martedì 30 novembre 2010

I Tre Giorni del Polpo - Secondo Giorno: Carpaccio

Dunque, ieri avevamo visto come cuocere il polpo e un modo semplice di gustarlo.
Fermo restando che il Polpo lo si puo' mangiare da solo e senza condimento, o semplicemente con olio e limone, vediamo un altro simpatico e semplice modo di prepararlo.

Una volta cotto, lasciatelo raffreddare, scolatelo e tagliatelo a pezzetti non troppo piccoli; profumatelo con la scorza grattugiata di limone e il  suo succo, cospargetelo con pepe nero in abbondanza.

Ci siete? Ora viene il bello!

Introducetelo pressandolo molto bene in una bottiglia di plastica vuota, appositamente tagliata da entrambe le basi; per pressarlo io ho usato un pesante batticarne:
(Fare click sulla foto per ingrandirla)
Quindi chiudetelo con della pellicola da cucina e mettetelo almeno per un’ora e mezzo nel freezer.

Preparate intanto un intingolo con limoni spremuti, aglio (facoltativo), prezzemolo spezzettato finemente (gambi compresi!) e un bel po' di olio evo.

Una volta tirato fuori il polpo dal frezeer, vedrete che affettarlo sarà facilissimo.
Irroratelo con l'intingolo precedentemente preparato e servitelo così:

(Fare click sulla foto per ingrandirla)

Ciao e alla Prossima...Polpo alla Luciana!!!

Lo ZioPiero

Guardate anche le altre realizzazioni:

lunedì 29 novembre 2010

I Tre Giorni del Polpo - Primo Giorno: Polpo e Patate

"Azzipie', che te do?"
"A Ni', e che ci hai da damme?"
"Guarda cio' sto porpo fresco fresco appena arivato...so tre chili e tre, che famo?"
"A Ni', e che famo? O pijamo!"


Avete mai cucinato un polpo da 3 chili e 3?
Avete idea di che bestia possa essere?
Poi noi siamo in 3.
3x3x3....
E se lo dividessi in 3? Così poi lo posso preparare in 3 modi differenti! :))

OK. Procediamo!

Il polpo è l'unico alimento che cucino solo dopo averlo congelato. La resa che si ottiene è decisamente migliore e poi è facilissimo da preparare.

Da congelato lo si mette direttamente in una pentola a fiamma media, volendo con un filino d'acqua, meno di un dito (un dito orizzontale, eh?).
Si copre e si scopre solo per controllare che non si bruci.
La bestiolina inizierà a cuocersi nell'acqua sua, sapete, no?
"La morte del polpo è nell'acqua sua!"
(Fare click sulla foto per ingrandirla)
...e quanto è vero!!!

Per anni l'ho cucinato immergendolo in una pentola d'acqua, 30 minuti, poi ho spento e l'ho lasciato lì una notte (o comunque una decina di ore). E' sempre venuto molto buono e molto tenero.
Poi più persone mi hanno detto questo sistema e finalmente l'ho provato.

Il risultato è stato addiruttura migliore!!!

Per cui, bando alle ciance: il polpo va cucinato accussì! :))

Ecco il primo pezzo cotto, un chilo circa!
(Fare click sulla foto per ingrandirla)
..e ora?
 Semplice! Lessate due patate e via:
(Fare click sulla foto per ingrandirla)
Che ve ne pare?
Piatto facilissimo, ma molto saporito.
Potete sbizzarrirvi con i condimenti, lascio a voi la scelta

...eeee non finisce qui.

Domani vi descrivo come ho fatto il Carpaccio di Polpo!

Ciao e alla Prossima

Lo Ziopiero

Guardate anche le altre realizzazioni:

venerdì 26 novembre 2010

Crostata Ricotta e Pere

Settimana per me intensa, anzi intensissima!

Dopo il "Tranquillo week end da paura" è stato un susseguirsi di piccoli eventi che mi hanno tenuto lontano dalla reflex, per cui avevo poco da documentarvi.

Ai fornelli ovviamente ci sono stato (devo pure mangiare, no?) ma non credo vogliate sapere dei miei gnocchi di patate conditi col ragù alla bolognese, oppure di una fiorentina con intorno delle patatine fritte da me, giusto? Son cose banali e sapete detesto pubblicare banalità...

Così ho scritto post basati molto di più sui sentimenti, come il post su Massi o quello su Ginestra, piuttosto che su ricette; ma devo dire sono stato molto più contento così.

Per chiudere la settimana vi lascio con qualcosa di facile facile, che non è sinonimo di banale, eh?

A volte, infatti, basta veramente poco per fare una torta buona, come in questo caso.

Immagino che tutti voi abbiate della frolla già pronta in freezer, che stenderemo e cuoceremo in bianco per 30 minuti a 170°.

700 gr di ricotta di pecora si comprano e li mescoleremo a 160 gr di zucchero; questo composto lo metteremo da parte.

Metteremo poi in un padellino sul fuoco 3 pere (degana o williams) tagliate e cubetti, 60 gr di zucchero, 10 gr limoncello (facoltativo), ½ succo di limone, fino a quando il liquido è quasi completamente asciugato; quindi aggiungeremo 3 gr di amido di mais, spegneremo e faremo freddare.

Uniremo poi il composto alla ricotta, verseremo il tutto nella frolla cotta e daremo altri 10 minuti di forno se ci piace cremosa, oppure faremo dorare il sopra (circa 35 minuti) se ci piace ben cotta; in questo secondo caso suggerisco di gustarla tiepida:

(Fare click sulla foto per ingrandirla)

Grazie e alla Prossima

Lo Ziopiero

Guardate anche le altre realizzazioni:

giovedì 25 novembre 2010

Un Tranquillo Week ...da Paura!!!!

