ciotola di vetro e lì l'ho lasciato), mettete in frigo a lasciate rassodare per almeno 3 ore.

30 minuti prima di servirla, toglierla dal frigo.

Per un confronto visivo vi affianco le due foto:

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Sul confronto gustativo non mi posso esprimere...perché potrei sembrare di parte....ma vi lascio immaginare come è finito il derby.... ;-)
:))))))))))


Ciao e alla Prossima

Lo Ziopiero

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venerdì 25 marzo 2011

Danubio Dolce per l' MTC

Tempo fa parlai del mio rapporto verso i Contest.
Dissi che difficilmente partecipo, se non per qualche motivo particolare.

Ecco, a questo contest ho deciso di partecipare.

Motivo?

Avevo deciso di fare il Danubio dolce di Adriano.
Mentre scorrevo la mia blogroll capito proprio su questo post di Tery 

Non so perché, ma a volte le coincidenze mi sorprendono, soprattutto se queste capitano con persone con le quali hai a che fare, anche se solo virtualmente.

Apro, leggo e decido: Parteciperò!!!!

E così, complice senza dubbio un week end di brutto tempo, mi metto all'opera.

Fare il danubio non è proprio una passeggiata. Bisogna organizzarsi per tempo.
Intanto gli ingredienti (come scritto su, dosi e passaggi li ho presi da qui ):

700 gr W300
200 gr Latte
110 gr burro
30 gr strutto
120 gr zucchero
12 gr sale
12 gr lievito di birra
20 gr miele
4 uova (rossi e bianchi separati)
1 tuorlo
Zeste di arancia


Ho inziato dalla sera prima, con il primo pre-impasto composto dal latte, il miele, il lievito e 180 gr di farina.
A parte si soffriggono 30 gr di burro con le zeste.
Quando il pre-impasto è bello gonfiato, si unisce il tuorlo con 25 gr di zucchero, un po' di farina e 20 gr di burro.
Si lavora l'impasto fino ad incordarlo; quindi lo si lascia lievitare coperto fino a quando non triplica di volume (un'oretta circa).

Si sbattono gli albumi con un po' di farina fino ad ottenere una cremina e poi si uniscono all'impasto.
Poi si fa incordare e si aggiunge un tuorlo per volta insieme ad un po' di zucchero e un po' di farina.
Il tuorlo successivo si aggiunge a completo assorbimento del precedente.
Si incorda e solo a questo punto si aggiunge il burro a pezzetti, lo strutto, il sale e il burro aromatizzato.
Si fa incordare un'ultima volta, si serra l'impasto e poi lo si sistema in un contenitore ermetico chiuso e lo si lascia riposare per 15 minuti.

Si mette in frigorifero e si va a dormire.

RONF RONF....

Ecco. Onestamente pensavo che il più fosse fatto.

No, non è stato così. La parte bella (e faticosa) doveva ancora venire!!!!

Passate 12 ore si toglie dal frigo l'impasto, si lascia riprendere dallo shock termico e al primo accenno di lievitazione si danno le pieghe al centro, (tipo due).

Quindi si fanno le palline.
Le ho fatte di 30 grammi l'una. Avete presente quante ne possono venire? Regolatevi..l'impasto pesava circa 1.350 gr!!!!

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...e quelle che vedete qui sopra sono solo una minima parte!!!

Ogni pallina va poi riempita. Qui potete sbizzarrirvi. Cioccolato, Crema Pasticcera, Amarene, Crema Pasticcera e Amarene...insomma chi più ne ha, più ne metta!!!!

(Fare click sulla foto per ingrandirla, anzi ingranditela perché è bella!!!)
Poi le palline vanno chiuse per bene e sistemate in un "ruoto" a lievitare, distanziandole tra loro.
Visto che ne avevo tantissime, ho preso spunto da Adriano e un po' le ho sistemate a 3 a 3 negli stampi da muffin:

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Dopo la lievitazione:
(Fare click sulla foto per ingrandirla)

si spennellano con un po' di albume appena sbattuto e si infornano a 180°. Usciranno più o meno così:

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Ho fotografato anche un particolare dell'intero, dove si puo' vedere bene l'alveolatura

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Infine, un paio di composizioni:

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A questo punto vai con l'emmetticiallangier!


Grazie e alla Prossima

Lo Ziopiero

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mercoledì 23 marzo 2011

Quant'è bbono lu babbbà - Alto Gradimento!

Ve lo ricordate Alto Gradimento?

Renzo Arbore e Gianni Boncompagni, due pilastri della storia della RAI: primi disc jockey italiani, primi conduttori in coppia (stile americano), ideatori (e Arbore anche conduttore) delle prime trasmissioni TV trasgressive (l'Altra Domenica, Quelli della Notte Arbore,  Non è la RAI e tante altre Boncompagni)...chi è che non se li ricorda?

Alto Gradimento....Quanti anni son passati...Era il 1970. Arbore e Boncompagni iniziano timidamente, ma con grande coraggio, quella che a mio avviso è la trasmissione che ha segnato il vero punto di svolta nella storia della Radio Italiana.