Il Dis-Corso
Zipie', il divano l'è llì che t'aspettaa
A Ga', ciooosaisi che vojo venì, pero' nzo' sicuro
Okkettù 'un sei sihuro? 'Ovviaaa!!! C'è pure il Leo che t'aspetta!!!
...mmmm fàmmece penza' mpochetto, poi te righiamo

Allora, mmmm... vediamo un po': i panettoni per quando verrà l'araba li posso fare la settimana dopo...il torrone...vabbe' quello tanto ci metto poco, l'invito a pranzo di dadamilla lo rimando (tanto son due mesi che le do buca!!!), ...quasi quasi lancio il cuore oltre l'ostacolo
...www.trenitalia.it ....aaaarrrrgggggg!!!! ma quanto cavolo costa anda' de corsa a Firenze!!!! Vabbene l'alta velocità, pero' cerchiamo un treno meno caro...mmmm certo costa la metà, però ci mette pure una vita...OK, si 'ampa 'na volta solaaa.
(chissà perché prendo subito l'accento del posto in cui sono diretto...praticamente è come l'inizio del viaggio)

'O Gaia, lo zio arriva all'otto a tempo a tempo peffa' colazione; tettù organizza con l'Elena e lo Stefano. 

All'otto?!?!? Ottettu sei miha grullo? All'otto il sabato si dorme!!! Tettu 'mpoi venì alle 9?
Ok, Ok.

Il Pre-Corso
Sabato 20 novembre. Ore 12. Canto dei Bischeri (vicino al Battistero)

Bella Firenze. Sempre affasciante. Con tanta gente allegra che parla il fiorentino (mica come a Roma dove per le strade si sentono ormai mille idiomi tranne il romano).
Con Gaia si aspettava l'Elena e lo Stefano (Moretti non me ne volere se in questo post uso gli articoli davanti ai nomi, ma se lo fanno i toscani lo posson far tutti!).

Nell'attesa i miei occhi si riempivano di colori, di vetrine, di turisti...e proprio un turista mi punta, si avvicina, mi porge una macchinetta fotografica  e mi fa in vago accento milanese:
Scusi, mi farebbe una foto?
(ma questo proprio a me la doveva chiedere sta foto? che poi i turisti solitari rappresentano il mio modo di esser turista: da solo, senza dover render conto a nessuno, con tempi e scelte a mia disposizione...).
Rapido sguardo a Gaia, come a dire ora gli faccio vedere chi sono io...ahahaha. Lei mi sorride...
OK, volentieri.
Prendo in mano la macchinetta fotografica e mi sento dire:
No, scusa, ma lo sai come si scatta?
(ma che ho fatto? e come si permette...grrrrr ....piero dai sei in vacanza, che ti costa, fagli sto scatto e poi lo saluti educatamente, guarda pure che faccia simpatica che ha)
Gaia questa volta non la guardo altrimenti scoppio a ridere, ma percepivo che stava ghignando.
Si, Si. E' che volevo zoommare meglio e bilanciare i bianchi, sei tutto blu!
(Tie', intanto beccate questa lezione)
Click
Fa mpo' vede?
(ma questo parla pure mezzo toscano?)
...mmmm, miha l'è venuta bene. Guarda! Rifalla, va!
(ma chist è propr' strunz'?!?! - Gli insulti mi vengono meglio in napoletano)
Calma, Piero, calma.
Ok, certo. Aspetta, ne facciamo un'altra.
Click
Vediamo? Diobono, ma tettù sai 'ome si fotohrafa? Hai mai fotohrafao?
(e no, quando è troppo è troppo)
Mi avvicino...Lo guardo fisso negli occhi, lo penetro, lo buco dall'altra parte...e vengo invaso da un profumo familiare
...ma come puo' un turista portarsi appresso questo odore di cioccolata?
Flash! I due neoroni si incontrano e realizzano!
NANNNIIIIIIIIII !!!!!! Disgraziato!!! Kettepossino!!!! Ahahahahahaahh

Seguono abbracci, baci, strette, risate ...e da quel momento, fino a domenica sera, è stata tutta e sola una risata!!!!

Dopo poco si uniscono a noi anche l'Elena e lo Stefano, due amici di Gennarino.
Tutti insieme girovaghiamo per Firenze tra negozietti, mercati, e alchimisti di una volta, nutrendoci di lampredotti e bolliti, fino ad arrivare all'imbrunire. Il giorno dopo ci aspetta una giornata moooolto intensa...

Il Per-Corso
Avvolti da pioggia e nebbia arriviamo a destinazione, condotti da una Folle Celiaca che confondeva di continuo la retromarcia con la sesta.
Zipie', scusa sa, ma io sta macchina 'unl'ho mai guidata!
Ah Ga', guarda che le macchine son tutte uguali! Volante, pedali e cambio sempre quelli so!!!
Si, vabbe'. Ma com'è che sbrina dietro?
....click
Così 
...e lei, con gli occhi sgranati:
'okettettù l'hai uguale?
  e da dietro, in mio soccorso, la mamma profumata:
Gira qui a destra
e da davanti, lo zio sempre più in ansia:
ma no, quella è la sinistra!!!
(e giù tutti a ridere!!!)

Il Corso 
Il Corso vi dico subito che è di primissimo livello.
Nanni è un vero esperto della materia ed ha curato tutto nei minimi particolari.
Si inizia con un'interessantissima introduzione al cioccolato, sia storica sia accademica, e si continua poi con una sessione guidata dedicata agli assaggi e ad una ricerca dei sapori.

(Fare click sulla foto per ingrandirla)

Poi si passa all'atto pratico.
Purtroppo la luce non era delle migliori per fotografare, ma queste foto per me rappresentano un carissimo ricordo ed un'emozione, per cui le condivido volentieri con voi.


Nanni scioglie la Cioccolata
(Fare click sulla foto per ingrandirla)
Poi si passa al temperaggio
(Fare click sulla foto per ingrandirla)
La colata
(Fare click sulla foto per ingrandirla)

Il ripieno
(Fare click sulla foto per ingrandirla)

Uno dei tanti risultati finali
(Fare click sulla foto per ingrandirla)

Ovviamente non entro nel merito descrittivo delle varie fasi.
Questo Corso va fatto e basta. Non ve ne pentirete!