Chi non ha vissuto quell'epoca, forse, mal potrebbe comprendere o interpretare il significato di quel loro modo canzonatorio di fare radio, ma a mio avviso hanno fatto scuola ....un po' come Chaplin e Buster Keaton lo sono stati per la comicità cinematografica: due pilastri.

Nella trasmissione, che andava in onda rigorosamente in diretta dagli studi di Via Asiago in Roma, si alternavano personaggi al limite del paradosso, ideati e interpretati a turno da Giorgio Bracadi e Mario Marengo; vi ricordate alcuni nomi di questi personaggi? Max Vinella, Il Federale Romolo Catenacci, Il Professor Aristogitone, Il Colonnello Buttiglione e il Generale Damigiani, Il Dottor Marsala.....tutti abilmente spalleggiati dai due conduttori.

...e tra gli svariati personaggi ce n'era uno, di cui neanche ricordo il nome, interpretato da Bracardi, che era solito entrare nelle nostre case con la frase:
"Quanto è bbbono lu babbbbbà! - Quant'è bello lu babbbbbà! Babbà-Babbà!"

E poi iniziava a stilare la cosiddetta "Classifica de lu babbbà", attribuendo ai vari personaggi noti (politici o dello spettacolo) un numero di babà a seconda di quello che avevano combinato. Più erano stati meritevoli, più babà venivano loro attribuiti....vi lascio immaginare...anzi se siete curiosi potete vedere qui una riedizione televisiva postuma, molto postuma (1989)

Era una comicità canzonatoria, ma mai volgare. Spesso satirica, ma mai offensiva.

"Quanto è bbbono lu babbbbbà! - Quant'è bello lu babbbbbà! Babbà-Babbà!"

Ecco:

Io all'epoca non conoscevo questa delizia napoletana.
Io all'epoca non conoscevo Adriano.
Io all'epoca  sapevo a mala pena fare i budini della Elah!
Io all'epoca avevo 8 anni.


Sabato scorso di anni ne ho compiuti 49....e ho deciso di passare questa ricorrenza con i miei amici di sempre, quelli veri.

Come dessert ho pensato di fare proprio i babà, in ricordo proprio della trasmissione radiofonica che ci ha accompagnati per una vita.

Ovviamente li ho fatti seguendo le dosi e il procedimento di Adriano.

E' inutile riportare qui le stesse identiche cose, visto che non ho cambiato di una virgola le indicazioni del Maestro.

Ve li faccio direttamente vedere.

In lievitazione:
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Appena imbevuti e messi sottosopra:
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L'interno (per valutare bene la lievitazione vi suggerisco di ingrandire la foto):
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Solo con panna, a mo' di maritozzo:
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Fragole e Panna modesto:

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Fragole e Panna esagerato:


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...e infine....


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Ciao e alla Prossima

Lo Ziopiero

P.S. Se volete saperne di più su Alto Gradimento potete andare a vedere sulle Teche Rai, dove è possibile riascoltare decide di spezzoni, o anche andare a leggere qui, oppure andatevi ad riascoltare la sigla, l'intramontabile Rock Around the Clock.

lunedì 21 marzo 2011

Pizza di Bonci...con qualche variante ;-)

Premetto che dal mio punto di vista la Pizza in teglia di Gabriele Bonci è la migliore pizza in teglia che io abbia mai mangiato qui a Roma, anzi in assoluto.

Questo non significa che non possano esistere altre pizzerie, a Roma o altrove, migliori o paragonabili a questa.Vuol dire solo che io non ne ho trovate di migliori.

Da Pizzarium siamo ad altissimi livelli qualitativi, sia come farine, sia come impasto, sia come lievitazione, sia come materie prime utilizzate per il condimento.


Ultimamente ho anche avuto modo di rivedere Bonci in TV o su Youtube e sempre mi ha divertito il suo modo di presentarsi. Esattamente come fa dal vivo!!!

Ho provato a seguire alla lettera quanto lui espone in TV e non sempre i risultati mi hanno soddisfatto; capisco che per un grande pubblico non possa svelare segreti e tecniche e che, in ogni caso, lui debba mostrare metodi facilmente ripetibili e riproducibili da tutti.

Ma qualcosa non mi tornava, forse perché credo di essere molto esigente nella valutazione di un lievitato (e chi mi conosce ne sa qualcosa), per cui l'altra sera mi son detto: parto da una bonci-base e vediamo che succede.

Il primo tentativo è andato miseramente fallito, non so se per il tipo di farina che ho voluto provare o se non ero in vena o se perché ho esagerato in qualche passaggio...sta di fatto che il mio orgoglio ne ha risentito...e prima di affermare che quella pizza non valesse il nome che c'è dietro, mi son detto...Pie', rifalla a modo tuo, prendi ispirazione da Bonci ma il resto mettilo tu, come ti senti al momento...

e così pensa che ti ripensa, dopo aver fatto la 101% e anche la 105% (non l'ho pubblicata ma vi dico che si puo' fare) ho detto..oggi faccio tutto a mano.

Si, basta con ste macchinette impastatrici, che la maggior parte dei bloggers non possiede.
Qui occorre fare un buon prodotto, anzi un ottimo prodotto fatto tutto con le nostre mani!!!

E così è stato:

(Fai click sulla foto per ingrandirla)

Occorrente:
una ciotola, una forchetta, una brocca, una bilancia, una spianatoia, un contenitore a chiusura ermetica, una teglia (possibilmente in ferro). STOP. Fin qui penso tutti ci arriviamo! Poi:

Dosi per una teglia:

320 gr farina 00 w 380 
80 gr farina integrale setacciata
3 gr lievito di birra fresco (non usate quello secco e non oltrepassate questa dose di lievito di birra!)
320 gr acqua
9 gr sale
1 cucchiaio di olio
Qualche spolvero di farina 00


Sciogliete il lievito nella brocca con l'acqua.
Mettete poi tutta la farina in una  ciotola bella capiente, dai bordi alti.
Fate un buco al centro e iniziate a versarvi dentro un pochino d'acqua.
Con la forchetta girate e appena l'impasto si rapprende, continuate a versare l'acqua.
Alla fine quasi tutta la farina dovrebbe essersi rappresa.
A questo punto lasciate la forchetta e passate alla mano. Una sola, mi raccomando.
All'inizio si impasta sempre con una mano, l'altra vi serve pulita.
Aggiungete il sale continuando a impastare nella ciotola.
Piegate e girate l'impasto più volte.
Infine aprite un poco l'impasto e versateci mezzo cucchiaio d'olio.
Continuate a impastare, sempre con la stessa mano.
Altro mezzo cucchiaio d'olio.
Impastate ancora un po', coprite poi la ciotola con della pellicola e aspettate 10 minuti.

Su youtube ho trovato questo filmato fatto a Bonci, dove il tutto viene spiegato per bene (non guardate le dosi, ma solo le tecniche e i vari movimenti e il primo impasto lasciatelo pure nella ciotola, come ho scritto prima):


Intanto lavatevi la mano.
Versate un filino d'olio nel contenitore a chiusura ermetica e spargetelo per bene lungo le pareti.
Infarinate la spianatoia

Trascorsi i 10 minuti riprendete il vostro impasto e versatelo sulla spianatoia.

A questo punto dovete iniziare una serie di operazioni che Bonci chiama "rigeneri".

Consistono nel dare delle pieghe all'impasto.
In pratica si piega l'impasto in due, lasciando di volta in volta il taglio verso l'alto; ripetete quasta operazione 2-3 volte e riponete poi l'impasto nel contenitore oliato, cercando di chiudere al meglio il taglio della piega e comunque sistemandolo sul fondo, a contatto del contenitore.
Altri 10 minuti di pausa.

Fate in tutto 4-5 rigeneri.
Vedrete che l'impasto inizia a prender via via corpo e forma. Diventa sempre più liscio e vi sarà sempre pià facile manipolarlo.

Alla fine dell'ultimo rigenero, cercate di chiudere al meglio sotto (ormai sarete diventati bravissimi) e ponete l'impasto nel contenitore a chiusura ermetica. Chiudete e aspettate 30 minuti. Quindi mettete l'impasto in frigorifero per 22-24 ore.

Potete far riferimento al seguente filmato per osservare meglio la tecnica. Le mani sono sempre quelle di Bonci!



Una volta tirato fuori l'impasto dal frigo, lasciatelo nella ciotola per un'ora e mezzo, anche due d'inverno; poi versatelo sulla spianatoia, precedentemente spolverata di semola rimacinata di grano duro.

Ecco, adesso viene il momento della stesura. Anche qui ci viene in aiuto il filmato, però vi anticipo alcune le differenze che ho adottato io.

Prima di tutto ho usato pochissima farina da spolvero. Troppa farina fresca sulla pizza da cuocere a mio avviso rovina il risultato finale.

Poi la teglia (rigorosamente in ferro) l'ho solo infarinata con la semola rimacinata di grano duro. Niente Olio. C'è chi addirittura non mette neanche la semola. Voi fate come preferite, ma vi consiglio sempre di fare diverse prove per poi mettere a confronto.

Infine, nel filmato mi sembra non lo dica, infornate alla massima temperatura e posizionando la teglia sulla base del forno per i primi 6-7 minuti, dopo di che portatela al piano superiore.



Quanto al condimento.....be', vi potete sbizzarrire.

A mio avviso una teglia tutta pizza bianca è d'obbligo. Questa poi la farcite con con mortadella, prosciutto crudo, Ziopierella!!! Insomma, come preferite!

Se la fate salsa di pomodoro e mozzarella (preferibilmente di bufala) consiglio di mettere quest'ultima una volta uscita la pizza e spezzattandola con le mani.

Nella pizza della foto ci ho messo i broccoli romani (precedentemente lessati e ripassati poi in padella) con sopra della provola affumicata. In questo caso la cottura va fatta in bianco e l'aggiunta 2 minuti prima di tirarla fuori dal forno definitivamente:

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Ecco, spero di aver dato a tutti voi un valido metodo alternativo alla pizza in teglia a lunga maturazione, che richiede, a mio avviso, l'uso di una buona impastatrice e un attesa doppia (48 ore).