Il Soc-Corso?
Fuori diluviava. C'era la nebbia. La Celiaca era ormai completamente fatta di cioccolato e di risate...Confesso che un pochino di timore l'ho avuto, specie quando la sunnominata, uscendo dal posteggio,per l'ennesima volta ha ingranato la sesta pensando di andare indietro...:D :D :D
La domanda era: Riusciranno i nostri eroi a tornare indenni ai loro blog e raccontarvi tutto?
Be', a quanto pare ci siamo riusciti! E alla fine salutare La Gaia Celiaca è stato più un dispiacere che un sollievo! Persona simpaticissima, sensibile e cortese.  

Il Tras-Corso
Dulcis in fundo
Gaia, anzi La Gaia, la conoscete tutti.
Lei e Leo (o come suona bene: lei e leo - lei e leo!) mi hanno fatto sentire come a casa mia, a tal punto che domenica mattina all'alba mi son messo a fare la Crema al Mandarino! :)))
Poi ho giocato con i suoi fagiolini e li ho accompagnati a scuola il lunedì come un vero zio, poi ho fatto fuori le sue marmellate e una infinità di panini, poi abbiamo vivisezionato la sua reflex e smanettato col fotoritocco, poi...poi...

Ok, Ok!  Mi sono accorto di aver parlato tanto. Mi fermo qui.
Che altro aggiungere? Ma siiiiii! La foto scattata al Nanni!

(meglio non clickare per ingrandire!!! :))) )
Grazie e alla Prossima

Lo Ziopiero

Piesse: Leggetevi pure il resoconto di Gaiaquello del Nanni ,e quello delle Gaia Celiaca

Guardate anche le altre realizzazioni:

mercoledì 24 novembre 2010

Le Cassatelle di Ginestra

Sottotitolo:

Quando ci si vuole bene...

La prima volta che sentii nominare Internet fu nel 1988.
All'epoca lavoravo per il Centro Ricerca Scientifica e Tecnologica di una notissima multinazionale di Informatica.
Windows non esisteva.
I terminali avevano tutti uno schermo nero e le scritte a fosfori verdi.
La posta elettronica era agli albori.
Se volevi scaricarti un'immagine dalla rete, lo potevi fare solo sulla base di una descrizione sintetica, in quanto non la potevi visionare on line. Per vederla dovevi prima scaricartela usando come terminale un emulatore da pc, cosa all'epoca ritenuta l'avanguardia della cosiddetta informatica-utente. E se tutto andava bene l'intero processo durava non meno di 15 minuti.

Onestamente mai avrei pensato cosa sarebbe diventata la rete dopo soli 10 anni.
E nel 1998 non avrei mai immaginato cosa sarebbe diventata dopo altri 10 anni.

Ma, soprattutto, mai e poi mai avrei pensato che le amicizie più belle e più intense degli ultimi anni, le avrei trovate e coltivate su Internet...

Potrei farvi un lunghissimo elenco di persone conosciute prima virtualmente e poi realmente, con le quali è nata una bella amicizia; molte le conoscete anche voi.

Oggi, pero', vorrei nominarne una sola:  Lei, Ginestra, Sandruzza.

Questo post è stato ispirato tutto da lei e dal suo merviglioso modo di essermi amica....

Si puo' misurare la gioia?
Si puo' misurare il desiderio di abbracciare intensamente una persona con cui ci si vuole bene?

No, e forse neanche si puo' descrivere.

Pero' sono sicuro che ognuno di voi queste sensazioni, queste emozioni le ha provate più volte nella vita.

Ecco. Io le ho provate l'altra sera, quando rientrando a casa dopo una lunga giornata di lavoro, durante la quale tutto è andato storto, compreso l'interminabile fila di macchine per il rientro a casa, ho trovato un pacco postale, proveniente da Catania...

Avrei voluto aprire il pacco davanti a lei, perché potesse leggermi negli occhi la gioia... non era possibile, pero'...si poteva fare qualcosa di simile... l'ho chiamata e l'ho aperto con lei al telefono, descrivendo attimo dopo attimo i miei sentimenti...perché sentisse almeno la mia gioia attraverso la mia voce .

Si è sprigionato subito un profumo, accuratamente sigillato a Catania affinché arrivasse intatto alla mie narici.
Poi è spuntata fuori questa lettera...
(Fare click sulla per ingrandirla)
(la cassatella, ovviamente, non era sulla lettera come la vedete nella foto, ma l'ho adagiata lì subito dopo la telefonata, per immortalare il momento magico del dopo morso!)

Ho voluto assaggiarle subito, con lei al telefono...non mi ricordo di aver pronunciato parole...ma sospiri si...vero Gine'?

...e infine eccole, le cassatelle....

(Fare click sulla per ingrandirla)

Ingrandite la foto, perché nella versione ridotta poco si capisce ;-)

Che altro aggiungere?
Niente.
Il tempo che avreste passato a leggere altre mie parole, oggi dedicatelo a pensare intensamente ad una persona a cui volete bene.

Ciao e alla Prossima

Lo Ziopiero

Piesse: Le cassatelle di Agira by Ginestra, ovviamente

martedì 23 novembre 2010

Post Fuori Programma - Massi

Questo post non era previsto, ma appena questa mattina presto ho letto il commento di Massi (ricordate?) arrivato "puntualmente in ritardo" sul post del Pescespada all'Arancia, ho pensato: Ma possono tutte queste belle parole andar perse in un commento di un post ormai "vecchio" di una settimana?

Allora, per rispetto a tutti coloro che hanno conosciuto, apprezzato e salutato Massi e, soprattutto, per amicizia di Massi che come al solito mi ha colpito al cuore, riporto qui la sua risposta; d'altra parte, come avete visto dall'anteprima di ieri (e di oggi) questi giorni sono dedicati all'amicizia, quella vera.