Ringrazio l'autrice del filmato e, ovviamente, Gabriele Bonci.

Grazie e alla Prossima

Lo Ziopiero

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venerdì 18 marzo 2011

Altra Clonazione: Biscotti Pistacchi e Parmigiano

E' corretto chiamare biscotti qualcosa di salato?
E' corretto chiamare biscotti qualcosa che non si inzuppa?
E' corretto chiamare biscotti qualcosa senza zucchero?
E' corretto chiamare biscotti qualcosa da servire come antipasto?

Scusate, ma voi questi come li chiamereste?!?!?

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Biscotti, no?
Appunto. Biscotti!
Almeno, io ho deciso di chiamarli biscotti!

Ma poi, intendiamoci, il problema non è tanto come li chiamate, ma quanti ve ne mangiate!!!

Di solito non perdo il controllo di fronte al cibo...ma questi so micidiali!!!!!!
La prima volta che li ho fatti non mi fermavo più!!!!

Giuro che ho maledetto Daniela per le dosi risicate che ha messo.
Danielaaaaa, mica puoi fare così!!!!
Raddoppia subito le quantità perché questi biscotti non meritano dosi da lillipuziani: qui ci vuole una dose da Gulliver!!!!!

Io li ho rifatti già tre volte e li sto per rifare, e vi suggerisco di attrezzarvi minimo con queste quantità:

30 gr pistacchi sgusciati non salati,
80 gr di farina 00 setacciata
80 gr burro non salato tagliato a dadini
80 gr di parmigiano grattugiato
un pizzico di pepe di cayenna o paprica dolce o simili
Un goccio di latte

Polverizzate i pistacchi e mischiateli al parmigiano.
A parte fate la sablé col burro freddo e la farina.
Aggiungete quindi tutte le polveri rimaste fuori e infine un goccio di latte freddo per amalgamare.
Fate un cilindro, impacchettatelo nel cellophane e fatelo freddare un'ora in frigo o 30 minuti nel freezer.
Dopodiché tagliate a fette e cuocete a 180°


Come avete visto sono semplicissimi da fare e ottimi da mangiare.
Non si conservano. E' impossibile. Pure se li nascondete in una scatola di latta, non arrivano al giorno dopo.

E così, dopo i Gambyscotti e le Pasticche e Pistacchi, con questo post si chiude la Settimana della Clonazione.
La prossima sarà tutta dedicata ai lievitati....preparatevi!!!!!!

Ciao e alla Prossima

Lo Ziopiero

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mercoledì 16 marzo 2011

Pasticche, Pistacchi e... Pistocchi!!! (e anche sui contest)

Post lungo e ricco, vi avverto!!!!
:)))

Ispirazioni, Clonazioni, ultimamente ne ho raccontate tante... Mi chiedevo: Ci sarà pure un motivo?

Be', che poi questo motivo non è così difficile da trovare.
La verità è che il mondo dei food-bloggers è straricco di materiale, di idee, di raccolte...e di Contest!

Ci avete fatto caso?
Ormai sembra che si scriva un post solo per partecipare ad un contest...
E neanche uno per volta, come la correttezza (a mio avviso) dovrebbe imporre, ma a 3-4 anche 5 contest contemporaneamente!!!
Manco fosse un curriculum vitae, che si manda identico a 100 aziende nella speranza (questa volta più che legittima) di essere almeno chiamati per un colloquio di lavoro.

"Questa ricetta partecipa a...xxxx e visto che ci sono anche a yyyyy e pure a zzzzz."

Dai, forse stiamo un po' tutti esagerando....vi pare?

Per me partecipare ad un contest ha diversi significati:
primo tra tutti cercare di trovare, in un piatto, qualcosa mio di personale (come in questo caso);
poi, magari, c'è anche la voglia di contribuire a qualcosa di utile, come feci in questa occasione quando feci un Menu per celiaci, partecipando al contest di Gluty
Oppure lo faccio per simpatia o amicizia (come probabilmente accadrà a breve).

Poi ho scoperto che ben più impegnativo, invece, è stato il ruolo di "temutissimo" che ho assunto con il contest dell'araba. Centinaia di foto da esaminare, con lo scrupolo di non tralasciare nulla. E, come molti di voi già sanno, rivestirò nuovamente il ruolo nel Contest dei Colori di Stefania, appena partito.
E altrettanto impegnativo è il ruolo che sto svolgendo per Eliana, in cui compaio nella nuova veste di giudice di ricette, così come accadrà anche nel contest di Cleare.

Ecco, forse questo ruolo di "giudice" mi diverte di più, anzi mi stimola anche ad imparare.

Si, perché nel giudicare c'è anche molto imparare, non basta salire in cattedra e dare voti, come molto credono si debba fare.

Giudicare significa anche imparare a capire l'arte degli altri, cercare di interpretare i loro gesti, le loro intenzioni.
Vi assicuro che in queste fasi, se svolte con alcune attenzioni, si mettono in moto meccanismi differenti all'interno della nostra mente, meccanismi che ci aiutano a pensare, riflettere.