Commento di Massi:
Eccomi, scusate il ritardo...ma maldidenti bestiale finito con un'estrazione il venerdì, seguito da un blackout di internet nel week-end.
Ringrazio tutti per gli auguri e i complimenti, ringrazio (zi)Piero e ringrazio anche i "mali che vengono per non nuocere", che ci hanno permesso di passare ancora qualche bel momento insieme.
Ha ragione Gambetto, certe amicizie non cambiano con il tempo. Soprattutto quelle amicizie nate quando ancore non si è indossata la "maschera" da adulto. Le amicizie con quelle persone che ci hanno visto prima che costruissimo le nostre difese e che anzi ci hanno visto provare tante maschere ("Come mi sta il look alla Deniro?" -"Era meglio l'altra sera con il look alla Travolta e secondo me si 'becca' pure di più!" -"Ma non so ballare..."). Sono quelle persone che ci conoscono in tutta la nostra "miseria e nobiltà" e che accettano l'una e ammirano l'altra.
Queste 2 belle giornate si aggiungono a tante altre passate insieme, ricordo in particolare il 23 marzo 1979 (la data l'ho presa qui http://www.imdb.it/title/tt0077416/) davanti al cinema Etoile, alle 2 del pomeriggio per essere sicuri che saremmo stati i primi per la prima de "Il cacciatore" e un'estate in sardegna che eravamo tutti talmente giù, che ci sembrò che la cosa migliore da fare fosse divertirsi. Ridemmo così tanto in quei giorni che alla fine dell'estate avevamo degli addominali da paura...
(segue)

"Segue", ha scritto Massi...chissà....

Post senza foto? Quasi. Visto che Massi lo ha ricordato, vi lascio con la locandina del film:



Grazie e alla Prossima

Lo Ziopiero

lunedì 22 novembre 2010

Tarte Cioccolatosissima....

Questa tarte è un delirio allo stato puro....

... e lo è pure se non vi piace il cioccolato!!!.

(Click per ingrandire la foto)
Ma poi, ora che ci penso, come fa a non piacervi il cioccolato?

Il cioccolato è poesia, è arte... ma anche cultura, tradizione... ma anche libidine, sesso; diciamocelo una volta tanto, senza falsi pudori!!!!

Quale altro alimento puo' racchiudere  in se tutte queste caratteristiche, apparentemente diverse, opposte, ma che irrimediabilmente poi si riuniscono in un'unica essenza?

Del cioccolato sono state scritte e riscritte miliardi di parole da milioni di persone, per cui non mi voglio perdere in ulteriori descrizioni, se non quelle strettamente legate alla ricetta.

Il resto lo lascio alla vostra fantasia...fin quando non vi deciderete a farla!!!

Vi dico solo che l'ispirazione l'ho avuta tempo fa leggendo qui, il blog di  Sandra Madame Le Pétrin, posso chiamarti così?
Io ho solo apportato - come vedrete - piccolissime varianti.


Sotto: Frolla al Cacao
180gr farina
30gr fecola di patate
150gr burro
100gr zucchero a velo
40gr cacao amaro
2 tuorli
1,5gr sale

Impastate e lasciate in frigo per almeno un'ora.
Quindi stendetela in una tortiera da 28 cm e lasciatela riposare in frigo per almeno 30 minuti.
Poi cuocete per 15-20 minuti a 170°.
Attenzione alla cottura: la frolla è di colore bruno scuro, per cui potreste rischiare di non accorgervi quando è quasi cotta. Eventualmente cuocete degli avanzi di frolla (esempio negli stampi per tartellette) vicino alla torta e controllate questi per capire a che punto è la cottura della frolla in tortiera.

In mezzo: una deliziosa Crema di Cioccolato aromatizzata all'Arancia
100 gr cioccolato fondente al 70%
90 gr burro
100 gr zucchero
24 gr amido di riso (o di mais)
scorza di una arancia grattatafinemente
Succo di un'arancia
2 uova
100 gr nocciole polverizzate finemente

Fate fondere il cioccolato a bagnomaria.
Lavorate poi il burro in pomata con lo lo zucchero fino ad ottenere un composto cremoso.
Incorporate l'amido, la scorza d'arancia e il succo.
Aggiungete quindi le uova mescolando: infine incorporate il cioccolato fuso e le nocciole polverizzate.
La crema deve essere omogenea.

A questo punto  versate la crema nella torta e continuate la cottura a a 170°C per 10 min.
L'interno rimarrà cremoso mentre sulla superficie si formerà una crosticina.
Una volta fuori dal forno fate freddare a temperatura ambiente

Sopra: Glassa a Specchio.
E' una glassa facilissima, ben diversa da quella della Setteveli
300 ml acqua
225 gr zucchero
100 gr cacao in polvere amaro
100 gr panna
4 gr di colla di pesce

Setacciate il cacao e unitelo allo zucchero. Versateci piano piano l'acqua calda ma non bollente (80° circa) in modo da ottenere una crema senza grumi. Portate quindi ad ebollizione sempre mescolando.
Aggiungente la panna precedentemente scaldata e togliete dal fuoco quando il tutto sta per bollire nuovamente.
Aggiungete la colla di pesce (precedentemente ammollata, strizzata e asciugata) e mescolate.
Lasciatela raffreddare e poi versatela sulla tarte.

Frigorifero per almeno 24 ore.

Il resto...lo lascio commentare a voi...io intanto finisco di mangiarmi l'ultima fetta rimasta....
(Click per ingrandire la foto)

Ciao e alla Prossima

Lo Ziopiero

Piesse: chissà perché tutta questa voglia di cioccolato, eh? Chissà perché....?
;-)

Guardate anche le altre realizzazioni:

venerdì 19 novembre 2010

Tartellette al Cacao con Crema di Mandarino

(Click per ingrandire la foto)
E' da tanto tempo che volevo rifare la Frolla al Cacao.
Ha un suo non so che di attraente..forse sarà il colore, insolito per la base di una tartelletta.

Però devo confessarvi una cosa: il pezzo forte di questo dolcetto non è tanto la frolla al cacao, quanto la Crema di Mandarino, la cui ricetta originale l'ho presa da qui, apportando poi alcune piccole modifiche.

E' semplicissima da fare, in 5 minuti è pronta:
3 mandarini
100 gr zucchero (80 gr se si usano clementine)
1 tuorlo
30 gr amido di riso (in alternativa amido di mais)
250 gr acqua

Sbattete il tuorlo con lo zucchero, aggiungetevi le zeste di 2 mandarini, l'amido e quindi l’acqua riscaldata. Infine il succo dei 3 mandarini.
Mettete sul fuoco e girate con la frusta fino a quando raggiunge la consistenza desiderata.
Poi, ovviamente, fatela freddare.

....assaggiatela....
Allora????

Vi dico subito che se volete farcire una torta, allora raddoppiate le dosi (oppure non assaggiatela!!!).
Chiaro?!?!?!?
:))))

(Click per ingrandire la foto)
Per la frolla al cacao, usate queste dosi:

180gr farina
30gr fecola di patate
150gr burro
100gr zucchero a velo
40gr cacao amaro
2 tuorli
1,5gr sale


(Click per ingrandire la foto)

Per questa settimana con i post mi fermo qui.
Qualcuno mi attende....a breve saprete.... ;-)

Grazie e alla Prossima

Lo Ziopiero

Guardate anche le altre realizzazioni:

giovedì 18 novembre 2010

Pesce Spada all'Arancia

Come nascono gli incontri? Cosa scatena un evento? Perché una giornata va in un modo piuttosto che in un altro?
Per me la vita è un continuo "sliding-doors" . Ricordate?
E aggiungo, ogni medaglia ha il suo rovescio, non tutti i mali vengono per nuocere, gallina vecchia fa buon brodo (no, questa non c'entra proprio niente!!!)

Qualche settimana fa un maledetto virus attacca il mio computer. Ora dopo ora vedevo svanire tutte le mie applicazioni....tutti i miei dati. La cosa, lo sapete, non è affatto piacevole....e non tanto per tutti i dati potenzialmente persi, visto che ho due hard disk esterni in cui ogni giorno riverso, anzi bekappo, due copie identiche dell'intero pc, quanto per l'idea di dover reinstallare tutto quanto!!!

Vabbe', cucinerò meno, non fotograferò per niente e in un paio di pomeriggi rimetto tutto a posto....
Madddechéeeeee!!!!! (Come si dice qui a Roma)
Il pc non ne voleva proprio sapere. Porca paletta!!! E mo che faccio?!?!?!
Vabbe, non mi rimane altro che chiedere un po' in giro, spargere la voce....qualcosa uscirà fuori.
Ahooo, tutti boni, tutti gentili, tutti disponibili...ma il pc non lo hanno smosso mica, eh?
Fai così, fai colà, cancella questo, formatta quello....sta di fatto che manco 3 round con il BIOS mi son bastati per farlo ripartire....eeeekkedè?!?!?!?

...poi, d'improvviso, mi son ricordato di un mio carissimo amico, uno di quelli che se l'asse della terra dovesse mettersi dritto, lui lo riporterebbe inclinato con la stessa serenità con cui noi ci sediamo a tavola...

Massi, so io
Si, lo vedo e lo sento
(ecco, già ho detto la prima stupidità: mi riconosceva dalla sola voce 35 anni fa quando i telefoni erano a manovella, figurati adesso con display fotografici e suonerie personalizzate)
Me devi da 'na mano. Me s'è mpallato er piccì
Ok, come sei messo stasera?
(Vedete gli amici? Intuiscono subito tutto al volo, senza bisogno di preamboli o giri di parole).
Massi, famo così: domani è sabbato (a roma con due bi, mi raccomando, altrimenti rischiate di bucare gli appuntamenti). Posso fare un salto da te senza che ti muovi?
Certo. Vieni quando vuoi. Lo sai, dalle 5 sono in piedi.
Guarda che io alle 6 potrei già stare da te.
Ok.
Ok. 
...Pie'?
...eh?
...ricordati di portare il piccì....che te conosco come sei fatto...
:)))

Arrivo da lui all'alba meno dieci, poggio il pc sulla sua scrivania, piena di altri pc.
Non so se è stata autosuggestione, ma mi è parso che i suoi picci si siano come allontanati dal mio, come se lo guardassero con sospetto, anzi proprio schifati....eeekkedè? Se parlano? Be', effettivamente si, se parlano!

Lui, il guru, apre il mio pc, lo accende, digita sopra parole incomprensibili, ed ecco che succede la magia....manco fosse Giucas Casella che te streccia le mani inchiodate sulla fronte!

Nel giro di 4 ore lo rimette in moto... ma quel che più conta è che in queste 4 ore siamo stati allegramente insieme a chiacchierare, a parlare, a ridere, come non mi capitava da tanti anni.

Vedete, forse si doveva piantare il mio pc per farmi riprendere un po' di contatti umani reali, fisici e, soprattutto, ritrovare l'infanzia, l'adolescenza, grazie alla compagnia di un amico.

Al momento dei saluti ho pensato tra me e me: "certo, manco un dolcetto ho avuto modo di portargli...sta cosa del pc mi ha fatto perdere il contatto con la cucina...ma diamine, il  prossimo sabato (una bi per voi tutti) sarà il suo compleanno!!!"

Massi?
Si?
Stavo pensando...vuoi festeggiare da me i tuoi 48?
...

Credo che per una frazione di secondo l'asse della Terra si sia davvero raddrizzato, ma poi subito dopo lui stesso lo ha rimesso inclinato, e mi ha guardato con i suoi occhi azzurri. Era palesemente un si di gioia!

Sai pure che pensavo? Ti ricordi quando da ragazzini ci cucinavamo da soli? Possiamo vederci di mattina, anche all'alba meno venti, e divertirci nella mia cucina. Gli altri li facciamo venire tutti a pranzo. Tu pensa ad un piatto che ti piacerebbe cucinare con me, al resto penso io.

Il piatto che Massi ha scelto è questo:

(Fare click sulla foto per ingrandirla)
Massi, oltre a smanettare sui pc e raddrizzare l'asse terrestre, sa fare veramente di tutto e in cucina non è da meno.