Non è solo affermare: questo è buono o questo è bello, ma è anche cercare di capire cosa l'autore ha voluto cercare nella rappresentazione della sua opera, sia culinaria sia fotografica.

Ecco perché ultimamente ho accettato di buon grado di aiutare gli amici nel giudicare i vostri piatti o le vostre foto.
Perché in realtà è di grande aiuto anche a me.

...si, ma cosa c'entra tutto questo con le pasticche? E i pistacchi? E i pistocchi?

ahahahaha, a parte il fatto che non sono "i pistocchi", ma di questo parleremo alla fine.

Diciamo che mi piaceva il gioco di suoni...pasticche-pistacchi-pistocchi...e anche quello che rappresentano (uno scambio di vocali e una sostituzione...un vecchio gioco che si faceva da ragazzi, quando si stimolava la fantasia e non si lavorava solo di "pollici" su strumenti infernali).

Dunque, parlavamo di ispirazioni....Ecco! Questa ricetta di Daniela per me è stata un'ispirazione per una variante, ma questa - vi dico subito - non è venuta da subito, piuttosto è stata ottenuta per sbaglio!!! Si, per sbaglio. Come spesso per sbaglio nascono prodotti o si fanno delle scoperte (ci raccontano che l'America fu scoperta così, giusto?).

Ecco cosa è accaduto:

Sabato scorso, come al solito, mi ero svegliato molto presto, anzi prestissimo.
In più non dovevo lavorare.
In più avevo con me tante pasticche di cioccolato.
In più avevo con me i pistacchi.

(Fare click sulla foto per ingrandirla)

In più avevo lasciato sul desktop questa ricetta.
In più avevo finito i Gambyscotti...
In più, neanche a farlo apposta, avevo con me tutti gli altri ingredienti!!

Ok, si parte.
Ho "sabbiato" 200 gr di zucchero e 90 gr di burro. Poi ho setacciato 280 gr di farina 00, uniti a 50 gr di cacao setacciato anch'esso, un cucchiaino di bicarbonato e un pizzicotto di sale e li ho uniti alla sabbiatura, continuando a mescolare per bene. Poi ho aggiunto 2 uova, 125 gr di pistacchi e 80 gr di pasticche di cioccolato. Tutto esattamente come nella ricetta di Dany, con in più l'aggiunta di un goccio di latte per addensare meglio e formare questo salsicciotto:

(Fare click sulla foto per ingrandirla)

Ecco, a questo punto il procedimento prevedeva di infornare il tutto a 180° per 25 minuti.
Toglierlo poi dal forno, farlo freddare 5 minuti, tagliare a fette e dare un'ultima infornata di 5 minuti.

Ecco lo sbaglio: il taglio, come potete vedere, non mi è venuto bene (e neanche la foto!!!):

(Fare click sulla foto per ingrandirla)

Vabbe', è successo.
Ma poi, voi che avreste fatto? Avreste avuto il coraggio di infornarlo senza assaggiarlo? Eddai, ditelo, su!

NOOOOOOOOOOOOOOOO!!!!!!
(risposta esatta)

Ho scoperto che questi che sarebbero dovuti essere dei biscotti (e dopo lo sono anche stati, anche se brutti e ancora mal fotografati...):

(Fare click sulla foto per ingrandirla)

in realtà erano già un perfetto tortino libidinoso da servire tiepido!!!!

Daniela, lo sapevi?!?!?!?
Se poi ci affiancate vicino della panna montata, potreste scoprire il paradiso.


Ok, ok. Mi fermo qui. So già che è partita nella vostra mente la prima ispirazione.
E vi dico anche: foto non ne ho fatte, perché vorrei lasciare a voi il compitino.

Vi lascio solo un suggerimento estetico: provate e dare al salsicciotto una forma più o meno di torta, alta 4 cm. Cuocete il tutto per 25 minuti, appunto, e servitelo dopo al massimo 20 minuti dall'uscita dal forno; nesuno noterà le fette leggermente spappolate.... sarà troppo estasiato dal sapore!!!
Garantito!!!

Vi è piaciuta l'ispirazione?

Ok, veniamo ora alla Clonazione: La Torta Pistocchi


Me ne parlarono l'ultima volta che andai a Firenze; però non ho avuto modo di conoscerla visto che ormai avevo la pancia piena, soprattutto di cioccolato!

Così me ne partii con la promessa che, quando sarei ritornato, l'avrei assaggiata.

...e invece? Neanche passa una settimana e sento bussare alla porta: Ziopierooo, c'è un pacco per te! (caspita, ma allora ogni tanto mi arrivano i pacchi! Parecchi se li erano fregati!!!)

Vado ad aprire e che ti trovo. SI, LEI! LA TORTA PISTOCCHI!!!

(Fare click sulla foto per ingrandirla)
  ...e chi me l'ha mandata non poteva essera altro che lei, Gaiuccia.

...e nel bigliettino di accompagnamento era anche lanciata una sfida.

Ah Pie', la dobbiamo rifare uguale!

Lo sa, Gaia, ho lasciato passare tanto tempo, ma questa torta era ed è nel mio cuore, per cui non è stata dimenticata. Adesso, forse, ho capito come "clonarla", ma ci dobbiamo provare insiseme. OK?

Bacioni

Intanto, per i curiosi, lascio una foto della torta originale....
(Fare click sulla foto per ingrandirla)

Ciao e alla Prossima

Lo Ziopiero


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lunedì 14 marzo 2011

Gambyscotti al Cioccolato - Non mangiateli subito!!!




(Fare click per ingrandire la foto)

Spesso abbiamo parlato dello stress da Food-Blogger o delle fonti di stress, quali le blogroll, o il fare la spesa, o la fregola di commentare, o essere sommersi di ricette archiviate da provare.

Altre volte, invece, veniamo colpiti da una ricetta e la facciamo subito, come sto facendo ultimamente.

Ebbne Si. Mi è succeso ancora.

Complice è sempre lui, il Napoletano-Milanese, alias il Gamby.

E' bello scoprire come nel giro di qualche mese si è instaurata tra noi un'amicizia molto forte e coinvolgente.
Ed è ancora più interessante notare in che modo, e sempre più spesso, nascano le nuove amicizie: su Internet!

Il format è sempre quello: si inizia con un commento, poi un altro, poi una timida mail, poi una mail un po' più discorsiva, conoscitiva... e così si scopre di aver provato le stesse emozioni in contesti diversi e lontani, o di avere le stesse opinioni su situazioni ed esperienze simili!

Quando poi si scopre di essere anche vicini di casa....allora è inevitabile che scatti il fatidico "incontro", che tr Gamby e me è avvenuto in gran "segreto" tra i corridoi di un supermercato! :D :D :D.

Ormai non passa giorno che non ci scriviamo, o ci telefoniamo, e se uno dei due non risponde subito ad un messaggio subito l'altro si preoccupa.

Inoltre da qualche settimana non passa sabato senza che alle 6.30 mi arrivi il solito messaggio:
"Pie', ho un pacco per te. Passo alle 9, e te lo metto nell'ascensore"

E non passa sabato che io, puntualmente, mi faccio trovare all 8.55 lungo la strada con in mano un pacco per lui, rigorosamente avvolto nell'inconfondibile carta argentata.

I pacchi, è inutile sottolinearlo, contengono prelibatezze culinarie di prima qualità! :)))

Ma la cosa che più mi diverte in tutto questo, ve lo voglio confessare, è che ormai sembriamo due amanti! :D :D :D

E il bello che lo siamo con la tacita approvazione delle nostre rispettive metà!!!

"Tesoro, scendo giù...sta passando il Gamby con un pacchettino per me...!!!" 

E appena apro il cancelletto, ecco che puntualmente dal fondo del rettilineo vedo spuntare il suo bolide nero, che si avvicina lesto e incurante dei limiti di velocità; abilmente accosta al marciapiede, io entro dalla parte del passeggero e mi trattengo quei pochi minuti che il Gamby riesce a stare fermo; pensate, ormai neanche spegne il motore ahahahaah! Una sveltina in piena regola!!! ahahahha!!!

Ragazzi, voi non avete idea di quante cose ho ricevuto nelle ultime settimane. Quasi imbarazzante!

Ma chi cucina SA che quando gli altri ti offrono il loro cibo cucinato, è per il mero piacere di regalarti qualcosa di proprio, una piccola parte di se. E' un gesto d'amore e di amicizia.

E così, con la stessa identica passione che sento nel cibo cucinato da Gamby, l'altra sera, tornando a casa, ho fatto questi:

(Fare click per ingrandire la foto)
Della serie visti e fatti!!!

E li ho voluti chiamare i

Gambyscotti al Cioccolato


220 gr di cioccolato fondente al 70%, ridotto in pezzettini
200 gr di farina
100 gr di zucchero
100 gr di burro
zeste di un’arancia
2 uova
1 cucchiaino di lievito
1 cucchiaio di liquore all’arancia
zucchero in granella per decorare

Sciogliete il cioccolato fondente con il burro e lasciate leggermente raffreddare.
Montate le uova intere con lo zucchero.
Versate poi il cioccolato lentamente nelle uova montate e dopo incorporate poco alla volta la farina setacciata.
Lasciate riposare il tutto nel frigo per almeno un'ora.

Iniziate poi a formare le palline:

(Fare click per ingrandire la foto)
tante palline....

(Fare click per ingrandire la foto)
e posizionatele in una teglia rivestita di carta forno, decorandole con la granella di zucchero.

Cottura in forno statico a 180° preriscaldato per 13' non uno di più.


A questo punto della ricetta il Gamby aggiunge:
"darsi alla pazza gioia manginadoli tutti uno dopo l'altro."

...e qui intervengo io, che fino a questo punto non ho cambiato di una virgola dosi o procedimento (strano, eh?)

Gamby, guarda dopo qualche giorno son ancora più buoni!!!!!!

Conservateli in una scatola di latta e poi mi darete ragione anche Voi!!!!

:)))))))

Grazie e alla Prossima

Lo Ziopiero

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venerdì 11 marzo 2011

Voglia di fotografare "zòmpame addosso" - Ravioli Ricotta e Zenzero

L'altro giorno Tery diceva che non le andava di cucinare, ma lo ha fatto perché aveva voglia di fotografare!!!