Ora, però, mi devi scrivere e descrivere la ricetta di tuo pugno, per tutti i miei lettori e anche perché voglio che queste due giornate vengano documentate.
OK! Sarà fatto :))

Direttamente scritto dalle sue manine, anzi, manone, ecco a voi il

Pesce Spada all'Arancia by Massi

Ingredienti per 4 persone (che mangiano):

1kg di pescespada tagliato a fette;
1 arancia di media taglia;
2 limoni;
3 foglie di salvia.

Dissanguare le fette di pescespada mettendole a scolare dopo averle leggermente salate da entrambi i lati.
Col magico zester (si chiama così?), zestare lo zesto di arancia e un limone ed unirli alle foglie di salvia tritate o pestate (meglio) e tenerle da parte per la fine della ricetta.
L'altro limone spremerlo e tenere il succo da parte.
Affettare l'arancia e un limone a fette sottili e disporle sul fondo di una padella alternandole fino a coprire tutta la superficie.
In questa fase non preoccuparsi dei semini, ci sarà più tardi l'opportunità di levarli.
Disporre le fette di pescespada nella padella che avete predisposto.


(Fare click sulla foto per ingrandirla)
Mettere un coperchio e far cuocere a fuoco basso per 10-15 minuti totali, considerando che la cottura varierà molto in funzione dello spessore delle fette e che il secondo lato cuocerà più in fretta (essendo quasi una cottura al vapore).
A cottura ultimata, levare le fette di pescespada e a fuoco alto smucinare (!?!) le fette di limone e di arancia con un mestolo in modo di ottenere una pappetta omogenea un po' collosa.

A questo punto, a fuoco spento, rimuovere tutti gli avanzi solidi e lasciate solo la pappetta a cui aggiungere la salsetta di salvia e zesto preparata precedentemente.
Spostatela sul bordo della padella nel cui centro verserete un po' di olio. # A fiamma alta scottate sui 2 lati le fette di pescespada per pochi secondi in modo da dorarle un pochino e contemporaneamente versate il succo di limone direttamente sulle fette.
Abbassate la fiamma e spalmate la salsetta che avevate messo sul bordo della padella su tutta la superficie del pesce spada strusciandocelo sopra da entrambi i lati.
Levare le fette e disporle sul piatto, alzare la fiamma, aggiungere poca acqua per sciogliere la parte di salsa rimasta nella padella, addensarla e versarla sopra le fette già disposte nel piatto. #

Le operazioni descritte tra ## devono essere rapidissime max 1, 1,5  minuti perchè il piatto si raffredda rapidamente.

Mi sembra di non aver dimenticato nulla.
Questa cottura è anche adatta al petto di pollo e di tacchino.

Massi

Per la cronaca, gli altri piatti sono stati, nell'ordine:

Spaghetti Cacio e Pere (con l'aggiunta di Cannella)
Tonno alle Mandorle
Carciofi  alla Mizzi (ricetta segretissima della mamma di Massi)
Torta Saint Honoré
Come pane ho fatto il Pane di Hojaldre, ma non l'ho fotografato. Magari la prossima volta ;-)

Grazie, Massi. Siamo stati veramente bene.

Ciao a tutti e alla Prossima

Lo Ziopiero

Guardate anche le altre realizzazioni:

mercoledì 17 novembre 2010

Linguine Patate e Bottarga

Normalmente quando mi arriva un commento di un nuovo food-blogger vado subito a curiosare nel suo profilo. Fate così anche voi? Dai, su, confessatelo...
...e cosa fate subito dopo? Cercate forse di immaginare come è fatto? Di scoprire qualcosa di più? Magari interessi in comune oltre alla cucina, se vive nella stessa città...e poi?
Poi andate subito a sbirciare il suo blog, giusto?

E come lo guardate voi un nuovo blog?

Il numero di blog ormai è un'enormità e la crescita continua ad essere esponenziale; non si sa mai come e dove guardare, e soprattutto quali selezionare, per cui alla fine cerco di farmi un'idea da quei pochi elementi che mi risaltano agli occhi...cioè le foto.

Queste non devono essere necessariamente belle, ma almeno rappresentative.

....e un'immagine rappresentante un piatto ci dice molto di più di quanto possiamo credere.
La cura nella preparazione, l'equilibrio nella presenza degli ingredienti, l'attenzione anche all'inquadratura scelta possono essere fattori indicatori di diverse caratteristiche anche della persona stessa, non solo del piatto.

Poi l'attenzione mi va sul titolo di alcune preparazioni e, a volte, mi soffermo rapidamente nella lettura degli ingredienti e sulla loro quantità. Se qualcosa mi attrae, vado avanti. Se vado avanti, spesso archivio e quasi immancabilmente poi rieseguo. A volte cambio qualcosina, a volte no.

Qualche giorno fa mi soffermai su questi, postati da Pan di Ramerino. Ok, li farò, mi dissi tra me e me.
Click. Ctrl+S. Salva? Si. Fatto.

...e fatti:

(Fare click sulla foto per ingrandirla)
Mi ha colpito l'abbinamento di patate (praticamente fritte) con la pasta. Ci stanno bene.
La Bottarga (ho usato quella di tonno rosso) da il tocco di mare.
Il tocco di classe, invece, a mio avviso lo da la scorza di limone finemente grattuggiata e distribuita accuratamente.

Per il resto, origano (la fortuna vuole che ancora ho quello di Bronte) e sedano (da me omesso) completano il quadro degli aromi.
Quanto al formato ho preferito le linguine agli spaghetti.

Il piatto è veloce da fare.

Mettete l'acqua per la pasta e dell'olio evo con uno spicchio d'aglio in una padella.
Per ogni porzione sbucciate una patata media, tagliatela a tocchetti piccoli e versateli nell'acqua in ebollizione.
Accendete il fuoco sotto la padella.
Dopo 3 minuti togliete le patate, asciugatele in un canovaccio, versatele in padella e coprite. Ogni tanto girate.
Dopo un 3-4 minuti immergete la pasta nella stessa acqua dove avete fatto sbollentare le patate. Poi scolatela molto al dente e saltatela nella padella.

Impiattate aggiungendo la bottarga, l'origano e le scorze di limone.