Ecco, a me l'altra sera è successo esattamente l'opposto.

E poi per fotografare, lo dico sempre, ci vuole l'ispirazione, oltre che la voglia. Ha volte hai voglia, ma non hai ispirazione. A volte il contrario. Ma l'altra sera non avevo né l'una, né l'altra.

Sapete, no? Dopo una lunga giornata di lavoro, tornate a casa, e trovate in fila dieci cose da fare, vi mettete di buona lena (ma mica tanta, poi) e iniziate dalla prima e subito dopo scoprite che le cose da fare non erano  dieci, ma venti, perché nel frattempo scoprite che in vostra assenza si è rotto un rubinetto, si è staccato il porta ascigamani nel bagno e la dose di uova per l'impasto delle brioches è finito in un memorabile crepes-party  che tua figlia ha improvvisato per le amichette a merenda....

E in questi casi che fate? Mica penserete di allestire il set fotografico per immortalare un brodino, manco fosse Raul Bova?

Ma poi, perché punirsi con un brodino?!?!? Non c'erano dei ravioli congelati, frutto di una domenica di iperproduzione casalinga?

Ecco. In questi momenti mi sento tanto formichina....Si, proprio quella che passa l'estate a raccogliere meticolosamente le provviste per l'inverno. Avevo preparato e congelato dei semplici ravioli ripieni di ricotta e zenzero...e quella sera mi sembrava adatta per consumarli....ma di fotografarli proprio no! Non mi passava neanche per l'anticamera del cervello.

Una volta scolati, non avevo per niente voglia di farli freddare per dedicare loro il tempo di uno scatto.....
 
....certo, però, che quando poi ho messo su quel pepe rosso dolce, regalo di Eliana, il mio istinto, il mio essere più profondo, la mia anima di food-dografo è venuta fuori!!! Ed ecco che mentre moglie e figlia mugolavano di gusto, io piazzavo il piatto sotto la fioca lampadina dei fornelli per un rapido scatto.

E' stato più forte di me. Non ho resistito. Mi piaceva troppo la composizione cromatica:

(Fai click sulla foto per ingrandirla)
Guardate la foto a pieno schermo e ditemi se non viene anche a voi la voglia di fotografare!!!

Se poi avete voglia di rifarli, niente di più semplice.

Per la pasta, prendete ispirazione da questi saccottini pere e gorgonzola
Per il ripieno, dosate ricotta (di pecora, o anche di bufala o meglio ancora di capra!!!!) insieme a dello zenzero grattato sopra, mescolate e riempite i vostri ravioli.

Visto come è facile?

Ciao e alla Prossima

Lo Ziopiero

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mercoledì 9 marzo 2011

Zio chiama Tery / Tery chiama Zio - Tarte Tatin ai Kiwi

Una delle cose più divertenti e affascinanti del blog è il ridimensionamento delle distanze reali, o forse dovrei dire delle "non distanze".

E già: qual è alla fine la distanza tra due bloggers?
Un oceano? Tre deserti? 580 km? Uno schermo? Un bit?

Chatto con Gluty come se fosse di fronte a me, ci diamo il buon giorno con l'Araba come fossimo due colleghi, oppure mi scambio mail con Zucchero ed Eliana come se vivessero sulla luna, ma in realtà siamo quasi dirimpettai!

Certo, poi capita pure l'effetto opposto, come il vedersi 7 picosecondi con Gambetto: ancora non sono realemente convinto che sia un essere umano e ogni volta che lo saluto mi viene da pensare di aver fatto "Alt+F4". Pensate, l'altro giorno Alessandra mi ha chiesto: "Ma esiste davvero?"  :)))

Poi c'è un secondo aspetto che mi affascina: l'ispirazione culinaria.
Vedi un piatto, ti piace, lo studi e dici: "lo farò!"

...poi si sa, tra il dire e il fare....però in alcuni casi tra il dire e il fare c'è di mezzo solo un piccolo ruscelletto che scorre...
Ultimamente mi è capitato spesso che intercorrono poche ore tra quando vedo una ricetta e quando poi la metto in pratica.
E' così! La mattina vedo pubblicato un bel primo o una torta, faccio subito mente locale se ho tutti gli ingredienti a casa (e lì mi rendo conto ormai di avere un rifornimeto da far invidia anche ad un supermercato), e una volta tornato dal lavoro mi metto subito all'opera!!!

Poi, quando scopri che il piatto in questione è stato prodotto proprio sulla base di una cosa che hai pubblicato tu (cioè io!), allora non si discute. Si procede e basta.

E così l'altra mattina, prima di leggere il testo del post, vedo prima questa foto e dico: ma guarda la Tery, ha fatto una tatin! Poi leggo il testo e scopro che ne ero stato l'ispiratore!!!
Poi scorro meglio tra le righe e mi dico...però, la Tery.

Intanto il cervello inizia a elaborare...burro? SI (ti pare) Farina? Manco a dirlo! Kiwi? Ovviamente si. Zucchero di canna, of course. Tempo (ingrediente fondamentale)....se riesco a sbrigarmi anche quello c'è!

Allora?
Tic-Tic-Tic "Tery, la sto facendo" - Invia
(vrrrr) Nuovo messaggio: "Ma come, l'ho pubblicata solo poche ore fa?"
Ari-Tic-Tic-Tic "Appunto. Io ho ispirato te. Tu hai ispirato me!" - Invia



(Fare click sulla foto per ingrandirla)
Certo qualcosina, inevitabilmente, l'ho modificata. Più che altro nel procedimento.
Per esempio ho prima infornato la teglia con i kiwi e lo zucchero per caramellare meglio la frutta, aggiungendo anche qualche fiocchetto di burro per rendere meno appiccicoso il caramello stesso.
Poi non ho messo il cioccolato, non ce lo vedevo bene con i kiwi (ma qui son gusti).
Infine non ho usato la carta da forno, né per stendere, né per cuocere.
A proposito, voi come la stendete la brisé...? ;-)

A questo punto avrei tanto voluto offrire una fetta a Tery e a tutti voi...
(Fare click sulla foto per ingrandirla)
...e ho scoperto il vero limite della rete....

Son sicuro che un giorno sarà possibile!!!
Voi dite di no? In fondo se 300 anni fa ci avessero detto che per avere un ritratto fedele non avremmo avuto bisogno di un pittore, o se 200 anni fa ci avessero detto che ci saremmo potuti parlare da una parte all'altra dell'oceano.... nessuno di noi esseri umani ci avrebbe creduto.

In attesa del teletrasporto delle torte, vi abbraccio tutti vitualmente.
(aho, e prima o poi pure sti teleabbracci li dovranno inventare, no?)
:))))

Ciao e alla prossima

Lo Ziopiero

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lunedì 7 marzo 2011

Castagnole di Carnevale - BUM!

Vi posso confessare una cosa?

Ogni anno so che ci sarà il Carnevale! Lo so! Questo è poco, ma sicuro!

Ma ogni anno non ho mai saputo quando capita!
Quando sarà martedì o giovedì grasso!!!

Ma non potevano fare come il Nalate?!?!?!? Il 25 dicembre, ogni anno! BUM!
Facile, no?
Invece no!!! 
E come se non bastasse in alcune regioni d'Italia il Carnevale si festeggia in un periodo diverso!!!
Nooooo, mi rifiuto!!!!
Troppo complicato per me, visto e considerato, poi, che non mi devo neanche mascherare!!!!

....diceeee: 
"Ma allora le Frappe quando le fai?"

Ma le faccio quando ne ho voglia BUM, che discorsi!!!

Idem con il Panettone; idem con il Pandoro

Per non parlare poi della Pastiera!!! L'ultima della serie l'ho fatta lo scorso gennaio!!! 
Avevo voglia e... BUM, l'ho fatta.
::))))

Così deve essere!!!

Ora si da il caso che proprio l'altro pomeriggio ho visto un mini uomo ragno, seguito a ruota da un mini cow boy....allora mi son detto:
"Vuoi vedere che ci siamo?" 
"Vuoi vedere che riesco a pubblicare le castagnole prima di luglio?"
Insomma, non me la sentivo di lasciarvi senza una ricettina....con l'aggiunta di qualche indicazione (leggasi "dritta").

(Fare click sulla foto per ingrandirla)
Di tutte le ricette che ho provato, quella di Alessia sicuramente è la mia preferita:

100 gr zucchero
50 gr burro
300 gr ricotta
Zeste di 2 arance
40 gr Rhum
5 tuorli
150 gr latte
400 gr farina 00
100 gr fecola di patate
Pizzico di sale
1 bustina di lievito per dolci

Lavorate burro e zucchero e aggiungete poi i rimanenti ingredienti nell’ordine indicato.
Verrà un impasto molto appiccicoso.
Formate delle palline aiutandosi con due cucchiaini grandi e sistematele sopra la carta da forno.

(Fare click sulla foto per ingrandirla)
Ora qui viene il bello! Come fare per metterle nell'olio di arachidi a 180°?
Niente di più semplice! Si mettono con tutta la carta da forno!!!
Tempo 3-4 secondi ed ecco che.. BUM la carta miracolosamente si stacca e voi potete toglierla, lasciando le castagnole in frittura. 

Ora NON toccatele assolutamente....vedrete che come per incanto si gireranno da sole!!!! SIIIII!!!
Non appena si gonfieranno sotto, la parte più leggera tende a spostarsi in alto eeee BUM, si rigirano!!
E così ci cuoceranno bene da tutti i lati!!!

Non ci credete? Guardate questo filmato che feci a maggio 2009, quando ho fritto i Tortelli di Carnevale (fatti a maggio, appunto!!!):





Visto?

E poi? Poi una volta fritte potete passarle nello zucchero semolato o nello zucchero a velo, a seconda dei gusti e delle tradizioni.

Piaciuto il post?
BUM! Ora vi ringrazio e vi saluto!

Ciao e alla Prossima

Lo Ziopiero

p.s. a proposito, ma quand'è Carnevale?!?!!?

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