A me, ovviamente, è piaciuta! E a voi?
;-)

Ciao e alla Prossima

Lo Ziopiero

Guardate anche le altre realizzazioni:

martedì 16 novembre 2010

Fritto di Calamari - Filmato!!!

Ve lo avevo promesso, ricordate?

(Click sulla foto per ingrandire)

Eccomi qui con il filmatino, ma prima mi preme ricordare alcuni brevi quanto fondamentli dettagli:

I calamari devono essere freschissimi...vabbe', è una banalità, ma è sempre meglio dirlo. Conosco persone che si vantano di fare dei fritti con prodotti surgelati e già pronti per essere buttati in padella; lasciatemelo dire serenamente: sono porcherie. E chi ama e conosce il pesce puo' solo che esser d'accordo con me.

Friggo nell'olio di arachidi. Ne ho provati diversi, ma alla fine con questo tipo di olio il risultato che ho ottenuto a mio avviso è il migliore.

L'olio deve sempre arrivare a 177° e possibilmente non superarli di troppo. Diciamo 180° va più che bene.

Dopo ogni turno di frittura l'olio, che potrebbe aver subito un calo di temperatura, deve ritornare a 180°. Usate questo tempo per prepararvi la successiva tornata di calamari.

Gli anelli di calamari, una volta tolti dal frigorifero, vanno tenuti sotto ghiaccio.

La farina, rimacinata di grano duro, deve essere fredda di frigorifero.

L'infarinatura va fatta solo un attimo prima della frittura, per cui non crediate di avvantaggiarvi il lavoro
infarinando prima tutti gli anelli e poi friggendo di volta in volta. I calamari fritti per ultimi saranno i peggiori. Chi ve lo fa fare?

La quantità di calamari da friggere ad ogni tornata deve essere tale da consentire ai calamari stessi di starsene belli "comodi" in padella

Bene. Come avete visto sono semplicissime attenzioni che non richiedono tempo, ma vanno osservate.
Lascio adesso la parola alle immagini (e alla musica UNZ UNZ):


Be'? Piaciuto?
Ovviamente non tutti i fritti vanno fatti con questo sistema; c'è la frittura con la pastella, la frittura delle patate, la frittura dei supplì, la frittura delle arancine (lo so, prima o poi le arancine le dovrò rifare e postarvi la ricetta), la frittura delle pizzelle, dei panzerotti... eeee, troppe ce ne sarebbero...vabbe', l'inverno è ancora lungo, magari piano piano...

Grazie e alla Prossima

Lo Ziopiero

Guardate anche le altre realizzazioni:

lunedì 15 novembre 2010

Tonno alle Mandorle

Questa piatto me lo ha insegnato il mio amico kokko, ricordate? Il mio amico fotografo, quello delle ricetta dei Digestive, si proprio lui..

Un paio d'anni fa (mammamia come vola il tempo!!!) ci siamo visti a casa mia per cucinare insieme.
Lui fece il primo e il secondo; io feci il pane, il contorno e il dolce.
L'accordo, un po' insolito, fu che ognuno pensasse agli ingredienti del proprio piatto.
Fu così che lo vidi arrivare, tra le altre cose, con 4 foglie di mentuccia e mezzo bicchiere di vino bianco.

"A Ko', ma che te penzavi che nun sciavevo er vino?"
"Azzzipie', kotte' nunzesammai!"

...e da quel momento fu un'unica risata dall'inizio alla fine.

Impastammo, pasticciammo, fotografammo, filmammo, insomma pensate a tutti i verbi che finiscono in "ammo" e noi lo fammo...vabbe', lo femmo, no, facimmo...fimmo....insomma l'abbiamo fatto!
:))

Questo piatto l'ho riproposto qualche sabato fa ad alcuni miei amici carissimi.
E' un piatto facile e anche particolare.

Per 4-6 persone:

1 kg di trancio di tonno freschissimo
2 Cipolle di Tropea
500 Pomodori maturi
120 gr mandorle
50 gr pangrattato
Capperi
Mentuccia Romana (un rametto)
100 gr vino bianco
Olio evo
Origano
Sale e pepe

Lasciate il pesce in acqua fredda salata per un'ora, in modo che perda il suo sangue.
Dopo di che sciacquatelo e asciugatelo tamponandolo con carta cucina; poi salatelo ed adagiatelo in una teglia unta con qualche cucchiaio d'olio.

Nel frattempo pelate e sfilettate i pomodori,  tagliateli a cubetti in una ciotola, assieme alle cipolle tagliate a velo, poco origano, capperi dissalati, sale, pepe.

Sobbollite poi il vino bianco per far evaporare l'alcool, versatelo sul pesce e ricoprite il tutto con il composto di cipolla e pomodoro.

Frullate le mandorle e aggiungetevi il pangrattato e la mentuccia. Ricoprire il pesce con questo composto.



(Click sulla foto per ingrandirla)

Infornate a 180° gradi per 25-30 minuti.
Servite:

(Click sulla foto per ingrandirla)
Piesse: al pranzo fatto con gli amici c'è stata anche un'altra portata di pesce...che a breve vi racconterò ;-)

Grazie e alla Prossima

Lo Ziopiero
Guardate anche le altre realizzazioni:

venerdì 12 novembre 2010

Paccheri Broccoli e Vongole

C'è chi sostiene che nei primi piatti i frutti di mare non vadano mischiati con altri prodotti della terra.
Io sono tra questi.
Io ero tra questi.
Io non sono più tra questi.
Dopo il suggerimento di Marina (attenta commentatrice anonima) ho iniziato a mischiarli, così:

(Click sulla foto per ingrandire)
Sapete... le regole più belle da infrangere sono quelle della cucina....perché in fondo, diciamocelo, in cucina è bello stravolgere, fantasticare, inventare, osare...

Ricordate gli Spaghetti Cacio e Pere di Saretta, poi da me riproposti qui?
O il Gelato Pere e Gorgonzola? Qui lo scetticismo salì alle stelle, ma poi chi lo ha assaggiato mi ha dato soddisfazione :)))

La pasta di oggi è facile da fare, ma per farla vi dovete attenere rigorosamente a queste nuove regole (ahahahaahahah, scherzo, eh?):

Cuocete e scolate i broccoli senza buttare l'acqua; nella stessa acqua dovrete cuocere la pasta.
La pasta, appunto: non fate gli spaghetti, fate i paccheri (e se proprio non li trovate, fate le mezze maniche rigate).

Mettete le vongole con abbondante olio evo nella stessa padella in cui poi farete saltare i paccheri. Una volta aperte a fiamma vivace, toglietele, metteteci i broccoli e girate, un paio di minuti, giusto per farli insaporire di pesce. Unitevi pasta e vongole e fate saltare con la tecnica spiegata qui.

Marina, allora? Come sono venuti? Me la dai la sufficienza o mi mandi un'altra volta in punizione dietro la lavagna?
:)))

A voi tutti propongo il solito quiz: sfondo bianco o.... sfondonero?
(Click sulla foto per ingrandire)

Grazie e alla Prossima

Lo Ziopiero

Guardate anche le altre realizzazioni:

giovedì 11 novembre 2010

Un po' di Fritti...


Zipie', ma tu il fritto come lo fai?
Dipende
Dipende da cosa?
Dipende da cosa voglio friggere. Ogni alimento puo' esser fritto in diversi modi; non sempre è sufficiente scaldare l'olio e poi buttar dentro le cose da friggere. Prendi ad esempio le patate a fiammifero, hai presente? Croccanti fuori, morbide dentro? Doppia frittura prima a 130° e poi a 180°?
...eeee, quanto la fai difficile!!!! ....ma davvero? ...e senti un po', le patatine a tocchetti?
Guarda qui ho un trucco facile facile. Metti a bollire l'acqua con del sale, esattamente come per la pasta...
Azzzpie', mica le vojo lesse!!!
...e infatti non le devi lessare! Quando l'acqua bolle, è sufficiente che tu le cali e le tieni dentro 3-4 minuti. Poi le scoli, le asciughi per bene in un canovaccio e le metti in una padella con poco olio ma già molto caldo (magari avendoci fatto rosolare pure uno spicchio d'aglio). Copri e ogni tanto le giri....se hai un po' di pazienza vedrai poi che patate che ti verranno... ;-)
Caspita, mica male il sistema. Ma un fritto di quelli con la pastella?
Be', guarda, ne ho fatto uno giusto qualche giorno fa. Che ne dici?
(Click sulla foto per ingrandire)
Mammamia!!!! Ma cos'è tutta questa roba?!?!?
Be', è un fritto misto, no? Dai, ti posso far vedere dei particolari, come questo trittico di filetto di baccalà, rotella di cipolla e zucchina a fiammifero:

(Click sulla foto per ingrandire)
Guarda, ti faccio vedere pure il particolare interno col baccalà:

(Click sulla foto per ingrandire)
Ok, Zzipie'! Ma non è che per caso avresti pure una foto col fritto di calamari.....?
....ops, guarda caso ne ho giusto un paio!
Be', lo ammetto, il fritto di calamari (senza pastella, eh?) mi riesce particolarmente bene...leggero e asciutto:

(Click sulla foto per ingrandire)

(Click sulla foto per ingrandire)
....e noooo! Adesso ci racconti tutto per benino, anzi perché non ci fai un filmatino?
....

....amici, che dite? Lo faccio sto filmatino con tutte le spiegazioni e magari ci mettiamo pure uno di quei sottofondi musicali "UNZ UNZ"??

Fatemi sapere voi....

Grazie e alla Prossima

Lo Ziopiero

EDIT del 16.11.2010: il filmato del fritto lo potete trovare qui

Guardate anche le altre realizzazioni:

 

mercoledì 10 novembre 2010

La Torta della Bis-Nonna

Non so che nome abbia realmente questa torta.

D'altra parte si sa: nella cucina, come in tante altre cose, paese che vai, nomi che trovi.

L'idea di base l'ho presa da qui.
Di fatto ho cambiato solo la disposizione delle creme.
Per il resto non saprei, visto che ricette e dosi non ne ho trovate, per cui ho agito a naso e, visto che poi alla fine si è trattato solo di una versione un po' modificata della torta della nonna, l'ho battezzata


Torta della Bis-Nonna

(Fare click per ingrandire)

E' facilissima da fare e volendo anche qui si puo' dividere in due fasi la preparazione.
Un giorno fate le creme e le mettete in frigo, il giorno dopo fate la frolla e cuocete il tutto.

Come crema al cioccolato ho usato la mia solita, riportata in dettaglio nel post del Parfait di Mandorle.
Come crema pasticcera ho usato quella di Paoletta, fatta con le uova intere, che ben si presta per la cottura in forno. Unica differenza: ho dimezzato tutte le dosi tranne quelle delle uova e usato la fecola invece della farina. Voi ovviamente fate come preferite, ma non perdetevi assolutamente questo filmato.
Per la frolla, manco a dirlo: Adriano!
I pinoli...si comprano. Non lesinate. Più ce ne sono, meglio è! ;-)

A questo punto dovete stendere i 2/3 della frolla ad un'altezza di pochissimi millimetri (3-4)
Poi versate e spalmate la salsa di cioccolata fredda di frigorifero.
Quindi la crema (sempre fredda, mi raccomando), facendo attenzione a non mischiarla con la cioccolata.
Infine coprite con la frolla stesa sottilissima, se vi riesce anche un millimetro!
Cospargete il tutto di pinoli e via in forno a 180-190° per una quarantina di minuti o fino a completa doratura.
I pinoli devono esser ben tostati (fanno la differenza).
Eventualmente date un colpetto di grill tenendo la torta in basso e vigilandola a vista!

Il modo migliore di gustarla è tiepida, per cui, qualora vi dovesse avanzare, vi consiglio vivamente di scaldarla (anche sul termosifone come ho fatto io in ufficio) prima di consumarla nuovamente.

Grazie e alla Prossima

Lo Ziopiero

Guardate anche le altre realizzazioni:

LinkWithin

Related Posts with Thumbnails